Castle | Recensione 8×21 – Hell To Pay


Bentornati a tutti quelli che ancora non hanno abbandonato il Titanic la nave di Castle.
Io sono ancora qui, ma non vedo l’ora di farla finita la prossima settimana. Sono esausta e ho esaurito le forze. Non ho più nemmeno voglia di vedere le puntate. Tra sette giorni potrò chiudere per sempre il capitolo Castle e darmi, sperabilmente, a qualcosa da cui trarre molta più gioia e spensieratezza. Predisponendomi ad adempiere al mio compito di scrivere la mia penultima recensione, mi chiedo che senso abbia continuare a commentare una FARSA.
Perché a questo punto bisogna ammettere che è rimasto ben poco da dire perfino per me che non ho mai creduto nella via della sintesi, in generale nella vita. Amo analizzare il minimo dettaglio e scavare strato dopo strato, ma qui, gente, non è rimasto proprio niente.
Non mi è mai successo in tanti anni di disinteressarmi del racconto di una storia, al punto da preferire inventare la mia versione, invece che accettare quella del narratore, perché lo si ritiene incapace. Perché, inoltre, è venuto meno il patto tra l’artista e il destinatario (io) della sua arte, visto che mi trovo davanti al fallimento delle regole basilari della tecnica narrativa: a questo punto della storia è crollata tutta la struttura che è stata costruita in otto anni insieme al suo dipanarsi organico e, quel che è peggio, si avverte la mancanza di una certa onestà intellettuale. L’hanno dovuto fare perché il network spietato vuole guadagnare due euro da un animale morente (cit.) e sono tutti vittime quanto noi? Peggio per loro. Io ho ancora una certa integrità di pensiero e libertà personale che mi rende possibile rimanere fedele a me stessa e levare le tende.
Il crimine massimo, da un punto di vista letterario, nella mia opinione, è prendere la storia di un altro creatore e distruggerla per i tuoi interessi. Non rispetti il lavoro di chi ti ha consegnato un prodotto di successo e pretendi la proprietà intellettuale di un altro. Non puoi distruggere le premesse e pensare che funzioni. Non che altri non possano prendere l’eredità artistica di un altro e portarla avanti con successo. Ma questo può accadere solo se si rimane fedele alla visione di chi l’ha creata e la si continua fondendo armoniosamente passato e presente, introducendo le proprie novità che devono essere almeno COERENTI. E non è questo il caso. Non puoi prendere il Requiem di Mozart e farlo diventare YMCA. Si rompe il mutuo patto tra te e chi riceve la tua “arte”. E siccome non ce lo ordina nessuno di rimanere a guardare la rovine del tempio, la mia posizione si riassume con: CIAONE.

Quindi, per quello che riguarda me, queste ultime puntate non esistono. Non mi fanno nemmeno arrabbiare. Mi annoiano e basta. Del resto, non abbiamo forse letto mille e più seguiti di Orgoglio e Pregiudizio? Possono esserci piaciuti, possiamo perfino esserci divertiti, ma la storia è quella di Jane Austen. Nessuno ha mai pensato che Liz e Darcy abbiano davvero incontrato degli zombie, giusto? Allo stesso modo, io non prendo per buono nulla di quello che ci hanno raccontato. Il creatore di Castle è e sarà sempre Marlowe e lui aveva in mente un altro finale, i cui indizi sono stati disseminati nella storia per anni, inducendoci ad aspettarcelo. Non vedo perché dovrei credere alla brutta versione di qualcun altro, che, a tradimento, si è discostato da un sentiero ben tracciato.
Parlo di tradimento perché per tutta questa stagione nelle interviste gli showruiners showrunner ci hanno chiesto fiducia, ci hanno rassicurato che per loro i Caskett erano e sarebbero rimasti il nucleo fondante di Castle (…), ci hanno promesso che non sarebbe morto nessuno. Che ridere. Non mi tengo proprio.

Non mi fido più di queste persone, non vedo perché dovrei prendere per buona la loro storia, visto che hanno deragliato dalle premesse. Volendomi anche convincere che ho sempre sbagliato a considerarle le vere premesse. Per me è no. Qualsiasi sia il motivo alla base, il risultato è che la STORIA, cioè che più di tutto conta in un RACCONTO, ha perso validità e credibilità, per me.

Veniamo all’episodio.

