AHS: CULT | Uno dei protagonisti parla della sconvolgente morte del suo personaggio

ATTENZIONE: La seguente intervista contiene importanti dettagli della trama dell’ottavo episodio della settima stagione di American Horror Story. Continuate a leggere solo se avete già visto l’ultimo episodio, intitolato “Winter of Our Discontent”.

Ecco un altro non ce l’ha fatta.

Il Dr. Rudy Vincent, interpretato da Cheyenne Jackson, veterano di American Horror Story, è morto per mano del suo stesso fratello, Kai (Evan Peters) nell’episodio di questa settimana, intitolato “Winter of Our Discontent”. Dopo che Ally (Sarah Paulson) dice a Kai che Rudy vuole mandarlo in prigione, Kai uccide il fratello a sangue freddo…dopo che, come gesto simbolico, gli taglia il mignolo.

Jackson ha parlato con Variety un giorno dopo la messa in onda della morte di Rudy per raccontare come ha scoperto la notizia, dell’amore di Rudy per suo fratello e se fosse pronto per altre stagioni di “AHS”.

Quando hai scoperto che il tuo personaggio sarebbe morto in questo modo?

In realtà, quando ho letto la sceneggiatura. Qua funziona così. Tu sai il minimo indispensabile, a meno che non sia qualcosa di estremamente importante che ti serve per i primi episodi. È una cosa ricorrente. Noi riceviamo le nostre sceneggiature a casa e tu sei là che giri le pagine con trepidazione per vedere se sopravvivi fino alla pagina dopo. Quando ho ricevuto questa, ho pensato subito, all’inizio, ‘Ok – oh! Oh…lui parlerà con Ally, ci sono solo due possibili modi con cui finisce’ ed eccoci. Quindi si, l’ho scoperto quando ho letto il copione.

Quindi Ryan Murphy non vi manda neanche un messaggio di cortesia, o qualcosa di simile?

No. Lui sa bene che siamo tutti grandi ragazzi. Questo è lo stile di “American Horror Story”.

Rudy ha detto ad Ally che vuole mandarlo in prigione, mentre in realtà ha detto a Kai che vuole aiutarlo. Quale delle due versioni della storia era quella giusta?

Insomma, entrambe. Credo che lui voglia molto bene a suo fratello, che volesse davvero aiutarlo. Inoltre, il dottore è molto pragmatico e lui ha visto morire i propri genitori e allora ha voluto prendersene cura. “Sbarazziamoci di questi corpi, non incasiniamo niente di quello che abbiamo nella nostra vita.” Credo che lui pensi che lui riesca a farla franca e creda di sapere come fare. Credo anche che lui abbia sottovalutato il potere della devozione di suo fratello, come anche dell’esercito di persone che lo stanno supportando. Semplicemente lui non lo sapeva.

Cosa prova Rudy nei confronti di Ally? Lui sembra esasperato da lei a volte.

Beh, lei è esasperante. Insomma, lei è quel tipo di paziente che, dal momento in cui entra al momento in cui esce, è davvero difficile da accontentare, “richiede molta manutenzione”. Credo che lui sicuramente tenga a lei e voglia solo il meglio per lei, però al tempo stesso ti porta a chiedere, ‘Ha le rotelle tutte a posto? Lei vede cose che noi non vediamo?’. Sicuramente lui è preoccupato per lei.

Sono curioso di sapere quando hai scoperto di essere il fratello di Kai e Winter.

Ero sulla sedia per il trucco. Mi stavo preparando, credo stessimo girando il terzo episodio. Johhny Gray, uno degli autori e produttori, mi ha detto, “Hai letto la sceneggiatura del quinto episodio?” E io ho risposto di no, che non l’avevo ancora ricevuta. E lui ha detto, “Aspetta di leggerla allora!” Quindi ho ribattuto, “Ok. Succederà qualcosa. O muoio nell’episodio 5 o sicuramente succederà qualcosa di importante.” Credo di aver letto quella parte molto in fretta quando ho ricevuto la sceneggiatura.

Credi che se avessi scoperto la verità all’inizio della stagione, sarebbe cambiato il modo in cui hai interpretato Rudy?

Non credo. Una delle cose divertente che loro fanno con noi è di dirti quello di cui hai bisogno. Non credo che avrei cambiato qualcosa della mia interpretazione, perché non c’erano interazioni con Kai negli episodi precedenti. Ma, in alcune delle precedenti scene di terapia, c’erano un paio di produttori che mi hanno chiesto di interpretare un paio di sequenze in maniera un po’ più ambigua in modo che il pubblico non sapesse quello che io sapevo e se io stessi tramando qualcosa o meno. Non sapevo perché all’epoca, e credo l’abbiano fatto per lasciare aperte tutte le possibilità.

Mi ricordo di una scena in cui tu stavi giocando con alcune spille di pagliacci nel tuo ufficio, che ha fatto scoppiare mille teorie.

Si, credo che fosse nello stesso episodio. Io avevo una lunga scena con Sarah al telefono, dove lei è molto agitata, e ho chiesto al regista, “E se io fossi semplicemente sdraiato sulla mia poltrona con la testa indietro, come se fossi disconnesso dall’intera scena?” E questo comportamento non corrisponde a quello che le stavo dicendo, poiché ero molto appassionato, ma in realtà se guardi il linguaggio del mio corpo, pensi subito che non me ne fregasse nulla. E questo è interessante.

Sai qualcosa di quello che succederà nello show ora che non ci sei più?

Non ho letto l’ultima sceneggiatura di proposito. Volevo fosse una sorpresa, esattamente come ai fans, perché amo lo show e voglio vedere come si conclude.

Saresti disposto a partecipare altre stagioni di “American Horror Story”?

Certo! Ovviamente. Ryan mi ha assunto cinque volte ormai e lo adoro. Lui mi ha fatto aprire gli occhi su un nuovo mondo, un nuovo genere. Insomma, prima di questo ero conosciuto come comico. Mi ha permesso di mostrare che posso fare tanto altro e ogni volta che giro una scena con Sarah Paulson miglioro. Si, sicuramente. Avevo un contratto di tre anni con loro e questo è il terzo anno, quindi chi sa cosa potrebbe succedere? Tornerei sempre da Ryan e lui lo sa.

 

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