Beauty and the Beast | Recensione 2×20 – Ever After

Perché? Perché Beauty and the Beast deve sempre essere così completo? Come fa ad avere sempre le risposte giuste, sempre un equilibrio così puro e perfetto? E soprattutto perché siamo così in pochi a rendercene conto? BATB non sarà ricordato certamente come un kolossal delle serie tv ma sapete cosa vi dico? Nel suo piccolo, un kolossal lo è per me perché in quei 41 minuti c’è tutto ciò di cui ho bisogno, c’è ordine, romanticismo, divertimento e soprattutto c’è quell’irresistibile attenzione ai personaggi che mi fa letteralmente impazzire!

 I give up

Meet Mr. &  Mrs. Vaughn

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Tranquilli miei cari Cath & Vincent, ci hanno provato anche i migliori e anche loro non ci sono riusciti! Sydney & Vaughn, Chuck & Sarah, Castle & Beckett, tutte queste coppie hanno creduto di poter vivere una vita cosiddetta “normale”, per un week-end, per una missione o per sempre, loro hanno davvero pensato di poter essere una coppia qualunque, di potersi allontanare dalla routine frenetica e dal pericolo di morte un giorno sì e l’altro pure ma le migliori anime gemelle si trovano proprio perché sono simili e il comune denominatore di tutti questi innamorati è il senso di giustizia, il bisogno di avere un obiettivo che dia senso alla giornata e perché no, la tentazione di vivere sempre in bilico, con l’adrenalina alle stelle e quell’eccitazione che ti fa sentire vivo. E citando una coppia intramontabile, in fondo “che gusto c’è ad essere normali?”

E così arriviamo a Cath e Vincent o forse dovrei dire a Veronica & Tim! Si, perché l’agente Knox, nonostante la faccia da criminale messicano, ci sta davvero provando ad aiutarli e avendo le mani piuttosto legate, l’idea migliore che riesce ad elaborare è quella di inserire Cath & Vincent in una sorta di programma protezione testimoni, almeno fino al momento in cui non riusciranno a trovare abbastanza prove per scagionare Vincent e incastrare Gabe. Così, convinti anche loro come gli illustri predecessori di poter lasciare tutto e vivere tranquilli, Cath e Vincent fanno le valigie e si trasferiscono in un grazioso quartiere residenziale. Ma io mi chiedo: 8 STAGIONI di Desperate Housewives non vi hanno insegnato niente? Tanto vale trasferirsi nel Bronx ed erano più al sicuro! Ma andiamo avanti perché il meglio deve ancora arrivare.

In realtà prima di prendere la decisione di salutare tutti e partire, Cath e Vincent si consultano, in una scena meravigliosa ma sempre troppo rara, con i loro angeli custodi JT e Tess che, nonostante i dubbi e i timori, in un atto di pura generosità e lealtà, concedono il loro benestare alla nuova coppia di periferia e promettono di restare a difendere il forte e combattere affinché i loro amici possano un giorno tornare a casa.

Così l’episodio comincia a seguire parallelamente le missioni delle due coppie: restare vivi e in incognito per la prima; incastrare Gabe per la seconda … si, effettivamente sembra piuttosto impari come coefficiente di difficoltà ma, per la gioia disperazione di Vincent, anche il compito più semplice diventa quasi impossibile da rispettare per Cath che nonostante il suo desiderio di lieto fine, ha da sempre sottovalutato la sua capacità di restare impassibile di fronte a un crimine.

Ad ogni modo però c’è stato davvero, all’inizio, un momento in cui Cath e Vincent credevano di farcela e di potersi facilmente abituare alla vita residenziale e quel momento è stato semplicemente irresistibile ed esilarante.

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Tra i timidi approcci con i vicini, l’abituarsi a un’aria pulita e il difficile insediamento in quella casa che è circa tre volte più grande dell’appartamento di Cath, i neo-finti-sposini provano a dimenticare la grande città e se Vincent sembra riuscire a godersi una ritrovata seppur provvisoria libertà, Cath non riesce a stare lontana dalle lettere NY e da tutto ciò che da esse deriva. E dato che il karma è un gran burlone, poteva capitare soltanto a loro di ritrovarsi col vicino di casa morto in circostanze misteriose!

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Le antenne di Cath si drizzano inevitabilmente anche perché senza un obiettivo che dia senso alla giornata stava cominciando a parlare con gli uccellini, neanche fosse ancora Biancaneve (chi ha seguito la carriera della Kreuk sa di cosa parlo!)!! Allo stesso modo però, quando Vincent si rende conto di non poter vivere il suo sogno di normalità, comincia a parlare con i pesciolini, ora ditemi se non sono una coppia perfetta!!

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Ma Cath ormai ha inserito il turbo e anche se continua a spacciarsi per una vicina impicciona/Castle in gonnella, il suo animo da detective si fa sentire prepotentemente e la verità è che a lei va bene così perché questo è ciò che è sempre stata e che vuole continuare ad essere, con o senza distintivo.

