Daredevil | 10 ragioni per cui è il miglior ingresso nel Marvel Cinematic Universe

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Sono passati alcuni giorni, quindi avrete avuto sicuramente tempo a sufficienza per guardare di seguito tutti gli episodi dell’ultimo show della programmazione originale di Netflix, giusto? Considerando l’eccitazione isterica che accompagna l’uscita di ogni cosa che abbia il logo Marvel, è stato difficile uscire di casa, andare sui social media o studiare segnali di fumo nel cielo senza vedere delle chiacchere su Daredevil. Ed è così che dovrebbe essere. Lo show è eccellente.

Evitando immediatamente paragoni con il pessimo film di Ben Affleck di qualche anno fa, questo nuovo adattamento del supereroe cieco (che di giorno è un avvocato – in caso non aveste colto l’ironia, la dea bendata della giustizia è presente per tutta la scena dei titoli di testa) è riuscito ad essere tutto quello che non è stato il film, esplorando nuovi territori per il Marvel Cinematic Universe in generale.

Un nuovo cast di personaggi – e degli eccellenti attori – sono stati invitati a condividere lo stesso mondo immaginario di The Avengers e The Guardians of the Galaxy, ma quella che viene raccontata è una storia molto diversa. Quelli sono dei film d’azione di Hollywood con un alto budget e con uno stile e una moralità da abbinare. Daredevil è un po’ più grigio, un po’ più focalizzato sugli angoli bui. Ed il costume è un po’ grossolano.

Nel complesso, però, Daredevil ha sorpreso tutti. Non perché è fatto bene, ma perché è fatto molto bene e in un modo totalmente diverso da tutto quello che la Marvel ha fatto finora. Dall’ambientazione ai temi, dal cast alla cospirazione, dal budget al sangue. Vi elenchiamo dieci motivi per cui Daredevil, fino ad ora, è il migliore ingresso nel Marvel Cinematic Universe.

10. Una Marvel di strada

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Nonostante siano molto simili per molti aspetti, il culmine del primo film di The Avengers non ha ricevuto la stessa critica di Man of Steel dell’anno successivo. Il cupo e grintoso reboot di Superman è stato molto criticato per avere avuto un terzo atto, che ha coinvolto un eroe che distrugge un’intera città ma non spende molto tempo ad aiutare gli innocenti presenti, anche se in fondo lo stesso The Avengers non ha fatto diversamente.

Allo stesso modo The Winter Soldier non ha mostrato veramente le conseguenze dell’agenzia di spionaggio americana smascherata come un complotto nazista, Iron Man ha solo accennato a come l’avvento dei supereroi abbia influenzato l’uomo comune, e Thor… Thor è Thor! Tutti questi film mostrano una visione del mondo immensa, epica e spesso cosmica. Ma cosa succede per strada?

Finalmente, Daredevil prende le brillanti visioni del mondo (o dell’universo) di tutti gli altri show della Marvel fino ad ora, e le riconduce all’uomo comune. Hell’s Kitchen è sporca, è reale, e le principali preoccupazioni sono il crimine organizzato e la gente comune che fatica a tirare avanti, invece di tutte queste sciocchezze sull’Infinity Gem alle quali nessuno può relazionarsi.

9. Un cast perfetto

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La Marvel ha fatto un buon lavoro finora con le scelte del cast. Il pensiero che Robert Downey Jr possa un giorno completare il suo epico contratto multi-film è inimmaginabile, perché a questo punto è impossibile immaginare qualcun altro interpretare Iron Man; Chris Evans riesce ad incarnare l’aspetto curato e yankee di Capitan America pur essendo anche un bravo attore; Chris Hemsworth fa tutto quello di cui ha bisogno per essere Thor (ovvero essere muscoloso, biondo, e tenere dialoghi shakespeariani).

Sono riusciti anche a convincere dei veri attori a trafficare nei loro affari da supereroi, da James Spader in The New Avengers a Tom Hiddleston nel ruolo di Loki. Tuttavia, ci sono buchi occasionali, come scritturare Christopher Eccleston nel secondo film di Thor e non usarlo molto. E… Mickey Rourke.