La 8×21 non è più una puntata dell’ottava stagione, voglio che sia molto chiaro a tutti. Non stiamo più guardando la storia dei Caskett. Se il vostro intento era quello di “goderceli finché ci sono” (proprio come mi ero ripromessa io), è meglio che smettiamo di illuderci. Siamo già nel futuro, siamo già oltre. Richard Castle è l’unico e assoluto protagonista e tutta la corte servente intorno. Beckett è solo sua moglie (quando lui se ne ha voglia, cioè mai) o, quando le va molto bene, un capitano relegato dietro la scrivania a dare qualche blando ordine. Ricordate il “Beckett andrà sempre sul campo perché non vuole fare il capitano dietro alle scartoffie?”. Io sì, lo ricordo molto bene. Ecco. Tutto il contrario.
I bros, che per tutta la stagione hanno ripetuto a Castle che non poteva indagare con loro, dimostrando un certo rispetto al loro capitano, adesso si rivolgono a lui, pendendo dalle sue labbra. Rimpiango i tempi in cui Esposito lo trattava male ed era geloso di lui. A questo punto rimpiango perfino Rognan e il matrimonio di Beckett (non è forse lì che è cominciato ad andare tutto a rotoli?). Vederlo trattare Castle come se fosse l’oracolo ed eroe dei due mondi, perfino in una puntata in cui, un tempo, non si sarebbero sprecate le prese in giro, è stato un insulto all’intelligenza di tutti i presenti (noi compresi).

Siamo di nuovo di fronte al solito caso dalle sembianze ultraterrene e alla solita dinamica: Castle Credulone che vive nella sua fantasia. Non sta diventando un po’ vecchia la faccenda? Mi piaceva, un tempo, quando il telefilm prendeva la via del finto soprannaturale, anche perché si creava la contrapposizione tra la squadra degli scettici e chi invece era più “aperto” a considerazioni di altra natura. Era bello vedere Castle che credeva alla magia blablabla.
Adesso c’è solo Richard Castle che parla, parla, parla. Fatelo smettere. È praticamente in tutte le scene e ha sempre da dire qualcosa. Non sopporto più i suoi occhi a palla sempre sbarrati. La voce in falsetto. Le grida. Lui che si spaventa. Lui che miagola fastidioso e petulante. Non so come Beckett possa sopportarlo e grandi complimenti a Stana Katic che, con la sua grazia innata, riesce a rendere guardabili certe scene.
È un Richard Castle buffone completamente appiattito in una comicità becera che non ha più nulla dell’umorismo stratificato e sofisticato di un tempo. È come guardare infinite ripetizioni di qualcuno che si dà una martellata su un dito. Non fa ridere. Irrita. Non manca molto alla gara di rutti e grasse risate (lui probabilmente sarebbe quello che non è capace e si lamenta all’infinito perché nessuno gli insegna, tirando la manica alla suora dell’asilo). È privo di sostanza, non è più il milionario annoiato perché ha una mente troppo vivace, che ha bisogno di sfide e avventure. È un involucro banale del sé di un tempo che, a tratti, diventa perfino patetico. So bene di usare parole forti. Non si tratta nemmeno più di rabbia per quanto è successo. È che offende la mia sensibilità intellettuale pensare di essere la destinataria di questo.
Appena prima che Beckett lo dicesse, lo stavo già scrivendo io nei miei appunti. Con le stesse parole.

 

È la puntata più noiosa dell’ottava stagione. Quel che è peggio è che è la penultima puntata Caskett e questi due sembravano estranei, più che marito e moglie. Se penso al centocinquantesimo episodio, arrivato prima della finale della settima stagione, che è stato una vera celebrazione dei Caskett, mi chiedo cosa abbiamo fatto tutti di male per finire in questo vuoto cosmico.
Eppure le loro scene sono state quelle più interessanti (pensate le altre!). Almeno mi rincuora pensare che Beckett si stesse divertendo, santa donna. A volte mi chiedo anche se non volessero farci arrivare a pensare che, a questo punto, forse è meglio che questi due divorzino. Salviamo Beckett dal Clown che è diventato suo marito. Lei non può stare con un uomo del genere. Nessuna di noi con un po’ di autostima. Lui è talmente incentrato su se stesso, le sue manie e i suoi giochi infantili, da non poter essere quasi più interessato al ruolo di marito. (Caleb, fatti avanti, è il tuo momento!).
È ossessivamente preso solo dai suoi progetti, dai suoi interessi, dal caso. È del tutto assente nel loro matrimonio. Non la guarda nemmeno in faccia, a dirla tutta. Se penso che è stata la stagione che ci ha fatto vedere più baci, mi viene solo voglia di scappare lontano da questo sfacelo.
Non è il Castle che ho amato, né quello che mi merito.
Faccio un unico esempio: il braccialetto con il crocifisso che ha legato al polso. Siamo davvero ridotti a questo punto? Dove è finito il brillante, affascinante, carismatico, geniale, creativo uomo che abbiamo incontrato al pilot? Se volete dargli il suo One Man Show, perché degradarlo così? Volete un procedurale o Benny Hill Show? Basta saperlo.
crocifisso

