Cotte Telefilmiche | Ichabod Crane

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In parecchi mi hanno chiesto cosa io possa trovare affascinante di un personaggio come Ichabod Crane di Sleepy Hollow, a parte gli occhioni chiari e penetranti di Tom Mison.

Io mi chiedo, invece, come si possa non amare un personaggio del genere, nella versione che ne da la serie soprannaturale della Fox.

Forse sono di parte, dato che rispetta un sacco dei miei personali canoni per il personaggio perfetto.

[Li ricordate, dall’articolo su Hook?
Avere un’intelligenza acuta e fuori dal comune.
Avere lo sguardo magnetico.
Avere i capelli scuri e possibilmente lunghi.
NON essere Mr.Muscolo sotto steroidi.
Saper usare il sarcasmo come si deve.
Avere una personalità sfaccettata, perché essere manzi da competizione non basta.
Avere un qualcosa che lo renda “fuori dal tempo”. ]

Ho amato l’Ichabod Crane di Sleepy Hollow fin dal primo momento della sua comparsa. Beh… non dal primo primo. Diciamo da quando non si fa quasi piallare da un TIR.
Non so come, Mark Goffman è riuscito a prendere il personaggio originale del romanzo breve di Washington Irving e renderlo affascinante, ironico, simpaticamente accattivante, compiendo un vero miracolo.

 

1Diciamocelo: l’Ichabod originale, di queste caratteristiche, non ne ha nemmeno una.
Per come lo descrive Irving, Ichabod Crane è un insegnante non particolarmente avvenente, quanto particolarmente egoista e amorale al di fuori del suo ruolo di istitutore, e capace di ingurgitare quantità di cibo impressionanti a dispetto della sua costituzione gracile. In aggiunta, l’Ichabod originale è spaventosamente superstizioso, nonché terrorizzato da qualsiasi cosa anche solo gli ricordi fantasmi o demoni.

Tutto questo, unito al suo desiderio di corteggiare Katrina Van Tassel solo ed esclusivamente per la sua bellezza e per la ricchezza della sua famiglia, lo rende un personaggio particolarmente sgradevole, per il quale non provare alcuna empatia nemmeno quando il rivale in amore, tale Abraham “Brom Bones” Van Brunt cerca di sminuirlo o irriderlo. Nemmeno quando casca come un pollo nel suo trucco, facendosi prima terrorizzare dalla storia del cavaliere hessiano senza testa e poi scappando (presumibilmente) davanti alla messa in scena di Brom, e non tornando mai più a Sleepy Hollow.

 

John_Quidor_-_Headless_Horseman_Pursuing_Ichabod_Crane_-_SmithsonianQuello che colpisce dell’Ichabod della serie, invece… o almeno quello che ha colpito me in principio, è la sua curiosità per il mondo che o circonda.

Con tutte le storie sul sovrannaturale portate sul grande e piccolo schermo negli ultimi anni, con tutta la profusione di vampiri, immortali, viaggiatori del tempo et similia, è molto faticoso superare il clichè dell’uomo di un altro tempo tecnofobo, impaurito dalla modernità, retrogrado e restio ad aggiornarsi.
Ichabod, al contrario, non solo analizza i tempi moderni dall’ottica disincantata di un perfetto estraneo, ma ne dibatte i pro ed i contro, si adegua molto in fretta, è avido di notizie per quanto riguarda la storia mondiale e gli usi e costumi ed i loro cambiamenti, è stupito e deliziato dalla tecnologia e dai suoi mille e più utilizzi.
Tant’è che nel giro di dieci episodi impara ad usare uno smartphone.
Una delle scene che ha contribuito a farmi amare questo personaggio è nel Pilot, per la precisione il momento in cui Abbie è costretta a bloccargli l’alzacristalli elettrico perché il su e giù del finestrino la infastidisce.
Ichabod non ne è spaventato. Non ha nemmeno paura della macchina sulla quale sta viaggiando.
E’ affascinato da TUTTO quello che lo circonda.
Ichabod non è “fuori dal mondo”. Lo è stato, per cause indipendenti dalla sua volontà, ma mira a ritornarvi il prima possibile, sebbene la sua ferrea morale lo porti a discutere ancora dei costi della vita, delle carte di credito, dell’acqua a pagamento e di tutto ciò che i Padri Fondatori della costituzione americana avrebbero disapprovato, in siparietti davvero divertenti e piacevoli.

