Castle | Recensione 8×01 – XY

CPgSRvDUEAEC9efDopo quattro mesi di attesa (133 giorni. Se qualcuno li avesse contati), lo hiatus è finalmente terminato e Castle is back!
Nel corso dell’estate si sono rincorse molte notizie riguardo a cambiamenti dietro le quinte, si è parlato di uno “shake” non meglio specificato, ma infilato in tutte le interviste, nuove aggiunte al cast, che hanno fatto non poco fremere e preoccupare i fan dell’amato procedurale, ormai al suo ottavo anno di vita, sul fatto che venisse mutato nel profondo il DNA della serie. Si temeva che i Caskett sarebbero stati separati, e che questo avrebbe distrutto il cuore dello show.

Finalmente la premiere è andata in onda ieri sera, e noi possiamo giudicare in prima persona se i cambiamenti introdotti dai nuovi showrunner (T.P. Winter e A. Hawley) hanno portato nuova linfa ed energia al telefilm, o sono stati un buco nell’acqua.
Quindi, premiamo play e vediamo quello che è successo in questa prima parte del doppio episodio tanto atteso, di cui vedremo la conclusione solo la prossima settimana.

Brevi cenni di trama.
Abbiamo lasciato i nostri Caskett felici e innamorati nella puntata finale dello scorso maggio e li ritroviamo esattamente così, in apertura: belli e splendenti, intenti a celebrare il primo giorno da capitano di Beckett, che ha deciso di rinunciare alla candidatura al Senato. Castle porta alla moglie un cupcake gigante dentro al quale c’è nascosto un regalo per la sua promozione: un braccialetto con inciso, al suo interno, “Always”, parola-simbolo della loro storia.


Dopo questa scena di felicità domestica, escono entrambi per dedicarsi alle loro nuove attività, e così scopriamo che non solo Castle tornerà a vestire i panni dell’investigatore privato, ma che il suo ufficio è stato ristrutturato. E non è finita qui. Un’Alexis decisamente cresciuta l’ha aiutato, a sua insaputa, a mandare avanti l’ufficio, e con molto più successo di lui.
Da qui si precipita subito nel dramma: Castle si presenta sulla scena del delitto e scopre con orrore che Beckett è stata lì ed è stata ferita, grazie al ritrovamento in prima persona del braccialetto insanguinato, regalatole solo qualche ora prima. Come dire, neanche il tempo di goderselo.
Le piste li portano a un appartamento dove facciamo il nostro primo incontro con il nuovo personaggio, Hayley Shipton, badass e con accento da scuole inglesi d’élite, e ben poco amichevole nei confronti delle forze armate.

Continua la ricerca spasmodica di Beckett, mentre il mistero si infittisce sempre di più. Si inizia a capire che Beckett non è vittima di un rapimento, ma è consapevole di quello che sta facendo, e questo manda Castle sempre più in crisi.
Alexis mette in campo le sue abilità e scopre che la moglie del padre è in compagnia di un uomo sconosciuto, per il quale ha rubato delle fiale di insulina. Grazie a questo è in grado di monitorare i loro spostamenti e rintraccia Beckett presso il carcere dove è rinchiusa la sua vecchia nemesi, l’ex senatore Bracken, mandante dell’omicidio della madre.

