Estate di Morte – Recensione della nuova serie tv Netflix

Estate di Morte Recensione della nuova serie tv Netflix

Molte serie mystery utilizzano l’escamotage di attirare fin da subito l’attenzione con un inizio dal forte impatto, ma man mano che si procede con la trama, queste serie si perdono talmente tanto nelle loro ragnatele di eventi da dimenticare che il lato emotivo dei personaggi gioca un ruolo cruciale che può aggiungere ulteriore spessore al racconto. Tuttavia, le serie tv adattate dai romanzi di Harlan Coben confermano di avere un fascino psicologico derivante dai personaggi e Estate di Morte conferma ciò che abbiamo già visto in The Stranger.

Sebbene la serie sia una produzione polacca, Estate di Morte ha i suoi momenti in cui cattura davvero l’essenza della scrittura da brivido di Coben. Inoltre, se prendiamo in considerazione la trama di questa serie, ci sono dei forti richiami all’altro adattamento per la TV dei romanzi dell’autore. Ma per quanto convincente possa sembrare la sua premessa, Estate di Morte finisce per impantanarsi un po’ nella sua rete di colpi di scena.

La Trama

La trama si districa in due diverse linee temporali: una ruota attorno al terrificante passato del personaggio principale, Paweł Kopiński, l’altra si concentra sul suo presente. La cronologia del passato rivela che Paweł aveva frequentato un campo estivo con sua sorella quando erano adolescenti. Ma una notte, al campo, quattro ragazzi si addentrarono nel bosco e vennero dichiarati dispersi. Solamente i corpi di due di essi fuorono ritrovati, mentre gli altri due, uno dei quali era la sorella minore di Pawel, rimasero dispersi per 25 anni.

Ai giorni nostri, Pawel, che si era lasciato alle spalle tutti i suoi tragici ricordi, è costretto a confrontarsi nuovamente con il suo passato. Viene ritrovato il corpo del terzo adolescente scomparso, Artur, e con ciò viene riportata a galla la speranza di Paweł di trovare sua sorella. Ma ciò non sarà facile e lo costringerà ad scavare più a fondo nell’oscurità del suo passato.

Estate di Morte Recensione

La prima cosa che attira l’attenzione in questa serie tv è l’inquietante messa in scena che ben si sposa con il suo stile crime noir. La serie gioca bene con la tavolozza dei colori per disegnare un netto contrasto, facilmente riconoscibile, tra le sue due linee temporali. Mentre le scene ambientate negli anni ’90 adottano un tono brillante, quelle attuali vedono prevalere le tonalità del blu e dei bianchi opachi che riflettono al meglio le lotte del protagonista.

La doppia linea temporale riesce perfettamente a centrare due obiettivi: sviluppa il personaggio di Pawel e il suo passato ed evoca intrighi attraverso i suoi affascinanti misteri. Per tutto il corso della serie entrambi questi aspetti sono abilmente legati tra di loro, creando un’esperienza abbastanza piacevole per lo spettatore.

Estate di Morte inizia con il protagonista che intraprende un viaggio per risolvere il mistero della sorella scomparsa. Ma man mano che lo show procede, ti dà una visione completa di tutte le ragioni personali che lo spingono a scavare più a fondo per risolvere il mistero. Allo stesso tempo, la serie crea anche un’alternanza credibile tra il passato e il presente, mostrando come le precedenti azioni dei personaggi siano ora tornate a galla per distruggere le loro vite.

Le prestazioni del cast sono buone, ma il ritmo della serie a volte perde colpi. Ci sono alcuni episodi che scivolano via senza reali sviluppi e questo rischia di far diminuire l’interesse dello spettatore. Sebbene le rivelazioni finali compensino alla grande la mancanza di slancio narrativo, per arrivarci sei costretto a superare momenti estremamente noiosi.

Nel complesso, la serie si lascia guardare ma dubito fortemente che sarà ricordata a lungo.

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