skinnyjeans_zps498d0957Ichabod è, in tutto e per tutto, un uomo del passato che mira a comprendere il presente, senza tuttavia abbandonare del tutto la propria identità.
Non ama i tessuti sintetici ed i tagli d’abito moderni, preferendo farsi fare i vestiti da una patita di rievocazione storica che sa come mantenere la filo logicità dell’abbigliamento persino nelle cuciture, e non rinuncia agli stivali alti al ginocchio o ai capelli lunghi.

 

Il cambiamento, in un personaggio così ben definito a livello caratteriale, è molto difficile. Ichabod è, in tutto e per tutto, un “eroe conclamato”, uno di quegli uomini retti e giusti dei quali vediamo le descrizioni nei libri ma che difficilmente potremmo incontrare.
La sua morale granitica, che lo ha portato in passato a tradire la propria patria e venire cacciato dalla famiglia per perseguire il grande sogno di un mondo in cui tutti gli uomini potessero essere LIBERI, lo rende difficilmente malleabile nella maggior parte dei casi.
Ichabod nasce come personaggio già caratterialmente formato, convinto delle proprie idee, istruito dai propri errori, definito dalle più disparate esperienze.
Indubbiamente, un personaggio del genere rischia di diventare statico e noioso dopo la terza puntata… e invece no.

In questo, ammetto che gli autori siano stati geniali.

ichabod-credit-card-rantC’è ancora mistero, in lui. Non sappiamo tutto della sua vita, di come sia arrivato a tradire la propria patria, di come sia diventato un Testimone, della sua storia d’amore con Katrina, del suo migliore amico Abraham.
E’ una storyline che si dipana lungo la prima stagione, nelle sue linee principali, attraverso i flashback, ed ogni punto del suo passato che incontriamo non solo ci rivela qualcosa in più su di lui, ma ci aiuta a capire come sia cresciuto.

La crescita, in questo caso, è “ambientata” nel passato, e ci mostra retroattivamente lo sviluppo del personaggio, facendolo maturare anche ai nostri occhi mentre, in parallelo con la storyline del presente, Ichabod si sviluppa ulteriormente adeguandosi all’oggi, alla modernità, alla tecnologia, affrontando nel frattempo nuovi dilemmi morali (come la malvagità del figlio o i segreti che sua moglie non gli ha rivelato) divenendo via via un personaggio in continuo e perenne mutamento, nonostante la sua essenza rimanga fondamentalmente la stessa.

Ed ecco che abbiamo un Ichabod Crane a cavallo tra passato e presente. Un uomo con modi antiquati, lessico altrettanto datato, abiti d’epoca, che sa usare uno smartphone e guidare un fuoristrada, che spara con pistole moderne ma pose del ‘700, che beve tea da vero inglese ma in bustina.
Un soldato che gioca alla guerra sui videogame online, che ha visto Glee, che litiga con un banchiere perché la penna è legata alla scrivania.

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A tutto questo, a questa sua attitudine per l’apprendimento indubbiamente aiutata dalla sua intelligenza vivace e dalla memoria eidetica, si aggiunge il nucleo di quello che è Ichabod Crane.

Al contrario del personaggio originale del romanzo, Ichabod è un uomo di buon cuore, altruista, fedele, sincero, disposto a sacrificare se stesso e a mettersi in prima linea, poco incline a far si che siano gli altri a soffrire, conscio dei propri limiti e dei propri pregi, a volte un po’ troppo portato a caricarsi di responsabilità che potrebbe condividere o che non sono assolutamente sue.
E’ un eroe nell’accezione più vera del termine. Un eroe UMANO, che commette errori e ne paga le conseguenze, ed è pronto ad ammetterli e ad analizzarli per trarne un insegnamento.

