Arrow | L’argomento spinoso delle armi e la domanda fondamentale: quando scopriremo chi è Prometheus?

L’ultimo episodio di Arrow, “Spectre of a Gun”, può essere definito uno “speciale” dato che ci siamo staccati dai tradizionali combattimenti tra vigilanti per affrontare il problema complicato della violenza armata.
I produttori esecutivi, Marc Guggenheim e Wendy Mericle pensavano ormai da tempo di affrontare nello show un tema politico e, dopo varie riflessioni, la squadra degli sceneggiatori ha scelto quello della violenza armata come un problema che Oliver Queen (Stephen Amell) e il suo team avrebbero dovuto affrontare. L’episodio, però, non aveva solo lo scopo di mostrare ai telespettatori i due punti di vista di questo dibattito molto attuale. L’episodio costringe Oliver a diventare un eroe nelle sue vesti da sindaco senza appoggiarsi all’oscurità di Green Arrow. Abbiamo anche scoperto più informazioni sulla storia di Rene (Rick Gonzales) e di come è diventato un vigilante.
Tuttavia, mentre Oliver e il suo team affrontano questo problema serissimo dopo una sparatoria avvenuta in municipio, la storia di Prometheus si è presa una pausa. TVGuide ha parlato con Marc Guggenheim e Wendy Mericle dopo la messa in onda per scoprire come le nuove leggi sulle armi da fuoco condizioneranno la vita del Team Arrow, quando vedremo di nuovo Prometheus e che cosa ci dobbiamo aspettare nel resto della stagione.

Quando è iniziata la stagione, Oliver ha tenuto un comportamento un po’ ambiguo per quanto riguarda gli omicidi compiuti nelle vesti di Green Arrow. Quello che è successo avrà un impatto sui suoi comportamenti futuri?
Marc Guggenheim: Penso che quello che vedrete nella seconda metà di stagione, sarà un comportamento ambiguo che diventa ancora più ambiguo. Ci stiamo proprio immergendo nelle complessità di Oliver come assassino, in un modo che non abbiamo mai affrontato nello show e, penso, con anche molte più sfumature. Nel passato è sempre stato Sono un assassino oppure Non lo sono. Era molto lineare. Quest’anno la situazione è molto ambigua e complicata. Sicuramente, ciò che è successo ne sarà una grande componente. Per lui è una decisione difficile e morale. Oliver assassino è, in molti modi, il dilemma morale dello show. Una delle cose che stiamo affrontando nell’ultima parte della quinta stagione è scavare veramente a fondo della questione e di cosa significa, non solo in termini morali ma anche in termini psicologici, in particolare per Oliver. Ci sono aspetti degli omicidi compiuti da Oliver che dovrete ancora scoprire.

Queste nuove leggi faranno entrare in conflitto il Team Arrow?
Guggenheim:
Non le leggi. In realtà, direttamente dal prossimo episodio, il Team Arrow dovrà affrontare il corpo di polizia in un modo molto diverso.
Wendy Mericle: La decisione di Oliver di uccidere o meno ha grandi conseguenze morali, non solo per lui ma anche per il team e per le persone che lavorano con lui. Il resto della serie esplorerà le ramificazioni di tutto questo, non necessariamente per quanto riguarda le leggi per il controllo delle armi, quindi se esistono o meno e che conseguenze hanno per il team quando sono in missione. Sicuramente avremo delle ripercussioni rispetto alle azioni di Felicity e, in qualche modo, di Curtis, vedremo quello che stanno affrontando e se metteranno da parte la loro morale dopo le decisioni prese.

