Caro TWD, Dove Caspita sei Finito?

Finalmente (sì, finalmente!), ora che la 5^ stagione di The Walking Dead è terminata, posso esprimere tutta la mia delusione in un bel commentone generale.

Avvertimento: se siete fan sfegatati di questa serie-tv vi consiglio di abbandonare la lettura perché non sarà un viaggio di piacere.

Premessa: ero tra quelli che fino alla 4^ stagione ha difeso TWD quasi sempre a spada tratta (nonostante i millemila difetti che aveva e che ha) perché comunque qualcosa riusciva ancora a trasmettermi.

L’ho sempre difesa quando qualcuno la definiva semplicemente “Serie-tv con gli zombie” perché no! Non potevo sentire una cosa del genere. TWD è una serie sull’essere umano messo alla prova in un mondo senza più regole. Gli zombie sono solo un contorno ecc, ecc…

Per questo motivo amavo i pipponi esistenziali che, nel bene e nel male, fino alla 4^ stagione c’erano ma avevano ancora un senso all’interno del contesto in cui si sviluppavano. Sì, i dialoghi erano forse un po’ banalotti, ma erano sicuramente meglio scritti, più In Character e non messi lì random tanto per aprire e chiudere la parentesi “Questo telefilm parla anche di cose profonde”, come invece è accaduto nella stagione appena conclusa.  Li amavo perché, in generale, amo le serie-tv a stampo pippone-filosofico, così come amo amare personaggi ben costruiti e adoro soffrire, piangere, ridere con loro.

Questa 5^stagione, invece, ci ha regalato momenti ad alto tasso di emotività come quello in cui Tara si esalta per il ritrovamento di uno YoYo  e quello in cui Eugene, tra una frase forbita e l’altra, spia Abraham e Rosita  mentre trombano. Seriously?! Per non parlare della fiera delle banalità uscite a turno dalle bocche dei nostri eroi… Un rutto sarebbe stato più originale.

Voglio dire, c’era un motivo per cui un determinato personaggio si faceva certe seghe mentali. Prendete, ad esempio, il lavoro fatto su Shane: la sua evoluzione, seppur per molti la 2^stagione sia stata troppo lenta, l’abbiamo percepita tutti. E la sua morte ci ha davvero colpito, perché comunque era un personaggio con la P maiuscola, e ha anche avuto un senso: è arrivata alla fine di un percorso ben preciso. Così come quelle di Dale, Hershel e Lori.

Come faccio a emozionarmi di fronte a una morte totalmente Out of Character di un personaggio poco sfruttato, scritto male e per nulla approfondito come quella di Tyreese?! Perché sia per quanto riguarda Tyreese sia per quanto riguarda Beth, delle loro morti cosa ci ricorderemo? Che sono morti da coglioni! Tyreese era imbambolato davanti a due foto (lo stesso Tyreese che nella 4^stagione si fece largo a suon di martellate attraverso una mandria di walkers…) e Beth (che non era per niente stupida e hanno insistito su questa punto) va a piantare delle forbicine da manicure nella spalla (la spalla!) di una tizia con l’intenzione di ucciderla?!

Ma ci state prendendo per il culo, sì?

Volete fare fuori dei personaggi? Mi sta bene. Ma almeno fatelo con coerenza! Dategli un senso e non fatelo soltanto per scioccare il pubblico (nonostante Scott Gimple abbia continuato a ribadire il contrario). L’amara verità è che questo è l’unico colpo di scena che sapete partorire.

In poche parole, l’ho percepita  in modo estremamente diverso rispetto a quello che c’è stato prima. Come se tutto fosse stato scritto di fretta, con scelte di sceneggiatura poco coraggiose e  discutibili e che sembrano essere state buttate lì solo per creare il “colpo di scena” perché idee migliori e più creative non sono riusciti a trovarne (con scarsi risultati in realtà, dato che la prevedibilità ha regnato sovrana).

L’avevano detto gli autori. Avevano detto che sarebbe stata più fedele al fumetto. E questa scelta, per quanto riguarda il mio personalissimo gusto, ha finito per affossare il mio interesse e coinvolgimento.