Per fortuna Beckett fa brillare le scene in cui è presente. Mi ha perfino stupito vederla sulla scena del crimine e sentirla dare ordini. Mi aspettavo che tutti chiedessero conferma a Castle delle sue direttive. Ho amato vederla alzarsi di notte per prendersi gioco di suo marito. C’è ancora così tanto entusiasmo e bellezza nell’amore che prova per lui. Sono felice quando è felice.

Sono anche stata molto contenta quando ha ideato il piano di andare a spaventare la figliastra quarantenne acida e sempre con gli occhi di un cerbiatto davanti ai fari delle auto che stanno per investirla (…) e l’amica convinta di essere un dono per l’umanità. La terrò come la mia vendetta personale, nei tempi bui.

(Credetemi, se avesse detto ancora una volta “Naked Twister” io gli avrei ficcato una forchetta in un occhio).

Parlando della figlia creepy, non capisco nemmeno perché chi pensa al suo look le voglia così male? Permettetemi: manco mia nonna.
minonna

Esposito e Ryan, nonostante adesso siano gli aiutanti di Castle, riescono comunque a essere completamente assenti. Fanno solo interrogatori noiosissimi e hanno perso qualsiasi caratterizzazione. Per forza, devono far brillare solo Castle. Nessuno deve osare togliergli i riflettori di dosso. Nell’ultima scena addirittura lo lasciano solo, cosicché lui scopra l’assassino e risolva la situazione per conto suo. Mi pare ovvio. Richard Castle non ha nemmeno più bisogno della polizia. Tanti auguri per la prossima stagione.
Ho trovato anche abusata l’idea del morto che va a rendere l’anima nelle proprietà immobiliari di Castle. L’avevamo già visto nella puntata degli Hamptons (lo so, è oltraggioso nominarla). Non c’è proprio modo di vedere qualcosa di originale?

Molto piatta anche questa scena in cui, nemmeno a dirlo, Castle si lagna di qualcosa.


“Eh, moglie, quando sarò morto mi rimpiangerai tanto”. Che cattivo gusto, tra l’altro, sapendo cosa ci aspetta nella finale della prossima settimana. Ma dove siamo finiti? A Dismaland?

Direi che le reazioni di Beckett riassumono molto bene le mie, per tutta la puntata, mentre mi annoiavo da morire controllando i minuti mancanti.

E non porta nemmeno la fede. Beckett, sei ancora in tempo, SCAPPA!!

Dovendo trovare qualcosa di positivo, ho trovato un po’ del vecchio Castle nel suo proposito di non aprire l’antro segreto. È l’unica cosa coerente con il suo personaggio, il preferire immaginare mondi fantasiosi, invece quello che gli offre la realtà. Castle è questo, è la sua forza, è il motivo per cui ha tenuto duro con Beckett, il credere che la magia possa esistere, e riuscire a realizzare i suoi sogni. Peccato che a noi non possa accadere, in questa situazione.

If I opened it, I was bound to be disappointed with whatever was inside.
If I never opened it,literally anything I imagine could be in there.

So, you chose fantasy over reality?