Si conosceranno i dettagli delle leggi o comunque scopriremo di che natura sono?
Guggenheim:
No, abbiamo lasciato intenzionalmente la questione sul vago. Non volevamo dare al pubblico delle soluzioni al problema della violenza armata. Volevamo lasciare la questione aperta, come se fosse un test di Rorschach. Il nostro scopo era quello di essere il più neutrali possibile e quindi, se avessimo esternato i punti delle leggi, alla fine avremmo finito sempre per stare da una parte o dall’altra. Se dovessimo prendere una posizione, penso che, solo perché c’è una legge sulle armi da fuoco, non vuol dire che il secondo emendamento sia infranto. Ci sono modi per mantenere attivo il secondo emendamento e limitare ragionevolmente la proprietà delle armi. La settimana scorsa il congresso ha votato per rimuovere la malattia mentale dalla lista di limitazioni che impediscono di possedere armi da fuoco. Perché? Chi è che ne beneficia? Ci sono cosa su cui tutti dovremmo essere d’accordo, proprietari di armi e non, e penso che l’idea che queste leggi rappresentano in generale, sia una di queste.

Per affrontare questa minaccia reale, vediamo Oliver Queen diventare l’ eroe della situazione invece che Green Arrow.
Mentre continua ad esplorare questo suo lato, lo vedremo ancora nei panni dell’eroe?
Mericle:
Penso proprio di si. Sicuramente perché è una cosa diversa e lo show deve evolversi. Mi piace come concetto. È una delle mie parti preferite, è molto potente. Oliver ora ha un altro modo in cui può essere un eroe, visto che come sindaco può prendere posizione e lasciare un segno. Non vedo perché non dovrebbe andare in quella direzione.

Riuscirà Oliver, entro il finale di stagione, a rendere la città un posto migliore?
Mericle: Penso di si.

Come sceneggiatori questo è un vostro obbiettivo?
Guggenheim:
Si. Una delle cose che volevamo fare nella quinta stagione, senza trasformare la serie in West Wing – Tutti gli uomini del presidente, è quella di trovare situazioni in cui Oliver può essere un sindaco attivo e, a sorpresa di tutti, un buon sindaco. E inizierete a vedere che è vero nel prossimo episodio, il quattordicesimo. Thea ricorderà ad Oliver, e a tutti i cittadini di Star City, quello che è riuscito a fare come sindaco, e anche voi inizierete a dirvi “Oh aspetta! Ma allora in questi 13 episodi qualcosa di buono l’ha fatto!”. E non ha ancora finito. Ovviamente, la stagione non è ancora finita ma vogliamo mostrare, entro l’ultimo episodio, come Oliver sia molto più bravo nel suo lavoro di quanto immaginiate.

C’è ovviamente ancora molto che non sappiamo sul passato di Rene. Sarà una priorità in questa stagione?
Guggenheim:
Sappiamo nel dettaglio il contenuto dei flashback di ogni episodio, quindi possiamo dirvi che non ne vedremo altri sul passato di Rene.
Mericle: Magari nella sesta stagione.

Sapremo qualcosa di più anche sul passato delle altre reclute?
Mericle:
Non saprei. È una bella domanda…
Guggenheim: Abbiamo tantissimo da far vedere sulla Russia, mettiamola così.

Abbiamo visto già due o tre episodi senza la minaccia di Prometheus al centro. Puoi dirci cosa dobbiamo aspettarci ora?
Guggenheim:
Penso che l’episodio 14 sia un episodio cruciale, dove vedremo il risultato di quello che Prometheus ha pianificato nella prima parte di stagione e inizierete a capire che, in realtà, in tutto questo tempo i nostri personaggi sono state tutte pedine nel suo grande gioco. Alla fine dell’episodio Prometheus svelerà un altro elemento del suo grande piano.

Ora che Dinah sta mettendo radici in città e fa parte del team, cambierà il suo modo di pensare?
Guggenheim:
Quello che è interessante di Dinah è che dà una nuova prospettiva al team. In molti modi si sta comportando come il Coro delle tragedie greche. È arrivata nel team senza il peso di essere stata allenata da Oliver e senza il peso del suo passato e delle bugie e tradimenti dette e avvenuti nelle scorse stagioni. Ha una prospettiva diversa che viene dal suo passato, da quello che ha dovuto affrontare nella vita e che, allo stesso tempo, non è condizionata dall’essere stato un membro del team Arrow negli ultimi quattro anni.