A me del fumetto non frega una cippa-lippa, non lo leggo e non ho intenzione di leggerlo (insomma…non sono una “fumettara” – termine probabilmente errato per descrivere gli appassionati di Comics ma sono sicura avrete capito).

Se iniziai a guardare TWD è perché il genere survival-post-apocalittico mi ha sempre attirato nella scelta di una serie-tv (allo stesso modo iniziai Revolution, Lost e The 100, come avevo già spiegato in un altro articolo).

Il fatto che la fine del mondo civilizzato fosse stata causata da un’epidemia zombie gli dava quel tocco in più (gli zombie, dopotutto, mi sono sempre piaciuti), ma me ne fregava fino a lì. Non era per l’aspetto gore-splatter che lo guardavo. Quello che cercavo era il seguire le vicende di un gruppo di esseri umani che si trovano costretti a convivere e a combattere insieme in un mondo sottosopra, era soprattutto il vedere come questi sviluppavano rapporti interpersonali e come evolvevano. Quello che cercavo era l’affezionarmi a loro (che poi è quello che pretendo sempre da una serie-tv) e in parte TWD aveva raggiunto questo obiettivo, scavandosi un posticino di tutto rispetto nel mio cuore.

L’amara verità (ormai ne ho preso coscienza) è che se sono riuscita ad arrivare in fondo a questa stagione è soprattutto perché sono affezionata agli attori, che adoro e che mi stanno super-simpatici.

Se ho perso parte dell’affetto e dell’interesse che nutrivo per i personaggi è perché in questa stagione mi sono sembrati troppo “caricaturali” (è il termine che esprime meglio quello che ho percepito) e troppo spesso Out Of Character rispetto al prima.

Come se, volendosi per forza accostare alla controparte cartacea, gli autori li abbiano “forzati” a comportarsi in un modo, a mio parere, troppo diverso da quello in cui li avevano scritti fino alla 4^ stagione. Li hanno resi delle macchiette bidimensionali, con battute quasi da fumetto. Mi viene in mente quella di Carol “Quando hai finito, ridammi il piatto pulito”. Doveva sottolineare la sua ormai nauseante badassaggine?! Io l’ho trovata pateticamente ridicola. L’abbiamo capito che Carol ormai è Shwarzy travestito da Desperate Housewife…però dopo un po’ basta!

Il punto è che se TWD fosse stato da sempre così (più “fumettistico”) allora ok, probabilmente l’avrei lasciata perdere sin dall’inizio e amen perché è un metodo narrativo che non mi entusiasma (ad esempio avevo iniziato Gotham ma l’ho abbandonata proprio per questo motivo).

Per non parlare di tutti gli altri aspetti “assurdi” e i vari comportamenti non-sense (e, di nuovo, OOC) che si sono visti più volte in questo Season Finale e in altri episodi di questa stagione. Perché in una serie come TWD la sospensione dell’incredulità va bene fino a un certo punto ma arrivare a oltrepassare certi limiti…no grazie! Dato che comunque, per definizione, non è una serie fantasy ma drama.

Se si toglie, infatti, la premessa di fondo (i morti tornano a camminare) che, sappiamo bene, è solo il pretesto per mostrarci come l’uomo possa reagire a una tale condizione, allora tutto il resto potrebbe benissimo venire trattato con un certo realismo. E non è una mia pretesa, ma è quanto hanno continuato a ribadire autori e sceneggiatori da sempre (quest’estate ho seguito e letto qualsiasi cosa dicessero, diretta del San Diego Comic Con compresa). Sono loro ad aver insistito più volte su questo punto. Perché va bene, è un telefilm, ma non è The Vampire Diaries dove l’elemento fantasy-magico è onnipresente e lo si sa dal principio. No! TWD pretende di essere un drama e come tale, per coerenza, deve rimanere.