Voglio dire solo un’ultima cosa. Se questa stagione doveva essere di transizione per farci apprezzare meno Beckett e accettare la sua dipartita, di certo ingannarci non è servito a rendere il passaggio più morbido. Avrebbero dovuto dircelo all’inizio, permetterci di salutarla, valorizzarla. Se queste sono le prove della nona stagione (ovvio che sì), sono molto, molto felice di dedicarmi ad altro. Strapparcela via sperando che saremmo stati zitti non è stata una bella pensata. Sminuire, ridicolizzare, marginalizzare un personaggio che è stato una colonna dello show è insultante su molti livelli. Giocare con i nostri sentimenti, anche. Avrebbero potuto costruire un’intera stagione sul suo addio, come è stato fatto in Grey’s Anatomy con Cristina. Sarebbe potuto essere tutto molto diverso, rispetto allo schifo che si è visto nelle ultime tre settimane. Per fortuna tra poco sarò molto lontana dalle rovine di uno show amatissimo, che mi ha dato tanto.

I Caskett saranno per me sempre di consolazione, conforto e rappresenteranno la Bellezza su molti fronti. Nessuno me li porterà via. Nessuno potrà distruggere quello che sono stati e quello che mi hanno dato. Ci hanno insegnato che dobbiamo tenere duro, lottare per quello che è importante per noi. Che l’amore Vero, Incondizionato, esiste. Che esistono le persone perfette per noi, non da qualche parte nel mondo, ma vicino a noi. Che non si tratta di due pezzi di puzzle che si adattano per natura, che il caso fa incontrare, ma che l’Amore si costruisce crescendo, risolvendosi, guarendo, impegnandosi, senza mai tarpare le ali all’altro, ma essendo il vento che lo fa volare. Se pensano che basti accoltellarci per portarcelo via, si sbagliano.
Beckett sarà per me sempre l’esempio di una donna che ha saputo lavorare su stessa, aprendosi al mondo e all’amore. Castle l’ha amata come dovremmo essere amate tutte (l’altro Castle, non questo fake). E lei ha saputo godersi la sua felicità. Non mi serve altro.

“Finis omnium nunc est” – The end is upon us – La fine è vicina.
Grazie. Al. Cielo.

Se volete rimanere aggiornati su cose castellose, queste pagine fanno al caso vostro!

Tutti pazzi per Castle

Castle Italia

Castle and Beckett Italian Fan Page

Ci vediamo per la finale!
-Syl

PS: Did I just literally… make a deal with the Devil? 
Be careful of what you wish for, Castle.

18 comments
  1. Ovviamente, d’accordo su tutto. Syl, mi sembri (si fa per dire) un tantinello amareggiata e incazzata o, meglio, incazzata e amareggiata. Hai perfettamente ragione.

    Tralascio l’episodio, evidentemente da considerare il primo della 9a stagione (forse l’hanno fatto apposta così per saggiare la reazione del pubblico. Nel qual caso, il risultato è pessimo e comunque non ha nulla a che vedere con il signor Riccardo Castle che conosco io). Non solo mi tolgono l’essenza, ma mi cambiano pure le caratteristiche dei personaggi.

    Ancora forse, dal momento che non consideravano soddisfacente la risposta del pubblico, hanno voluto intenzionalmente cambiare, però l’hanno fatto cancellando le peculiarità della serie. Chissà, magari otterranno più successo con un deficiente che va in giro a risolvere casi con la figlia antipatica come poche, vestita anni 50, l’amica (!) di 20 anni più grande e altrettanto insipida e due detective diventati anonimi e affatto interessanti.

    Rick si è rincoglionito e sono spariti i tratti che hanno affascinato Kate (e tutti noi). Inutile ripetere quali siano.
    Beckett sembra di passaggio, svogliata e non offre spunti convincenti al contrario del passato.
    La stupenda Martha temo farà una brutta fine pure lei.
    Oggi le comiche, peccato che non fanno ridere.

    Continuo a struggermi pensando alle avventure e al continuo confronto fra i due che avrebbero potuto riservare loro. Perché Castle non è Rick, ma sono Rick e Kate. Insomma, quello che è successo nelle precedenti stagioni.
    E’ chiaro che l’attesa della loro unione (con relativa crescita individuale) abbia giocato un ruolo fondamentale nell’interesse della storia, ma a certe porcherie attuali c’è un limite, o almeno ci dovrebbe essere.
    Siamo di fronte ad una scelta precisa della produzione, causata dalla mancanza di fantasia e talento. Se non sapevano più cosa fare denunciando i loro limiti (gente che, immagino, tra l’altro guadagna pure parecchio) dovevano chiuderla prima, ma in bellezza. Senza sporcarla. Concetti già espressi ma che continuano a martoriarmi la mente.