È stato ovvio presentare Curtis come sostenitore di idee opposte a quelle di Rene, per quanto riguarda ancora l’argomento delle armi da fuoco?
Mericle:
Penso che la persona più ovvia che si sarebbe opposta è Lance. Principalmente, perché penso che la polizia non voglia che i criminali siano in possesso di armi da fuoco… penso sia un gruppo sociale più d’accordo al controllo della distribuzione delle armi.
Guggenheim: Non ricordo, sinceramente. Certo, il fatto che Felicity sia quella che riporta l’ordine è venuto fuori subito nella scrittura. È divertente perché, nella prima parte della stagione, prima che Trump fosse eletto, ero io quello che cercava di evitare che lo show cadesse in questo dibattito. Quindi è stato molto utile, come sceneggiatore, avere un personaggio che avesse il mio punto di vista. Ma poi, dopo che Trump è stato eletto, ho realizzato che questo comportamento era quello tenuto da quella parte di cittadini che considerano sgarbato parlare di politica in compagnia. Quando è successo? Quindi la scena che ha con Curtis, che si sia votato per Trump o no, riflette la nostra società divisa, com’è stato fin dalla Guerra civile. Come scrittore, penso che sia successo proprio perché abbiamo smesso di parlare di politica tra di noi.

Oliver non sa che la sua ragazza lo vuole incastrare. Cosa succederà?
Guggenheim:
Posso solo dire che cerco di evitare di guardare speculazioni su internet, ma sono là fuori quindi è un po’ impossibile ignorarle, e che le teorie principali che circolano su quello che potrebbe succedere, sono sbagliate. È stata la mia impressione. Tutti si aspettano qualcosa che non faremo, sia nel male che nel bene.

Rivedremo il Vigilante? Tornerà a giocare con la mente di Oliver?
Guggenheim:
Certo, tornerà sicuramente. Nell’episodio “Vigilante”, penso che abbiamo chiaramente mostrato come questo personaggio condizioni le decisioni morali di Oliver. Ma il ruolo che avrà quando lo rivedremo sarà un po’ diverso…non voglio dire altro.

Stiamo arrivando a un punto della serie in cui sarete costretti a svelare l’identità di alcuni di questi vigilanti mascherati. Quante saranno delle sorprese da Season finale, e quante invece possiamo sperare di vedere un po’ prima?
Guggenheim:
Dirò solo che succede tutto dopo rispetto alle solite tempistiche.
Mericle: Alcune accadranno molto dopo rispetto a quello che facciamo solitamente.

In che modo queste rivelazioni influiranno lo show?
Guggenheim:
Oddio. Bella domanda, Terri. Come faccio a rispondere senza fare spoiler? Ovviamente, penso che ogni volta che riveliamo l’identità di un personaggio, non lo facciamo solo per sorprendere il pubblico ma anche per confondere e cambiare le prospettive dei nostri personaggi e vedere come reagiscono. Speriamo di farlo ancora. Partiamo sempre con un piano generale ma ora dobbiamo pianificare ogni episodio specificatamente e penso che stiamo facendo un gran lavoro. Stiamo arrivando a quel punto della stagione dove ogni cosa che accade diventa controversa.

Quando avete iniziato a scrivere questa stagione, sapevate già chi sarebbe stato Prometheus? O la sua identità è cambiata durante lo show?
Guggenhem:
Sì, l’abbiamo sempre saputo e no, non è cambiata. Penso di averlo sempre detto in questi cinque anni che abbiamo sempre un piano iniziale. Un anno è lungo ma, parlando in generale, cose così essenziali, come l’identità del Grande cattivo della stagione, sono decise dall’inizio.