Castle si precipita in carcere per affrontarlo, ma rimane vittima di un confronto che lo lascerà più scosso del previsto, e senza che ne derivi alcuna pista utile. All’uscita, viene rapito, drogato e costretto a salire su un furgone da una sconosciuta e portato in un magazzino abbandonato, dove viene torturato in modo decisamente alternativo, da qualcuno che pretende di sapere dove sia finita sua moglie, non credendo che lei gli abbia nascosto una cosa così importante. (Affondiamo pure il coltello nella piaga). Castle riesce a liberarsi (101 modi con cui Richard Castle è in grado di rompere le fascette di plastica), li affronta, ma quando sembra avere la peggio, Kate Beckett fa la sua apparizione e lo salva, fuggendo prima di svelare in che cosa si sia volontariamente infilata.
Nell’interrogatorio alla ragazza che ha rapito Castle, si scopre che ci sono ben due squadre di mercenari alla ricerca di Beckett, in quel momento. Ed è l’unica cosa che svela prima di essere accompagnata fuori e, a sorpresa, iniziare una sparatoria al distretto, e farsi ammazzare.
Si viene a sapere, inoltre, che l’uomo che si muove insieme a Beckett è qualcuno che lei ha conosciuto mentre era a DC, quando ha lavorato presso il procuratore generale, e che tutta la vicenda ha dei legami con quella parte della sua vita, visto che la sua ex partner, Rachel McCord (la Cuddy di House), insieme alla sua squadra, è morta il giorno prima in un incidente. E questo ci riporta al mondo politico, e a Bracken.
L’ultima inquadratura ci mostra Beckett in un edificio anonimo e malridotto, con una squadra di mercenari che ha scoperto il suo nascondiglio e… to be continued.

Momenti importanti della puntata.

Il mondo Caskett.
Via. Siamo sinceri: chi guarda Castle per i casi?
Beckett è stata assente per la maggior parte dell’episodio, per evidenti motivi di trama, ma questo non ci ha impedito di avere due momenti decisamente “Caskett-osi” e ben riusciti.
La prima scena è classica, in apertura: Castle e Beckett sono insieme al loft pronti a iniziare la loro giornata. Questo fa subito Castle. E casa.
Li ho trovati molto innamorati, raggianti, disinvolti, a loro agio, il ritratto di una giovane coppia sposata da poco, e molto, molto felice. Castle, come sempre, si dimostra il primo fan della moglie e non perde mai occasione di sostenerla ed essere fiero delle sue conquiste. Anche se la promozione a capitano significherà che non potranno più passare la giornata insieme in giro per la città a risolvere casi o seduti davanti alla lavagna, producendosi nel loro solito “mind melting”, quando elaborano teorie come se fossero un’unica mente, lui mette da parte i propri sentimenti per gioire con lei del nuovo successo.
Castle è sempre un sostenitore di Beckett: la stima e crede che lei sia la persona migliore che abbia mai incontrato. È sempre al suo fianco senza farle mai rallentare il passo.
Sul regalo nella torta, io avrei anche fatto volentieri a meno, per via dell’impiastricciamento generale, ma è solo un dettaglio, l’idea è stata molto carina.

La seconda scena è, secondo la mia persona lista, una delle migliori della coppia: Beckett ha appena sparato ai rapitori del marito, salvandogli per l’ennesima volta la vita. Dopo averla cercata così a lungo, ed essersi angosciato sulla sua sorte, lui quasi non crede di averla davanti in carne e ossa. Lei non può svelargli il motivo per cui gli ha mentito, riesce solo a rassicurarlo del suo amore. E noi siamo tutti con lui quando cerca di trattenerla per un polso, per non farla andare via. Il suo nome ripetuto più volte, mentre lei scappa correndo, è qualcosa che fa male sentire.


Diamonds are girl’s best friend.
Breve commento fashion: il braccialetto sarebbe stato il top, se si fosse limitato a essere liscio e con solo Always inciso. Tre lunghe file di diamanti, io le avrei evitate con grande piacere.
Ma, in fondo, dopo aver visto l’anello di fidanzamento, sappiamo che Rick Castle ha dei dei gusti “leggermente” vistosi. Del resto non poteva non avere difetti, glielo possiamo perdonare. (Nel dubbio io il braccialetto lo terrei, dovesse presentarsi l’occasione).