ba65f41163c5ec8bfc2b60b01f585ca3Ed ecco la seconda cosa che mi ha fatta innamorare di questo personaggio: il fatto che sia stato basato sugli opposti.
[Amo le dicotomie, non riesco a farci nulla…]
Ichabod è un uomo di un altro tempo catapultato nel presente, un eroe e un marito, un Testimone ed un padre, obbligato dalle profezie e dal fato a sacrificare l’amore della sua vita, suo figlio e la sua compagna d’avventure in nome della sua missione di impedire l’Apocalisse, riuscendo comunque a rimanere fedele a tutti loro.
Tutto ciò che è lo mette in perenne conflitto con tutto ciò che ha, eppure lui riesce a dipanare questi conflitti ed uscirne, quasi sempre, a testa alta. Non fugge dalle proprie responsabilità, ma le affronta e cerca un punto d’incontro con quelli che sono i suoi sentimenti, per conciliare la sua stessa essenza con la missione di Testimone.

Un’essenza fatta di sentimenti devastanti.
Ecco la terza cosa che mi ha fatta innamorare di Ichabod Crane.
Ichabod proviene da un’epoca in cui i sentimenti, paradossalmente, si dovevano mostrare meno ma si mostravano di più rispetto ad oggi.
Forse a causa della differenza di lessico (più ricco, più carico di sottintesi, più delicato e meno volgare e diretto), dalla seconda metà del ‘700 fino ai primi del ‘900 l’idea puritana del non dover mai mostrare ciò che si provava in pubblico, pena l’ostracismo della società, veniva aggirata con frasi che noi potremmo considerare da romanzo, ma che per l’epoca erano tanto comuni quanto un “ciao”, almeno se parliamo di determinate classi sociali.

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Ecco che Ichabod, nato in periodo storico in cui il sentimento veniva espresso con arzigogolati giri di parole, diventa, sebbene evidentemente restio ad esserlo, più sincero dei personaggi dei tempi moderni. Per quanto si mostri riservato inizialmente, il suo modo di rivelarsi innamorato, feroce, irato, impaurito, perplesso o affezionato è il più completo ed onesto della serie.
Mantenendo sempre un certo signorile contegno, o quantomeno provandoci (si lascia andare a sproloqui e bestemmioni solo quando è completamente solo, o è convinto di esserlo. In presenza di signore, di norma, cerca di trattenersi per educazione) , Ichabod non ha paura di far vedere cosa sta provando, a differenza degli uomini dei tempi moderni che accompagnano i Testimoni (Frank Irving stesso, sospeso nel limbo del terrore di far sentire sua figlia menomata e di non riuscire a vivere bene la sua vita da poliziotto, e Hawley della nuova stagione, classico cacciatore macho, personaggio teoricamente affascinante nei suoi standard da Indiana Jones bello e spietato; ma potremmo citarne anche parecchi altri.)
La sua reticenza deriva dal riserbo, e dalla restrittiva educazione inglese, non dal timore di dimostrarsi “debole” o “meno uomo”, e quando riesce ad aggirarla, spronato a rivelarsi, diviene meno estraneo, più uomo degli uomini, aprendosi completamente con la persona che in quel momento lo ascolta e mettendo letteralmente a nudo, in maniera sempre molto compita e discreta, ogni suo sentimento.

Indimenticabile, in questo caso, la chiacchierata con la centralinista dell’assistenza auto Yolanda, nella quale riesce a consigliarla raccontandole della sua storia d’amore con Katrina.

Uno dei suoi più grandi pregi, a conti fatti, è la FEDELTA’.
A tutto.
Ad Abbie, sua amica, confidente e Testimone. Ai principi di libertà ed uguaglianza. A sua moglie Katrina. A suo figlio, dopo la scoperta della sua nascita, al bene supremo che persegue da quando ha abbandonato la fazione inglese, alla sua missione, alla volontà di sconfiggere definitivamente Moloch.
Sopra a tutto e prima di tutto a se stesso.
Ichabod Crane è un uomo di parola, un uomo che valuta l’onore al di sopra di quasi ogni altra cosa. Un uomo disposto anche a morire per esso, se necessario, e che considera una persona senza onore indegna d’attenzione.