Per questo mi incazzo quando lo zombie che morde Tyreese è in modalità ninja super-silenzioso, mentre quello che arriva alle spalle di Maggie appoggiata all’albero fa un casino bestiale (a seconda dell’occorrenza). Per questo mi incazzo per Glenn (con ferita da arma da fuoco alla spalla) che non si sa come riesce a sfuggire a un cumulo di zombie che lo stanno attaccando (comodo lo stacco di camera proprio sul più bello…). Ma dai! Per questo mi viene da dire WTF?! di fronte al tifone che spazza via mezza foresta – che manco il fumo nero di LOST – però il fienile in cui si sono rifugiati i nostri resta in piedi.

Sì ok, probabilmente l’intenzione era quella di sottolineare (tramite un certo velato simbolismo) che se si combatte  insieme allora si può sopravvivere a tutto e che per i miracoli (o meglio, per la nonsfiganera) c’è ancora speranza. Però dai, in una serie che pretende di essere realistica potevano partorire un’idea migliore per simboleggiare tutto ciò! Il simbolismo c’è stato anche nelle stagioni precedenti, l‘ho visto e l’ho apprezzato (sono una che si perde a leggere su Tumblr pagine e pagine di meta-analisi sul più piccolo dettaglio) solo che deve essere anche sensato e adeguato al contesto.

In generale quello che non mi va giù di questa 5^stagione è il fatto che per 4 stagioni TWD è stata A e, all’improvviso, è diventata B.  Molti fan del fumetto si lamentavano proprio del fatto che le prime stagioni si discostassero troppo da esso. Ora, a me non dà fastidio che la storia riprenda più o meno fedelmente i fatti che accadono sulla controparte cartacea. Quello che non mi piace (per gusto personale) è la narrazione macchiettistica in una serie-tv. Posso mandarla giù in un film, tanto dura due ore e va beh. O in una comedy, ovviamente. Ma una serie-tv drama che arriva a scrivere i propri personaggi utilizzando un registro estremamente caricaturale cozza fragorosamente con il mio gusto personale.

Ad esempio, l’evoluzione di Rick e di Carol (il come sono diventati), come concetto mi piace. La pecca risiede, secondo la mia percezione, nell’aver enfatizzato in maniera esagerata queste loro caratteristiche di badass-senza-pietà nel passaggio da una stagione all’altra in un tempo relativamente breve (nella timeline è passato circa un mese tra la fine della 4^ e la fine della 5^stagione).

I fan del fumetto saranno finalmente soddisfatti? Alcuni probabilmente sì, ma ho sentito comunque pareri non troppo positivi anche da alcuni di loro.

Ecco cosa ricorderò di questa stagione…

SHANE RICK

Spesso ha avuto ragione e sicuramente il suo piano all’Ospedale avrebbe funzionato meglio di quello di orsacchiottone Tyreese . Resta il fatto che ad Alexandria ha sbroccato di brutto. E tutto per cosa? Eh? Per cosa? Per un po’ di f…. appena conosciuta. D’altra parte il vecchio proverbio parla chiaro (“Tira più un pelo di…ecc..ecc..”) e lui voleva solo essere coerente con la saggezza popolare. Vogliamo parlare del bacio sulla guancia rubato a Jessie?! Totalmente OOC, secondo me. Ho capito che gli stavano per scoppiare, ma mi è sembrata una bella forzatura, soprattutto perché il marito era lì nei paraggi e Rick non avrebbe mai fatto una mossa del genere. Poi ovviamente, dato che il nostro Rick è l’eroe buono e non avrebbe mai potuto portare via la moglie a un brav’uomo (qualcuno ha detto Shane?), è saltato fuori che il suddetto marito era un bastardo violento che menava moglie e figli. Pertanto, i sensi di colpa del nostro beniamino sono svaniti alla stessa velocità con cui io scappo di fronte a Pomeriggio 5.

