Castle | Recensione 6×13 – Timelight

Oggi miei cari Castillion voglio arrivare subito al punto: episodio NI per me, con più sfumature positive (mi conoscete, devono inventarlo ancora un episodio di Castle che non mi sia piaciuto affatto), ma con alcuni punti deboli che fanno rientrare la puntata nella media e al posto dei classici fuochi d’artificio, accendono al massimo qualche fiaccola.

We all wanna be FAMOUS

Sintetizzando il mio giudizio, potrei parlare di una storia non del tutto convincente e di un andamento forse un po’ troppo regolare e lento, ma dall’altra parte bisogna riconoscere una ben fatta come sempre caratterizzazione dei personaggi, sia principali che secondari.

I can’t act, I can’t dance, I can’t sing can you see? But I’m young and I’m pretty and that’s all that you need”  (Famous – Scouting for girls)

In una storia che profuma tanto di attualità, al centro del caso troviamo la tragica morte di Mandy, una delle tante “stelline” della tv, di quelle che nascono come ragazze della porta accanto e quando sono certe di aver influenzato un gran numero di ragazzine in tutto il mondo, distruggono la loro immagine trasformandosi in inutili party girls e accumulando scandali, che neanche Olivia Pope potrebbe ripulire, come fossero punti di una collezione, premio finale: la perdita di sé stessi.

Le indagini sembrano procedere in maniera ordinaria passando dalla famiglia ai conoscenti e ai possibili sospettati, ma il primo (e forse unico) colpo di scena nella storia lo abbiamo quando, al momento del riconoscimento, Lanie si trova di fronte a uno dei rari momenti di imbarazzo nel suo lavoro in quanto la madre della vittima esordisce con un insolito “Questa non è mia figlia”.

Ebbene si ragazzi, la nuova frontiera delle giovani star di oggi prevede non solo che un altro prenda le tue sembianze per attirare i paparazzi (che tra l’altro sono i primi fautori di un facile successo), ma anche che occasionalmente loro siano disposti a morire al tuo posto. La vera Mandy è viva e vegeta, ma distrutta dalla notizia della scomparsa di … di … com’è che si chiamava la vittima???

Ancora in preda ai postumi di qualunque sostanza avesse preso la sera prima, Mandy riesce a stento a ricordare dettagli che potrebbero essere fondamentali per il caso, ma tutto sembra ruotare intorno ad una foto che la ritrae in un locale molto vicina al suo ex e problematico fidanzato, foto che tra l’altro le è costata la tentata redenzione e l’attuale fidanzato.

Dopo una serie di rimandi da un sospettato all’altro, interrogatori vani e moventi deboli, si ritorna nuovamente al punto di partenza, perché si sa che il colpevole è sempre molto vicino. In questo caso si tratta della madre-manager di Mandy che, dopo aver messo in scena una sorta di recita dove il clone della figlia si faceva vedere con l’ex fidanzato, ha poi arrestato i crescenti sensi di colpa della ragazza impedendole di svelare il suo complicato piano. Perché? Perché il nuovo bravo fidanzato di sua figlia la stava riportando alla sua vita normale e quando si assaggia il successo è difficile tornare indietro.

In realtà il piano per far tornare Mandy alla sua pseudo-vita da celebrità mi è sembrato davvero molto complicato e la storia vagamente intrisa di momenti deboli, ma alla fine se sua madre non avesse agito così, non sarebbe entrato in gioco il team Beckett e non ci sarebbe stato un episodio, di conseguenza io non avrei potuto scrivere una recensione e amo scrivere le recensioni di Castle quindi nel complesso, va bene così.

 

Persone & Personaggi

Come ho già anticipato all’inizio, la vera arma che Marlowe e il suo team riescono sempre ad utilizzare per risollevare le sorti di un episodio NI è la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo ho apprezzato nell’ultimo episodio il confronto tra Mandy & Alexis che si traduce a mio parere in un confronto che potrei tranquillamente fare tra Molly Quinn & tante altre ragazze quasi-attrici, quasi-cantanti, quasi-niente in giro per il mondo dello showbiz.

Il personaggio di Mandy, interpretato anche piuttosto bene, è l’emblema della ragazzina cresciuta troppo in fretta, della teenager che si è ritrovata catapultata in un mondo che non era il suo e con un successo a cui non era pronta. Dimenticata la carta d’identità e tutte quelle fasi della crescita che andrebbero scoperte gradualmente e non tutte nell’arco di una sola serata, Mandy si è trasformata inevitabilmente in un’arrampicatrice che cerca di raggiungere i sempre più alti standard che le pongono, usufruendo così di ogni mezzo pur di riuscirci. Mandy comincia a camminare su di un filo e quella rete di sicurezza che dovrebbe essere la sua famiglia si trasforma invece nel direttore del circo, attenta nel controllare che la sua fonte di denaro non fugga dal tendone.

