DONNE, DU DU DU…

Cari addicted, questa settimana trovare un argomento di cui parlare non è stato facile. Il fatto è che con The Vampire Diaries in sospeso la mia vena comica non riesce ad essere adeguatamente stimolata (non me ne vogliano i fan sfegatati…mi piace scherzare). Certo c’è sempre Helix, ma lì il trash è volontario (ne sono convinta, non può essere altrimenti) quindi non c’è gusto. E, incredibile ma vero, gli ultimi due episodi di The Walking Dead non sono stati affatto malaccio se si considera l’elevato numero di cazzate viste in questa 5^stagione.

Inoltre, le altre serie che seguo o sono terminate (Sleepy Hollow), o sono anch’esse in pausa (The Originals, Person Of Interest), o sono troppo “serie” (The Americans, Vikings) e non avevo abbastanza tempo per produrre “qualcosa di più impegnativo”, o sono appena ricominciate e voglio dargli tempo (Once Upon a Time). Oppure ne ho già parlato la volta scorsa e non volevo risultare pedante (il mio amatissimo The 100).

Ero totalmente in crisi. Poi, finalmente, mi è arrivata l’illuminazione: domani sarà la Festa della Donna (oppure oggi, dipende da quando verrà pubblicato questo articolo), ricorrenza nata per festeggiare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne e per ricordare le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo.

Quindi perché non celebrare questo avvenimento parlando delle figure telefilmiche femminili che più ammiro e stimo? Insomma, dopo aver stilato la classifica dei miei manzi preferiti (ovviamente lì era più l’ormone a parlare che altro), mi sembrava cosa buona e giusta fare altrettanto con le donzelle. E quale miglior occasione se non questa?

Allora, devo fare una premessa: ho sempre trovato piuttosto patetici quei branchi di donne in libera uscita che, giunta la sera dell’8 marzo, dopo essersi rigorosamente acconciate come troie da cabaret che nemmeno a Carnevale sono così audaci, appena messo piede fuori di casa si tramutano seduta stante in uccellofaghe assatanate manco fosse una maledizione tipo la luna piena per i licantropi.

Per prima cosa invadono ristoranti e pizzerie (in gruppi di minimo 10 persone) presso cui il loro tasso alcolemico subisce un’impennata che va di pari passo con quella dei decibel utilizzati per esprimersi. Il risultato è che verso le 22.30 avventurarsi in tali locali è come farsi una passeggiata in una foresta piena di scimmie urlatrici.

In seguito, dopo aver ulteriormente alterato la propria coscienza con qualche shottino preso in quel nuovissimo locale strafigo in centro ed essersi scattate selfies allucinanti con bocche a culo di gallina di cui non avranno memoria, tutte eccitate si dirigono verso il nightclub fuori città dove, ebbene sì, potranno finalmente liberarsi di tutte quelle banconote da 5 euro (accumulate appositamente nei i mesi precedenti) durante l’immancabile e tristissimo spettacolo di striptease fatto dai Magic Mike de noartri.

Ecco, pur trovando tutto questo estremamente patetico (perché certe donne devono sentirsi legittimate a divertirsi solo l’8 di marzo? Perché?!), mi sono chiesta con quali rappresentanti telefilmiche del gentil sesso mi piacerebbe trascorrere il giorno della Festa della Donna, tra bevute, chiacchiere e cazzate (però risparmiatemi lo striptease  vi prego!).

Ho anche immaginato la location ideale e il primo luogo che mi è venuto in mente è stato casa Grey (che ora in realtà è di Karev ma, insomma, avete capito), perché se penso a dove vorrei sbronzarmi, ridere, ballare, saltare sul divano e fare tutte quelle cose che si fanno quando sei talmente a tuo agio con le persone che ti circondano da sentirti libero di essere totalmente te stesso, il salotto di Meredith Grey mi è sembrato la scelta perfetta.

Detto questo, ecco qui di seguito 9 serial-donne con cui festeggerei volentieri l’8 marzo ed i motivi per cui vorrei essere un po’ più come loro dato che, in fin dei conti, il succo del discorso qui è proprio il vedere e ammirare nell’altro quelle caratteristiche che a noi mancano.

 

GEMMA TELLER (Sons Of Anarchy)

Ok, togliamoci subito questo dente dolorante…Ma come puoi anche solo considerare questa gran figlia di *@ç#§ come soggetto da ammirare??! Vi starete chiedendo tutti. Allora, qui più che di ammirazione parlerei di amore/odio (vanno a braccetto, no?) per un personaggio così ben scritto e talmente potente da risultare, per forza di cose, inevitabilmente indimenticabile. Chi, come me, ha avuto la fortuna di apprezzare con il cuore e con le budella questa meravigliosa serie-tv, non può che darmi ragione. È verissimo: Gemma era falsa, manipolatrice, soffocante e ne ha combinata una dietro l’altra. Però, quando voleva, era anche estremamente divertente, comprensiva, forte e altruista a suo modo. Insomma, una contraddizione vivente (e, proprio per questo, decisamente umana).