Segreti e bugie
Togliamo di mezzo l’enorme elefante in mezzo alla stanza: Beckett sta tenendo nascosto qualcosa a suo marito. E questo è un tema delicato per loro come coppia, e anche per noi che li seguiamo dagli albori della loro storia. Abbiamo già vissuto una stagione di verità taciute, che ha quasi distrutto il loro rapporto e che, anche se tutto è bene quello che finisce bene, ci ha resi molto sensibili all’argomento. Sappiamo che per Beckett è difficile fidarsi di qualcuno, ma è stato fatto un lungo percorso perché riuscisse ad aprirsi con Castle. Lei stessa, lo scorso anno, ha ricordato a Castle che: “Le coppie sposate si dicono le cose”. Non sembra aver messo in atto il suo stesso pensiero, in questa occasione. È chiaro che si tratta di una puntata nata con l’intento di creare suspance, interrogativi, e attese, e che tutto ci verrà svelato la prossima puntata (che non arriverà mai abbastanza in fretta). Dal canto mio sospendo il giudizio, tendo a fidarmi di Beckett, e penso che se ha agito così, ci sarà un motivo. Però è brutto vedere Castle disperato per la sua scomparsa, preoccupato per la sua incolumità e sempre più ferito ogni volta che si rende conto che lei non lo ha messo al corrente di quello che le sta succedendo. Kate, in che cosa ti sei infilata?

La nuova partnership e la crescita di Alexis.
Dal quel che sembra, mettiamoci pure via l’idea di : “A writer and his muse”, e diamo il benvenuto a: “A writer and his adult daughter”.
Vorrei dirlo subito: io non sono fan di Alexis. Per me sarebbe stato molto organico mandarla a fare un master all’estero, o almeno via di casa, visto che in America è uso e costume avere una vita indipendente prima che da noi. Il pensiero che i Caskett non indagassero più insieme a favore di una figlia che, dopo le prime stagioni, è stata a dir poco insopportabile, mi faceva mettere le mani nei capelli.
Invece, a sorpresa, la nuova versione di Alexis mi è piaciuta moltissimo. È molto preparata, ha atteggiamenti da adulta (finalmente), le hanno cambiato tutto il guardaroba, è di aiuto e sembra essere l’unica che, in tutta la puntata, mantiene una fede incrollabile in Beckett. Fa anche un bel discorso chiaro a Castle per farlo tornare in sé, dicendogli che è vero che loro due sono magici insieme, ma lui non ha le competenze e l’addestramento di Beckett. Se la ama deve fidarsi. Punto.

E l’ho trovata molto “vera” e mi sono sentita molto vicina a lei quando ha “dato di matto” per la breve scomparsa del padre in puntata, ricordandogli che l’anno prima lei aveva creduto per due lunghi mesi che lui fosse morto. Per lei è qualcosa di troppo doloroso, e che non intende più rivivere.
Questo momento crea anche una sorta di continuità con il passato: se hai vissuto un evento traumatico, non puoi fartelo passare come se niente fosse. È realistico toccare il tema, di tanto in tanto. I nuovi showrunner sembrano rendersene finalmente conto.

Castle P.I.
Sono molto combattuta: amo le linee moderne e il nuovo ufficio è davvero super cool, soprattutto con la parete mobile che porta ad antri segreti dotati di bancone bar (eviterei di menzionare la pistola che salta fuori dalla scatola). Però il vecchio ufficio aveva quell’aria noir da film anni quaranta che mi piaceva molto.
Mi mancherà.

Il passato torna e indossa una tuta arancione.
Avevamo capito dallo sguardo che Bracken lancia a Beckett, il giorno del suo arresto, che non sarebbe finita lì. Bracken è tornato, ma non sappiamo ancora in che vesti. Per il momento ha fatto la sua comparsa inquietante nella sala visite del carcere in cui è rinchiuso. Si è rifiutato di svelare qualsiasi dettaglio sulla visita che Beckett gli ha fatto in precedenza, ma ha affondato duramente un metaforico coltello nella carne di Castle, dicendogli che lui non conosce veramente sua moglie. Che per lei il caso della madre è un’ossessione, e non se può liberare così facilmente. E’ come una falena alla luce della candela, rimarca. E sappiamo come finisce per le falene. Ma, quel che è peggio, gli dice che: “Beckett non si accontenterà mai di essere solo la signora Castle”.
Castle, sentendo descrivere la moglie in quel modo, smette di avere l’iniziale atteggiamento sprezzante, e accusa il colpo.

