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Castle | Recensione 8×06 – Cool Boys

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Castle | Recensione 8×06 – Cool Boys

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Bentornata, gente castellosa!
Come avete trascorso questo mini assaggio di hiatus?
Per quanto mi riguarda, le puntate di Castle scandiscono la mia vita quotidiana secondo una routine consolidata e molto piacevole.
Va da sé che, quando fanno pausa, mi sembra di vivere la stessa straniante confusione delle vacanze natalizie, quando si vaga disorientati senza avere la minima idea di che giorno della settimana sia.
Solo, in questo caso, senza regali e panettone. E, vista la puntata odierna, direi pure senza gioia.

Di solito arrivo presto al livello uno di allarme causa astinenza da Castle Mondays in cui sento forte la necessità di ridare un senso alla mia vita tornare alle belle abitudini che rallegrano la mia esistenza, al punto che mi farei andare bene anche una puntata Espocentrica. (No).
Ma ho un limite perfino io e questa puntata l’ha messo a dura prova, nonostante sia abbastanza onesta da ammettere che ci siano stati spunti piacevoli che, in un paio di occasioni, mi hanno fatto scoppiare a ridere.

L’episodio è stato incentrato sul ritorno di Adam Baldwin (già guest star nella quarta stagione di Castle, in una puntata tra le mie preferite, e co-star di Nathan Fillion in Firefly) nelle vesti dello scapestrato detective Ethan Slaughter, l’uomo e il poliziotto da cui tutti rifuggono come la peste.
A me il detective Slaughter piace nell’essere così politicamente scorretto e darci sempre il peggio di sé senza alcuna vergogna.
Non dimentichiamo che la sua ultima comparsa ci aveva lasciato un epico: “Never-gonna-happen-land” rifilatogli come clamoroso due di picche da una Beckett ai ferri corti con Castle. (Ce lo ricordiamo cosa è successo poche puntate dopo? Eh, che bei momenti).
Questa puntata non ci regala niente di altrettanto memorabile.

Iniziamo subito con la cosa più evidente: Beckett è stata assente per l’intera durata dell’episodio, un evento mai successo nella storia di Castle (e parliamo di più di 150 episodi).
Sapevamo che Stana Katic era nel nostro continente, e quindi non fisicamente presente sul set, ma ci sono infiniti modi per inserire una scena girata non contestualmente, così come è successo nella premiere, quindi la totale mancanza di Beckett è stata una scelta di copione, oltre a dimostrarci per l’ennesima volta che i promo ABC sono fuorvianti e ingannano perfino TVLine.

Dal mio punto di vista, ero perfino sollevata all’idea che per una volta non sarei stata sveglia di notte a sbirciare Twitter, non avrei aperto gli occhi con la solita apprensione che mi attanaglia le viscere il martedì mattina al pensiero di: “Cosa succederà ai *miei* Caskett. Signore ti prego, lasciameli sani, salvi, innamorati, insieme e, perché no, facenti cose creative nella stanza segreta, dentro alla stanza segreta”. (Ho molte richieste, quando si tratta dei Caskett).
Ero quindi molto ben predisposta a divertirmi con una puntata tutta al maschile senza la sottile e malcelata inquietudine riguardo alla loro separazione, che mi spinge a interpretare al microscopio sorrisi, sfumature, sottintesi, e che mi lascia sempre un retrogusto amaro alle puntate più brillanti e romantiche.
Sia chiaro, bramo e desidero vederli alternare speranza e sofferenza e farmi infilare spilloni nel cuore a ogni puntata, perché “resisto a tutto tranne che ai Caskett” (semi cit.), ma cerco sempre di prendere il buono che mi viene indirizzato. Certo, trovare “a possibility of joy” non è sempre facile. Tipo oggi.

La puntata è stata lenta, poco interessante, vivace solo a sprazzi. Ho resistito a fatica alla tentazione di mettere in pausa per interessarmi ai salmoni che risalgono la corrente.
Do merito a Baldwin, di aver retto l’intero minutaggio, diventando un protagonista coinvolgente delle scene in cui era prevista la sua presenza, mettendo in ombra perfino Castle. (Anche perché, che prestanza fisica si ritrova? E’ più alto di Fillion!).
Un Castle che ho visto spesso ai minimi termini, confuso, disorientato e fiacco, almeno per metà puntata o forse qualcosa di più.