    Comunque mi consolo: fra un’oretta o giù di lì, a casa mia va in onda la seconda puntata della mia 9a. Anzi, farei meglio a definirla 8a.
    Guarda un po’ cosa mi tocca fare per non arrendermi.

    1. Sono amareggiata perché la puntata è stata brutta. Ma brutta anche se non ci fossero i retroscena. A me questo castle ridicolo non piace. È estremizzato in quelle caratteristiche che, se ben gestite, arricchivano e divertivano. Adesso a me irrita e basta.

  2. Non se è stato più pesante l’episodio o questa recensione, va bene essere incazzati amareggiati, voler prendere a badilate gli autori ma questa più che una recensione è uno sfogo personale.. Mi sono sempre piaciute le tue recensioni ma questa non sono nemmeno riuscita a leggerla fino in fondo, forse sarebbe stato meglio non scriverne più. Questo è ovviamente solo un mio parere.

    1. Ti ringrazio per avermi sempre letto e grazie anche per questo commento. Mi fa sempre piacere quando vi prendete due minuti per darmi la vostra opinione. Buona giornata.

  3. Io spero di leggerti, prima di presto, passare tra le tue mani un altro telefilm. Adoro le tue recensioni, come affronti il prodotto, come lo fai tuo e quanto e cosa scegli di discutere nel mentre.
    Grazie!

  4. Syl non ha certo bisogno di avvocati difensori, ma non riesco a trattenermi dal far notare che è SEMPRE stata PERFETTA. Sissignori, p e r f e t t a (e allora?) nelle sue recensioni. Facile criticare dopo averle lette, molto più difficile partorirle con tanto equilibrio, sensibilità e passione.

    A volte, come logico, può capitare di non essere d’accordo su qualcosa. L’ho fatto io per primo offrendo punti di vista differenti e/o spunti di discussione e confronto, o aggiunte. Anche perché se no che ci stanno a fare i commenti, solo per dire ah quanto sei brava? Tuttavia si è trattato sempre di un’interpretazione riguardo ad un fatto, un’espressione di un volto, una congettura, nel qual caso però si rientra sempre nel personale, cioè nel modo che ognuno di noi ha di accostarsi alle determinate situazioni che ci vengono mostrate/narrate. E, tra l’altro, è proprio questo aspetto che rende interessanti e intriganti le recensioni. L’episodio lo vediamo tutti, siamo capaci tutti di stilare un freddo elenco degli avvenimenti, ma non tutti sappiamo cogliere certe sfumature e in questo Syl è immensa.

    Quindi sì, il personale DEVE esistere all’interno della recensione. E’ la sua anima e ciò che gli dà sapore, ciò che attira i golosi e li soddisfa.

    Questo poi è un caso particolare. Gli ultimi episodi hanno tradito l’essenza del telefilm e quindi della storia e dei personaggi che la fanno vivere. E’ innegabile e inoppugnabile. Perciò la recensione critica va intesa proprio in questo senso e perché mai non si dovrebbe farlo notare?
    Chi ha amato Castle (non dico ama perché non è proprio più possibile), si sente tradito: hanno snaturato tutto (incredibile che siano proprio le peculiarità migliori!) ed è legittimo risentirsene e rimanerne delusi. Fa parte della recensione stessa, dell’aspetto critico di essa. Tanto più se si pensa a quante soluzioni avrebbero potuto trovare se solo coloro che sono deputati a farlo fossero stati più intelligenti e sensibili. Ci riesco io che non sono nessuno, figurarsi chi lo fa per mestiere. Altro che badilate: tortura e poi licenziamento (anche solo la seconda, giusto perché sono contro la violenza, ma solo per quello).

    Concludendo: non si tratta di sfogo personale di Syl, ma di sana critica lucida e intelligente al prodotto, oggettivamente squallido e traditore.
    Sarebbe semmai stata da rimproverare se non l’avesse fatta. Per qualsiasi motivo. Invece ancora una volta ha dato magnifica prova di sé.

    A scanso di equivoci, preciso che mi sono lanciato in questa specie di difesa “appassionata” dell’operato di Syl non perché sia suo amico, parente o altro, non so nemmeno chi sia e non voglio saperlo, ma solo per amore di giustizia e per renderla a chi se lo merita. E lo farò sempre.