Ora, è vero che la nostra prima reazione sarebbe quella di chiedere a Castle come può credere alle parole di uno che ha costruito la sua carriera tra morti e corruzione. Voglio dire, Ehi Rick, stai parlando con Bracken. È chiaro che lo sta facendo apposta.
Ma lui ne rimane davvero colpito e io credo che la gente ci ferisca se abbiamo dei punti vulnerabili. Bracken, da ottimo politico, conosce le debolezze degli avversari e le usa a proprio favore. Per me Castle ha sempre quella zona oscura e nascosta dentro di sé in cui non crede di meritare l’amore di una donna straordinaria come Beckett. Ed è lì che si incuneano le parole di Bracken e iniziano a farlo dubitare e sanguinare. Non dubita di lei. Dubita di non valere abbastanza. Questo non dice niente di Beckett, ma molto di lui.

Donne sprezzanti del dolore.
Vorrei solo far notare che Beckett si è tolta un proiettile dal fianco a mani nude e che si è ricucita a mente serena con ago e filo in una comune lavanderia. Non aggiungo altro.

New entry.
Si è parlato talmente tanto di Hayley Shipton che ci sembra di conoscerla da una vita. In realtà ho trovato la sua presentazione e l’impatto sulla puntata piuttosto “tiepidi”. Mi è piaciuto molto il suo accento e sono curiosa di sapere di più della sua storia. È sicuramente il personaggio “sopra le righe” che ci avevano anticipato: è indipendente, sa badare a se stessa, non le importa dell’opinione del mondo e sembra concentrata solo sul suo lavoro, pur essendo capace di una certa sensibilità, soprattutto nei confronti di Alexis.
Mi è piaciuto quando è tornata indietro a dirle di non dar retta “al vecchio” e di fare di testa sua e come si è ammorbidita vedendo Alexis in lacrime, quando non riusciva a trovare il padre. Non riesco ancora a decidere se fosse così forte la necessità di inserire un nuovo personaggio, e di questo tipo. Devo dire che ho trovato le parti a lei dedicate quelle più lente e un po’ noiose da seguire. C’è una certa rigidità che non fa fluire bene le sue scene. Ma forse è troppo presto per giudicare.

I bros.
Esposito è molto migliorato, non è più inspiegabilmente acido e sarcastico con Castle (e senza che nessuno ci abbia mai spiegato il motivo) ed è stato protagonista di diverse scene d’impatto: porte divelte, atterraggi, sparatorie. Ryan sembra invece non essere cambiato molto. Il tono con cui annuncia la seconda gravidanza di Jenny (speriamo di vedere almeno questo bambino in scena!), intriso della solita lagna sui soldi che non bastano mai, è stato qualcosa di inascoltabile. Fate qualcosa per fargli tornare l’entusiasmo!

La conta dei morti.
A parte la strage con la bomba di “47 seconds”, non credo di aver mai visto tanti morti in una sola puntata.

Qualcuno ha detto ragni?
I ragni non mi fanno molto senso, infatti ho superato con agio la prima parte del “momento tortura”. Diciamo che il successivo intensificarsi dei tentativi da parte dei cattivi di farsi dare le notizie da Castle, infilandogli un sacchetto pieno di ragni neri e pelosi in testa, non è stato proprio semplice da guardare. Mi sento ancora le zampe in faccia.

Richard Castle, scrittore.
Amo quando vengono fatti dei riferimenti in puntata ai libri di Castle.
La “cattiva” che lo rapisce sembra essere un’attenta lettrice dei libri di Storm, il che è abbastanza surreale visto il contesto, ma in fondo fa sempre piacere trovare in giro dei propri fan.
Mi ha fatto ridere lo scambio di convenevoli, con Castle che veniva trascinato con i polsi legati:
– “Your earlier stuff was better. You got soft once you met the skirt“.
– “Everyone’s a critic“.
Il secondo è quando Alexis sceglie, come nome falso, quello di Clara Strike, protagonista dei primi libri di Storm.

