Black Sails | Recensione 4×01 – XXIX

Iniziare una recensione non è semplice come appare; riuscire a trovare quelle prime frasi d’impatto con cui catturare il lettore per coinvolgerlo nei vostri ragionamenti e pensieri è una cosa particolarmente complessa. Spesso passo i minuti a fissare lo schermo, per il fatto di non aver nulla di interessante da scrivere o al contrario per aver TROPPE cose di cui parlare.

Iniziare una recensione è, come vi dicevo, difficile ma iniziare la prima recensione in assoluto, per quanto riguarda Telefilm Addicted, di una serie da me tanto amata come Black Sails è qualcosa di VERAMENTE impegnativo.

Già, non abbiamo mai parlato di questo piccolo gioiello di casa Starz, non in ambito di recensioni per lo meno, vuoi perché serie di nicchia, vuoi perché poco conosciuta, vuoi perché semplicemente non c’era il tempo materiale per farlo. Le cose però son cambiate con l’arrivo del 2017, con la possibilità di commentare quella che considero una delle MIGLIORI serie in circolazione e una delle più snobbate e ignorate sia dalla critica che dagli spettatori.

Ho atteso quasi un anno per questa nuova stagione, per il capitolo finale di una storia che mi ha appassionato e coinvolto come poche altre e ritengo mio dovere impegnarmi al massimo per accompagnarvi, insieme ai nostri pirati, verso la fine di questa incredibile, tragica, sanguinolenta ed emozionante avventura.

Il ciclo di Flint, di John, dell’Urca De Lima, di Vane, di Nassau, della pirateria che Jonathan E. Steinberg e Robert Levine ci hanno mostrato sta volgendo al termine e io sono PRONTA per assistere all’epilogo.

I AM FUCKING READY

Ci eravamo lasciati con la storia di John Long Silver, con le personalità più influenti della rivolta contro il Governatore Rogers e della riconquista di Nassau riunite allo stesso tavolo, con le geniali macchinazioni di Flint e Silver e una battaglia da brividi. Ci ritroviamo, qualche tempo dopo, sempre con i personaggi che avevamo lasciato, con nuove/vecchie dinamiche, con le stesse motivazioni, ideali e scopi per i quali vivere, sperare e LOTTARE.

Abbiamo dunque da un lato Flint, John, Madi in rappresentanza degli schiavi, Teach, Jack e Anne, alle prese con la riconquista di Nassau con un azione di forza via mare e dall’altro Rogers, Eleanor e Max a difendere ciò che in precedenza avevano conquistato.

“Today, we reclaim what is ours and we seek retribution for what was taken from us”

Questa premiere per me è stata SUBLIME, pura POESIA. Black Sails riconferma ancora una volta di riuscire a incantare con i suoi dialoghi, con le sue battaglie e con il modo in cui le varie trame riescono sempre a intrecciarsi perfettamente le une con le altre dando vita alla pura MERAVIGLIA.

L’episodio si apre con una battaglia navale, con le navi di coloro che si son uniti sotto la stessa bandiera, che si avvicinano alla tanto contesa Nassau. Il piano è semplice, sfruttare l’artiglieria e la superiorità numerica per sbaragliare gli avversari, approdare nella spiaggia e riprendersi con la forza ciò che è loro di DIRITTO. Ma come le vicende passate ci hanno insegnato, come l’Urca ci ha insegnato, in battaglia nessun piano dura a lungo e soprattutto MOLTO SPESSO le cose non vanno esattamente come immaginate.

I nostri pirati si ritrovano davanti un avversario che ha studiato e plasmato il campo di combattimento, che ha avuto tempo di prepararsi e ha il vantaggio di avere il forte dalla sua parte. Così, alla mercé dei suoi nemici, presi in contropiede da un ottima strategia messa in atto contro ogni aspettativa, Flint è costretto a lavorare di mente, a ragionare lucidamente, ad ignorare i colpi di cannone che distruggono le sue navi e tentare di salvare il salvabile, di proteggere quanti più uomini possibile e scappare da quelle acque infernali prima che esse si trasformino in un cimitero.

A questo destino non pare essere però scampato John, che rimasto intrappolato in un groviglio di funi della nave, viene visto andare a fondo senza poi più risalire.

