Blindspot | Recensione 2×12 – Devil Never Even Lived

Ben tornati!

Cominciamo subito dalle buone notizie: la storia tra Naz e Weller finalmente è arrivata al capolinea! Tanto lo so che volevamo tutti la fine di questa storia, persino io, che ho sempre trovato Naz un personaggio interessante, un bel personaggio in effetti, che ho pensato fin da subito che in fondo fossero anche una bella coppia, alla fine sono sollevata dal fatto che si siano lasciati. Ma NON PER I MOTIVI CHE PENSATE. Avete fatto caso che Naz nelle ultime due puntate è sparita? E’ come se, dopo il midseason invernale, gli autori l’avessero presa e non tanto messa da parte, ma in un certo senso lobotomizzata: è risultata insicura, titubante, remissiva. Devo ammettere che è anche comprensibile, ha sulla coscienza 12 uomini dell’FBI morti nell’imboscata di Shepherd, non deve essere facile da sopportare. Eppure ricordiamoci che Naz dovrebbe essere addestrata, non solo fisicamente ma anche (soprattutto?) mentalmente, dovrebbe riuscire a gestire questa situazione. E invece no, invece adesso si ritrova a essere sola in mezzo al team, a non essere nemmeno una voce nel coro perché è una voce che nessuno ascolta. Naz si prende il fardello della responsabilità e se lo porta addosso, con tutto il suo peso, rinunciando anche a quella che potrebbe essere una “storia” reale: lei e Kurt. In fondo lei stessa ammette che tra di loro c’è qualcosa, del sentimento eppure non è che non basta, è di intralcio. Quella sintonia che avevano all’inizio si è persa, gli eventi li hanno trascinati via come fanno le onde con un castello di sabbia. Devo dire che mi dispiace per lei, profondamente; mi sono sentita male anche per lei durante il duro (MA GIUSTO) sfogo di Patterson nei suoi confronti, perché tutto quello che le ha detto Patterson è vero, Naz per tutto il tempo si è concentrata su di loro e non ha pensato a guardare al di là e così la talpa (AKA Borden) li ha fregati tutti. Il punto, però, è: Naz avrebbe potuto fare diversamente? Sicuramente avrebbe potuto controllare anche le attività extra-lavorative di Borden, sicuramente è una pecca, eppure tutti loro l’hanno avuto sotto al naso e non l’hanno mai sospettato: MA LORO ERANO IL TEAM, LORO SI FIDAVANO L’UN L’ALTRO, Naz no, Naz avrebbe dovuto sospettare di TUTTI. Borden incluso.

https://youtube.com/watch?v=gSM47Kl9z2A

E Patterson mi fa davvero tenerezza... devo dire che nessuno è stato sfigato come lei in questa serie, nella prima stagione il suo fidanzato è stato ucciso semplicemente perché la stava aiutando con i tatuaggi e cavoli quanto era dolce David! Dolce e intelligente, almeno quanto lei, per cui la sua fine è stata un colpo al cuore. E adesso Borden: lei è riuscita a lasciarsi andare, e SBAM! Una batosta che peggio di così proprio… Sono sicura che Patterson avrà la sua rivincita, in qualche modo credo che sarà lei ad avere la meglio su Borden, magari non fisicamente, ma mentalmente sì, lo metterà al tappeto e allora brinderò. Questo faccia da chiulo adesso si atteggia pure a Super Capo di Sandstorm… ma dove vai, che fosse stato per te avresti salvato Patterson?!? Appena ti ha nominato la tua ex moglie e le sue idee hai vacillato che neanche un ramoscello al vento… vorrò proprio vederti sul più bello cosa sarai in grado di fare mio caro…

https://youtube.com/watch?v=UnPIowsqflg

Parlando di Sandstorm, vediamo finalmente – ok, vedere è una parola grossa – che cosa stanno costruendo. Ipotesi? Io, sinceramente, non ho minimamente capito, eppure la frase di Borden e del suo socio (“Voglio vedere questo Paese bruciare“) e la risposta (“Lo vedrai“) sono abbastanza spaventose… considerando che Sandstorm sta cercando ingenti quantità di esplosivo sicuramente fuoco e fiamme sono azzeccate, però mi chiedo davvero: cosa e dove colpiranno? Ci hanno presentato Shepherd come una vittima (uscita di testa certo) delle ingiustizie legate alle scelte politico/economiche dello Stato (inteso come il Potere), quindi mi chiedo davvero come potrebbe accettare la morte di un numero elevato di civili, perché diventerebbe lei stessa come coloro di cui cerca di liberarsi. E poi c’è un’altra cosa: Borden è appena arrivato e ha fatto delle modifiche al disegno di ciò che stanno costruendo, motivo per cui mi chiedo: medico, psicologo e adesso anche ingegnere?!? Ma sono tutti dei geni lì dentro! E io che faccio fatica a capire le piantine degli appartamenti che vorrei comprare! Sono un caso senza speranza…

Il caso della settimana era legato al tattoo del leopardo, un caso davvero interessante che ci ha permesso di:

  1. conoscere meglio Roman
  2. vedere un riavvicinamento tra Kurt e Jane
  3. capire che c’è comunque un altro informatore tra di loro

E adesso cerchiamo di analizzare ogni singolo punto!