Si inizia con un confronto madre figlio sulle note di: “This separation thing is getting really old“.
Seriously? E’ una frase troppo meta anche per uno show come Castle, che ha fatto delle sue “scatole cinesi meta” uno dei suoi punti forti.
A me sembra che quest’anno sia un continuo dialogo tra noi e gli showrunner. Io vorrei vedere una storia, non loro che continuano a rassicurare il pubblico su quanto si amano i nostri amati e lo sappiamo che non vi piace, ma tenete duro.
Ok, lo stiamo facendo. Quindi?

Per fortuna in scena è presente una Martha come al solito brillante che ci rivela di stare scrivendo un libro: “Unsolicited advice” by Martha Rodgers.
Dove si ordina? Lo voglio assolutamente. Mi ricorda i “Marthismi di Martha“.
Apprezzo sempre le scene madre e figlio, che si sono rivelate spesso una gradita spinta verso il “congiungimento Caskett” (Martha ha un passato importante come Nostra Signora Shipper).
Mi è piaciuto vedere la madre che tenta di dare conforto al figlio.

Perché è quello che lui ha bisogno di sentirsi dire: che andrà tutto bene. E se lo dice tua madre, anche una anticonformista come Martha, ci credi.
E’ la frase gentile e piena di buone intenzioni che tutti ci dicono, anche se non sono veggenti e non sanno se andrà bene davvero, a cui a volte abbiamo bisogno di aggrapparci, per non annegare nello sconforto.
Il successivo: “But Katherine is at a crossroads. The loss she suffered when she was young has just changed her in ways that she is just now beginning to realize“, è indubbiamente altrettanto vero, perché certi traumi hanno la tendenza ad avere bisogno di tempo per essere superati.
Il che non significa che siamo sempre allo stesso punto evolutivo e che non ci sia speranza di una guarigione completa delle ferite dell’anima e della psiche (altrimenti ci spareremmo). E’ solo che non si rimarginano in un’unica volta e spesso ci sono piani più profondi che risalgono in superficie quando risvegliati, condizionandoci la vita quando pensavamo di esserci messo tutto alle spalle ed essere al sicuro. Guarire è un processo lungo, complesso e prevede qualche colpo di coda.
Solo che… non ce lo siamo già detti? Dobbiamo ripeterlo ogni puntata?

La distrazione che auspica Castle arriva nelle vesti di Ethan Slaughter, che irrompe nel suo solito modo brusco e sfacciato, che fa saltare in nervi a tutti i presenti, terrorizzando Castle fino al ridicolo e tirando fuori da Martha la madre-tigre che non si lascia intimidire per difendere il suo pargolo.
Se mi piace sempre vedere qualcuno che si preoccupa del benessere di Castle, di tanto in tanto, a me qui ha dato fastidio l’intera realizzazione della scena. Castle sembrava un bambino di cinque anni nascosto tremante dietro alle tende. Del tutto inopportuno, brutto da vedere, con una recitazione cheap.

Mi è piaciuto però il fatto che decida di oltrepassare il cordone fisico-difensivo delle due donne perché lo scrittore dentro di lui non può rinunciare allo spunto per un bella storia. Avrei seguito anche io Slaughter, se mi avesse adescato con un: “Vieni, ti mostro mondi meravigliosi su cui potrai sbrigliare la tua fantasia”.

Per fortuna, nel corso della puntata, Castle si riprende, ricomincia a ragionare, fa girare le rotelle della sua mente creativa e si impone su Slaughter. Era ora. Le dinamiche infatti si ribaltano: Castle è al comando e Slaughter, se pure sempre nel suo modo da insopportabile sbruffone, gli dà retta, a malincuore. Perché questa volta è lui ad aver bisogno di “un amico”, che non ha, visto che è ingiustamente sospettato di omicidio, perché sono state trovate le sue impronte sull’arma del delitto.

Nel corso delle settimane, avvicinandoci con entusiasmo a questa puntata (sarcasmo), ci avevano anticipato che avremmo visto un altro aspetto della personalità di Slaughter e io, come molti altri, temevo un cambiamento in direzione “Predicatore battista”, soprattutto visto che “Avrebbe dato consigli utili a Castle per il suo matrimonio”. Chi?! Slaughter?!
E’ vero che un cambiamento c’è stato, ma in un modo che non mi aspettavo.