Adesso per favore ditemi sinceramente se il Rick intelligente, scaltro e spesso riflessivo (era quello che si faceva più pipponi di tutti) visto fino alla 4^ stagione avrebbe buttato tutto all’aria (e per tutto intendo Alexandria e la sicurezza per sua figlia neonata e il resto della sua “famiglia”) per un pezzo di gnocca appena conosciuta??!!  Se proprio proprio volevate creare la situazione che avrebbe scatenato il patatrack e arrivare al discorso conclusivo di Rick (che comunque è sensato) per farci vedere la differenza tra gli Alexandrini e i nostri, potevate trovare una scusa migliore piuttosto che la voglia di Rick di svuotarsi le palle! O no?!

“Ho fatto una cazzata”. Questa è stata la frase top del Season Finale. No ma seriamente?!

Ok, Rick che sbrocca con tanto di head-tilt compulsivo e faccia coperta di sangue può essere divertente da guardare. Ma questo, a parere mio, non basta per sorreggere una trama davvero prevedibile e dialoghi triti e ritriti .

 

CAROL:

Spin-off de “La donna bionica” all’orizzonte per lei. Prima salva il culo a tutti a Terminus con un piano degno di Mc Gyver (ok, ci siamo esaltati tutti, però quanto era credibile?). Poi sopravvive, nell’ordine: alla caduta con un furgone da un ponte  (sorvoliamo sulle leggi della fisica proprie solo di TWD), a un investimento d’auto piuttosto violento, a una severa emorragia interna e a uno stato comatoso. Si riprende grazie a una magica epi-pen (dovremmo tenerne tutti una in tasca…non si sa mai) e il tutto, siori e siore, accade in sole 24h! Arrivata ad Alexandria inizia a fomentare il già poco mentalmente stabile Rick ad ammazzare gente. Inoltre, qualsiasi essere umano pre-pubere sotto il metro e cinquanta rischia la vita in sua presenza (ormai ci ha preso gusto). Le minacce al bambino, quando viene beccata nell’armeria, sono state totalmente gratuite. Perché, anche se quella scena presa singolarmente può essere divertente ed è ben recitata, quella cattiveria gratuita non mi è proprio piaciuta. Carol è diventata badass. Ok, l’abbiamo capito. C’era davvero bisogno di una minaccia così colorita?! In sostanza, Carol (secondo quanto pianificato) sarebbe dovuta schiattare all’inizio della S3 alla prigione. Melissa Mc Bride, però, implorò di non far morire il suo personaggio. La tennero in vita. E fin qui va bene, nulla da dire. Mi va anche bene l’evoluzione da donna timorata di dio a donna capace di difendersi. Però, secondo me, hanno iniziato a farla fuori dal vasino quando è diventata Rambo-Carol-Wonderwoman.

DARYL

In tanti ritengono Daryl proprio il più “caricaturale” di tutti. Beh, sinceramente Daryl è l’unico che ho apprezzato davvero in questa stagione e non perché Norman Reedus è strafigo e bla,bla,bla ma perché è l’unico ad essere rimasto corente con il suo personaggio e la sua evoluzione. E il suo rapporto con Aron è una delle pochissime cose che ho apprezzato. Anche se, visto l’andazzo, probabilmente lo faranno affezionare ad Aaron e dopodiché glielo ammazzeranno davanti. Mi ricorderò della sua testardaggine (a ragione) nel voler cercare Beth, del suo pianto in solitaria (molto simile al pianto in Still, proprio di fronte a Beth – l’unica che lo abbia mai visto piangere) e dei continui rimandi al suo rapporto con lei e di come questo sia stato in grado di aiutarlo nell’accettazione di stesso e nei rapporti con gli altri.

CARL

E finalmente anche Carl è diventato un adolescente normale! Prima gioca ai videogames, poi ad acchiapparello con la tipella, poi ad infrattarello e, come il papà, fatica a tenerselo nei pantaloni (anche perché la ragazzina ha certe labbra da pom……..a che manco Rosita la batte). Però se non si leva quel cappello lei non gliela darà mai. Di lui ricorderò la pettina improponibile (eh sì che c’è la parrucchiera ad Alexandria…Sfruttatela!), la rincorsa al rallenty…poesia pura (ahahahahah) e la quasi limonata nel tronco d’albero con tanto di romanticissimi zombie-tappezzeria a far da sfondo. Il nostro Carl è diventato grande!

