Daredevil | Elodie Yung parla delle sfide nell’interpretare l’iconica Elektra

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ATTENZIONE: Il seguente articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di Daredevil. Leggete a vostro rischio e pericolo!

Prima di ottenere il ruolo di Elektra, dalla lingua tagliente (e dai sai altrettanto taglienti), in Daredevil, l’attrice Franco-Cambogiana Elodie Yung non aveva mai messo piede in una fumetteria. “Non ho mai dovuto leggere fumetti prima d’ora,” ammette, aggiungendo che non aveva idea di doverlo fare quando ha fatto i provini per la seconda stagione della cruda serie della Marvel sull’ Uomo Senza Paura.

Ma anche dopo aver saputo che avrebbe interpretato un’iconica anti-eroina, la Yung dice di non aver sentito molta pressione. Semplicemente studiare la storia del personaggio l’ha aiutata a sviluppare una propria visione. “Non ho pensato, ‘Cerchiamo di fare qualcosa di diverso [da ciò che è stato fatto],’ ” dice la Yung. “Avevo semplicemente tanta voglia di conoscerla.” Quell’atteggiamento rilassato l’ha aiutata a lavorare con l’esigente fisicità della parte (anche la cintura nera della Yung in karate ha aiutato), l’importanza dell’arco secondario della seconda stagione (la rivelazione che Elektra è legata al mistero di Black Sky), e soprattutto, la pressione che arriva con l’unirsi a una serie che vanta un fandom enorme, il più grande della sua carriera.

L’ottima performance della Yung ha aiutato ha immettere energia nell’oscuro drama — una svolta per cui i fan hanno gioito dopo aver sperato in una versione del piccolo schermo notevole sul personaggio, il quale è apparso in un film tutt’altro che stellare. Qualche giorno dopo aver completato un lungo tour stampa internazionale — ha raccontato le sue avventure tra un pease e l’altro online — la Yung ha parlato con EW per guardare al suo corposo ruolo di successo.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Hai appena terminato un lungo tour stampa per lo show. Come ti senti? Com’è stato per te essere nel ruolo ad ora più visibile della tua carriera?
ELODIE YUNG: E’ come se questo mese non abbia avuto un attracco, sempre in jet lag. E’ stato bello viaggiare, perché mi sono divertita molto ad essere Elektra, quindi non è un problema parlarne. E’ tutto nuovo, ma ho la possibilità di vedere anche questo lato del lavoro, e quando ti piace il progetto e la parte, allora è bello condividerlo con altre persone… E sono francese, quindi bevo il mio caffè, mi fa andare avanti.

Ora che la serie è stata rilasciata da settimane, hai seguito la critica o le reazioni dei fan?
Un po’. Non leggo le recensioni e non sono troppo severa, capisci cosa intendo? E’ fatta ora, quindi non mi preoccupa più. Sono nuova nel gestire Twitter ed Instagram, e questa reazione dei fan era nuova per me. E’ una ricompensa ricevere questi messaggi diretti dalle persone. Mi sto godendo il momento.

Tornando all’audizione, hai detto prima che non sentivi la pressione perché non sapevi di stare facendo il provino per Elektra. Qual era stata la tua impressione del ruolo all’epoca?
Mi son detta “Ooooh, è bello succoso!” [Ride] E’ bello avere un lavoro, quindi quando ne ottieni uno sei tutta un, “Sì! Qualcuno mi ha detto di sì! Sono felice! Ecco il mio regalo.” E poi apro il regalo, ed è anche meglio. Ho pensato “Wow. E’ un giocattolo fico con cui giocare.” Quindi è stato una sorpresa e un piacere per me lavorare in uno show che mi è piaciuto. Quando ho avuto la possibilità di scoprire Elektra e di conoscerla e di leggere i fumetti, mi son detta “Da dove comincio?” Ho letto i fumetti per comprendere cosa lo [scrittore di fumetti] Frank Miller volesse dire e cosa voleva per lei. E’ una donna complessa da impersonare. Penso di essere stata molto fortunata.

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E’ stato importante per te avere una visione diversa di Elektra rispetto al modo in cui è stata interpretata da Jennifer Garner?
No. Non avevo visto cosa era stato fatto prima, quindi non potevo paragonarmici, e in ogni caso, anche se lo avessi visto, non penserei in quel modo, pensare di essere diversa, capisci?… Perché lei è molto, umm, è un prototipo, qual è la parola?