 I confronti tra Cath e Vincent in questo episodio nascono inizialmente tra tinte e sfumature comiche e divertenti ma più si va avanti più assumono inevitabilmente caratteri più seri perché alla base di tutto c’è qualcosa di più importante, c’è la consapevolezza di voler intraprendere forse percorsi differenti. Al di là dei sorrisi e del sarcasmo, Cath affronta la situazione a viso aperto: per Vincent farebbe di tutto, lo ha dimostrato in innumerevoli occasioni, così come sarebbe disposta a tutto per restare al suo fianco ma l’unica cosa a cui non vuole rinunciare è se stessa, il suo bisogno di giustizia, il suo rifiuto di chiudere gli occhi e fingere di non vedere ciò che accade proprio di fronte a lei. È questo in realtà ciò che amo di più di Catherine, la dimostrazione di poter amare totalmente e completamente una persona senza perdere se stessi, senza cambiare ciò che ci rende unici e per quanto Cath abbia imparato a non vedere più il mondo in bianco e nero, non fare luce su qualcosa di così oscuro è troppo per lei perché se lo avesse fatto anni prima, non avrebbe mai scoperto la verità sull’omicidio di sua madre ed è questo principio che continua a regolare la sua vita e la sua persona.

Vincent d’altro canto la ama tanto quanto Cath ama lui e si è innamorato proprio di questa sua forza, del coraggio di andare avanti anche quando tutto la respinge indietro, anche quando gli ostacoli da superare sembrano impossibili e così dopo l’illuminante conversazione col pesciolino, capisce di non poter ancora vivere il sogno americano ma soprattutto capisce di non poter lasciare Catherine da sola perché solo quando è con lei è davvero felice, non importa dove, se nella grande metropoli e nel piccolo quartiere residenziale.

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Viaggiando e indagando su due binari paralleli, Cath e Vincent riescono a scoprire la verità sulla morte del loro vicino ma soprattutto riescono a parlare sinceramente accettando di non poter fuggire dai loro problemi lasciando qualcun altro a risolverli al posto loro.

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E questo qualcun altro è come sempre l’altra coppia di Robin & Robin che personalmente comincio ad amare sempre di più insieme! JT & Tess sono ancora nella grande e inquinata New York perché, dopo aver avuto la conferma da Vincent dell’omicidio del testimone chiave per incastrare Gabe, iniziano a seguirne le tracce anche se, senza i sensori ultra sviluppati di Vincent, la missione diventa un tantino più difficile. Come ho sempre affermato però i veri eroi sono coloro che affrontano le difficoltà avendo a disposizione soltanto la loro umanità ed è proprio Tess che spinge JT ad uscire dall’ombra e dal timore di deludere Vincent e cominciare ad agire con le sue qualità, con la sua intelligenza che tante volte in passato si è rivelata fondamentale. Ed è proprio questa capacità che conduce JT e Tess direttamente nella prigione sotterranea dove riescono a trovare pochi ma importanti resti del testimone cremato da Gabe. Il problema è che anche lo stesso Gabe era sulle loro tracce e adesso non può più tornare indietro da ciò che è diventato. In un sublime confronto a tre, è impressionante notare quanto Gabe sia cambiato, quanto lui creda davvero di poter aiutare Cath distruggendo in realtà il suo mondo mentre di fronte a lui JT dimostra un coraggio sovrumano e Tess sembra del tutto pronta a fare ciò che deve per difendere le persone che ama. Ma l’ossessione di Gabe è ormai fuori controllo e il suo piano di rivelare tutta la verità su Vincent e sul suo mondo congela le speranze di Tess e JT lasciandoli senza apparenti mosse a loro disposizione.

Nel finale Cath e Vincent tornano a casa, consapevoli di dover affrontare il presente prima di pensare al loro futuro mentre Tess e JT scelgono di non arrendersi e fronteggiare insieme qualcosa cosa accadrà il giorno dopo.

 

1 commento su “Beauty and the Beast | Recensione 2×20 – Ever After”

  1. Ciao!!

    questa puntata è stata esilarante e sono morta dal ridere dalla battuta su Barbie e Ken di Cat a Vincent che si sfoga col pesciolino 😀 😀

    “odio quando ha ragione” su Cat quando Keller capisce che la vedova è l’assassino, eh già bisogna affrontare la dura verità Vincent! 🙂

    Gabe è proprio partito!! è irrecuperabile ormai ed è convintissimo di essere dalla parte giusta anzi, “io SONO la parte giusta” dice a JT e Tess come se fosse il salvatore dell’umanità, ma fammi il piacere!! sempre lì a dire “Vincent ha ucciso quello e quell’altro” quando lui ha quasi ammazzato Cat nella s1 e Heather in questa e ha eliminato il testimone che poteva salvare Vincent.
    L’abbiamo perso!!

    Alla prossima 🙂

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