Scopriamo infatti che:
– ha una ex moglie, che è un famoso mezzo soprano, e che si è laureato in niente di meno che “Musical theatre” (state già ridendo?)
– è un cuoco provetto con grembiulino fashion.
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– ha un monitor sul tagliere di coltelli (perché?!)
– la casa arriva dritta dal Biedermeier austriaco del secolo scorso?!

Tra l’altro, Slaughter sembrava anche adattarsi all’ambiente e alle sue nuove vesti come un pisello nel suo baccello. Devo ancora riprendermi.
(Vogliamo parlare dello spiegone senza pause messo in piedi dal ragazzino via monitor che fa sembrare Bilal della 7×20 uno di poche parole? Ha almeno preso fiato mentre parlava?).

Se la puntata era strutturata per mettere in contrapposizione la strana coppia “Castle&Slau”, versus “Espo&Ryan”, oltre a dire che i primi hanno stravinto, io direi che è arrivato il momento di decidere cosa farne dei Bros, perché ormai stanno diventando imbarazzanti da guardare.
Espo è cristallizzato nel ruolo “dell’adulto che se la prende con Castle-lo-scavezzacollo”. Più che altro sembra il nonno che si addormenta ai pranzi di Natale.
Ryan o si lagna o assume atteggiamenti non idonei di fronte al suo capitano, che finge misericordiosamente di non notare.

Perché poi arriva una scena come quella che mette in atto il classico trucco: “Ti rubo le chiavi e ti svio lanciando quelle della Ferrari”, in cui io applaudo Castle e scappo via con lui e Slaughter, ridendo degli altri due lasciati con le pive nel sacco (del resto, hanno o no sempre desiderato la Ferrari di Castle? Tenetevela!).
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Non parlerò poi di Hayley, sto ancora aspettando di veder le dinamiche brillanti e il magico rapporto con Alexis. Per ora abbiamo solo scoperto en passant che farà la consulente per Castle. Wow. Avevamo davvero bisogno di un nuovo personaggio a cui non si dà nessun motivo di essere in scena? No.

Bonus della puntata: quanto è hot Nathan Fillion canterino, come si esce da una situazione in cui i cattivi ti puntano armi contro e sembra tutto perduto, secondo Richard Castle?
Mi pare ovvio, si improvvisa un duetto tratto da West Side Story e li si prende in contropiede.
Tenetemi.

La posta del cuore secondo Slaughter
Arriviamo al discorso/sermone finale, quello che abbiamo provato a immaginare diverse volte, perché “avrebbe cambiato prospettiva nella mente di Castle riguardo al rapporto con Beckett”.
Lasciando stare il momento in cui gli propone di trovarsi altre donne, su cui tirerei una bella riga, seriamente, ho apprezzato il tono sentito con cui Slaughter ha inteso dare consigli matrimoniali a Castle, nonostante l’assurdità di avere lui come interlocutore, perché avrei quasi preferito ricevere perle di saggezza da Jack lo Squartatore.
E’ stato mosso da buone intenzioni e, per la prima volta, si è messo a nudo rivelando parti di sé meno irritanti, che probabilmente preferisce non esporre al mondo esterno. E mi è piaciuta l’iniziale reazione di Castle, colto in un momento di sconforto mentre fissava la scrivania vuota della moglie: “Senti ciccio, scherza pure su tutto, ma l’amore mio non lo tocchi”.

E’ il contenuto che è stato fonte di riflessioni discordanti, nella mia mente.
La prima parte mi sta bene: Castle, tua moglie ti ama tanto, ma sta affrontando qualcosa. Non puoi lasciarglielo fare da sola.
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Il che, a questo punto della narrazione, è giusto. C’è il tempo di dare spazio, e c’è il tempo di intervenire.
Per me non sarebbe stato corretto iniziare a farlo indagare (o impicciare?) subito dopo la separazione, sia per dargli un minimo il tempo di rielaborare la sofferenza del distacco netto, sia perché Castle sa mettersi da parte e lasciare che Beckett sfidi i propri demoni da sola (penso sempre alla puntata del cecchino in cui lei lo ringrazia di aver rispettato i suoi confini).
E’ vero che adesso sono sposati, ma per me una coppia deve poter avere dei momenti in cui il singolo gestisce da solo eventi di una certa levatura interiore, per tutto il tempo che serve.
E’ un tipo di amore maturo che è solo delle anime coraggiose e forti.