Modello? Archetipo?
Oh sì, grazie. Mi dico sempre “Oh no, la gente penserà che sono stupida.” Ma conosco questa parola in francese. Quindi sì, è un archetipo dei fumetti. E’ una donna forte, capisci? E quindi volevo dare un po’ più di dimensione per lo show, perché non sono un disegno, sono una donna in carne ed ossa e volevo permeare di sentimenti e di emozioni questo personaggio. Quindi il mio processo è stato di partire dai fumetti e provare davvero a darle una certa verità e una profondità.

Hai detto che è una “donna forte.” Questa espressione “personaggio femminile forte,” cosa significa per te?
Per me vuol dire, “Sì, è forte, ma ha delle debolezze e dei fallimenti dentro di sé, e ha anche dei lati fragili.” [Elektra] sembrava un personaggio forte, perché è indipendente e spacca culi, ma per me, ci sono così tanti personaggi di cui possiamo parlare che non necessariamente devono essere forti, dei modelli da seguire, o qualcosa del genere. Non sono molto interessata a quello. Sono più interessata a esplorare le sue debolezze. Cosa la rende reale, cosa la rende umana?

In effetti offre diversi lati: è divertente, è seducente, è violenta, è terrificante. Come fai ad entrare all’interno di un personaggio così? Hai fatto qualcosa — magari ascoltare un certo tipo di musica — per entrare nella sua mente?
No, non è che devo schiacciare un pulsante per farla apparire o scomparire. Penso che per me sia più come incontrare il mio personaggio. Ci sono lati di lei che non ho bisogno di analizzare, che riesco a comprendere in maniera empirica e semplicemente a sentire. E poi ci sono lati di lei che non capisco, come uccidere e tutto il resto. E’ qualcosa con la quale cerco di empatizzare. Non è che penso, “Oh, ho dei trucchi per interpretare questo personaggio.” Sembra un po’ presuntuoso da dire, ma non mi sento mai, “Okay, sto indossando il suo costume e i suoi stivali, ed eccomi qui, sono Elektra.”

Prima hai menzionato Frank Miller, che hai letto i suoi fumetti per fare ricerca sul ruolo. Quando sei stata scelta non ne era molto contento, e mentre alcuni fan erano contenti del casting, altri fan (o meglio, commentatori di Internet) si chiedevano come un’attrice franco-cambogiana potesse interpretare la greca Elektra. Quali sono stati i tuoi pensieri sul casting?
Voglio dire, possiamo fare una lista di attori che hanno interpretato personaggi di diversa nazionalità dalla propria, e penso che questa sia la bellezza della recitazione. Penso che la recitazione sia un lavoro di immaginazione. E’ un po’ una sorpresa che la gente la pensi in questo modo.

Questi commenti sono stati fatti molto prima che la seconda stagione andasse in onda.
Sì, ma è… [fa un pausa] Va bene. Per me e per i produttori di Daredevil, penso che loro volessero trovare qualcuno che la capisse e che potesse avere le qualità che pensavano Elektra dovrebbe avere. Volevano una Elektra che la interpretasse, e poi per qualche motivo, hanno dato a me la parte. [Ride] E inoltre, il mio accento, penso anche quello gli sia piaciuto, volevano qualcuno dall’Europa. Immagino ne siano stati sedotti.

A proposito dell’accento, alcuni fan hanno notato che Elektra dice “Matthew” in un modo particolare.
Oh davvero? [Iniziare a provare] Matthew. Huh. Matthew. Matt-hew.

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Fai qualcosa di particolare quando dici il suo nome?
No. Questo è il mio accento. Per la parte era importante che il mio accento non fosse così francese come lo senti oggi, quando sono più rilassata. Non faccio le giuste inflessioni sulle parole o cose così, quindi volevo darle un certo status e volevo che fosse eloquente e che comunicasse meglio di come faccio io. Quindi il modo in cui dico Matthew? Non ne sono neanche cosciente.

