Echi di Dilloniana memoria

 

Un uomo e una donna si allontanano, abbracciati, camminando verso l’orizzonte. Ormai è buio. Un’altra giornata sta volgendo al termine ed è ora di tornare a casa. Le luci – quelle luci – si spengono, di botto, per l’ultima volta e tu rimani lì a fissare uno schermo nero con gli occhi gonfi di lacrime e una bruciante sensazione di vuoto nel petto.

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Il cerchio si è chiuso e la partita è finita, questa volta, per davvero. Loro, tutti loro, ti mancano già terribilmente. Ma devi fartene una ragione…devi trovare il coraggio di salutarli e lasciarli andare. Sospirando alzi lo sguardo fissando il vuoto mentre una frase, che ricorderai per il resto della vita, rimbomba nella tua testa…

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Chi è stato a Dillon sa di cosa sto parlando. Chi, come me, ha la sensazione di averci addirittura vissuto a Dillon capisce l’emozione che sto cercando di spiegare. Chi ha avuto il piacere di conoscere il Coach Taylor, Seven, Tim, Six, Smash, Landry, Buddy, Tami, Julie, Tyra, Lyla, Luke, Jess,Vince e gli altri sa quanto sia difficile dimenticarsi di loro.

Il capitolo finale di Friday Night Lights si intitola “Always”. Sempre. Una parola tanto semplice quanto intrisa di significato, perfetta per descrivere il legame tra chi ha amato questa meravigliosa serie-tv ed i personaggi che la popolano. Sempre e per sempre. tumblr_lu6gwzz9b01qalcu6o1_250Come quel “Texas forever” marchiato a fuoco nella memoria e nel cuore di chi il Texas – quello vero, provinciale e, sì, anche un po’ degradato – ha imparato a conoscerlo (e ad amarlo) attraverso gli occhi di questi ragazzi e dei loro genitori.

Perché ciò che rende così speciale Friday Night Lights è, banalmente, l’assoluta normalità delle storie che ci vengono raccontate. Storie di persone qualsiasi, come potremmo essere noi, alle prese con quei problemi di tutti i giorni, così reali e simili ai nostri, da permetterci di empatizzare immediatamente con loro. Eroi e guerrieri del vivere quotidiano che, senza super-poteri o mirabolanti effetti speciali, lottano per raggiungere i propri sogni ed obiettivi – siano essi mantenere una famiglia o il riuscire ad andare all’università – contando solo sulla propria forza di volontà e sull’aiuto gli uni degli altri. Storie di riscatto e di nuove possibilità, di crescita e di maturazione, di sogni realizzati e di altri ridimensionati, in cui ognuno di noi è in grado di riconoscersi.

friday-night-lights-2-01cQuando mi approcciai a questa serie non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Ero consapevole che c’entrasse il football americano (sport di cui conoscevo poco e niente) e che i protagonisti erano degli adolescenti. Quindi, nonostante ne avessi letto e sentito parlare in maniera entusiastica in più di un’occasione, lo spauracchio dell’ennesimo teen drama era sempre in agguato in un angolino della mia mente ed il titolo affibbiatogli qui in Italia, ovvero “High School Team”, non era stato certamente d’aiuto in tal senso. Per questo ne avevo rimandato la visione il più a lungo possibile, concedendogli una possibilità soltanto quando non avevo avuto davvero altro da guardare.

Risultato: 5 stagioni divorate in 2 settimane (nonostante di lì a poco avrei dovuto sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione…) e re-watch immediato, spalmato lungo un arco di 3 mesi, grazie al quale contagiai anche il mio ragazzo (I’m very proud of this) il quale, pur non essendo un telefilm dipendente come me, da allora sfoggia spesso e con estremo orgoglio una felpa dei Dillon Panthers personalizzata con il suo nome.

friday-night-lights-always-6-1Perché è questo l’effetto che ti fa Friday Night Lights. La realtà di Dillon è talmente verosimile e concreta, pur essendo una cittadina immaginaria, che non riesci a non sentirti parte di essa. Non riesci a concepire il fatto che quelle persone, nel mondo reale, non esistano perché la sensazione che loro respirino la tua stessa aria e calpestino la tua stessa terra è troppo forte. Il coinvolgimento emotivo che ne deriva è talmente profondo ed autentico da lasciarti spiazzato. Ed è questo l’aspetto che più di ogni altro cerco disperatamente in una serie-tv.