Passato del tempo, era ora che Castle si rendesse conto che non si tratta di “riaverla indietro tra frizzi e lazzi e cotillon”, ma che c’è sotto qualcosa di serio, e doloroso. Non mi riferisco a cominciare a sospettare che lei stia sfidando il sistema dei narcotrafficanti a mani nude, ma semplicemente spostare il focus su di lei e non su lui che vuole smettere di soffrire (per quanto sia stato naturale, finora, vederlo così).

Ed è in questo modo che, nel corso delle ore, sono arrivata a interpretare la frase successiva, che all’inizio mi aveva lasciata esterrefatta: “Io ho perso mia moglie perché non ho messo le sue necessità prima delle mie”.
Nel sentire la frase la prima volta, mi sono chiesta chi fosse lo spacciatore perché era una cosa così fuori dalle dinamiche Caskett, da farmi seriamente preoccupare di aver visto per anni un altro telefilm (ho sempre sognato di dire questa frase).
Castle la mette così tanto prima di lui che qualche volta lei si gira e non lo trova, mi dicevo offesa nei miei diritti di fan con la tessera fedeltà oro e diamanti.
In realtà ha cominciato ad assumere senso quando mi sono fermata a riflettere sul fatto che Castle si è focalizzato su di lui-senza-di-lei, su loro due come entità separate e su come riunire le due metà del cielo. Concentrarsi su di lei era finalizzato a farla tornare.
Nessuno lo sta accusando, era naturale, umano, ed è quello che abbiamo pensato tutti: fateli tornare insieme, subito, a qualsiasi costo.

Slaughter gli fa capire che forse è il caso che smetta di essere così rispettoso, e al contempo così incentrato sul suo dolore (legittimo, mi ripeto), e pensi che la donna che ha promesso di amare e sostenere, ha evidentemente qualcosa che richiede un intervento più serio di “win her back”, ed è il caso di darsi una mossa, scoprire cosa c’è sotto e diventare un alleato.
Smettila di chiedere il permesso, ed entra nel merito della questione.
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Perché è vero che ci sono momenti in cui è giusto rispettare le richieste dell’altro, ma altri in cui si deve sfondare le porte e portarlo via dalle fiamme, soprattutto considerando come Beckett ha preso le sue decisioni non secondo una strategia ben pianificata, ma mossa da forze inconsce che non sa affrontare.
Quindi, Rick, è il tuo momento. E il sorriso finale credo sia il segno del cambiamento in corso.
Perché, diciamolo, dopo un inizio coraggioso in cui i due showrunner hanno preso una decisione “audace”, come amano ripetere, a me sembra che non abbiano fatto altro che scusarsi con noi e farci promesse.
Credo sia arrivato il punto di gestire la separazione passando al livello successivo.

Momento divertente:
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Frase della settimana:
S: Only you could take two guys talking about a chick and make it weird.
C: Sorry.
S: Yeah. Me too.

Cosa ne pensate della puntata e del ritorno di Slaughter? Avete le mani nei capelli? La metterete con molta eleganza nella lista delle “cose da dimenticare velocemente fingendo che non siano mai accadute” o vi siete goduti l’intrattenimento?

Prima di concludere, permettetemi di ricordare che oggi, dieci novembre, è il primo anniversario di matrimonio dei Caskett e, nonostante il cielo sia grigio, loro sono sempre quelle due persone che hanno lottato duramente per realizzare il loro sogno e che ce la faranno anche questa volta. Cartonato compreso.
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Vi lascio con il promo che spero di essere nel giusto nel definire sviante e vi aspetto la prossima settimana, a lanciare anche noi coriandoli al distretto.
A presto!

23 COMMENTS

  1. Non vedo commenti, strano perché la puntata si presta molto. O forse è troppo presto.

    Tu sei un genio.

    Sei riuscita a scrivere quarantasettemila righe interessanti aventi per oggetto una puntata noiosa, inutile, priva di significato.