Invece in Daredevil non solo c’è un cast perfetto, ma lo show lo usa anche nel migliore dei modi. Charlie Cox si è rivelato essere l’ideale Matt Murdock, fugando i ricordi del suo frivolo ruolo in Stardust; il maldestro e affascinante Foggy di Elden Henson è una delizia; Deborah Ann Woll è una Karen Page comprensiva e gentile; e Vincent D’Onofrio è finora il miglior cattivo del Marvel Cinematic Universe.

8. Personaggi ai quali affezionarsi

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I ragazzi della Marvel casting fanno sempre bene il loro lavoro, ma a volte gli sceneggiatori non finiscono quello che gli altri hanno iniziato. Tony Stark è probabilmente il miglior personaggio sviluppato dalla MCU, ma è relativamente raro; Capitan America sta venendo fuori, grazie a The Winter Soldier, ma è ancora in gran parte “un vecchio uomo” quando appare negli altri film. Hanno anche un problema cronico con i cattivi, Loki passa dall’essere una notevole eccezione al successore di un aspirante cattivo qualunque.

Daredevil presenta, su tutti i livelli, dei personaggi forti a cui vale la pena affezzionarsi. Matt Murdock è ovviamente comprensivo fin dall’inzio – lui è l’eroe, cieco fin da bambino, che fa del bene nel suo lavoro sia di giorno che di notte – ma Foggy è altrettanto ben sviluppato, il personaggio di Karen Page è molto più del solito interesse romantico, e Claire Temple di Rosario Dawson evita simili insidie.

Forse, però, il più impressionante di tutti è Wilson Fisk. È ancora permesso alla gente pronunciare il suo nome? L’introduzione dell’aspirante Kingpin è stata fortemente preannunciata, e non è stato introdotto attraverso un atto di estrema violenza (che è arrivato dopo), ma con il suo amore per l’arte e il corteggiamento travagliato della commerciante Vanessa. Non è soltanto il miglior cattivo che abbiano mai avuto, ma anche l’unico a cui siete stati spinti ad affezionarvi.

7. Una storia delle origini che vale la pena raccontare

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È abbastanza certo supporre che ormai siano tutti stanchi delle storie delle origini. La prima ondata della rinascita attuale nei film dei supereroi ha seguito uno schema molto simile, e dopo un po’ è diventato noioso: circa la prima ora dei 90 minuti di X-Men, Spider-Man, o qualsiasi altro film, vede l’eroe che acquisisce i suoi poteri, li mette alla prova, si procura un costume, subisce i primi processi e le prime avversità, e così via.

Oltre quello il valore del rewatch è fondamentalmente pari a zero, e ancora di più quando l’origine di questi personaggi è abbastanza conosciuta da un pubblico più vasto, e non vale la pena spenderci così tanto tempo. Non è da meno Daredevil, ma lo show dedica in modo ammirevole il minor tempo possibile alla storia dell’origine.

Quando lo fa, lo fa con moderazione, e attinge alla miniserie di Frank Miller e John Romita Jr, Man Without Fear. Ed avviene principalmente attraverso dei flashback, in un modo non molto diverso da Lost – il racconto di Matt che viene accecato e contemporaneamente ottiene i suoi poteri avviene proprio all’inizio, in maniera breve e opportunamente traumatica, mentre il resto approfondisce la sua storia familiare. Tutto ciò si riversa sulla storia attuale che ci viene raccontata.

6. Il budget

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Quello che è sorprendente è quanto denaro venga speso per Daredevil. Non solo il calibro degli attori presenti – Deborah Ann Woll era una regular in True Blood, e D’Onofrio è una grande star del cinema – ma anche il denaro che viene speso per tutte le parti della produzione. È sorprendente perché si tratta di un servizio di streaming, e sembra che abbiano un maggiore budget da offrire rispetto alle altre serie tv della Marvel. Quelle che vanno in onda nella vera televisione.

Ma no, sembra che Netflix abbia davvero di più con cui giocare che l’ABC. Agents of SHIELD ed Agent Carter hanno i loro fan (purtroppo non abbastanza per giustificare veramente la loro esistenza) (ancora più triste nel caso di quest’ultimo, il primo sta per ottenere un altro inspiegabile spin-off), ma uno dei tanti problemi che hanno è che sembrano davvero, davvero scadenti.