MICHONNE

Michonne non pervenuta. Appende la katana al chiodo poi se la rimette in spalla. Fine.

GLENN

Inizio a credere che Glenn sia un immortale The Originals style. Riesce a uscire dalle situazione più improbabili con una facilità (anzi no, con lo stacco di camera) degna di Houdini. Di lui ricorderò soprattutto le sue abilità come pilota: è  riuscito a guidare ad alta velocità e per un bel po’ di metri perfettamente in linea retta nonostante il parabrezza totalmente coperto di sangue e visceri marci manco avesse la vista a raggi x. Vivendo in Val Padana so di cosa sto parlando ed è davvero da ammirare. Sì sì.

MAGGIE

Credo che in quest’ultima stagione abbiano gestito malissimo il suo personaggio (tutta la faccenda di Beth per interderci). Maggie non s’è cagata la sorella per settordici puntate e cade in crisi mistica solo quando la vede morta (perché la scena madre ti-piace-vincere-facile per commuovere il pubblico nel MSF ci doveva essere per forza). Poi più nulla fino a 3 settimane dopo quando finalmente realizza che un po’ deve soffrire per la perdita della sorella. Si fa venire le paturnie per un giorno intero (addirittura!) poi torna tutto come prima e ad Alexandria praticamente sparisce dalla sceneggiatura. Ricompare solo per origliare il discorso di sputtanamento del caro Gabriel e invece di incazzarsi e prenderlo a pugni che fa? Lo perdona, gli dà la mano e fondano insieme il circolo della preghiera (hai visto troppi episodi di Seven Heaven, sì?). In conclusione, lei e Glenn non hanno davvero più un tubo da dire presi singolarmente. Prevedo una dipartita di uno dei due presto.

SASHA

Seppur da una parte le ho dato ragione (come quando sbotta in faccia alla vincitrice di MasterChef Zombie Apocalypse Edition al party di benvenuto), dall’altra il suo broncio perenne mi ha semplicemente sfracellato i maroni. Ho capito che Sonequa Martin-Green era gravida all’ottavo mese e non potevate sfruttarla e inquadrarla più di tanto, però ecchepalleeeeee! Uno sbrocco ci sta, due anche, ma poi cambiate registro! Per non parlare della figura da pirla che le hanno fatto fare quando il simpaticissimo poliziotto Bob (è bastato il nome a garantirgli la sua fiducia cieca…) le sgancia la randellata in testa a tradimento. Sasha, che in teoria è uno dei personaggi più cazzuti e scaltri dello show, me la fate diventare demente così, nel giro di 3 secondi 3? Ma daaai! Non ci siamo. Pollice verso su tutti i fronti.

ABRAHAM

Alla fine lui mi sta anche simpatico, dai. A parte la parentesi in cui per un intero (inutile) episodio resta in castigo sulle ginocchia con lo sguardo fisso nel vuoto (ci mancavano i ceci e poi sarebbe stato perfetto), per il resto le poche battute che ha avuto le ho apprezzate. Così come i flashback a lui dedicati. Ma lo ricorderò soprattutto per la sua ammirevole capacità di scolarsi, durante il loro girovagare nella seconda metà di stagione, quantità industriali di alcol a stomaco vuoto come fosse coca cola senza accusare il minimo colpo. Stima profonda.

