Doctor Who – Quella bella atmosfera nataliz… Ah, no!

Alla fine siamo arrivati all’ultimo episodio anche per questa stagione di “Doctor Who”. Questo speciale di Natale Capodanno se l’è cavata tutto sommato con dignità: ci sono stati sicuramente episodi peggiori, ma ho visto anche di molto meglio.
Devo ammetterlo, mi sono mancate un po’ le emozioni intense di alcuni speciali, come “The end of time”, “A Christmas Carol” e “The time of the Doctor”.

L’episodio ha comunque permesso di affrontare finalmente un nodo narrativo che ci portavamo avanti da tutta la stagione, quello del padre di Ryan. L’ha fatto, a parer mio, con una patina di superficialità e con una carica eccessiva di buonismo (e a Capodanno, si sa, NON siamo tutti più buoni).
Erano partiti effettivamente molto bene, con la reazione genuina di rifiuto da parte di Graham.

Subito dopo, però, è subentrato Ryan, che si è arreso con docilità poco credibile alle scuse vuote di un genitore perennemente assente.
È vero che non tutti siamo fatti con lo stampino e che i comportamenti umani sono variabili, ma questa resa passiva è stata veramente poco credibile.

È stato comunque meraviglioso assistere alla reazione del già citato Graham, di Yaz e persino del Dottore, pronti a difendere con le unghie e con i denti il “piccolino” del gruppo.

Ci sono state anche cose che ho apprezzato molto. La trama si è rivelata uno dei punti di forza della puntata: l’idea dell’esploratore Dalek che risorge dal suo letargo per continuare imperterrito la sua opera di distruzione e morte mi è piaciuta ed è stata sviluppata oggettivamente bene.
Dal punto di vista tecnico non ho apprezzato solamente la musica, che a volte ho trovato un tantino invadente.

I personaggi di Lin e Mitch sono stati costruiti in maniera solida e, nonostante il poco tempo a disposizione, sviluppati con coerenza. Specialmente a Lin, con la sua forza e la sua ostinazione nel resistere al pressante assedio della creatura aliena, mi sono immediatamente affezionata. Credo che si possa tranquillamente affermare che lei rappresenta appieno la stragrande maggioranza delle qualità positive che il Dottore ha sempre visto nell’umanità, quali il coraggio e la volontà di non arrendersi mai, nemmeno di fronte a una situazione apparentemente disperata.

La notizia del ritorno dei Dalek mi aveva lasciato inizialmente tiepida, perché non sono una loro grande fan (preferisco di gran lunga gli Angeli Piangenti). Devo ammettere però che, proprio in virtù di come è stato giustificato il loro inserimento, alla fine non mi è dispiaciuto.
Ha permesso inoltre agli sceneggiatori di mettere in luce ancora una volta un lato di Thirteen malinconico in maniera quasi struggente. È incredibile come questo Dottore possa passare in un secondo da una spumeggiante esuberanza a una tristezza distaccata che la rende quasi inavvicinabile e Jodie Whittaker riesce a rendere al meglio la dualità di questo suo personaggio.

La mia top 3 è tutta all’insegna di Thirteen:

  1. La sua schiettezza. Una delle caratteristiche meravigliose di questa incarnazione del Dottore è che non le manda a dire, perfino più dei suoi predecessori. Quando si trova di fronte a qualcuno che sta sbagliando, lo prende di petto e gliele suona e gliele canta, senza tanti fronzoli. Adoro!
  2. La sua reazione alla notizia della chiusura della UNIT per tagli al bilancio e lo sfoggio delle sue skillz (sì, con la zeta).
  3. Il fatto che sembri aver dimenticato la funzione di un banale campanello.

Per questo episodio (e per quest’anno) è tutto! Non dimenticatevi di passare da queste splendide pagine per cercare di colmare l’enorme vuoto in attesa della dodicesima stagione:

An Anglophile Girl’s Diary
Doctor Who Pagina Italiana
Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita
The White Queen Italia
Fraciconia- The Anglophiles’ Lair

MooNRiSinG
Nata come Elisa, fin da bambina dimostra un’inquietante e insopprimibile attrazione per i telefilm e per il bad boy di turno. Le domeniche della sua infanzia le trascorre sfrecciando con Bo e Luke per le stradine polverose della sperduta contea di Hazzard. Gli anni dell’adolescenza scivolano via fra varie serie, senza incontrarne però nessuna che scateni definitivamente il mostro che dorme dentro di lei. L’irreparabile accade quando un’amica le presta i DVD di Roswell: dieci minuti in compagnia di Michael le bastano per perdersi per sempre. Dal primo amore alla follia il passo è breve: in preda a una frenesia inarrestabile comincia a recuperare titoli su titoli, stagioni su stagioni, passando da “Gilmore Girls” fino ad arrivare a serie culto quali “Friends” ed “ER”. Comedy, drama, musical… nessun genere con lei al sicuro. Al momento sta ancora cercando di superare il lutto per la fine di “Sons of Anarchy”, ma potrebbe forse riuscire a consolarsi con il ritorno di Alec in quel di Broadchurch…

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