    1. Grazie XD E no, non siamo parenti. Io penso che sia giusto che chiunque esprima la propria opinione sul mio operato, i commenti servono a questo. Scrivere una recensione significa tenere molto presente tutte le parti della storia e cercare di analizzarle in modo meno “di parte”, pur sempre personale. Per esempio io non amo particolarmente Hayley, ma nella sua puntata a lei dedicata (una delle mie recensioni più lunghe) ho analizzato il personaggio, il suo passato, e la sua crescita. L’ho fatto di proposito. Potevo scrivere commenti sarcastici, ma non l’ho fatto. Venire e sbraitare non mi appartiene nemmeno come persona, figuriamoci se uso un luogo pubblico per sfogarmi. Ci sono posti molto più adatti. Dopo il “fattaccio”, pure avendo passato, come tanti, dei momenti emotivi difficili, ho sempre cercato di guardare la puntata come se fosse “Castle” e io una “tabula rasa”, nel commentare la puntata, anche se ho sempre voluto fare una premessa emotiva iniziale, per non farci sentire soli. Se avessi dovuto sfogarmi, l’avrei fatto nella 8×19, non in questa. Per esempio la 8×20 mi è piaciuta, e l’ho scritto.
      L’accusa che rigetto è di non essere stata lucida in questa. A me la puntata non è piaciuta, ad altri sì, è normale. Però io l’ho analizzata in base agli stessi criteri usati per analizzare le altre e a me è risultata terribile, proprio nella narrazione, nei dialoghi flosci, nella comicità esagerata, nel presentarci un Castle a noi ignoto e poco apprezzabile (ai miei occhi). Sarebbe stata una brutta puntata pure se si fosse trattato della, non so, 8×4. O di un’altra stagione.
      La parte iniziale era una contestazione al ruolo del narratore che, come in questo caso, prende la storia di un altro creatore, e ne stravolge le premesse. Non funziona. E lo trovo un “tradimento”. E non tanto in senso personale, ma dell’arte della narrazione stessa, in cui credo fermamente. Ci sono manuali che ne parlano. Io sono qui per la storia. Quando la storia funziona, puoi inserire di tutto. Quando stravolgi completamente una storia di otto anni, per farla diventare altro, svuotandola del suo significato, senza aggiungerne altro, solo togliendo i valori e perfino gli archetipi di base, non offendi solo me, ma la storia dei narratori da Aristotele in avanti. Ci sono meccanismi tra chi crea e il suo destinatario. Patti.
      È la mia opinione, certo, ma si tratta di qualcosa che per me è molto importante. L’ho studiato. Mi ci sono appassionata.
      Quindi, io non contesto la morte in sé perché volevo un’altra trama. Contesto il meccanismo artistico dietro che, se pure ha motivi economici che comprendo, non è giustificabile narrativamente. Si poteva, tra l’altro, arrivare allo stesso risultato, costruendoci una struttura dietro (parlo di quello che succederà la prossima settimana), invece che darci questa puntata come penultima, come prova (brutta) della prossima stagione. Qui non mi stai raccontando niente, stai svuotando di significato otto anni di storia. Erano obbligati a farlo? Sì. Potevano farlo diversamente? Certo che sì. Questo non è solo un Castle irriconoscibile. E’ pure un telefilm che non mi metterei mai a guardare. E lo dico lucida, non arrabbiata.

      Grazie mille Appassionato. Leggere le tue parole mi ha fatto estremamente piacere. Speravo che passasse questo, quando ho iniziato a fare le recensioni.

      1. Grazie a te per quanto ci hai dato. Le mie parole sono soltanto l’onesto e inevitabile riflesso della tua opera e il piacere che ti hanno procurato non è niente in confronto a quello che abbiamo provato leggendo le tue meravigliose recensioni.
        Sì, tranquilla, le tue intenzioni sono passate, come dici tu. Eccome.

  5. Non ho visto e non vedrò mai questa puntata né la prossima, per me è finito tutto lo scorso 18 Aprile, ma la recensione mi sembra perfetta, perché rispecchia esattamente il mio pensiero. Grazie davvero, io in questo periodo non sarei neanche capace di esprimere il mio stato d’animo così bene come hai fatto tu. La faccenda mi ha davvero provata e sto cercando di uscirne, televisivamente parlando.
    Bravissima.

