Fargo | Il ruolo di Martin Freeman e le reazioni dei Coen

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FX aggiungerà alla sua programmazione una nuova serie antologica. Come per American Horror Story, l’imminente progetto di Fargo sarà costituito da serie limitate che seguono la vita e i crimini nella città di Fargo, North Dakota, e lungo il confine del Minnesota, come nel film del 1996 dei fratelli Coen su cui la serie è basata.

Lo sceneggiatore e produttore esecutivo Noah Hawley sta già pianificando la seconda stagione della serie, ma durante il panel di FX al press tour invernale della TCA ha detto che ogni futura stagione di Fargo si concentrerà su una diversa sfaccettatura dell’ “innocenza” di Fargo e del fatto di essere una piccola città. Ha deciso che lo show non sarebbe stato del genere un-nuovo-caso-ogni-settimana perché ciò avrebbe costretto il personaggio di Molly Solverson (Allison Tolman) ad avere a che fare con così tanta oscurità “da poter essere in Criminal Winds“.

“Non trovo che la location sia limitante. Non è il mio punto di partenza in quanto narratore” dice Hawley delle future stagioni di Fargo. “Penso che ci sia qualcosa di davvero interessante riguardo alla regione e allo stile narrativo dei fratelli Coen, che non è guidato dalla trama. Tuttavia, dal momento che racconto una storia che al tempo stesso è dark e comica, proprio non vedo un punto d’arrivo dal punto di vista creativo”.

Aggiunge anche che spera che dopo una o due stagione di Fargo, le persone vedano “il film come un’altra storia vera che si integra nella serie”.

L’attore Martin Freeman, che interpreta l’assicuratore del Minnessota Lester Nygaard, dice che è troppo presto per parlare del suo possibile ritorno per una stagione successiva. Dopo il panel di Fargo, ha detto ai giornalisti che inizialmente aveva firmato per lo show perché di breve durata, ma che potrebbe lasciarsi persuadere a continuare. Se questo avverrà sempre nei panni di Lester o in quelli di un altro personaggio (il CEP di FX John Landgraf dice che ogni stagione di Fargo si concentrerà su nuove persone della città) è ancora da decidere.

“Per quanto ne so…e non so nemmeno in che modo Lester conclude la sua storia…hai presente cosa intendo? Non ho terminato gli episodi: non penso che Hawley abbia già scritto tutti e 10 gli episodi, quindi non sono sicuro nemmeno di come andrà a finire per lui” dice Freeman. “Non so se sarà morto, vivo, transgender; non so che cosa succederà, quindi non so che cosa ne sarà di lui. Per questo dire se tornerò è ancora basato solo su ipotesi. Se mi vorranno di nuovo e i copioni saranno sufficientemente buoni, allora sì”.

Durante il panel del TCA Langraf ha detto che “Fargo è una storia con un finale chiuso che ha un inizio, una parte centrale e una conclusione”. Hawley fa notare che Fargo non è incentrato su un mistero legato a un omicidio, ma un pezzo completo: tuttavia si aspetta che la storia abbia un finale di forte impatto.

“Ci stiamo dirigendo ad una grande collissione nel finale” ha detto Hawley.

Dal momento che Fargo è basato sul film dei fratelli Coen, era importante per Hawley e per il produttore esecutivo Warren Littlefield che Joel ed Ethan Coen approvassero il progetto. Hawley conferma che ad entrambi è piaciuto il primo copione della serie TV, ma che non hanno voluto essere coinvolti più che come produttori esecutivi perché “la TV non è il nostro mezzo di comunicazione”.

“Ethan, in modo abbastanza espansivo, ha commentato con un ‘Sì. Buono’ ” ha detto Hawley della reazione dei Coen al primo episodio. Billy Bob Thorton chiarisce che “quando Ethan dice ‘Sì. Buono’ è al settimo cielo”.

I Coens non hanno fatto molti appunti a Hawley e a Littlefield, ma Hawley ha detto: “Non credo che a loro interessasse farci degli appunti”.

Littlefield dice che è stato emozionante venire a sapere che la serie di FX sarebbe stata ispirata al film Fargo, ma che al tempo stesso sarebbe stata “qualcosa di originale”.

Fargo debutterà su FX il 15 aprile alle 10 p.m.

Fonte

Cecilia
Con il corpo è in Italia, con il cuore è in Giappone, con la testa è negli USA. Ritiene di avere ottime potenzialità come sceneggiatrice di “finali alternativi” e come moglie di attori talentuosi e affascinanti (magari con l’accento british e le fossette). In una serie cerca persone e non semplici personaggi, mondi più che location, non un sottofondo ma vere e proprie emozioni musicate, vita, non una storyline. Nel suo universo ideale la birra è rossa e il sushi è in quantità abbondante, le Harley Davidson sono meno costose, la frangia non è mai né troppo lunga né troppo corta e il suo favorito arriva incolume al finale di serie. Forse ha troppi smalti, mentre per i tatuaggi, i cani, i gadget di Spongebob e i libri troverà sempre il posto. Tiene pronti la balestra, i viveri e l’hard-disk zeppo di serie: l’Apocalisse Zombie non la coglierà impreparata!

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