    E poi, c’era bisogno di Slaughter perché Castle cominciasse a sospettare che c’è altro dietro la loro separazione o che comunque si desse da fare senza “rispettare” Kate? Ma per favore, non ci credono neanche i miei cani. Non l’ha rispettata per quattro anni per conquistarla e adesso non ne è più capace?
    Dove sono finite le geniali intuizioni e l’intelligenza acuta del signor Rick?
    Sì, ho capito, la prima reazione, eccetera ma adesso basta: lui si è sempre spinto oltre i limiti per scoprire, capire e fare chiarezza. Non ha mai perso tempo. E’ nella sua indole, quindi è perfettamente in grado di arrivarci da solo.

    Hai ragione su tutto.

    Espo e Ryan stanno diventando sempre più poveri come personaggi. Soprattutto stupidi.
    Per il resto, a me sembra che in questa puntata siano tutti un po’ rincoglioniti. Tutti, nessuno escluso.

    Deluso e amareggiato. Episodio di pessimo livello.
    Ahimé.

    Ancora complimenti, sei davvero un fenomeno.

    • Grazie per il commento, immagino che una puntata del genere la vogliano dimenticare tutti 🙂
      Non che una puntata di questo tipo, già sulla carta, avesse un grande appeal, ma non per forza doveva essere brutta (mia opinione eccetera). Anzi, poteva essere divertente e brillante. Il problema è che non lo è stata.

      • Quel che voglio rimarcare, è che soprattutto è stata inutile.
        Nella storia del telefilm è successo spesso, ma ora, se ho capito bene, c’è la necessità di risollevare gli ascolti e non è certo così che ci si riesce. Da parte degli autori ci vogliono più grinta e idee.
        Mi sa che la 9a me la sogno.

  2. Come sempre una bellissima analisi della puntata. 🙂 🙂
    Condivido l’impressione che sia una puntata inutile dal punto di vista della storia orizzontale. Nel suo contesto “verticale” è stata carina; anch’io ho trovato divertenti alcune situazioni. Un po’ inverosimile il riuscire a sopraffarre i cattivi distraendoli cantando, ma la serie non è mai stata al 100% aderente alla realtà quindi va bene lo stesso (almeno per me).
    Come hai detto tu, Slaughter spero abbia “svegliato” Castle dal torpore / stordimento dell’allontanamento di Kate.
    Ho ripensato al perchè lui non avesse ancora fatto niente per indagare sul motivo di questo allontanamento. Mi sono convinta che quando Kate gli aveva chiesto se credeva in lei, in lui è scattato il convicimento che doveva rispettosamente attendere che lei risolvesse il suo problema da sola senza che lui potesse intervenire in alcum modo. Infatti il suo “win her back” era solo cercare di “alleviare” la frustrazione dell’attesa.
    Quindi la frase di Slaughter “quit asking permission” la vedo proprio come il permesso di scoprire perchè Kate si sia allontanata.

    • Ciao! E grazie sempre per le tue analisi (mi fanno sempre approfondire meglio le questioni, come sai :-)).
      Forse non l’ho espresso bene nella recensione, ma a me ha divertito vederli cantare per togliersi dagli impicci. E’ una cosa assolutamente da Castle e ho riso quando li ho visti 😀 La prossima volta specificherò meglio 😀
      Condivido che lui ha atteso per rispetto di quel “Ti fidi di me?” e che in mezzo abbia tentato di fare qualcosa spinto dalla frustrazione.
      Che è il modo in cui ho interpretato una parte di quel “pensa a lei, adesso”.
      A me non dispiace affatto un Rick che non è intervenuto finora. Non lo trovo fuori contesto. (Io non avrei apprezzato che se ti chiedo di darmi tempo, tu inizi a impicciarti dopo due minuti).
      Però adesso voglio vederlo passare alla seconda fare, penso sia ora 😀

      • Ciao, non sei tu che ti sei espressa bene, e che io, troppo sinteticamente, non sono riuscita a spiegarmi bene.
        Concordo con te (e con me) che il tempo di attesa che Rick stia lasciando passare prima di “intervenire”, sia per rispetto verso la richiesta di Kate.
        Come ha già scritto “appassionato” (più in fondo), la serie mi ha “stregato” abbastanza in fretta (anche se l’ho presa verso la fine delle seconda stagione). Se mi chiedessi quale sia per me il peggior episodio, non saprei proprio quale indicarti. Qualche volta alla prima visione posso non essere soddisfatta, ma poi lo “digerisco” e lo “capisco” e l’insoddisfazione passa.