Altre cose che hanno fatto discutere i fan è il modo in cui lo show mostra la cultura asiatica. Alcuni blogger e scrittori hanno parlato di come il drama abbia creato degli stereotipi della comunità asiatica. Essendo un’ attrice per metà cambogiana che è stata parte importante della storyline di questa stagione, la quale coinvolgeva la yakuza giapponese, qual è la tua visione su come la cultura asiatica viene rappresentata nello show?
Hmm, beh, penso che i produttori e la Marvel vogliano rimanere veri e il più vicini possibile ai fumetti… Sai, non lo so, è importante che ci sia sempre più diversità.

Daredevil di sicuro non è l’unico show lì fuori che ha interpretato a modo suo la cultura asiatica, quindi in generale cosa ne pensi?
La cultura asiatica deve essere parte di ciò che vediamo in televisione e nei film. E’ un bene che abbiamo conversazioni del genre e che l’industria diventi più aperta, ma non penso che gli stereotipi vengano dal razzismo. Gli stereotipi vengono dall’ignoranza e dalle cattive abutudini. Le persone scrivono stereotipi in show televisivi e film e pensano, “Okay.” Capisci cosa intendo? Non pensano in maniera aperta. Penso che possiamo avere queste conversazioni e poi le persone inizieranno a pensare un po’ di più fuori dagli schemi, ma personalmente non lo prendo come un problema. Penso che sia semplicemente… lì, che esiste.

Personalmente, ho sempre dovuto affrontare direttori di casting e produttori che dicono, “Sei giusta per la parte, ma nahh, non sei esattamente quello che cerchiamo.” Voglio dire, sulla carta, rifiuto di ritenermi una vittima e dire, “Oh, vedi, è difficile per me e non mi danno lavoro perché non cercheranno mai una ragazza metà francese e metà cambogiana.” Mi sono sempre detta, “Continua e prosegui col tuo lavoro, e prima o poi arriverà.”

Guardando avanti, devo chiedertelo: puoi dirci qualcosa sul futuro di Elektra? L’abbiamo vista morire nel finale, ma verrà molto probabilmente resuscitata.
No, non posso dire nulla. Ho fatto le audizioni senza sapere che si trattasse di Elektra. La Marvel è molto riservata, e non sto nascondendo nulla, non sto mentendo, è che le cose stanno così. Non posso dire nulla perché non so nulla.

Quindi quando chiedi agli esecutivi della Marvel e ai produttori di Daredevil, si rifiutano di dire qualsiasi cosa?
Oh, ormai non provo nemmeno più a chiedere! Ci ho rinunciato. [Ride]

La seconda stagione di Daredevil è disponibile in streaming su Netflix.

Fonte

Meta
Chiara, classe 1990. Incapace di vivere senza telefilm, musica, libri e film, ha iniziato a sviluppare una passione per il teatro. Predilige la lingua originale, ma sogna da sempre di entrare nel mondo del doppiaggio - magari per riportare gli adattamenti sulla retta via. All'inizio di ogni stagione telefilmica si impone di non iniziare nuove serie e sistematicamente si ritrova ad allungare la già infinita lista. Non ha un genere preferito, l'importante è che coinvolga ed intrattenga. Si affeziona troppo ai personaggi di fantasia e parla di loro come se fossero persone reali. Adora tutto ciò che è british - potrebbe passare ore ed ore ad ascoltare uomini britannici dalla voce suadente mentre leggono l'elenco telefonico - si diverte a imparare i vari accenti e cerca con scarso successo di imitarli; nel suo cuore c'è un posto riservato anche per USA e Canada. Quando Photoshop chiama, non può far altro che rispondere e darsi ai lavori di grafica e, nei momenti di ispirazione, crea anche video. Ogni tanto scrive fanfiction, ma più che altro le piace leggerle. E sì, le ship e le OTP fanno parte della sua vita, ma le usa con moderazione. Le piace viaggiare e visitare posti nuovi, ma nella vita di tutti i giorni è una pantofolaia. Nonostante il suo costante desiderio di fuggire da una realtà a cui non sente di appartenere, ama profondamente la sua famiglia. Ringrazia sempre il giorno in cui fece amicizia con un gruppo di pazze sparse per l'Italia, che sono diventate la sua famiglia virtuale. Ha incontrato David Tennant due volte in due giorni ed è ancora viva. E' rimasta in silenzio ad ammirare la sua celebrity crush tenere un'intervista a pochi metri da lei. Quando si sente giù di morale, ascoltare i rumori del suo modellino di Tardis la fa sentire meglio. P.S.: E' più pazza di quello che sembra. Uomo avvisato...

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