Cosa ammiro di lei? Probabilmente il cuore di leonessa con la quale ha sempre posto il proprio figlio ed i propri nipoti davanti a tutto e a tutti 8anche troppo). Per una che, come me, ha l’istinto materno pari a quello di uno zerbino, è tanta roba a cui ispirarsi.

Perché la vorrei alla festa? Beh, Gemma aveva sempre una scorta di erba nella borsetta…il che non guasta mai ahahahahahah

 

MEREDITH GREY (Grey’s Anatomy)

A tanta gente Meredith sta sulle palle e, sinceramente, non ne ho mai capito il motivo. Forse perché per me è sempre stato facile comprendere certi suoi stati d’animo data la disastrosa situazione familiare in cui è stata costretta a crescere ed in cui ho rivisto spesso frammenti del mio passato. Insomma, empatizzare con lei mi riesce piuttosto facilmente, ma capisco anche che spesso certi suoi atteggiamenti possano rasentare l’antipatia. Meredith è una persona complicata e chiusa, che spesso agisce d’impulso e altrettanto spesso sbaglia, impedendo alle persone che la circondano di avvicinarsi. Ma è anche un’amica con la A maiuscola per chi ha la fortuna di entrare nelle sue grazie (il suo rapporto con Cristina è uno dei più belli che siano mai stati scritti) ed è una donna affermata che ha la forza di anteporre i propri sogni e quelli dell’uomo che ama (e quindi le rispettive realizzazioni di sé) davanti a tutto il resto. E, vi assicuro, non è una cosa così scontata perché spesso, per il quieto vivere, si scende a compromessi per finire poi divorati dai rimorsi.

Che cosa le invidio? Sicuramente la sua determinazione a livello professionale e anche, come ho detto sopra, il coraggio di non cedere ai compromessi quando in ballo c’è la realizzazione del proprio essere.

Perché la vorrei alla festa?  Prima di tutto è la padrona di casa, quindi va da sé…E poi per le scorte di alcol. Lei sa come ci si sbronza!

 

 

JEN LINDLEY (Dawson’s Creek)

Anouonoueiii….

Ah che bello ritornare con il pensiero a Capeside e alle facce imbarazzanti di James Van Der Beek! Devo ammettere che un po’ mi mancano i tempi in cui, dopo essere tornata da scuola, aspettavo le 15 per guardare Dawson’s Creek su ItaliaUno, soprattutto perché ero ancora giovane…Ma parliamo di Jen Lindley, indimenticabile giovane donna a cui non avrei dato due lire la prima volta che la vidi. Anzi, diciamo pure che inizialmente mi stava alquanto sui maroni. E a ragione, direi: la ricca biondina tettona e gattamorta arrivata dalla grande città a portare scompiglio (il cliché dei cliché) non poteva che suscitare antipatia. E invece, più si andava avanti con gli episodi e con le stagioni, più il carattere fragile e ribelle di questa ragazza (forse il personaggio più verosimile, insieme a Pacey) conquistava il cuore dei telespettatori. Jen era divertente, passionale, brutalmente sincera e libertina (a differenza di scopa-nel-culo Joey Potter). Jen, che alla fine con il suo videomessaggio alla figlia mi straziò il cuore (mi sale ancora la lacrima se ci ripenso). Jen, che fino all’ultimo riuscì a scherzarci su e se ne andò regalandoci un sorriso dolce-amaro sulle labbra.

Per cosa l’ammiro? Per la sua mentalità estremamente aperta. A tutti (me compresa) piace pensare di essere anticonformisti e privi di pregiudizi. La verità è che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…Ecco beh, Jen era davvero così. Se ne sbatteva di tutto e di tutti e agiva con il cuore senza pensare alle conseguenze.

Perché la vorrei alla festa: per i suoi ottimi gusti musicali! Le farei portare i cd.

 

 

LAGERTHA (Vikings)

Wow che donna! Che donna! Seriamente, è la mia cotta telefilmica femminile. Se ci fosse una donna di cui potrei davvero innamorarmi sarebbe lei. Lagertha, ai miei occhi, incarna quasi la perfezione: a parte l’essere bellissima ed estremamente femminile, è una guerriera con i controcazzi, una madre affettuosa e capace ed una leader intelligente che è riuscita a conquistare il rispetto e la credibilità del proprio popolo in un mondo dominato dal testosterone, partendo dal nulla e facendo affidamento solo ed esclusivamente su sé stessa. Inoltre Lagertha è stata tradita ed umiliata dal proprio uomo ma, nonostante questo, è riuscita comunque ad instaurare e mantenere con Ragnar un rapporto di profonda amicizia, trovando addirittura parole di conforto per Aslaug quando questa ne ha avuto bisogno. Quanta saggezza e maturità ci vogliono per riuscire a fare tutto questo?