Conclusioni
L’episodio è stato molto dinamico, più attivo, energico e coinvolgente del solito Castle, che ultimamente è sempre stato caratterizzato da un passo meno “veloce” rispetto ad altri telefilm. Le cose sono sicuramente cambiate e, da quel che si è potuto vedere da questa puntata, mi sento di dire che lo hanno fatto in meglio. Si sente aria fresca, ci sono all’orizzonte nuove dinamiche, la puntata è volata senza poter staccare gli occhi dallo schermo, lasciandoci bramosi in attesa della prossima. La sparatoria finale è stata inaspettata e ci ha tenuti con il fiato sospeso.
E’ vero che le puntate doppie di Castle sono sempre state ben costruite, ma la prima parte era di solito quella più “preparatoria”, molto “spiegata” e con meno azione, per generare pathos e serviva a far esplodere la situazione nella seconda. Questa non solo è un’ottima puntata di apertura, ma è anche una prima parte già molto coinvolgente e piena di avvenimenti, che si regge bene sulle proprie gambe,
La storyline dell’omicidio della madre di Beckett è sempre stato il mio preferito, ed è stato molto ben gestito. Certo, rispetto al tema della scomparsa di Castle quando, dopo ben undici mesi dopo dal mancato matrimonio e auto in fiamme, abbiamo saputo che era stato rapito per salvare il mondo da un non specificato attentato terroristico, facendosi pure cancellare la memoria, qualsiasi cosa sarebbe più interessante, ma, in ogni caso, spero di vedere continuare la storia di Bracken e Beckett. Le scene con loro due che si confrontano sono sempre state tra le più intense e ben riuscite della serie.
Come è ovvio, si potrà dare un giudizio definitivo solo quando avremo visto la parte conclusiva, ma per il momento a me sembra che Castle is back e ci sia ancora molta vita da vivere!

Finisco con le tre categorie della settimana.

Miglior Momento Caskett

Momento più divertente

Frase della settimana:
You know, most people react differently to a gun in their side.
Yeah, well, this sort of thing happens to me a lot.

Avete guardato la premiere? Cosa ne pensate?
Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana, quando finalmente ci verrà svelato il mistero della scomparsa di Beckett!

6 commenti su “Castle | Recensione 8×01 – XY”

  1. Trovo la tua recensione molto appropriata ☺
    Devi dire che solitamente sono i finali di stagione a tenerci e lasciarci col fiato sospeso..il finale della 7a era stato un po deludente da quel punto di vista..
    Devo dire che con questa premier si sono ripresi alla grande..
    Castle is back e col botto

    1. Grazie! 🙂
      Hai ragione, il finale della settima stagione è stato molto carino e “amorevole”, però non sono questi i finali che ti tengono in sospeso per tutta l’estate. Da un lato si è tranquilli di averli lasciati per una volta senza drammi, ma, insomma, poi lo hiatus non ha quell’attesa che gratti i muri perché arrivi subito la stagione successiva.
      Io credo davvero che abbiano iniziato con il piede giusto. Non vedo l’ora che sia lunedì prossimo!

  2. Prima di tutto, complimenti, bellissima recensione.
    Concordo con la tua analisi (compresa la nota fashion concernente il braccialetto :D), è stata una puntata veloce, piena di azione, energica e mi è piaciuta tantissimo. Mi è piaciuta molto pure Alexis e, solitamente, la tollero appena. Ma, come dici giustamente tu, “Chi guarda Castle per i casi?”… io no di sicuro 😀 ed ecco che, anche sotto il profilo Caskett, la puntata si è rivelata da dieci e lode. Poche scene, ma, come hai sottolineato, soprattutto la seconda, estremamente intense.
    In merito alla trama: hanno agitato molto bene le acque e non riesco proprio a capire quale ragione si celi dietro al comportamento di Beckett, ma, come al solito, in Kate I Trust e anche io spero che il “duello” Beckett-Bracken possa continuare anche in futuro.
    E’ vero, Castle is back e lo ha fatto veramente alla grande!
    P.S.: Molto bella la rubrica “le tre categorie della settimana”.