La battaglia, in poco tempo, si rivela dunque in un amara sconfitta, con perdita di navi, armi, uomini e quel coraggio e impeto che gli aveva guidati sino a quel momento. L’unico lato positivo è che la nave di Teach è riuscita a scappare, facendosi inseguire e riuscendo così a deviare l’attenzione dei nemici per resettare l’accaduto, stabilire un nuovo campo di battaglia e lottare all’ultimo sangue in un arrembaggio rocambolesco.

Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Black Sails per queste battaglie navali MONUMENTALI. La serie riesce sempre a creare un atmosfera drammatica, sanguinolenta, esaltante in grado di trascinare completamente nel pieno dell’azione e anche stavolta non è stata da meno. Splendidi paesaggi, splendide sequenze e un susseguirsi degli eventi frenetico e struggente, che se ne avessi la possibilità mi calerei un cappello in testa, prenderei una spada e mi lancerei nel mezzo dell’azione.

(Probabilmente morirei due secondi dopo, ma è il pensiero che conta no?)

Essenzialmente questo è il focus dell’episodio, la prima grande BATTAGLIA, tra pirati e soldati che vede i vinti cercare rifugio per leccarsi le ferite e tornare all’attacco più desiderosi e assetati di sangue di prima e vincitori che si lamentano di come la situazione continui ad andare sempre nel verso sbagliato.

Il punto di forza di Black Sails però, oltre all’azione e la storia, son a mio parere le interazioni e i rapporti che con la loro profondità rappresentano il CUORE della serie e che meritano secondo me un attenzione maggiore. In questa puntata, tra la frenesia dei combattimenti, abbiamo la possibilità di analizzare psicologicamente la situazione in cui si trovano alcuni dei personaggi e ciò che tutto questo significhi ORA per loro.

Il rapporto Flint/John è portato all’attenzione dello spettatore una volta di più in questo episodio, ci viene mostrato il modo in cui è cresciuto, in cui si è sviluppato ed è maturato e ciò si evince non solo dal discorso iniziale in cui Flint si preoccupa del fatto che molte delle persone con cui ora combatte lo vorrebbero o volevano morto ma anche e soprattutto dalla scena con Madi. John è cresciuto, gli eventi lo hanno segnato e la figura di Flint riveste per lui tutt’altro ruolo: è un compagno fidato, è un alleato, è una persona di cui fidarsi, un AMICO. Ciò che ha fatto Billy, in buona fede o meno, rischia solo di minare ciò che hanno costruito, di distruggere un equilibrio che ha dimostrato di essere FONDAMENTALE per la riuscita della riconquista di Nassau e di una prospettiva migliore di vita. John questo lo sa, se prima lo preoccupava stare al suo fianco pensando alla fine che aveva fatto Gates, ora a preoccuparlo è il fatto che Flint possa alterarsi per una cosa di cui lo stesso Silver non ha alcuna colpa.

 
 

Un altro rapporto forte che ci viene mostrato è quello che lentamente gli sceneggiatori hanno creato appunto tra John e Madi, non più semplici alleati e/o amici ma amanti, confidenti. Madi rivela di essere a conoscenza del luogo in cui son state nascoste le perle, rivela che John ha condiviso con lei quel SEGRETO e conoscendo Silver non avrebbe mai messo a parte nessuno di una cosa simile, per lo meno non se non si fidasse ciecamente di lei. Il loro legame è ciò su cui Madi è pronta a scommettere, John è l’unica persona su cui può contare in quell’alleanza tra pirati e quando la notizia della sparizione e possibile morte dell’uomo inizia a diffondersi la cosa la colpisce DURAMENTE.

Dopo la bruciante sconfitta e con la PERDITA di John, gli animi dei pirati sopravvissuti cominciano a scaldarsi portano a galla la tensione esistente da ormai parecchio tempo tra Billy e Flint. Questa cosa può minare la riuscita della loro impresa? ASSOLUTAMENTE.

Madi può prendere momentaneamente il posto di John e tentare di fargli ragionare ma non dimentichiamo cosa ha fatto Flint a Billy e come l’uomo si senta a riguardo. Non dimentichiamo che questi due potrebbero uccidersi a vicenda alla prima difficoltà/occasione utile anche se attualmente sembrano particolarmente concentrati sulla missione ultima.