Dopo questo papello di descrizione, sembra quasi che Ichabod sia l’uomo perfetto.
Non lo è.
Anzi, diciamo che è ben lungi dall’esserlo.
Ha i suoi sacrosanti difetti, primo tra tutti il fatto che, a causa della sua sconfinata istruzione, a volte risulti essere spocchioso ai limiti dell’arroganza.
Ichabod, come dicevo all’inizio, non è un uomo malleabile. E’ testardo, impulsivo, a volte troppo sicuro delle proprie conoscenze. E le perdite da lui subite lo rendono a volte instabile ed inaffidabile.
Ichabod ha un modo tutto suo di affrontare i demoni, interiori ed esteriori in questo caso, che si ritrova davanti ad ogni episodio: fredda logica, conoscenza, un pizzico d’inventiva. E’ un metodo che quasi sempre funziona, e quando si inceppa lo porta a fare errori di valutazione eclatanti. In alcuni casi, lo porta addirittura a non saper gestire le proprie emozioni, trattenute troppo a lungo, e a dar sfoggio di un caratteraccio davvero notevole.
Non gli si può dar torto, lo ammetto, vista la sua storia, ma questi “sfoghi” tendono a risultare rischiosi per Abbie e per chi lo circonda, e letteralmente accecano il suo buon senso impedendogli di vedere dove si cela veramente il male.
Ma d’altro canto… ci piacerebbe se fosse davvero perfetto? No

Buona parte del suo fascino, sta anche nell’interpretazione che Tom Mison è stato in grado di darne. Non solo per l’accento inglese (che oramai ci ha abituate fin troppo bene), ma soprattutto per la postura ed il modo che ha di muoversi mentre interpreta il personaggio. I suoi gesti sono essenziali, misurati. Il portamento quello di un soldato. Tutto in lui mostra quella compostezza tipica di un’altra epoca che viene a mancare solo ed esclusivamente quando si mette a gesticolare perché elettrizzato per una scoperta.
Questo lo rende estremamente realistico, come se la sua fosse vera memoria muscolare data da una vita passata ad imparare le regole del galateo e delle buone maniere del ‘700, conferendo spessore al personaggio e contribuendo a dargli quell’aria “fuori dal tempo” che tanto intriga.

Insomma:
Humor inglese, Accento inglese, un aspetto decisamente notevole, occhi glaciali e inchini antiquati.
Ora ditemi davvero: cosa potremmo volere di più da un personaggio?

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Ocean
Annalisa Mantovani nasce a Ferrara, in un freddissimo e nevossissimo Febbraio del 1980. Forse è per questo che odia l’estate, il sole e il caldo e preferisce climi rigidi e temperature polari, grazie alle quali può godersi le fusa dei suoi gatti, una bella coperta calda, il divano e i suoi amatissimi libri. Sin da piccola legge tutto il leggibile, dal romanzo d’avventura al fantasy, dalla storia d’amore alle etichette dello shampoo, ma le sue letture preferite rimarranno sempre i romanzi di Emilio Salgari sul pirata Sandokan, Il Silmarillion di quello che definisce il suo “papà” letterario J.R.R.Tolkien, la saga di Harry Potter e qualsiasi cosa sia stata scritta sui vampiri, anche la spazzatura. Da qui, e dalle sessioni di Dungeons&Dragons a cui gioca col marito ormai da più di 15 anni, la passione per la scrittura di romanzi fantasy e urban fantasy che, se dio vuole, un giorno riuscirà anche a pubblicare. Telefilm Addicted da quando guardava Hazard e l’A-Team con il nonno dopo i compiti, predilige serie dove la componente sovrannaturale giochi un ruolo importante, anche se non disdegna Downton Abby, Criminal Minds e Broadchurch. Whovian per la vita, le sue serie del cuore saranno sempre Doctor Who, Buffy e, da poco aggiuntasi, Once Upon a Time, che ha il potere di farla tornare bambina.

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1 COMMENT

  1. in questa stagione ichabod si sta superando, lui che gioca online e insulta i suoi “compagni di gioco” è stata la più bella di tutte!!!

    bell’articolo ^-^

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