  3. Grazie Miri 🙂
    Io non riesco assolutamente a farmi un’idea di cosa ci sia sotto e cosa stia facendo Beckett. Ma neanche a mettere insieme DC e Bracken, brancolo proprio nell’oscurità, non riesco a fare congetture 😀 Vorrei solo poter vedere subito la prossima puntata!

  4. Cara, recensione magnifica, non avrebbero potuto assegnare Castle a persona migliore! Sono stata d’accordo su tutto, sia sui lati positivi che su quelli negativi! Devo dire che per tutta l’estate ho avuto tantissimi dubbi su questa stagione, un po’ perchè i MilMar sono tutto per me un po’ perchè il comportamento con Penny Johnson Jerald non mi è piaciuto ma Hawley & Winter sono sempre stati i miei scrittori preferiti in Castle (dopo Andrew & Terri)e non posso negare che più sentivo parlare di cambiamenti importanti mantenendo però lo spirito di Castle, più questa stagione cominciava a convincermi perchè dio solo sa se è vero che questa serie aveva indubbiamente bisogno di una scossa. Per quanto l’amore dei e per i Caskett sia immenso, personalmente ho davvero bisogno che Castle non sia solo questo e se le premesse sono queste, credo che verrò accontentata!! Da fan di Alexis ho ADORATO vederla così presente, pronta, reattiva, adulta come hai ben detto, ma anche vulnerabile, meravigliosa come sempre (grandiosa Molly!!). La nuova promette bene, mi piace che abbiano chiarito fin dall’inizio che il suo ruolo non sarebbe stato quello di banalissima spina nel fianco dei Caskett! I Bros, come li hai definiti, non possono continuare così, sono sagome, ho bisogno di profondità! Devo dire invece che ho ADORATO la villain dell’episodio che conoscevo da Chicago fire, è stata fantastica!! Mi è anche dispiaciuto che Espo l’abbia uccisa!! Alla prossima cara e ancora complimenti!

    1. Grazie a te :_)! L’ho scritta con una certa apprensione, anche se la puntata è stata spettacolare e non potevo far altro che scriverlo. Ha vinto a mani basse.
      Io ho passato un’estate abbastanza lenta (perché non avevo da congetturare sulla trama), ma anche un po’ preoccupata, fin da quando è uscito il blind item di Ausiello che parlava di “cambiamenti nel dna in uno show non specificato”. Poi i cambiamenti, gente nuova, lei capitano, lui a indagare con la figlia… diciamo che potevano gestire male tutto, invece, sono stati molto bravi a tenere insieme tutta la trama, davvero ricchissima, e aggiungere delle novità che hanno dato una nuova velocità a tutto l’impianto! Credo abbiano saputo dosare bene tutti gli elementi e, dalle interviste lette, credo sappiano bene quali sono i punti di forza da recuperare (bantering, chimica, casi a servizio dei personaggi e non viceversa… e Caskett). Mi piace perché vedo che ci sono dietro delle belle analisi sui personaggi che bramo dalla voglia di vedere rappresentate sullo schermo.
      Quando ho saputo dei Milmar devo dire che ho avuto un po’ di “nodo allo stomaco”. Per me loro hanno saputo rendere i Caskett per come li amiamo: romantici ma sempre con quella brillantezza che non li rendeva stucchevoli. La puntata del matrimonio è stata perfetta, e anche la finale 7×23 (in senso Caskett). Però devo dire che, per il momento, sento che lo show è finito in buone mani.
      Grazie ancora per i complimenti e ci vediamo la prossima settimana 🙂

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