Di tutte queste scene vorrei ritagliare un momento banale per portare l’attenzione sul momento in cui Flint entra dentro la sua vecchia casa per trovarla cambiata, rivoluzionata, DIVERSA. Quella non è più la casa dove viveva la sua Miranda, lei non c’è più ormai e la sua tristezza o per lo meno i suoi sentimenti a riguardo sono palpabili anche se l’uomo non proferisca parola.

SANTA RECITAZIONE DI TOBY

A Nassau la situazione non è però sicuramente molto più felice. Sì, hanno vinto e respinto il nemico ma per quanto potranno veramente resistere? É Rogers a rivelare infatti che se non saranno i pirati a sconfiggerli saranno sicuramente i creditori a farli crollare e assestare il colpo mortale. Certo, ciò non giustifica il suo atteggiamento, sinceramente sempre un po’ altezzoso e odioso per i miei gusti, nei confronti di una Max preoccupata per ciò che gli attende, l’unica persona che da subito aveva capito qual’era il modo di agire ma che non è stata mai tenuta in considerazione. Ora, con l’isola contro, i pirati pronti ad attaccare sempre in qualsiasi momento e i creditori alle costole, il governatore si ritrova perso e sfiduciato e solo la sua nuova moglie riesce ad infondergli un po’ di speranza.

Già, avete e ABBIAMO capito bene, Eleanor si è sposata con questo stoccafisso!
Come penso capirete presto, la bionda e nuova signora Rogers non rientra sicuramente tra le mie grazie, ma non perché non sia un personaggio complesso o interessante, ASSOLUTAMENTE, ma per il semplice fatto che non è il mio genere di personaggio, non condivido ne le sue idee, ne la sua morale (se ne ha una), ne i comportamenti altalenanti che ha sempre mostrato. Considero Eleanor molto opportunista, un personaggio che segue la corrente, che muta a seconda che la situazione lo richieda e disposto a sacrificare tutto e tutti per raggiungere il proprio obbiettivo ultimo. Il che da una parte è ammirabile, una donna che riesce a spiccare e farsi rispettare in un mondo in cui erano soprattutto gli uomini a farla da padrone è qualcosa di IMPORTANTE, ma allo stesso tempo non è una caratteristica che mi porta ad amare un personaggio.  Quale sia il suo scopo ultimo non mi è dato saperlo, ma son assolutamente certa, o almeno così credo, che nonostante questo nuovo “amore”, se i loro interessi andassero in contrasto, la donna non ci penserebbe due volte a tradire Rogers, come ha fatto in passato nei confronti dei suoi vecchi amori. In questo episodio non si è vista molto, ne ha avuto spazio per poter fare qualche ulteriore commento ma son sicura che in futuro la vedremo manovrare e gestire maggiormente la situazione.


 

Ben più interessante, e da me amato è invece il trio Teach/Jack/Anne, che tenendosi a distanza dalla battaglia riesce ad evitare di perdere la propria nave nei fondali della baia e decide di ingaggiare invece un combattimento all’ultimo sangue in acque più profonde. Qui si evincono tre personalità fondamentalmente diverse, da un lato abbiamo Barbanera, sofferente per la morte di quel “figlio” che ha tentato di proteggere e portare con se che lotta con le unghie e con i denti per poter avere ai suoi piedi la testa di colei che lo ha condannato al suo triste destino, dall’altro Jack che, nonostante non abbia ne l’esperienza, ne l’abilità o la forza dei suoi compagni ed alleati è il primo a decidere di scendere in campo, di correre nella mischia al grido di “VENDETTA PER CHARLES” e a rischiare la propria vita pur di sporcarsi le mani in prima fila.

Anne essenzialmente tenta di ucciderne il più possibile senza mettere a rischio l propria vita, è sempre stupenda e impeccabile con la sua spada e quando combatte è come se danzasse su una musica che solo lei è in grado di sentire e interiorizzare.