EUGENE

Almeno, alla fine della stagione, si è dato una svegliata. Bravo. Le battute migliori, come sempre, a lui : “Sono serio come due cani mentre copulano”. Di lui ricorderò soprattutto questo momento meraviglioso:

ROSITA

L’unica cosa a cui riesco a pensare quando compare sul mio schermo è Banderas-l’allegro fornaio del Mulino. Anche perché più di tanto non fa (o meglio, di cose ne fa…con Abraham, per la gioia di Eugene). Inoltre, l’arrivo ad Alexandria ha mortificato tutto il suo sex-appeal dato che in tenuta da Lara Croft, con tanto di treccine alla Pippi Calzelunghe, non ci può più girare. La visione delle sue natiche sode strizzate in quegli shorts verde militare, infatti, rischierebbe di scombussolare ulteriormente non solo i livelli ormonali di quei due o tre adolescenti presenti, ma anche quelli di mariti annoiati e nonnetti allo stadio pre-zombie. E allora benevenuti cardigan della nonna Pina e braghe ascellari! Se lì sotto indossa anche i mutandoni alla Bridget Jones ha fatto bingo…

Di lei ricorderò sicuramente il suo sguardo birichino e ammiccante mentre Abraham se la sta stantuffando con vigore e lei si accorge di Eugene-spione-Alvaro Vitali-mode-on.

TARA

Idem con patate. Dello Yoyo ho già parlato…che altro dire? Ah sì, come dimenticare quando propone di cercare delle biciclette per spostarsi?! Are you fucking kidding me?! Assente per il resto della stagione causa stato comatoso. Anche se qualcosa di utile da Rick ha imparato: The fine art of head tilting.

NOAH

Ormai si sa…troppi personaggi di colore in TWD non possono coesistere. È la regola! Di Noah non me ne è mai fregato una mazza. Inoltre, visto quanto è durato il suo personaggio, è chiaro come l’unico scopo che abbia mai avuto nell’economia della storia è stato quello di aver portato una sfiga terribile e creato i presupposti per far fuori i personaggi di Beth e Tyreese. Sì ok, con la scusa di andare in Virginia al suo accampamento si sono avvicinati a Washington, però la direzione che avevano intenzione di prendere sarebbe stata comunque quella. Per cui ripeto, personaggio servito solo per condurre all’eliminazione di due personaggi della vecchia guardia. Che, quindi, sono morti entrambi inutilmente.

GABRIEL

Mai personaggio fu più inutile e odiato di lui. Giuro, il Governatore mi stava più simpatico. Ma che cavolo scappi dalla chiesa (piantandoti anche un chiodo sotto al piede durante la grande fuga) correndo nella foresta senza armi, che ti cagheresti addosso anche guardando un episodio di “Vola mio Miny Pony”?! Ti viene salvato il deretano 3000 volte e tu che fai? Sputtani proprio chi ti ha salvato. Poi, quando finalmente decidi di morire, vai nel bosco in pigiama fischiettando ma ci ripensi all’ultimo, torni indietro (con la maglia bianca immacolata nonostante il fracassamento di due crani e un rotolamento in terra in preda ai sensi di colpa. Usi Omino Bianco per caso?) e lasci aperto il cancello…Poi tutti in chiesa a pregare insieme in un volemose bene generale, Kumbaya Style.

Insomma, personaggio scritto malissimo. Zero approfondimento.

BETH

Tutta la storyline di Beth/Ospedale è servita solo ed esclusivamente per “dare qualcosa da fare” a Maggie e a mostrarci quanto Daryl fosse devastato. Punto.

TYREESE

Tata Lucia era un altro personaggio interessante nella teoria ma gestito in maniera imbarazzante nella pratica. Ormai la sua unica utilità era quella di fungere da mezzo di trasporto per la piccola Judith. Di lui ricorderò sicuramente quella ca….o di cuffia blu di lana che caparbiamente si ostinava a portare nonostante i 45 gradi all’ombra della Georgia. Stoico.

MORGAN

Direi che l’immagine riassume tutto:

Gli Alexandrini non meritano neanche un commento. Solo Aaron mi è piaciuto davvero.

L’unica e triste verità è che The Walking Dead si è tramutato in una vacca ad alta produzione da mungere fino all’ultima goccia, a discapito di quella certa qualità che l’aveva caratterizzata nelle prime stagioni. La speranza sarebbe che gli sceneggiatori, il prossimo anno, vengano sostituiti da altri più capaci e originali, ma temo fortemente che gli oltre 15 milioni di telespettatori di media a episodio raggiunti negli ultimi mesi non aiuteranno in tal senso. Squadra vincente, ahimè, non si cambia…

Ora date pure libero sfogo ai vostri pensieri.