        • Sì, esatto anche a me capita con Castle di riuscire sempre a trovare il senso della puntata, anche non finirà tra le mie preferite, ma la media generale per me è sempre positiva, anche adesso.
          Comunque il tuo punto di vista oggi mi ha fatto ragionare molto, grazie!

  3. Hola sweetheart!!! SOLTANTO TU puoi scrivere una recensione che ADORO avendo per la prima volta un’opinione QUASI opposta alla mia! Sottolineo QUASI perchè quello che hai scritto, l’analisi che hai fatto non mi sembra davvero quella di una persona che non ha apprezzato quasi nulla dell’episodio! Ma probabilmente sei come me, hai un gene che ti impedisce di parlare del tutto male di una serie tv che ami, feed the birds sorella! Onestamente ho ADORATO l’episodio 1) perchè mi sembra davvero ben scritto, anche quello “spiegone” in cui il ragazzo non prende fiato l’ho trovato ben inserito nel momento in cui ricordiamo il QI di 190, mi ha ricordato molto i geni di Scorpion! (Ecco, adesso voglio un crossover!) 2) Perchè proprio come hai detto anche tu, Castle in quanto personaggio è da tempo ormai DEDICATO COMPLETAMENTE al suo amore per Beckett ma così come lei sta ri-ottenendo il suo spazio in quanto personaggio individuale, così anche Castle meritava di ritagliarsi uno spazio solo lui! 3) Per farlo non esisteva personaggio migliore di Slaughter prima perchè è un piacere vedere Baldwin al fianco di Fillion, la loro chimica è ALLE STELLE (avrei dovuto inserirli nel mio articolo!) e sono meravigliosi, e poi perchè sono contenta che ad accompagnare Castle fosse un personaggio esterno, diverso, una ventata d’aria fresca! KATE BECKETT è uno dei miei personaggi preferiti in assoluto ma se proprio doveva esserci un episodio senza di lei, io non avrei potuto chiedere di meglio! E soprattutto come hai notato, tra le parole di Martha e quelle di Slaughter secondo me è stato insinuato in Castle quel dubbio che tanto volevamo, ossia chiedersi come mai una donna che lo ama tanto quanto fa Beckett, di punto in bianco si allontana così! Secondo me queste parole possono essere la chiave per aprirgli gli occhi!! Unico vero punto MOLTO negativo sono: Espo/Ryan/Lanie. I primi due effettivamente inguardabili adesso e la terza io non la conosco, letteralmente, non so nulla di lei! Ad ogni modo, complimenti ancora una volta, sei grandiosa!

    • Ciao bellezza! Ho temuto il peggio nelle ore intercorse tra te che hai guardato la puntata e io che avevo accesso alla rete per leggere il tuo commento alla mia recensione 😀
      Guarda, alla fine quello che io critico alla puntata (e lo terrò a mente per il futuro, cioè articolare bene cosa NON mi è piaciuto) è l’andamento lento e Castle nella prima parte, troppo impaurito da Slaughter. Gli era venuto bene nell’altra puntata, ho ancora in mente le scene di lui che se ne va dal distretto convinto di procedere verso il patibolo. In questo caso hanno esagerato, infatti ho ritrovato “Castle” a partire da quando detta la sue regole, ma sempre un po’ turbato dalla presenza di Slaughter, come è anche giusto che sia.
      Baldwin mi piace molto, anche io penso che abbia con N.F. un’ottima chimica e non oso pensare a una puntata di Castle insieme ad Alan Tydyk. Sarebbe fantastica! 😀 (Sì, ho anche Con Man).
      E, anzi, come dici tu, meno male che è arrivato lui che è stato più partner di Castle in una puntata che Espo in anni!
      Né penso che Beckett o Castle debbano essere presenti insieme. Mi chiedevo solo come mai la scelta deliberata di non inserirla, proprio a livello di trama.
      Ecco, alla fine non perdono alla puntata di essere stata noiosa, se vogliamo dirla tutta.
      In effetti un cross-over con Scorpion l’avevo pensato anche io, Castle IMPAZZIREBBE d’amore per Walterobrien (lo dico tutto attaccato) e per Toby e Kate andrebbe d’accordissimo con Happy. E tutti i loro “giocattolini tecnologici?” Sarebbe Natale 😀
      Grazie ancora e sempre per i tuoi commenti. Mi fanno venire l’ansia da prestazione, ma è sempre un grandissimo piacere leggerti! 🙂