Entrambi, Jack e Teach, elaborano il loro lutto in maniera simile ma allo stesso tempo DIVERSA (controsenso? I know) e questo si evince dal discorso che hanno, a fine battaglia, Jack e Anne. Quando infatti la donna, giustamente arrabbiata e preoccupata da quel suo atteggiamento suicida, chiede cosa sia successo là sopra, Jack risponde così:

 

 

LACRIME, SOLO LACRIME.
L’uomo è inconsolabile, aver perso una persona così importante per lui, così significativa e fondamentale lo ha scosso al punto tale da preoccuparsi del pensiero di una persona morta. E per quanto BRUTALE sia stata Anne con le sue parole, con quel FUCK CHARLES VANE, il messaggio che vuole mandare è più che chiaro. Perché rischiare stupidamente la vita per mettersi in bella luce davanti ad un uomo che non potrà MAI più vederlo piuttosto che fare tutto il possibile per riconquistare la terra che gli è stata sottratta, assicurarsi un futuro e così, in questo modo, vendicare davvero il suo nome? Anne è consapevole che la morte, prima o poi, arriverà per tutti loro ma accelerare il processo in modo così insensato è STUPIDO e INUTILE. Non vuole perdere Jack e soprattutto non vuole perderlo per colpa della vendetta nei confronti di Charles, a cui deve molto e a cui voleva bene, ma che ormai non ha più molta voce in capitolo.

Ammiro dunque il comportamento di tutti i personaggi in questione, del modo in cui a Teach non importi della riconquista di Nassau ma solo della morte di Eleanor, di come Jack tenti di cambiare per rendere fiero quello che probabilmente è sempre stato il suo idolo/punto di riferimento e di come invece Anne si preoccupi della sopravvivenza di entrambi, perché come sappiamo senza Jack, la donna non è COMPLETA e viceversa.

Dunque non una semplice battaglia quella che scuote le acque dei mari dei Caraibi ma soprattutto un analisi delle motivazioni che spingono i pirati in questa lotta, dei loro legami, delle loro idee, paure e conflitti. L’episodio pare infine concludersi con ancora una domanda: John Silver è DAVVERO morto?

La risposta ci viene data proprio sul finale ed è un secco NO.

Sinceramente non ho avuto paura per la sua sorte, non al primo episodio della stagione quanto meno (credo che a quasi tutti i nostri amati toccherà un amaro ma EPICO destino), ma vederlo sano e salvo sulla spiaggia mi ha comunque fatto urlare e saltare sulla sedia. Neutralizzato questo interrogativo, gli ultimi istanti ne portano subito un altro alla nostra attenzione, con l’arrivo di un personaggio mai visto prima.

Sarà un nemico o un amico? Aiuterà John a ricongiungersi con Flint, Madi e i pirati oppure lo terrà come prigioniero per i propri (sconosciuti) scopi? Ci attende ahimé una settimana di attesa per scoprirlo!

Voi che ne pensate? Come avete trovato questo episodio? E soprattutto cosa pensate di ciò che è successo, dei personaggi e del ritorno di questa splendida serie? Siete pronti per l’epico finale?

Attendo le vostre risposte, perché quando si parla di Black Sails mi entusiasmo come una bambina di 5 anni su una giostra e perdonate il romanzo qua sopra ma mi son lasciata prendere un po’ la mano.

Prima di lasciarvi vi consiglio di far un salto sulla pagina italiana dedicata ai nostri pirati preferiti per tenervi sempre aggiornati sulla serie, non ve ne pentirete:

Black Sails Italy 

E vi lascio infine con il promo del prossimo episodio? Ora abbiamo un motivo per attendere il lunedì con ANSIA.

Claw
Nata nel non troppo lontano 1994 si dimostra subito particolarmente affine ai programmi televisivi cominciando la sua vita da divoratrice pomeridiana e seriale di cartoni sino a scoprire il mondo delle serie tv. La memoria non è proprio il suo forte, il suo primo ricordo risale ad una notte passata in compagnia di tre bellissime streghe indaffarate ad eliminare il demone di turno. Fu amore a prima vista, e da Streghe si passò velocemente a Smallville e Buffy per poi venir letteralmente catapultata nel meraviglioso regno dei Telefilm! "Questa è l'ultima serie che comincio!" è la sua citazione più frequente anche se affascinata da qualsiasi cosa in cui si imbatte, non importa di che genere, si ritrova costantemente a doversi districare tra mille show e finisce con l'innamorarsi follemente di personaggi che solitamente non si ritagliano molto spazio o son destinati a far brutte fini! Alcune delle serie nella sua lista sono: Once Upon a Time, Doctor Who, NCIS Los Angeles, Grey's Anatomy, New Girl, The Vampire Diaries, Arrow, Revenge, Castle e tanti altri che vi risparmio per salvarvi da un elenco esageratamente lungo. Ossessiva compulsiva, dalla lacrima facile e dalla risata isterica ama criticare e commentare qualsiasi cosa la colpisca, solitamente senza alcuna ragione!

