Agents of S.H.I.E.L.D | Riprende il dibattito sulla privacy

CLARK GREGGUn viscido hacker è deciso a rivelare i segreti di una misteriosa organizzazione governativa ma gli agenti dell’unità sostengono che il loro lavoro dovrebbe rimanere lontano da indiscreti occhi civili, quindi trattano il blogger come uno di quegli “hacker pseudo anarchici” e insistono sul fatto che ci sono cose che è meglio che non diventino pubbliche.

“I segreti esistono per un motivo,” dichiara uno degli agenti.

Questa non è la trama del film su Edward Snowden ma quella del drama della ABC Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D, lo spin-off formato televisivo del film del 2012 The Avengers, che tratta di un gruppo di agenti del governo che tentano di proteggere il genere umano dalle minacce dotate di super poteri. Il pilot è stato girato la scorsa primavera, prima che venissero rivelate tutte le collezioni di dati del governo degli Stati Uniti dando vita a un dibattito mondiale riguardante i segreti e la privacy.

Le somiglianze non intenzionali dello show con questi temi attuali non è sfuggito a coloro che lavorano dietro le quinte della serie. “Questo show non avrebbe potuto essere più al passo con i tempi nemmeno se l’avessimo voluto,” afferma il responsabile TV della Marvel, Jeph Loeb, che presenterà un’anteprima tratta dal pilot alla Comic-Con nella giornata di venerdì. “Il mondo fittizio della serie si domanda quando sia giusto venire a conoscenza di certi segreti e perché, e fino a che punto si abbia bisogno di conoscerli. Ruota tutto intorno ai segreti.”

Comunque è bene sottolineare che i segreti di cui tratta lo show, sono molto diversi da quelli del dibattito nella vita reale. Il team S.H.I.E.L.D ha a che fare con minacce esotiche e si considera “la linea di confine fra il mondo normale e quello più strano”. Il che fa sorgere un’altra domanda: quanto vogliamo davvero sapere circa le minacce che il nostro paese deve fronteggiare?

Già solo ad avere un assaggio del pilot di S.H.I.E.L.D, sembra di aver avuto accesso a del materiale top-secret. Tutti i pilot già disponibili della stagione autunnale sono stati distribuiti ai giornalisti e Hollywood insider, tutti tranne quello di S.H.I.E.L.D. La cautela di Marvel e ABC sono comprensibili, dal momento che consegnare copie DVD potrebbe avere come risultato la distribuzione online dei contenuti – pirateria insomma – e c’è troppa attesa intorno a S.H.I.E.L.D.

Quando è stato domandato come mai – esattamente come gli agenti S.H.I.E.L.D – la Marvel sia così attenta alla privacy, Loeb ha risposto che il problema non è il bisogno di mantenere il segreto, quanto tentare di preservare l’attesa. “C’è stato un tempo in cui l’unica maniera per sapere cosa succedeva in televisione era leggere TV Guide. Internet ha cambiato tutto e ricama storie intorno a ogni dettaglio. Stiamo solo cercando di raccontare la nostra storia prima che qualcun altro lo faccia. Avete mai iniziato a raccontare una barzelletta e poi qualcun altro vi ha rubato il finale?”

Ad esempio, Loeb racconta di come la produzione dello show si sia avventurata nel deserto per girare una scena del pilot. Erano le sette di mattina e si era dispersi in mezzo al nulla, quando Loeb ha controllato internet. “Ed eccola lì, una foto del rimorchio che aveva trasportato il camion S.H.I.E.L.D in autostrada, aveva fatto il giro del web durante la notte.”

Nell’ora piena di azione del pilot di S.H.I.E.L.D, il dibattito sulla segretezza viene lasciato irrisolto, anche se sembra pendere verso la difesa del diritto del governo di tenere nascosti alcuni fatti – e il team S.H.I.E.L.D viene presentato come un team di eroi dopo tutto.

Alla fine l’agente Coulson (Clarck Gregg) si rapporta con l’hacker in maniera diversa rispetto a ciò che il governo ha tentato di fare con Snowden. Saremmo tentati di rivelare cosa succede, perché sarebbe un ottimo finale per questo articolo. Ma sapete cosa? Alcuni segreti non dovrebbero essere anticipati.

Fonte

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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