Cosa le invidio: decisamente la lungimiranza e l’emancipazione.

Perché la vorrei alla festa? Per farmi acconciare i capelli come una guerriera vichinga (o come Octavia Blake), con tutte quelle trecce e treccine incrociate dietro alla testa. Davvero, prima o poi vado dalla parrucchiera e me le faccio fare.

 

 

 

LORELAI GILMORE (Gilmore Girls)

Beh qui mi piace vincere facile…Lorelai è la mamma che tutte/i, almeno una volta, abbiamo desiderato di poter avere: giovane, simpatica, alla mano e un po’ ribelle. Ed è anche il tipo di madre a cui probabilmente gran parte di noi vorrebbe assomigliare. Lorelai riusciva ad essere contemporaneamente una donna adulta, con tutte le responsabilità del caso, ed una perfetta adolescente mangia-schifezze, piena di insicurezze e perennemente sotto il giudizio della propria madre. Lorelai non era perfetta e a volte avrei voluto strangolarla, però era impossibile da odiare. Aveva una vitalità fuori dal comune (merito forse delle litrate di caffè che ingurgitava?!) ed una forza d’animo straordinaria. D’altra parte, se non avesse avuto tali caratteristiche, non sarebbe riuscita di certo nell’impresa di crescere – bene – una figlia, a soli 16 anni e senza l’aiuto di nessuno.

Cosa ammiro di lei: il suo orgoglio. Lo so che può essere considerato soprattutto un difetto, ma è grazie al suo orgoglio se Lorelai è riuscita ad emanciparsi dai propri genitori rinunciando ad una vita sicuramente più facile ma decisamente meno libera.

Perché la vorrei alla festa: perchè porterebbe un quintale di cibo-spazzatura e un sacco di film cult da guardare.

 

 

REGINA MILLS (Once Upon A Time)

Regina, la strega cattiva che poi tanto cattiva non è. Ho amato davvero profondamente il percorso che hanno scelto per lei . In fin dei conti è sempre interessante ed emozionante poter essere testimoni dell’evoluzione, verso il lato luminoso della forza, di un personaggio inizialmente presentatoci come villain. E con Regina hanno fatto davvero un ottimo lavoro, fino a trasformarla nel personaggio, credo, più amato di Once Upon a Time. Ci hanno mostrato l’origine della sua rabbia e della sua frustrazione (e come biasimarla…Biancaneve da ragazzina era insopportabile), il suo desiderio (semplice, banale) di amare e di essere amata e l’incredibile altruismo dimostrato nel rinunciare alla propria felicità per il bene di un bambino. Come si può non adorarla? Regina potrà anche essere una strega potentissima in grado di lanciare maledizioni millenarie, ma come qualsiasi persona desidera soltanto un briciolo di felicità. E spero davvero che il suo sia un lieto fine da lacrimoni e fazzoletti perché se lo merita. Anche solo per le facce esasperate che fa quando è in presenza degli Charming ahahaha

Cosa mi piace di lei: il suo sarcasmo pungente e la sua dolcezza nascosta.

Perché la vorrei alla festa: nel caso finissero le scorte di alcol e cibarie (ma soprattutto di alcol) basterebbe un suo schiocco di dita per fare la ricarica!

 

 

LEMON BREELAND (Hart Of Dixie)

Ed eccone un’altra su cui gli sceneggiatori hanno lavorato davvero bene. Perché la protagonista di Hart of Dixie sarà pure Zoe, ma la regina incontrastata dei nostri cuori è sicuramente Lemon. Dire che la sua assenza forzata (causa gravidanza di Jaime King) si è sentita durante quel disastro che è stata la Season 3 è riduttivo. Senza Lemon non c’è verve, non c’è divertimento, non c’è malizia, non c’è ironia. Quel che resta, almeno per me, è solo la noia. Lo so, nella season 1 era insopportabile, ma la sua maturazione nel corso delle stagioni è stata fenomenale, a differenza degli altri personaggi che, più o meno, sono rimasti esattamente dov’erano all’inizio (a parte forse Wade) o anche peggio (vedi George…).

Cosa mi piace di lei: l’essere una stronza dal cuore d’oro.

Perché la vorrei alla festa: perché è una discreta casinista e ne combinerebbe sicuramente una delle sue. Con lei non ci si annoierebbe.