Alla prossima!

 

Skoll
Nella vita fa la veterinaria (o almeno ci prova senza combinare troppi danni) ma, oltre agli animali, le sue più grandi passioni sono il cinema, le serie-tv e il disegno. Figlia degli anni ’80, inizia la sua carriera telefilmica in compagnia di Saranno famosi, Magnum PI, Supercar, l’A-Team e MacGyver, la sua prima serial- crush. A 9 anni, grazie alla mamma, viene catapultata nel contorto mondo di Twin Peaks, il suo primo vero serial. Gli anni dell’adolescenza saranno segnati da tre pietre miliari della storia telefilmica: Dawson’s Creek, Buffy-L’ammazzavampiri ed X-Files. Ma è con l’acquisto del suo primo pc e relativa connessione internet che la sua vita prende una piega totalmente nuova. Dover sottostare alle caotiche programmazioni italiane, infatti, non le basta più. E se in principio era solo Lost (tuttora il suo più grande amore) e poi Prison Break e Grey’s Anatomy, ora, tra serie concluse e attive, sono circa 40 quelle che sono entrate a far parte della sua vita. Oltre ai già citati Dawson’s Creek, Buffy e Lost, tra le sue serie preferite ci sono Friday Night Lights, True Detective, Vikings, Fringe, Sons of Anarchy, The Walking Dead, The Americans, Person of interest, Prison Break, Alias, Homeland e Gilmore Girls. Non ama spoilerarsi, si gode le sue serie-tv rigorosamente in lingua originale (infatti il suo inglese è migliorato un casino) e non disdegnerebbe un’apocalisse zombie se dovesse significare trovarsi faccia a faccia con Daryl Dixon.

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4 COMMENTS

  1. Premettendo che concordo con la delusione di questa stagione rispetto alle altre, trovo però allo stesso tempo esagerata la critica (probabilmente dettata solo da una delusione forse troppo grande anche rispetto a quella realmente giustificabile). Ovviamente, come per chi ha scritto l’articolo, questa è la mia opinione, ma la trovo davvero esagerata 🙂 (poi, bada bene, senza questa stagione TWD viveva benissimo 😀 ma sono abituato a stagioni sotto tono nei telefilm, non le giustifico, ma neanche faccio il “Carol” e le condanno a morte 😀 )

  2. Mi dispiace ma non sono per niente d’accordo e non di certo dipende dal fatto di essere “fan sfegatati di TWD”. Molte delle scene che tu trovi ridicole e/o inappropriate (tipo Eugene che spia Abe e Rosita) fanno parte del carattere del personaggio e cosa importante “appartengono” al fumetto su cui è basato lo show. Molte cose vengono adattate sullo schermo proprio per noi fan del fumetto. Ora non ho tempo per obiettare e dire la mia su ogni punto di quello che ho letto in questo articolo, ma spero di poterlo fare perchè sinceramente trovo le critiche alla serie alquanto ingiustificate. I gusti son gusti, ma alcune volte certe persone vedono fischi per fiaschi.

  3. @Mina, se tu sei lettrice del fumetto e apprezzi vedere su schermo quello che accade sulla carta pari pari, meglio per te 🙂

    Come ho scritto nell’articolo, non leggo il fumetto e non mi interessa farlo. Semplicemente TWD mi piaceva più prima (quando, appunto, era meno fedele alla controparte cartacea).

    Poi questa resta ovviamente un’opinione personalissima. Credimi, la prima ad essere dispiaciuta dal non riuscire più ad apprezzare questa serie come faceva prima, è la sottoscritta! Invidio davvero chi ancora ci riesce 😉

    Grazie comunque per aver commentato in maniera civile.

    A presto!

  4. Capisco che uno deve pur scrivere qualcosa, ma prendersi sul serio in un telefilm dove vengono narrate le vicende di sopravvissuti agli zombi…ricordiamoci che gli zombi non esistono!

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