Un commento, che lessi un bel po’ di tempo fa in un forum di nostalgici, recitava quanto segue:

“Al mondo ci sono due tipi di persone: quelle che non hanno mai visto Friday Night Lights e quelle che vorrebbero non averlo mai visto per scoprirlo di nuovo come se fosse la prima volta”

Sacrosanta verità!

Perché vedete , dopo anni di onorata carriera da telefilm-addicted (più o meno, tra conclusi ed attivi, sono circa 40 i serial che vedo/ho visto) sono arrivata a classificare mentalmente le serie-tv che seguo in tre distinte categorie. La prima comprende quelle che oggettivamente rasentano la perfezione, sia a livello tecnico che qualitativo, con sceneggiatura solida e attori da oscar, ma che a livello emotivo mi trasmettono poco e niente. Sono “belle ed interessanti da seguire” ma la loro quasi perfezione le rende fredde e prive di cuore.

La seconda categoria include quelle che guardo per puro intrattenimento e nulla più: non mi “preoccupo” per i personaggi, non mi incazzo se succede qualcosa che non mi va a genio, non soffro, non piango, al massimo mi faccio una risata.

Infine c’è la terza categoria, la mia preferita, ovvero quella delle serie tv che ti penetrano sottopelle come l’inchiostro di un tatuaggio e che diventando parte del tuo vissuto. Sono quelle che ti prendono di pancia e che hanno protagonisti indimenticabili che ti mancheranno come dei vecchi amici quando non li rivedrai più. E prima di Friday Night Lights, solo Lost era riuscita ad avere un impatto di tale portata su di me.

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Ma perché scrivere un pezzo su Friday Night Lights a distanza di 3 anni e mezzo dalla sua conclusione?!

Beh, prima di tutto perché di questo piccolo gioiello, ancora purtroppo poco conosciuto qui in Italia, non si parla mai abbastanza e sento la necessità di diffondere il verbo.

Secondo, perché dopo l’episodio di ieri di Sons Of Anarchy (che mi ha trasformato nella Fontana di Trevi in almeno 4 occasioni durante la visione) e la realizzazione che la Final Ride è ormai alle porte, sono entrata in modalità-nostalgia con annesso viaggio nei ricordi a Dillon.

Terzo (ed è il motivo principale per il quale sto scrivendo questo pezzo) perché qualche settimana fa sono stata folgorata sulla via di Damasco dal trailer di KINGDOM, nuovissima serie tv (in onda dall’8 ottobre su Direct TV e già rinnovata per altri 20 episodi) che per tanti aspetti mi ha ricordato le atmosfere di Friday Night Lights.

http://youtu.be/U8ZQ04h1gho

 

E se un semplice promo di neanche due minuti è stato in grado di trasmettermi quella particolare vibrazione, potevo forse lasciarmi sfuggire il pilot? Ovviamente no! Ed infatti, tempo mezz’ora, ce l’avevo già sul pc…E dopo un’ora avevo già pronti il secondo ed il terzo episodio. Insomma, come avrete capito, è stato un vero serial-colpo di fulmine, di quelli che capitano poche volte nella vita di un addicted.

Ma cosa mi spinge a consigliarlo a tutti gli orfani di Friday Night Lights?

Beh, prima di tutto il fatto che Kingdom riesca a raccontare in maniera decisamente coinvolgente, attraverso il poco contemplato genere sportivo e la costruzione di personaggi assolutamente credibili e verosimili, la vita oltre il ring di alcuni “moderni gladiatori” dell’MMA (che sta per Mixed Martial Arts) senza scadere, fortunatamente, nella tamarraggine e nella fiera del testosterone.