 

 

CLARKE GRIFFIN (The 100)

Abbiate pazienza ma The 100 dovevo mettercelo dentro in qualche modo! A parte gli scherzi, ho già parlato nel mio precedente articolo di quanto le donne siano importanti e ben caratterizzate in questa serie-tv e di come il personaggio di Clarke sia talmente ben costruito da non avere bisogno del supporto di una storia d’amore per renderlo interessante. Clarke è una diciottenne che si ritrova, per sua natura e suo malgrado, a ricoprire un ruolo che forse non voleva neppure ma che comunque le riesce piuttosto bene. Essere leader non lo si impara tramite corsi per corrispondenza (“Sei nata per questo. Come lo sono io”), al massimo quello che si impara, sacrificando la propria felicità e parte della propria coscienza, è come prendere decisioni scomode ed estreme per un bene superiore. Una donna come Clarke non può rimanere indifferente. Soprattutto agli occhi di un’altra donna. Ha carisma ed intelligenza da vendere. Ma quello che più me la fa amare è il fatto che mi faccia anche una profonda tenerezza. È una ragazzina che si ritrova a stipulare alleanze e a guidare eserciti. A volte vorrei semplicemente abbracciarla e dirle che andrà tutto bene.

 Cosa ammiro di lei: indubbiamente il coraggio di accettare il proprio ruolo e la solitudine che esso comporta.

Perché la vorrei alla festa: perché cercherei per tutta la sera di convincerla a mettersi con Bellamy!

 

ELIZABETH BENNET (Orgoglio e Pregiudizio)

Lo so lo so, non è esattamente un personaggio telefilmico in senso stretto ma le trasposizioni sia televisive che cinematografiche di Orgoglio e Pregiudizio sono state talmente tante nel corso degli anni che possiamo considerarlo come tale. E vi assicuro che la mia ossessione per Matthew “The Voice” Macfadyen (ovvero il Mister Darcy di Pride & Prejudice del 2005) non c’entra proprio nulla eh! No No! (ma chi te crede???). Va beh, by-passando questo piccolo dettaglio, chi non vorrebbe Miss Bennet (pronunciato con la voce di Matthew ahhh ok la smetto) nel proprio salotto almeno una volta nella vita? Voglio dire, lei è l’eroina romantica per eccellenza, è il prototipo di tutte le componenti femminili delle migliori ship (quelle che nascono da un’iniziale antipatia ma dove la carica sessuale è evidente fin da subito), è la sfrontatezza fatta persona ed è impossibile non aver sognato di essere lei almeno una volta nella vita (soprattutto se nella vostra mente Mr Darcy ha il volto di Macfadyen…E daje!). Elizabeth è una donna estremamente moderna per la sua epoca, piena di sarcasmo e di auto-ironia e in grado di non piegarsi alle convenzioni sociali quando queste le appaiono insulse e ridicole, rispondendo a testa alta con arguzia ed intelligenza senza temere il giudizio altrui.

Cosa le invidio: l’epoca in cui vive, quando il corteggiamento tra un uomo e una donna era soprattutto fatto di sguardi, di mani appena sfiorate e di parole non dette (oggi si consuma tutto troppo in fretta). In ogni caso, ciò che le invidio più di tutto resta comunque Mr Darcy!

Perché la vorrei alla festa: per farmi raccontare in prima persona annedoti divertenti su Lady Catherine De Bourgh e Mr Collins.

 

Buona Festa della Donna a tutte!

 

Skoll
Nella vita fa la veterinaria (o almeno ci prova senza combinare troppi danni) ma, oltre agli animali, le sue più grandi passioni sono il cinema, le serie-tv e il disegno. Figlia degli anni ’80, inizia la sua carriera telefilmica in compagnia di Saranno famosi, Magnum PI, Supercar, l’A-Team e MacGyver, la sua prima serial- crush. A 9 anni, grazie alla mamma, viene catapultata nel contorto mondo di Twin Peaks, il suo primo vero serial. Gli anni dell’adolescenza saranno segnati da tre pietre miliari della storia telefilmica: Dawson’s Creek, Buffy-L’ammazzavampiri ed X-Files. Ma è con l’acquisto del suo primo pc e relativa connessione internet che la sua vita prende una piega totalmente nuova. Dover sottostare alle caotiche programmazioni italiane, infatti, non le basta più. E se in principio era solo Lost (tuttora il suo più grande amore) e poi Prison Break e Grey’s Anatomy, ora, tra serie concluse e attive, sono circa 40 quelle che sono entrate a far parte della sua vita. Oltre ai già citati Dawson’s Creek, Buffy e Lost, tra le sue serie preferite ci sono Friday Night Lights, True Detective, Vikings, Fringe, Sons of Anarchy, The Walking Dead, The Americans, Person of interest, Prison Break, Alias, Homeland e Gilmore Girls. Non ama spoilerarsi, si gode le sue serie-tv rigorosamente in lingua originale (infatti il suo inglese è migliorato un casino) e non disdegnerebbe un’apocalisse zombie se dovesse significare trovarsi faccia a faccia con Daryl Dixon.

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