Da una parte è perché vengono paragonati ai film da milioni di dollari con i quali condividono un universo immaginario, e dall’altra perché… hanno un aspetto piuttosto scadente. Daredevil, nel frattempo, è una serie di tredici episodi che potrebbe facilmente tener testa allo stile dei film. È aiutato dal fatto che l’ambientanzione di strada non richiede molti effetti speciali, ma in questo caso, è una questione di conoscere i propri limiti. Una consapevolezza che manca a Carter e SHIELD.

5. Uno stile visivo costante

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Alcuni dei principali e consistenti problemi con il Marvel Cinematic Universe vengono dal modo in cui i film sono fatti. Non è un catena di montaggio fatta con lo stampino, ma lo studio di registrazione ha certamente una formula a cui restano fedeli. Questo vale non solo per i personaggi, per i cattivi e per le battute, ma anche per lo stile visivo, che è abbastanza costante in tutti i loro film, pur coinvolgendo una dozzina di diversi registi. A volte dovrebbero uscire un po’ fuori dalla norma.

Kenneth Branagh è riuscito ad introdurre delle riprese inclinate nel primo Thor, l’azione cinematogradica di The Winter Soldier è notevolmente più limpida dei film precedenti, ma quando Edgar Wright ha voluto portare la sua firma di stile in Ant-Man? Lui e la Marvel non sono riusciti a raggiungere un compromesso, e così è stato avviato a favore del fuorilegge Peyton Reed.

Ancora una volta Daredevil è andato contro questa tendenza, senza mai accodarsi al generico aspetto pulito dai colori arancione e verde acqua del resto del MCU. Invece è tutto giallo torbido, marrone, grigio, con le ombre più onnipresenti della luce. È uno stile costante per tutto l’intero show, ed è nettamente diverso dai film. È più simile ai crime drama che hanno influenzato lo show.

4. Il gruppo funziona

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Nei fumetti, il personaggio di Daredevil è sempre stato tanto valido quanto il cast di supporto. In realtà è così per molti dei supereroi classici: Superman e Batman hanno i loro assistenti, interessi amorosi, colleghi e maggiordomi, mentre la Marvel ha preso quel modello e l’ha portato avanti. L’origine di Spider-Man è nota tanto quanto i personaggi da cui è circondato, dalla barcollante zia May all’autoritario capo J. Jonah Jameson e agli interessi amorosi Mary Jane e Gwen Stacy.

Anche Matt Murdock beneficia di non dover portare tutto il peso sulle sue spalle. Infatti Daredevil è raramente tutto incentrato sul personaggio principale, con molti dei primi episodi che lo vedono coinvolto sia a combattere i criminali che a riprendersi dalle lesioni subite durante i combattimenti, mentre le indagini di Ben Urich e Karen Page portano avanti la trama principale.

È una bella differenza rispetto al solito EROE DESTINATO A RISOLVERE LA SITUAZIONE. Capitan America è stato abilmente aiutato da Black Widow, Iron Man fa spesso affidamento su Rhodey, ma la storia non è mai stata portata interamente avanti dall’intero gruppo. Gran parte, in verità, è dovuto al fatto che una serie televisiva ha più tempo per approfondire i personaggi rispetto a un film. Ma questo non spiega Agents of SHIELD, non è vero?

3. Violenza reale

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Oh sì, questo non è il Marvel Cinematic Universe dei vostri figli! Quel logo familiare spiattellato su tutto Daredevil non dovrebbe suggerire che lo show è family-friendly come praticamente tutti i progetti precedenti dello studio cinematografico. Infatti, a volte Daredevil riesce ad essere più sanguinario e violento dei vostri crime drama. Per dire, The Wire non ha mai avuto una scena in cui un ragazzo si uccide puntando la sua testa contro lo spuntone su una parete.