Non lasciatevi deviare, infatti, dal concept potenzialmente poco accattivante, ovvero la storia di un ex lottatore che gestisce una palestra piena di omaccioni sudati e ragazzini con sogni di gloria.

lKingdom è soprattutto un eccellente dramma familiare (sostenuto da un ottimo cast perfettamente amalgamato) che racconta le vicende di gente più o meno comune alle prese con problemi reali come il far quadrare i conti a fine mese cercando di mandare avanti un’attività commerciale o il gestire il non sempre facile rapporto con i propri figli.

download (1)Abbiamo un padre-allenatore (Alvey), una giovane promessa il cui destino ha giocato un brutto scherzo (Nate), una donna forte ed indipendente (Lisa, compagna di vita e socia di Alvey) ed il tossico tormentato alla deriva con un cuore grande come una casa e che ha buttato il proprio talento nel cesso (Jay – ovviamente già il mio preferito). Vi ricordano qualcuno? Sono sicura di sì…

Inoltre, l’ambientazione spoglia di Venice, ben lontana dalla Los Angeles patinata a cui ci hanno abituati i vari teen drama alla O.C. e 90210, rimanda automaticamente ad immagini di dilloniana memoria e costituisce lo sfondo perfetto per le vite, spesso ai margini, dei suoi protagonisti.

kingdom-matt-lauria-abs-protein-shake-recipeCome se non bastasse, uno dei personaggi principali (Ryan Wheeler, ex campione di MMA appena uscito di prigione) è interpretato da Matt Lauria, il dolcissimo Luke Cafferty di Friday Night Lights, mentre Kiele Sanchez (Lisa) è la moglie di Zach Gilford (sì proprio lui, l’indimenticabile Matt Seven Saracen).

Ovviamente, dopo così pochi episodi, non ho le basi per gridare al capolavoro e annoverare Kingdom tra le mie serie del cuore. Resta il fatto che il suo taglio è decisamente in linea con lo stile di Friday Night Lights e seppur il livello – comunque notevole – sia ancora lontano dall’eguagliarlo, sono fermamente convinta abbia la stoffa per diventare una perla rara e per ritagliarsi un posticino nel cuore di tutti quei dilloniani (e non) che gli concederanno una possibilità.

Quindi, accettate il mio consiglio: indossate guantoni e paradenti ed entrate nella gabbia.

Sono sicura che non ve ne pentirete.

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Skoll
Nella vita fa la veterinaria (o almeno ci prova senza combinare troppi danni) ma, oltre agli animali, le sue più grandi passioni sono il cinema, le serie-tv e il disegno. Figlia degli anni ’80, inizia la sua carriera telefilmica in compagnia di Saranno famosi, Magnum PI, Supercar, l’A-Team e MacGyver, la sua prima serial- crush. A 9 anni, grazie alla mamma, viene catapultata nel contorto mondo di Twin Peaks, il suo primo vero serial. Gli anni dell’adolescenza saranno segnati da tre pietre miliari della storia telefilmica: Dawson’s Creek, Buffy-L’ammazzavampiri ed X-Files. Ma è con l’acquisto del suo primo pc e relativa connessione internet che la sua vita prende una piega totalmente nuova. Dover sottostare alle caotiche programmazioni italiane, infatti, non le basta più. E se in principio era solo Lost (tuttora il suo più grande amore) e poi Prison Break e Grey’s Anatomy, ora, tra serie concluse e attive, sono circa 40 quelle che sono entrate a far parte della sua vita. Oltre ai già citati Dawson’s Creek, Buffy e Lost, tra le sue serie preferite ci sono Friday Night Lights, True Detective, Vikings, Fringe, Sons of Anarchy, The Walking Dead, The Americans, Person of interest, Prison Break, Alias, Homeland e Gilmore Girls. Non ama spoilerarsi, si gode le sue serie-tv rigorosamente in lingua originale (infatti il suo inglese è migliorato un casino) e non disdegnerebbe un’apocalisse zombie se dovesse significare trovarsi faccia a faccia con Daryl Dixon.

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2 COMMENTS

  1. Finalmente sono riuscita a leggere e devo dire che mi hai davvero incuriosita!! Magari per le feste do una possibilità a Friday night lights..già il titolo è interessante mi fa venire in mente la febbre del sabato sera (ok so che Nn c’entra però che ti devo dire…). Kingdom invece mmmmh..non so.. Aspetto di sentire il tuo parere da qua a fine stagione!!! Alla prossima!

    • Ciao Mari 🙂
      A FNL una possibilità devi dargliela assolutamente! È una di quelle serie-tv che non può mancare nel “bagaglio” di un telefilm-addicted 😉

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