Book Series Addicted | Giovani, Carine e Bugiarde: i 5 motivi per recuperare la serie

Per Pretty Little Liars, l’inizio della fine è ormai prossimo, e presto riceveremo – si spera – risposta a quel papiro lungo quanto l’intero Nilo, sul quale sono segnate tutte le domande che si sono accumulate nel corso del tempo riguardo a Big A, la sua agenda, i suoi moventi, il suo tutto. Nel frattempo però – per ingannare l’attesa – oppure dopo – per colmare il vuoto – potreste fare cosa giusta e buona e iniziare – se non l’aveste ancora fatto – la lettura dei libri da cui è tratta la serie.

L’autrice è Sara Shepard, i libri della serie sono sedici – di cui sette editi finora in Italia – ma vi chiedo di non lasciarvi spaventare dai numeri e di lasciarmi, piuttosto, enunciare i 5 motivi per i quali dovreste dare loro una chance.

  1. Sono un tripudio di trash – esattamente come la serie che hanno ispirato – ma sappiamo tutti che anche il lettore più aulico e snob ha bisogno di una sana dose di trash nella propria vita, da sbattere lì in gran segreto fra un Kafka e un Dostoevskij.
  2. Già dal secondo libro, la trama si discosta in maniera importante da quella che conoscete, tenendovi quindi incollati alle pagine per quell’insano bisogno di sapere, che finisce per tenere svegli fino alle 5.59 del mattino quando la sveglia è puntata sulle 6.00.
  3. Si tratta di libri molto leggeri e scorrevoli, il tempo di lettura medio per ciascuno credo non possa superare il pomeriggio – rendendoli per questo perfetti per quelle giornate pigre in cui non si ha voglia di far nulla, nemmeno di uscire dal pigiamino di caldo pile, a parte starsene stravaccati sul divano con il gatto addosso, la cioccolata calda con una dose illegale di panna sopra, e un libro che non impegni il cervello.
  4. Se temete che la lettura vi toglierà quel senso di inimmaginabile frustrazione che la serie è riuscita a mettervi addosso fin dai primi episodi, grazie al papiro di domande di cui sopra, fear not, my friends: i libri sono molto peggio da quel punto di vista, ma roba che per togliervi quella sensazione di dosso correrete a fare un corso di inglese accelerato – se già non lo parlaste – per potervi finire la serie in originale.
  5. La storia ha molto, ma molto, molto, molto, più senso di quella modificata ad hoc per la serie TV. Nonostante questo, in realtà, di senso non ne ha per niente.

Capite che dovete recuperare questa serie in cartaceo? Potrebbe essere il guilty pleasure che cercavate da una vita intera, da nascondere con cura agli occhi pubblici o da sbandierare ai quattro venti senza pudore alcuno.

Nel caso voleste cimentarvi nell’impresa, Newton ha fatto cosa giusta e buona e ha raggruppato i primi quattro capitoli della serie in un unico volume che potete trovare qui. Da lì in poi, è tutta discesa!

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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