Ora che Thea è tornata, ci puoi fare qualche anticipazione su di lei?
Mericle:
Il suo personaggio sta andando in una direzione molto vicina a quella di sua madre prima che fosse uccisa nella seconda stagione. Siamo molto contenti di mostrare il suo percorso perché l’abbiamo portata ad affrontare i suoi problemi e il suo passato allo stesso modo di Oliver. In questa stagione la troveremo in una situazione simile ma per ragioni diverse. Ci sarà presto una scena importantissima tra Oliver e Thea che è una delle mie preferite nello show.
Guggenheim: Dal prossimo episodio, ci saranno delle scene meravigliose tra Oliver e Thea. È stato fantastico avere il suo personaggio in municipio e ci stiamo divertendo a scrivere queste scene.

Rory ha lasciato la squadra. È un processo di selezione naturale o tornerà?
Guggenheim:
Abbiamo parlato del ritorno di Rory. È divertente, bisognerebbe fare un articolo sul problema della disponibilità degli attori. Seriamente, perché tutti continuano a chiedere: “Dov’è Thea? Dov’è Thea?” Willa ha in contratto solo 14 episodi su 23 quest’anno. Non è in tutti e 23, non è nel suo contratto. Quindi abbiamo dovuto girare intorno a questo problema. Joe non è un attore regolare nella serie, proprio come Katie Cassidy, quindi dobbiamo sentire se è disponibile. Potete indovinare cosa succede, visto che la fine delle stagioni su questa rete coincidono con i pilot e gli attori sono impegnati a girarli. È, in realtà, uno dei motivi per cui facciamo questi accordi, per assicurarci che certi attori siano disponibili. È complicato. Cerchiamo di non far trasparire questo processo nella storia, ma siamo umani e ci sono problemi di contratti che legano le mani a noi e a tutti i produttori delle serie in circolazione, a meno che tu non stia lavorando in Game of Thrones e puoi permetterti somme da capogiro per tenerti in contratto attori per anni interi.

Vedremo la conclusione della storia di Evelyn?
Geggenheim:
La rivedremo.
Mericle: Ma non come vi immaginate. Sarà una sorpresa molto divertente.
Guggenheim: Stiamo cercando di mettere tantissimi dettagli sorprendenti senza rendere ridicola la trama. Abbiamo anche molte sorprese in serbo per voi.

Parliamo di Felicity, cederà completamente al suo lato oscuro?
Merlicle:
Abbiamo iniziato la stagione con l’intenzione di farle vivere la sua versione personale di “isola”. Dirò solo che la sua situazione diventerà molto interessante e il team, ovviamente, avrà molto da dire su questo. Vogliamo farla proprio arrivare a un punto in cui possa capire Oliver in un modo più profondo. È tutto quello che dirò su di lei e Helix.

Rivedremo Katie Cassidy prima del finale di stagione?
Guggenheim:
Um, a essere onesti, non posso rispondere. Abbiamo un’idea di come riportarla nello show, ma non ci siamo ancora messi d’accordo con lei. Non è più un’attrice regolare della serie, quindi dobbiamo contrattare con lei e, ovviamente, deve essere disponibile. Non ne abbiamo ancora parlato, ma abbiamo un’idea. Sappiamo cosa vogliamo fare e ora, su questo argomento, sapete molto più di Katie.

Fonte

Kingarthurswife
Laureata in Lingue per le Relazioni Internazionali, sta per iniziare la magistrale in Traduzione. Il suo sogno sarebbe tradurre per l’editoria o per il cinema, ma anche lavorare per l’UNESCO non le farebbe schifo. Intanto è amministratrice di un blog letterario bookishbrains in cui, con un gruppo di amiche, recensisce libri e scrive articoli. Il tempo che non passa a leggere, lo usa per guardare una moltitudine indecente di serie tv. Ha un’adorazione per i supereroi (e i super cattivi) quindi le sue serie preferite sono sicuramente Arrow, The Flash, LOT, Supergirl e Agents of Shield. La intrigano da morire i polizieschi e legal dramas come Castle e Suits e non disdegna le serie storiche. Sherlock è la sua passione e Outlander la sua droga. Pensa che la vita dovrebbe essere tutta un musical e ancora rimpiange la dipartita di quella genialata che era Galavant. Spoiler-addicted, un giorno sogna di andare al Comic Con di San Diego (e ci riuscirà!!!).

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