Alexis dall’altra parte è come sempre un adorabile ritratto di quello che dovrebbe essere il vero modello per le ragazze di oggi: bella, sorridente, vera, con problemi ordinari, ma risolvibili con un passo indietro e non con un omicidio. Con alle spalle una famiglia di certo non perfetta, ma presente e protettiva, Alexis è riuscita a costruire il suo futuro con più forza e carattere di quanto purtroppo tutte le Mandy del mondo riusciranno mai a fare e per questo sarà sempre lei la protagonista indiscussa della sua vita.

Dopo il primo imbarazzante incontro in cui Alexis definisce ciò che Mandy è diventata un “disastro”, il tutto di fronte alla diretta interessata in incognito, le due ragazze cominciano a legare, un po’ per caso un po’ perché forse Mandy la superstar vede nella semplice Alexis quello che vorrebbe essere. La scena in hotel è da una parte triste perché Mandy si apre con Alexis rivelando di essersi ritrovata nei panni di una persona che si stordisce per dimenticare quello che sente e di non essere in grado di cambiare, ma dall’altra parte diventa esilarante nel momento in cui è Alexis che si apre con Mandy ammettendo di non essere pronta a convivere e di non sapere come tornare indietro, confessione certamente di minor spessore ma Molly Quinn rende tutto così realistico e divertente che è impossibile non sorridere. Anche la scena nel bar ricalca un po’ questa differenza sostanziale tra le due ragazze e mentre Mandy consiglia ad Alexis di usare astuzie femminili per attirare l’attenzione del barman, Alexis sceglie il metodo Castle (che devo ammettere mi ha ricordato un po’ anche Veronica Mars): più semplice, più intelligente, più vero.

Mandy trascina Alexis in un paio di situazioni nuove per lei e forse una piccola scossa nella vita della giovane rossa ogni tanto ci vuole ma alla fine, in un confronto tra le due, è sempre Alexis a uscirne vincitrice. E come tutti i grandi vincenti che si rispettino, Alexis porge la mano al suo “avversario” e riporta nella vita di Mandy quello spiraglio di semplicità che sua madre le aveva negato.

 

Angolo Caskett

Bene, io mi fermo qui e … ci siete ancora? Lo sapete che scherzo e che non posso lasciarvi senza aver prima almeno citato i promessi Caskett! Nell’angolo di paradiso questa volta ritroviamo Beckett in una delle vesti che più ci piacciono: quella di donna gelosa. Dopo aver letto sul giornale speculazioni riguardanti Castle e un suo immaginario ritorno di fiamma con la sua ex-moglie, Kate è costretta a sopportare gli inevitabili scherzi dei suoi colleghi e le telefonate preoccupate di suo padre, cercando anche di mantenere nel frattempo una finta indifferenza.

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Ma quando alla fine dell’episodio tutte le maschere vengono giù, anche Kate rivela il suo segreto, ossia di essere la fonte segreta che si cela dietro la dichiarazione pubblica del fidanzamento tra Richard Castle e le detective Kate Beckett. Attenzione mondo, questa è Kate che blinda ufficialmente il suo uomo!

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E per chi già vorrebbe dei piccoli Caskett in giro per il distretto dico: “Ma Ryan & Esposito non vi bastano come figli per ora???

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WalkeRita
Occasionale inquilina del TARDIS e abitante in pianta stabile di un Diner americano che viaggia nel tempo e nello spazio, oscilla con regolarità tra Stati Uniti e Gran Bretagna, eternamente leale alla sua regina Victoria e parte integrante della comunità di Chicago, tra vigili del fuoco (#51), squadre speciali di polizia e staff ospedalieri. Difensore degli eroi nell’ombra e dei personaggi incompresi e detestati dalla maggioranza, appassionata di ship destinate ad affondare e comandante di un esercito di Brotp da proteggere a costo della vita, è pronta a guidare la Resistenza contro i totalitarismi in questo universo e in quelli paralleli (anche se innamorata del nemico …), tra un volo a National City e una missione sullo Zephyr One. Accumulatrice seriale di episodi arretrati, cacciatrice di pilot e archeologa del Whedonverse, scrive sempre e con passione ma meglio quando l’ispirazione colpisce davvero (seppure la sua Musa somigli troppo a Jessica Jones quindi non è facile trovarla di buon umore). Pusher ufficiale di serie tv, stalker innocua all’occorrenza, se la cercate, la trovate quasi certamente al Molly’s mentre cerca di convertire la gente al Colemanismo.

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