È stato abbastanza nauseante. Ma anche un po’ freddo. La violenza vietata ai minori di 13 anni presente in tutti i film Marvel è addolcita e senza spargimenti di sangue, il che è una buona cosa – in questo modo i bambini non si arrabbiano – ma è anche una cosa negativa, in quanto implica che uccidere è una cosa relativamente pulita, che non vale la pena trascorrere il tempo a pensarci troppo, e non ne derivano conseguenze. Non è un buon messaggio.

L’ambientazione di strada di Daredevil significa che la violenza non è del genere “un soldato Chitauri sparato con un cannone di plasma” o “uno scudo che colpisce un ragazzo in faccia”. Invece è più bassa e sporca, una coreografia di lotta che flirta con il wire-fu, uno degli stili preferiti di Hollywood dai tempi di The Matrix, ma molto più tesa, concisa e brutale. Proprio come dovrebbe essere una lotta di strada con un gruppo di criminali. Rende anche chiari gli effetti della violenza, dalle lesioni di Matt a quel ragazzo che butta giù da un tetto in un cassonetto.

2. Conseguenze

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In realtà Daredevil è un esempio da manuale di una narrazione basata sulle conseguenze. Lo show non riguarda solo una minaccia che sorge indipendentemente dall’eroe, o il bravo ragazzo che deve sconfiggere il cattivo ragazzo. Invece è una serie di azioni e reazioni. Foogy e Matt aprono un’attività a Hell’s Kitchen; Matt inizia a lavorare come Daredevil; assumono Karen Page; tutte queste cose attirano l’interesse e l’ira di Wilson Fisk che vuole mettere a tacere Karen Page, e così via.

Non solo questo, ma è anche uno show che raffigura liberamente le conseguenze delle azioni del suo eroe eponimo. Non è solo un ragazzo che salva la situazione e intorno a lui tutto si risolve. Iron Man è stato un po’ così, certamente, ma era comunque il ragazzo più ricco del mondo e Tony Stark può fare praticamente tutto quello che vuole.

A volte questo comporta un robot che cerca di distruggere il mondo, ma comunque. Ispirato dal classico di Frank Miller, la serie di Daredevil vede un eroe i cui nemici non sono i cattivi super forti, ma i normali criminali, e le sue azioni hanno conseguenze. Manda le persone all’ospedale. Tortura un paio di ragazzi. Dimostra che essere un vigilante mascherato non è sempre un percorso virtuoso al 100%.

1. Rompe gli schemi

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In realtà, quello a cui tutto questo si riduce – e il motivo per il quale le persone elogiano così tanto lo show – è che Daredevil rompe gli schemi che la Marvel non ha esattamente determinato, ma che sono stati seguiti da tutti i film di supereroi e simili fin dal primo X-Men del 2000. Hanno tutti una simile struttura della trama (le battute generiche dei film d’azione, le persone che combattono, i buoni che pensano di aver perso ma poi alla fine tutto si risolve), simili personaggi, conflitti, stile visivo, costumi, etc.

Daredevil si sottrae da tutto questo facendo le cose a proprio modo, e in un modo adeguato per il materiale. C’è un modo per rappresentare il brillante e colorato supereroe, Matt Murdock – e in realtà Mark Waid e Chris Samnee lo fanno molto bene – ma le storie migliori di Daredevil sono quelle immerse nel peccato cattolico, nel crimine organizzato e nell’ansia che si guadagnano.

In questo modo, la serie Daredevil ha dato vita a dei personaggi più completi, interessanti e umani di ogni altro personaggio sfornato dal MCU. Ha affrontato dei temi più maturi e basati che siano mai stati affrontati, mostrando com’è la vita per le persone senza superpoteri (o non privilegiate). Ha creato un proprio aspetto, diverso dal film di Hollywood.

Quindi, complessivamente? Un ingresso unico, sorprendentemente maturo, ben scritto, sapientemente eseguito, brutale, sanguinario e brillante in un Cinematic Universe che è stato carente di tutte queste cose. Sistemate il costume, però.

Fonte

Vincenzo
Patito di telefilm fin da sempre, che segue rigorosamente in lingua originale. Non predilige un genere in particolare ma è convinto che il soprannaturale abbia una marcia in più. Troppe le serie che segue, che ha seguito (terminate) e che seguirà! Telefilm preferito: Supernatural.

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