  6. Bella recensione, piena di sentimento! Ti leggo sempre molto volentieri, perchè sei diretta e chiara nelle tue recensioni.
    Per quanto mi riguarda, provo grande amarezza per tutto quello che avrebbero potuto regalarci in questa stagione! Ancora mi chiedo perché non fare questa stagione corta, dare un senso a tutto quello che era stato costruito, evitare episodi inutili, ma essere più concreti con la storia. Una S8 sviluppata solo per distruggere un personaggio molto amato!! Meritavamo tutti molto di più! Si spera sempre in un lieto fine, almeno nella finzione.
    Ci vediamo per la finale!!! Buona settimana

  7. Questo non è più Castle… La tua recensione ha colto tutto, non solo dell’episodio ma di ciò che Castle era e che sarà sempre per noi. Non so chi guarderà la nona stagione, io so solo che quando i Caskett mi mancheranno guarderò episodi a caso delle prime quattro/cinque stagioni (erano veramente perfetti). Mi chiedo perché, vista la mancanza di budget, non abbiano pensato di chiudere la stagione con un numero ridotto di episodi, in modo minimamente dignitoso, senza prese in giro e deviazioni prive di senso.
    Per quel che vale, adoro lo stile delle tue recensioni, in più si è sempre visto il tuo amore per questo telefilm, anche nei momenti in cui mancano belle parole, come adesso: non è essere pesanti, è continuare a essere fedeli a qualcosa che è stato distrutto da persone che, evidentemente, non hanno mai vissuto lo spirito di Castle ma che, purtroppo, sono nella posizione di gestirne il futuro.
    Spero di rileggerti a proposito di qualche altro telefilm!

  8. Ho smesso di vedere Castle quando Kate lascia il loft, nel 2° episodio di questa innaturale 8 serie e lo dissi proprio su queste pagine, così come affermai che avrei continuato a seguire le vicende dei caskett attraverso le tue splendide recensioni. Mi rendo conto adesso che ho fatto bene a ‘disintossicarmi’ per tempo, in modo da abituarmi alla mancanza dei ns un pò per volta. Dissi allora e ripeto oggi che meritavano un ben altro livello narrativo per concludere la loro storia televisiva, ed anche il tanto criticato Rick mi sembra, forse sbaglio, una vittima al pari della sacrificata Kate. Ripeto, fino alla noia, il finale, il mio finale, sta tutto in quel lazo che vola verso Rick e lo conduce tra le braccia di Kate. Grazie ai ‘ragazzi’ tutti ancora per averci fatto compagnia in questi anni ed un grazie speciale a te per le tue appassionate recensioni. 🙂

    1. Ciao! Ricordo i tuoi commenti. Grazie di essere passato a lasciare il tuo commento e a salutarci e grazie per le tue parole. Anche io mi fermerò molto prima di quella che ci spacciano come “fine” ed è invece solo una storia brutta e poco fantasiosa.

  9. Ciao Syl,
    io leggo molto volentieri le tue recensioni.
    Negli ultimi tempi mi capita di farlo anche prima di vedere la puntata, non ho “paura” degli spoiler e mi aiuta a capire che tipo di puntata andrò a vedere.
    Leggendo queste recensione ho pensato “Non può essere davvero così brutta questa puntata”, ho sperato che fosse un esagerazione e invece…. sinceramente non l’ho nemmeno vista tutta. Ho saltato direttamente alla mini scena Caskett finale.
    Gli episodi in cui Castle esagera con le teorie impossibili etc. non le ho mai adorate troppo, ma almeno c’era Kate che riequilibrava il tutto; in questa puntata invece non l’hanno proprio presa in considerazione.
    Il titolo del telefilm sarà anche Castle, ma secondo me la vera protagonista è sempre stata Kate.

    1. Ciao! Capisco di aver scritto una recensione molto “severa”, ma la puntata, secondo me, ha preso una direzione improponibile. Non è che ero arrabbiata io, anzi, mi aspettavo una puntata come quella della settimana scorsa, godibile, secondo me. È che è stata quasi uno shock nella sua diversità rispetto al solito, e non in senso positivo. Ha estremizzato lati di Castle al punto da renderlo irriconoscibile (oltre al fatto che i Caskett sono già belli che andati da un pezzo). E a me le puntate con le teorie impossibili sono di solito sempre piaciute, ma perché c’era Kate ad armonizzare, come dici tu. Qui mi è sembrato che non ci fosse nessuno a parte lui. Fatico perfino a ricordare le battute degli altri. Grazie per il commento 🙂

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