Chicago PD | Sophia Bush parla della scioccante decisione di Lindsay

ATTENZIONE: L’articolo contiene SPOILER del finale di stagione di Chicago PD, “Born Into Bad News”.

Lindsay (Sophia Bush) è in una spirale distruttiva sin dalla morte di Nadia, ma questa settimana ha fatto qualcosa di davvero impensabile, durante il finale della seconda stagione di Chicago PD. Si è licenziata.

“Il motivo per cui Erin è una poliziotta è perché vuole aiutare personalmente le persone; alla fine della giornata vuole sapere che è stata in grado di aiutare,” dice Bush a The Hollywood Reporter. “Essere colpita a un livello così personale – colpisce davvero il cuore di ciò che è lei e si sente mancare la terra sotto i piedi.”

I momenti finali dell’episodio, in cui Lindsay dice al suo capo e figura paterna Voight (Jason Beghe) di essere una cattiva notizia e consegna il suo distintivo, sono stati uno shock sia per l’attrice che per il pubblico. “Riconsegnare il distintivo è una cosa di cui ho parlato molto con gli autori mentre stavamo discutendo dei suoi sviluppi e come sarebbe apparsa questa sua lotta,” dice Bush.

Quindi perché l’ha fatto? Bush ha parlato con THR di come la morte di Nadia ha colpito Lindsay, perché si è appoggiata alla madre e cosa succederà nella terza stagione.

Erin ha lottato con la morte di Nadia per alcuni episodi. Perché si è spinta così oltre da mollare?

A volte sono le persone più forti che cadono più in basso. Sono le persone che non ti aspetti a cadere. Questa storia, ciò che riporta alla luce in Erin è il suo passato. Il modo in cui è cresciuta le dice chi sarà, ciò che potrà fare e poi grazie al duro lavoro e alla fortuna di essere stata arrestata dal detective giusto, ne è uscita. È andata oltre ogni aspettativa ed è stata una donna forte in grado di andare sempre oltre, nonostante tutto. Il motto di Erin è sempre stato quello di andare avanti e di fare il suo lavoro come di deve. Questa cosa l’ha spezzata. Ha rotto il paracadute e ora sta cadendo e on sa come salvarsi. Tutto ciò la porta a pensare che forse non è forte come Voight. Forse non è in grado di salvare qualcuno nel modo in cui lui ha salvato lei. Forse non avrebbe neanche dovuto provarci. Se non avesse combattuto così duramente per questa ragazza, forse questa ragazza sarebbe ancora viva. Il pensiero che tu abbia causato la morte o abbia messo in pericolo qualcuno è brutale. Tutto questo mostra quanto possa far perdere il controllo a Erin.

L’abbiamo vista licenziarsi già a inizio stagione, quando ha accettato un altro lavoro. Ma è ritornata abbastanza velocemente. Ora sarà diverso?

La storyline iniziale di Erin alla task force doveva durare otto episodi. Il modo in cui ha cambiato le dinamiche dello show – tutti l’hanno odiato. Hanno tagliato corto subito, ma in questa storia qualcosa è diverso. Questa storia l’ha lasciata, emotivamente, in un modo difficile da tornare indietro così velocemente. Lasciare la task force è semplice, “Non mi piace la politica. Non mi piace essere circondata da idioti misogini.” Invece ora viene il colpito il suo essere come persona e spacca la sua vulnerabilità in un modo che non credo sappia gestire. Spero almeno che, quando torniamo con la terza stagione, non sia un qualcosa già risolto e che tutto vada bene. Penso che avrà molte cose da affrontare quando torneremo con la terza stagione e dovremo capire come riportarla in forze.

Hai parlato di quanto Lindsay voglia aiutare le persone e di quanto ami essere una poliziotta. Quanto cambierà come persona quando non avrà questo lavoro a tenerla coi piedi per terra?

Il crollo mentale è la cosa che voglio esplorare di più quando torneremo con la nuova stagione. Non siamo molto sicuri se ci sarà un salto temporale e per quanto tempo. La scorsa stagione è stato di sei settimane. Ora gli autori stanno pensando, “Saranno sie giorni? O ancora sei settimane? Come sarà? Quali conseguenze? Se sarà più di un mese, dove sarà Lindsay? Dove la troveremo? Se saranno sei giorni, sarà alcolizzata?” A questo punto niente è deciso. Bisognerà parlarne, ma sicuramente valuteremo ogni opzione e sceglieremo quella più giusta. C’è una parte di me che vorrebbe ripartire dal giorno in cui si è licenziata e vedere cosa succede. Spero le ci vogliano solo un paio di episodi per tornare. Per quanto sia d’accordo sul fatto che sia tornata indietro così velocemente dalla task force, non mi piacerebbe vedere questa situazione risolversi così velocemente.

