AHS | Tutti i segreti di “Asylum”

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Mentre contiamo i giorni che mancano alla premiére di Coven, abbiamo dato un’occhiata indietro ad Asylum rivisitando le punizioni dell’Istituto per malattie mentali Briarcliff, “The Name Game” e tutto il resto. Per il programma The Writers’ Room, che va in onda su Sundance Channel, EW si è seduta con i produttori di American Horror Story Ryan Murphy, Tim Minear e Brad Falchuk per parlare dell’influenza di Jessica Lange sulla serie, il tema della stagione e l’uso degli alieni.

Sotto ci sono alcune delle nostre rivelazioni preferite sulla 2° stagione di AHS (Attenzione agli spoiler!!)

Jessica Lange si è rifiutata di girare altre scene di punizioni.

Ryan Murphy: Resto sempre scioccato quando gli attori ci dicono “Devo fare cosa?”. L’unico appunto che mi è stato fatto è da Jessica Lange. Un giorno lei ha dovuto guardare persone nude per 12 ore. ‘Non posso farlo ancora, l’ho fatto abbastanza’, era il suo stato d’animo. Le ho anche offerto una possibilità: cosa ne pensi se facciamo una punizione diversa? Magari con canne di crine di cavallo.

La Lange è anche la mente dietro la scena di tendenza “The Name Game”.

Murphy: “The Name Game” è avvenuta perché Jessica Lange interpretava una cantante di club diventata una suora, e intorno all’8° episodio, dopo che è stata messa in isolamento e rinchiusa, ed è coperta di vomito e tutto il resto, lei ha detto: “Ricordate quando cantavo? Non potrei avere una canzone, un momento?” … Ho sempre amato questa canzoncina, da quando ero bambino. Quindi l’ho proposta e l’ho cantata e ci siamo immaginati un modo per farla. La cosa è andata bene perché il personaggio era nel bel mezzo di una crisi psicotica.

Asylum finisce con Lana Winters (Sarah Paulson) che uccide il figlio, e  Kit Walker (Evan Peters) che viene portato via dagli alieni. Ma non era questa la scrittura originale per il finale.

Murphy: Pensavamo che nell’ultimo episodio avrebbe dovuto esserci Sarah Paulson che entra nel sanatorio e lo chiude. In effetti questa parte è rimasta, ci siamo solo mossi un po’ dalla linea originale.

Tim Minear: Quando viene violata, il seme è piantato. Una specie.

Anche se la comparsa degli alieni in Asylum ha diviso i telespettatori, i produttori difendono questa scelta.

Murphy: Per me, gli alieni sono sempre una metafora abbastanza ovvia di Dio. Si inseriscono molto bene nel mondo di un ospedale cattolico.  

Minear: La storia della collina di Betty e Barney degli anni ’50/60 è stato uno dei primi rapimenti di chi si ha notizia. Era una coppia mista, non ci siamo concentrati su questo nello specifico, ma la cosa era in ballo, ed era qualcosa che tutti conoscevamo. Quando Ryan ha messo giù questa prima storia, lo ha fatto in questo ordine, e lui pensava una cosa del tipo: ‘E poi noi lo incontriamo alla sua fattoria e dopo viene rapito dagli alieni’. E mi è caduta la mascella dalla sorpresa, ma si abbinava alla perfezione a me per il momento. Se pensate alla cosa da questo punto di vista, questi alieni sono molto simili agli angeli, nella nostra serie che è una sorta di faccia a faccia tra scienza e religione, non trovo niente di incongruo in tutto questo.

Murphy: La serie è anche un confronto tra scienza e fede, così la storia degli alieni per me ha senso. Il nostro show paga un tributo a un sacco di capi saldi del genere horror. Abbiamo preso la cosa sul serio, quindi ho sempre amato la nostra teoria degli alieni, ho sempre amato cosa fosse e cosa rappresentasse.

C’è stato solo un punto in tutta la storia dove il network, FX, è intervenuto. 

Murphy: L’unico punto di disaccordo in tutta la stagione è stato sull’episodio 10. John Landgraf (l’amministratore delegato di FX) ha detto: “Voglio dirvi solo una cosa, penso che tutto questo sia molto forte e voglio solo essere certo che per qualche personaggio ci sia un lieto fine”. Quindi ho voluto accertarmene, in modo particolare che il personaggio di Jessica alla fine avesse qualcuno che si prendesse cura di lei. E’ sempre un’esperienza molto piacevole e meravigliosa costruire lo show, non è mai difficile, nemmeno per un minuto.

Per finire, Murphy si è preso del tempo per scegliere chi dei personaggi invitare a un party serale…

Murphy: Bene, sicuramente Sorella Mary Eunice (Lily Rabe), perché è posseduta da Satana. Sta per guardarsi intorno. Probabilmente anche Constance (Jessica Lange) nella sua prima incarnazione perché ruberebbe l’argenteria, è una gazza ladra. E forse Christian Troy (Julian McMahon) di Nip/Tuck. Sarà come una specie di notte alcolica. Una cena liquida dove si servono solo Martini. Non ci serve altro.

La premiére di American Horror Story: Coven andrà in onda Mercoledì 9 ottobre.

Fonte

Sunny_Bluehttp://paroleacolori.com
Lettrice a tempo pieno, scrittrice a tempo perso. Innamorata dei viaggi e del cibo etnico. Il suo sogno nel cassetto è aprire una libreria e passare la vita in mezzo ai libri. Intanto studia per diventare giornalista. Appassionata di telefilm fin da piccola, ha iniziato seguendo Buffy nelle sue ronde notturne e il dottor Carter nei suoi turni ospedalieri. Con il tempo ha ampliato lo spettro dei suoi interessi. Adora le serie storiche e in costume - dai Tudor a Da Vinci's demons, ma il vero amore è Spartacus -, CSI, Numbers e affini, ma anche The walking dead, Dexter, Once upon a time. E non ci dimentichiamo i teen drama, da Beverly Hills 90210 in giù. Insomma, basta davvero poco perché una serie entri nella lista delle seguite.

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