Agents of S.H.I.E.L.D. | Recensione 1×07 – The Hub

“Certi segreti devono restare tali.”

tumblr_mw819qlKm61skkq50o1_500Si è sempre abbastanza restii e favorevoli alle critiche quando si parla di stand-alone episodes, ma Agents of S.H.I.E.L.D. pare voler fondare la sua struttura narrativa proprio tramite questo costrutto, cedendo agli spettatori a poco a poco pezzi di quel più gran puzzle che ci condurrà fino alla season finale.
Personalmente mi sto riferendo ad un qualcosa che non mi ha mai infastidito, tutt’altro. Quando si ha a che fare con Joss Whedon si ha anche in mente che tipo di prodotti qualificano il suo stile, e come già era in Buffy è difficile catalogare episodi più utili rispetto ad altri meno utili, in quanto sono rintracciabili ovunque tanti motivi introspettivi che costruiscono o completano l’intera caratterizzazione di un personaggio.
Credo di essere uno di quei tipi rompiballe che pretende una certa attenzione nell’usare termini simili (colpa anche di passate esperienze con Supernatural, immagino).
I ratings sembrano non andare a crollare, il che spinge a credere che la serie si stia ancora aggrappando a quel livello medio-alto che risponde alle esigenze dei fans, andando a tralasciare il calo di ascolti che hanno caratterizzato le puntate numero 2 e 3.
La struttura proposta, come tale, permette quindi di rattoppare buchi non solo narrativi, che avevano mosso qualche iniziale critica, e dopo l’ approfondimento su Simmons abbiamo finalmente una puntata Fitz-centrica, che non esclude degni riferimenti a quelle che sono le situazioni in sospeso, ingressi di personaggi ricorrenti, ed una sequenza di dinamiche rapportuali sempre più interessanti.

Si viene a conoscenza dell’Hub, una delle principali basi S.H.I.E.L.D., e della riservatezza che il luogo ha per gli addetti stessi. La squadra di Coulson è convocata in seguito ad una missione di recupero in Siberia che ha svelato i piani di un gruppo indipendentista intento a scatenare un’offensiva separatista usando come asso nella manica una super-arma sonica.
Per la missione si richiede, oltre ad un agente operativo, anche un abile tecnico capace di analizzare e disabilitare il dispositivo. La scelta ricade così su Ward e Fitz, che si ritrovano in balia della situazione tentando di contare l’uno sull’altro.
Skye intanto si mostra insofferente al sistema, cercando di ricevere risposte da Coulson riguardo all’ambiente che la circonda. Ma oltre alla palese convinzione che qualche notizia sul suo passato va a celarsi nei segreti archivi del tesissimo Hub, ciò che l’hacker scopre inizia a far riconsiderare a Coulson stesso tutta la fiducia che ha riposto nel sistema. Se non è ardita nessuna missione di recupero per i due agenti sul campo, spetterà alla neo-squadra infrangere le regole e salvare i loro amici.

tumblr_mw81a8woRZ1skkq50o1_500

  • Fitz è la stella che emerge dal buio della notte, e oltre a comprendere le ragioni che lo spingono a lottare, si approfondiscono le sue relazioni con gli altri membri della squadra. L’ormai palese affetto nei confronti di Jemma, che tratta non solo come una compagna d’armi, ma come un’amica fidata, ha retto bene il confronto con la relazione instaurata con l’ultimo uomo della squadra Grant Ward. Nonostante le differenze e spesso le incomprensioni che sono state messe in scena, questi personaggi ci hanno ricordato il valore che ha una squadra (la loro in particolare), mostrando come insieme possano essere una sorprendente fonte di muscoli ed intelligenza (con qualche sorpresa celata, ogni tanto). A+ al lavoro fatto con Fitz-Simmons, rimasti in panchina per troppo tempo, nel giro di due episodi.
  • Anche Skye continua il suo processo conoscitivo, riproponendo la degna moralità celata dietro il rapporto tra segretezza e protezione. Perché certe azioni devono solo essere spinti da sconosciuti propositi, seppure apparentemente buoni? La ragazza è ancora lontana dagli standard idealizzanti per un agente di una rinomata compagnia di spionaggio e di ricerca come lo S.H.I.E.L.D., questo probabilmente a causa della sua natura anticonformista, ma nonostante ciò le sue parole smuovono qualcosa in Coulson, ormai sempre più vicino alla comprensione di cosa lo ha cambiato, che inizia a soppesare l’importanza di leggi sistematiche e leggi morali. Le finestre sul passato di questi due personaggi rimangono aperte, destando un interesse sempre maggiore in proposito.  “It’s a magical… place“, in previsione di una pausa che non prevede nulla di buono.

tumblr_mwb2nclIUC1r7q3nuo1_250 tumblr_mwb2nclIUC1r7q3nuo2_250

 
La serie continua inoltre a regalare un ritmo vario, che sfocia dal dramma alla semplicità quasi ironica delle scene tipiche. Per qualche ragione mai fuori luogo qualche battuta attuata per smorzare una tensione in crescita, a dimostrazione della decisione determinata di non prendersi mai sul serio.
Questa variegata ricchezza comporta una difficoltà palpabile a giudicare la serie con un’attribuzione totale, ma che la rende indubbiamente godibile e divertente sotto ogni punto di vista.
Si respira, quindi, un’appartenenza visibile a quel mondo già conosciuto nei film facente parte all’universo Marvel.

La puntata è stata, oltretutto, non solo degna di citazioni interessanti, ma capace di introdurre un personaggio fumettistico già noto: Victoria Hand, interpretata da Saffron Burrows. Vedremo cosa il personaggio ci riserverà in futuro.
Appuntamento rinnovato ancora alla settimana prossima con la 1×08 (il promo di seguito), che pare voler creare un’interessante cross-over con il nuovo film marvelliano “Thor: The Dark World“, prossimo alle uscite cinematografiche.
Vi ricordo ormai ritualmente di passare anche sulla pagina Marvel’s Agents of Shield, sempre pronta a condividere notizie e curiosità sullo show.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.