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2 COMMENTS

  1. Mi ero persa qualcosa nelle assegnazioni di questa stagione, ovvero che ci sarebbero state delle recensioni di Black Sails: GAUDIO E GIUBILO IN TUTTO IL REGNO!! E complimenti per il coraggio: io più che una bimba di cinque anni sembro una quindicenne al prom mentre guardo le puntate, super esaltata e con contemporanee crisi emotive – mi riprenderò mai dalla morte di Charles Vane o continuerò a piangere ogni volta che viene nominato?
    Allora, puntata meravigliosa, come sempre. Adoro la coppia Jack e Anne, quindi mi trovo d’accordo su ogni parola che hai scritto. Per i miei standard ci sei andata anche troppo leggera con Eleonor: è un personaggio che non sopporto, e quelle poche buone qualità che ha vengono totalmente adombrate dalla sua arroganza e dal suo essere fondamentalmente una banderuola (di cui il matrimonio con Rogers mi sembra la prova definitiva). In realtà la trovo anche una pessima leader, motivo per cui trovo fastidioso il suo voler primeggiare nelle questioni politiche di Nassau. Max sarebbe un capo cento volte migliore e spero che finalmente qualcuno le dia l’importanza che merita.
    Silver e Flint sono arrivati nella scorsa stagione ad intrecciare un rapporto bellissimo, ma non sono sicura che saprebbe resistere alle pressioni di Billy, che ovviamente ha i suoi trascorsi con Flint, ma che credo non si farebbe troppi problemi a sacrificare anche John e farne un martire per la causa. Può anche essere che l’adorazione per Flint e Silver abbia contaminato parzialmente la mia opinione su Billy dalla scorsa stagione in poi…
    Madi altra grande donna, conto su di lei per mantenere la situazione sotto controllo fino al ritorno di Silver.
    Complimenti per la recensione, alla prossima 🙂

    • Grazie mille per il commento 🙂
      Già, poter recensire Black Sails è praticamente un sogno, devo impedirmi di scrivere troppo (cosa difficile) perché ci sarebbe così tanto da dire!
      Non ricordarmi la morte di Charles che torno nuovamente a piangere e non mi fermo più, VANE CI MANCHI TANTO. Jack e Anne, come penso sarà facile capire dalle recensioni sono tra i miei preferiti, il loro legame è qualcosa che davvero non mi spiego e mi affascina terribilmente, così come il sentimento di vendetta di Jack per la morte di Charle (lacrimuccia AGAIN).
      Su Eleanor ci vado leggera perché riconosco sia un personaggio complesso e importante ai fini della trama e ricordo anche che nella prima stagione quasi mi piaceva ma ha dimostrato di essere TROPPO opportunista, si serve delle persone per i suoi scopi, tradisce e ferisce gli altri. E se da un punto di vista si potrebbe dire “Si, così come fa Flint” la differenza è che MY CAPTAIN agisce per onorare il nome, le idee e le volontà della/e persone che amava e gli son state sottratte, mentre Eleanor non ho ancora capito perché lo faccia, a cosa voglia arrivare! Concordo su Max, un personaggio che inizialmente non tolleravo ma che son arrivata ad apprezzare, è molto sveglia e intelligente, che se l’avessero ascoltata ora le cose non sarebbero assolutamente così!

      Silver/Flint è un altro di quei rapporti incredibili e vederli divisi già dalla prima puntata mi fa male al cuore, ma ho fiducia negli sceneggiatori/creatori e so che faranno uno splendido lavoro.

      Ecco vedi, mi perdo a straparlare anche nei commenti, son assurda! Alla prossima 🙂

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