Il rapporto Voight-Lindsay è cambiato molto dopo la morte di Nadia. Secondo te perché?

Penso che con le persone più vicine a te, quando non ti senti te stessa, non sai come comunicarlo e non sai come ammetterlo. Lindsay non è molto brava a rivelare i suoi sentimenti; non è brava a mostrare la sua vulnerabilità. Sta cercando di continuare ad andare avanti, ma non riesce. È consumata dal senso di colpa, dalla rabbia e dal pensiero che avrebbe dovuto fare qualcosa in modo diverso. Non penso che sappia come spiegare a Voight cosa sta provando, o nemmeno a Halstead, perché se dice a qualcuno come si sente, saprà cosa sta provando. Invece di essere arrabbiata e bere e mandare a quel paese tutti, dovrebbe guardarsi dentro e sentire quel dolore. È una cosa molto, molto difficile per qualcuno programmato ad andare sempre avanti. Fermarsi a guardare i propri sentimenti ed essere sopraffatta dalle emozioni che sembrano spaccarti in due non è facile per una come lei. È molto brava ad essere coraggiosa per gli altri ma l’unica cosa coraggiosa che può fare per sé stessa in questa situazione è processare questi sentimenti. Ma non riesce a farlo. Non sa come farlo.

Lindsay e sua madre hanno un rapporto di alti e bassi. Perché si è appoggiata proprio a Bunny in questo momento della sua vita?

Questa è una cosa di cui ho discusso parecchio con gli autori, perché dovevo davvero sentirla ed essere in grado di crederci. Il momento in cui ha iniziato ad avere senso è stato quando Halstead dice, “Ehi, andiamo al Molly. Berremo tutti qualcosa per Nadia.” Lo guarda e si sente improvvisamente all’esterno di tutto il suo universo perché nonostante tutti fossero tristi, Nadia era la protetta di Lindsay. Nadia era la coinquilina di Lindsay. Era, in ogni modo, la sua sorellina. Tutti sembrano essere in grado di processare il fatto e lei si sente come un pesce fuor d’acqua e tutto ciò all’interno della boccia è intoccabile e estraneo. Il fatto che deve andare in questo bar dove di solito si diverte con i suoi amici e piangere una persona – è impossibile. Non vuole andare a casa perché tutte le cose di Nadia sono ancora nell’appartamento, c’è ancora la sua stanza. Ma non vuole neanche uscire con gli amici e quindi dove va?

A questo punto, dove è consumata da questi sentimenti, non c’è nessuno che riesca a farla sentire peggio di sua madre. Andando da Bunny, non deve comportarsi come se tutto andasse bene e può stare attorno a qualcuno che la fa arrabbiare e sa di farlo. È come se le permettesse di far uscire un po’ di questa rabbia perché può sbottare con la madre e alla madre non importa. È una specie di tortura. Non deve avere senso perché ora niente ha più senso per lei. Quando penso a Bunny come la personificazione fisica di una lametta per Lindsay, è tutto ciò che per me ha senso.

Pensi che Lindsay riuscirà a superare completamente la morte di Nadia? Riuscirà mai a dare una chiusura a questa storia?

Non penso che nessuno possa superare una perdita del genere. Ma il modo in cui si sta incolpando non l’aiuta e sicuramente non fa nulla di buono per Nadia. Qualcosa di davvero orribile è successa a una persona a cui teneva, ma non è stata colpa sua. Spero che col tempo lei possa sentire ciò che prova, far uscire il dolore e affrontarlo, e quando succederà sarà in grado di capire si spingerla a salvare le persone che può salvare. Non puoi salvarle tutte.

Chicago PD torna in autunno su NBC.

 

Fonte

lau_tonks90
Laura è nata in un paesello spastico nella provincia di Bergamo. Giocatrice incallita di Monopoli, Risiko e Cluedo. La sua vita è composta da Università, divano, amici e telefilm. Ama leggere, da Shakespeare a Topolino e l'unica cosa che le tira su il morale è Friends. "Fa della tua vita il tuo telefilm preferito": è questa la sua filosofia. Nel lontano 2000 ha visto per la prima volta Buffy e tutto è cambiato. Non esisteva più Rossana o Piccoli problemi di cuore, ma solo Buffy. Poi sono arrivati Beverly Hills 90210, Dawson's Creek, Roswell e tutti gli altri. Ancora non sa come fa a vivere con una ventina di telefilm a settimana da seguire, ma è la sua vita e va bene così. La sua più grande aspirazione è stare a peso morto sul divano, mangiando schifezze e guardando telefilm, ma se proprio deve alzarsi e fare qualcosa, vorrebbe diventare critica televisiva. Il suo più grande sogno è andare in America e non tornare più.

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Stay Connected

42,996FansLike
11,745FollowersFollow
3,376FollowersFollow

Ultimi Articoli