Roman. Lo sapevo, lo sapevo davvero che Luke Mitchell sarebbe stato un ottimo acquisto per la serie. Luke è bravissimo a interpretare Roman, il suo dissidio interiore, il dramma che c’è in lui, la sua paura di sé, di quello che è. E insieme a tutto questo a essere forte, intuitivo e risolutore. Abbiamo visto Roman sul campo che, vuoi perché supportato (emotivamente) da Jane/Remi, non si è lasciato fuorviare dai flashback, li ha accolti, ma non avendoli “vissuti” sono rimasti lì. Fermandosi a pensare a Roman c’è da chiedersi quanto sia difficile per lui tutto questo, gli unici ricordi che ha sono traumatici (lui in orfanotrofio vessato dai compagni), oppure violenti (lui che si fa largo con la violenza, quella stessa violenza subita), e quando gli arriva un bel ricordo ecco che questo mette in dubbio sua sorella e gli mostra (insieme) la sua capacità di amare. Roman, infatti, vuole profondamente bene a Remi, farebbe di tutto per lei, anche lasciar andare un amore, uno profondo. Quindi Jane ha ragione, c’è del buono in lui, è solo profondamente spezzato. Bisogna rimettere insieme i pezzi e forse averlo ZIPPATO potrebbe davvero essere una possibilità per lui di ricominciare. E io spero gliene diano la possibilità.

E il discorso che gli fa Jane è stupendo: “I sentimenti devono essere costruiti“. Lo traduco in senso generale e non tanto come “guadagnati”, perché per provare qualcosa, qualsiasi cosa, serve tempo, è necessario mettere un mattone sopra l’altro e costruire il sentimento, che sia amicizia, amore… In parole povere bisogna VIVERE, giorno dopo giorno, momento dopo momento.

Eppure vedere Remi nel passato mi fa un certo effetto: così concentrata, così schierata, così NON JANE. Tutto il suo odio, il suo battersi per il progetto, come possono non riemergere? E se dovessero riemergere, cosa succederà? E Remi dice una frase, ovvero “Sto per infiltrarmi nell’FBI”, per la quale non si può fare a meno di chiedersi avrà voluto dire. Jane è davvero completamente senza memoria? E se fosse tutto montato apposta perché il team si fidi di lei? Per colpire dall’interno?

Spostandoci su Weller (e Jane, ma ci arrivo), ebbene, il nostro Capo dell’FBI davvero in questa puntata è provato. La notizia del trasferimento di Allie è stata un macigno per lui, non tanto per lei quanto per la bambina, per il rimanere senza di lei, non vederla crescere… possiamo biasimarlo? E in mezzo a tutto questo ecco con chi si confida: con Jane. E lei è lì per lui.

Ebbene, la SHIP JELLER E’ RIPARTITA!!!

La storia della talpa, ecco, Weller lo dice: Sandstorm è sempre un passo avanti a loro: come mai? Che ci sia un’altra talpa (ovviamente non quella del promo spero…)?

Infine, guardando l’annuario di Weller in Accademia ecco la svolta: Jane riconosce Shepherd. E Weller si ricorda di lei… per quale motivo? Chi era? Cosa rappresentava allora? Essendo nell’esercito non stupisce fosse nella foto, ma a questo punto non vedo l’ora di scoprire perché Weller, e perché lui la conosce!

Vi lascio con la conferma del gioco dei titoli palindromici, quello del tredicesimo episodio sarà “Name Not One Man”, dove l’unica lettera non del palindromo è la T, completando la parola KURT…e caso vuole la prossima puntata è incentrata su di lui e sul suo ruolo, sul perché di quel tatuaggio così predominante sulla schiena di Jane… non vedo l’ora di scoprirlo!

QUESTO E QUELLO…

  • Ebbene, lascio spazio minimo a Reade e alla sua storyline: ma si può definire davvero così?!? Seriamente, ma che problemi ha? Ti piomba una in casa, due volte, e tu in tempo zero te la fai? E anche lei, cerchi quello che dovrebbe essere il tuo ragazzo e poi ti fai il suo amico?!? Qua ci deve essere qualcosa sotto (oltre al trambusto psicologico in cui si trova Reade per quello che ha passato ovviamente) perché io davvero sono SENZA PAROLE;
  • In tutto questo, sebbene abbia apprezzato il suo discorso, perché in effetti ha anche senso, non lo approvo: Tasha, mia cara, se vuoi bene a qualcuno lo prendi per mano e cammini con lui, soprattutto nel percorso che porta alla cura di sé. Non basta dire “Devi prenderti cura di te“. Cara ragazza, sarebbe anche ora di uscire dal guscio, anzi, di romperlo prima e cercare di uscire. La verità è che potrebbero darle una storia degna di questo nome;
  • Kat: devo dire che mi mancherà. Speravo non morisse perché, nonostante in un brutto giro, poteva essere qualcosa di nuovo per il gruppo di protagonisti (nel loro insieme non come gruppo vero e proprio) e invece no… pazienza;
  • Nel promo del prossimo episodio si vede che Weller potrebbe proprio essere una nuova talpa… sinceramente non lo vedo come possibile, dai lui no. Tutti ma lui no, è troppo devoto al lavoro, rispetto di ciò che è giusto, cavaliere della giustizia. No, lui no.

Vi lascio come al solito con il promo del prossimo episodio intitolato (appunto) “Name Not One Man“.

https://youtube.com/watch?v=9gaoI5RJIck

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