      • E la povera Paige che si ritroverebbe sommersa da personalità eccentriche!! Secondo me Beckett andrebbe d’accordo con Cabe!! xD Comunque avevi spiegato BENISSIMO i tuoi dubbi, ero io che pensavo peggio dopo il commento al mio stato su FB!!! ahahahahahah xD Io non l’ho avvertito particolarmente noioso come episodio ma credo che qui si entri particolarmente nei gusti personali e nel modo in cui ci si rapporta alla puntata quindi ci stanno opinioni diverse! Effettivamente però il comportamento iniziale di Castle era forse un po’ troppo accentuato ma per fortuna poi si è stabilizzato! Ad ogni modo non sono nessuno per dirtelo ma stai facendo un lavoro STRAORDINARIO

  4. Mi pare che si stia puntando il dito solo sulla puntata e forse è giusto così. L’ho fatto anch’io. Però, come ho già avuto modo di dire, ciò che mi interessa di più è la “storia”. In questo mi sento vicino a Richard Castle, che si nutre di storie anche a costo di inventarsele. Come dice lui, per essere credibile una storia si deve basare su particolari credibili.
    E’ il suo sviluppo che mi ha attirato fin dal primo episodio.
    Negli ultimi 2/3 anni ho scaricato centinaia di serie, o meglio i primi episodi di ognuna per poi eventualmente proseguire. Beh, io una storia così interessante non l’ho trovata in nessun’altra parte.

    La contrapposizione iniziale fra due persone comunque molto intelligenti. La rigida chiusura di lei al mondo sociale esterno e il rifugio di lui nel gioco e nella fantasia (una delle sue prime frasi fu: la realtà non mi è mai piaciuta molto). Lei prigioniera, lui libero. Entrambi in qualche modo disadattati ma con due modi diversi di affrontare il problema. La costanza e tenacia di Rick nel volerla aiutare anche prima di innamorarsene (o già lo era?). La progressiva accettazione di Kate di un uomo in cui intravedeva altro oltre all’apparenza (dalla sera della confessione della sua tragedia materna). L’evolversi del loro rapporto, il sospettoso e ambiguo bisogno reciproco dell’altra/o. Il miglioramento interiore che entrambi hanno regalato al partner col passare del tempo. La fiducia che da subito hanno avvertito e dimostrato fra loro: Kate ha brontolato per tre anni, trascinata a qualunque ora sulla scena del crimine ma ci è sempre andata, pur immaginando che Rick si basasse solo su supposizioni senza prove certe. La cena nello stesso ristorante, lei col pompiere e lui con la numero tres, mentre entrambi in realtà pensavano solo fare giustizia e volevano condividere, perché già sapevano della loro unione mentale. Potrei andare avanti ancora per mezz’ora.

    Tutta questa roba qui ed altro ancora non l’ho mai vista da nessun’altra parte ed è ciò che mi interessa della serie.
    Vederla sminuire con un improbabile Slaughter col grembiulino che “indirizza” Rick (figuriamoci se Castle ne ha bisogno) e da tutto il resto, mi delude profondamente.
    Forse sono troppo intransigente e sicuramente non interesserà a nessuno, ma io la vivo così.
    Ecco, mi sono sfogato.
    Grazie dell’ospitalità.

    • Quello che tu dici di Castle io l’ho sempre pensato e mi fa piacere vederlo sottolineato. E’ la prima volta che una serie televisiva mi prende così tanto e che mi dà altrettanto.
      Credo che il “malumore” sia legittimo, ma penso anche che sia dovuto al fatto che le puntate sono centellinate e che bramiamo di vederli insieme (io sì).
      Penso che questa stagione vista come le mie prime cinque, con un sacco di puntate al giorno, l’avrei vissuta diversamente, sapendo a che punto si sarebbero messi insieme.
      Mi chiedo: come avrei vissuto la quarta stagione dal vivo? Grattavo i muri già divorando puntate su puntate!
      Ora capisco anche che il punto non sia nemmeno che stiano o meno insieme, ma loro che “non sembrano più loro”.
      A me finora non sono sembrati “non loro stessi, questo perché, e non vorrei diventare filosofica come Rick dei momenti migliori, siamo abituati a pensare alle storie televisive come una retta che va da A a B, quando invece nella vita “facciamo dei giri immensi”, quindi se pure lui si è “intordito” per qualche settimana e lei viene presa di nuovo dai demoni, mi sembra umano. Non giustificabile, nel senso che il punto non è quello, ma può accadere.
      La gente fa spesso cose che non ci aspettiamo e quante volte si è detto “Eh, non mi sarei mai aspettata eccetera”. E quante volte lo diciamo di noi stessi?
      Capisco che guardiamo alle storie per crescere e imparare, ma trovo la loro dinamica di questa stagione molto “interessante” e non la giudico severamente, in toto.
      Poi come shipper io soffro a vederli separati eh, emotivamente è un massacro, ma non mi sento per il momento delusa o presa in giro.
      Sempre e solo mia opinione che mi piace condividere 🙂

