Doctor Who | Moffat al Lucca Comics & Games

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Lo showrunner, autore e produttore di “Doctor Who“, Steven Moffat, è colui che dobbiamo ringraziare per aver portato lo show più longevo della storia della tv al livello successivo e dovete sapere che sta già lavorando alla serie 10, per la quale ci conferma che avremo ancora Peter Capaldi come Dottore. Moffat ha parlato con Variety di ciò che ha reso questa nuova versione della serie un successo globale, durante il Lucca Comics & Games, una mega convention in Toscana dove ha incontrato i fan italiani con i quali ha visto la premiere della nona serie “The Magician’s Apprentice”.

Eccoci qui in questa cittadina italiana medievale strapiena di geeks. Mentre nel Regno Unito “Doctor Who” è considerato uno show per famiglie, altrove, come in Italia e negli Stati Uniti, credo che sia visto come uno show di nicchia. Sei a conoscenza delle diverse tipologie demografiche degli spettatori dello show a seconda della loro provenienza?
Elaboriamo e sviluppiamo Doctor Who perché sia fruibile ad ogni livello. Questa è la verità. Pensiamo sempre, “Cosa penserebbe un bimbo di 5 anni di questa scena?”. In termini di pubblico: è l’intera razza umana, se è possibile. Ma io e Jamie (Mathison) ci identifichiamo come i ragazzini dello show. Ciò vuol dire che puoi cominciarlo a seguire da giovane. Perciò in America dico sempre, “Mandatelo in onda presto! I ragazzini lo adorerebbero. Di sicuro!”

In termini di collocazioni nei palinsesti televisivi, una delle grandi sorprese è che “Doctor Who” non si trova in Netflix, che in realtà non ha collocazioni per i propri show. Anche questa scelta rientra nel lato creativo?
Credo che tutti dovremmo pensare a questo aspetto perché i miei ragazzi non pensano in termini di collocazioni orarie degli show, anche con “Doctor Who”, che viene prodotto dal loro papà. La generazione futura, non guarda la televisione nei momenti convenzionali così come non sarà una libreria a dire loro cosa possono leggere.

Ti viene riconosciuto il merito di aver portato Doctor Who al livello successivo. Cosa pensi abbia reso questa nuova versione di Doctor Who così apprezzabile?
“Doctor Who” è lo show televisivo che si è evoluto nella maniera perfetta nel lungo periodo. È un prodotto televisivo della categoria predatori, creato per sopravvivere nell’ambiente, perché puoi rimpiazzare tutti i personaggi. Nella maggior parte degli show non puoi permettertelo. Per esempio, quando Benedict Cumberbatch lascerà “Sherlock”, cosa faremo? Dovremo fermarci, ecco cosa faremo. La maggior parte degli show nascono per finire. Ma ecco qua uno show che ci sopravvivrà tutti; uno show che ti può far provare tutto tranne l’essere indispensabile. Andrà avanti per sempre, perché ne puoi rimpiazzare ogni parte.

Parlando di toni, narrativa, casting, ci sono sono degli aspetti che ritieni fondamentali?
Ero coinvolto ma non ero al timone quando lo show è stato riportato in tv. Credo che si debba tenere bene a mente una cosa quando si parla di “Doctor Who”, che è un diletto; è uno show piacevole. Certo, c’è un po’ di sterminio ogni tanto e le urla di morte di persone innocenti. Ma attraversiamo tutto questo con questa figura ottimistica e gioiosa. Un uomo buono, un sereno burlone nella sua cabina telefonica volante che se ne va in giro a compiere buone azioni. Questo è ciò che ci tiene al sicuro. Chi non vorrebbe credere a una cosa così?

Se affrontiamo il tema della longevità dello show, credo di aver capito che hai affermato che lo show potrebbe andare avanti per altri cinque anni?
Di certo durerà più di cinque anni, ho visto i piani aziendali. Non ci muoviamo. E io sostengo che potremmo andare ben oltre. E’ la leggenda della televisione. Andrà avanti.

Mi pare di capire che state andando Avanti con la serie 10. Puoi darci delle anticipazioni sul cast?
Sappiamo tutti che questo sarà l’ultimo anno di Jenna Coleman.

E di Peter Capaldi che ci dici?
Peter Capaldi resta.

C’è qualche coincidenza nel fatto che entrambi siete scozzesi?
[ride] No, è una cospirazione. Un pezzo alla volta, un uomo alla volta, stiamo rimpiazzando gli inglesi.

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