      • Ecco, bravissima, come al solito hai centrato il problema.
        Per dare una sterzata forte e giustificare così un’ottava stagione, stanno un po’ snaturando i personaggi: loro non sembrano più loro.
        Non quelli che ho imparato a conoscere e ad amare intensamente.
        Troppo forzate certe situazioni e scelte, rispetto al vissuto.
        E’ proprio questo che mi destabilizza e mi delude. NON SONO LORO e non mi piace. Non a me, che ho seguito attentamente l’evolversi della loro storia, in qualche modo facendola mia.
        Snaturano anche Javi/Kevin, presentandoceli come due perfetti imbecilli. Così, all’improvviso, senza che ce ne sia ragione. Neanche loro sono loro.

        Ho bramato di vederli insieme per quattro anni e ho avuto pazienza e mi è piaciuto l’averla. Ho capito che dovevano fare entrambi un certo percorso e ho aspettato, divertendomi e assaporando ogni avventura, con occhi ben aperti sul loro rapporto e certi particolari rivelatori.
        Rimettere in discussione tutto non mi sembra geniale. Non corrisponde al loro percorso. Potevano inventarsi altro.
        (Comunque anch’io non vedo l’ora).

        • Scusa, dimenticato:
          Se dici: non mi sarei mai aspettata, eccetera, significa che non conosci veramente quella persona.
          Quei due lì, credimi, si conoscono alla perfezione.
          Forse sono i nuovi autori a non conoscerli davvero.

          • Non sarei così lapidaria, ma capisco il tuo stato d’animo 🙂
            Io, di base, non credo che conosciamo mai nessuno, né noi stessi, alla perfezione. Ed è il bello dei rapporti umani. Lo trovo “ingabbiante”. Conoscersi è una continua ricerca, figurasi conoscersi un altro-da-sé. E, io vivo loro due (cioè il rapporto tra loro) nello stesso modo.
            Qui si va sui massimi sistemi, èerò, che è anche il bello di Castle, infatti. Non fermarsi alla singola bella puntata e arrivederci.

  5. buonasera
    ho riletto la recensione a mente fredda, si fa per dir, e come al solito la recensione è bellissima, anche se la puntata è stata quello che mi aspettavo cioè carina ma niente di più, forse in un contesto diverso sarebbe risultata meglio gradita, forse.
    Leggendo i commenti degli altri, notevoli anch’essi, ho l’impressione di sentire parlare me stessa, soprattutto quando da innamorati di castle&beckett, ci ritroviamo a vedere 2 personaggi, ma soprattutto rick, veramente diversi e non in senso positivo.
    Vorrei sempre pensare che un senso logico ci sia a tutto questo, chiaramente non puramente fun ed exciting come dicono che sia, ma passano le puntate e francamente LOCKSAT ha sempre più l’aspetto della COSA ORRIBILE di rick e dei 2 mesi di sparizione con il spiegone di bilal e del falso jenkins, e quindi rimanere positiva, se posso ma è una impresa non da poco.
    Cmq leggerti, non essere ansiosa, è diventato un rito castelloso
    ciao

    • Ciao Sibi, grazie! 🙂
      Adesso che hai paragonato Loksat alla Cosa Orribile mi sono venuti i capponi sulla pelle, giuro.
      Speriamo di no. Almeno l’anno scorso non c’erano state conseguenze e si riusciva a far finta che non fosse successo nulla.
      Questa volta saremmo “cornuti e mazziati”.
      Vediamo come evolvono le cose martedì. Per me sarà una puntata carina e meno malinconica (speriamo di non dire “le ultime parole famose” 😀 )

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