Agents of S.H.I.E.L.D. | Elizabeth Henstridge parla del “suo” episodio

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Durante questa stagione, Agents of S.H.I.E.L.D. ha fatto qualcosa di assolutamente nuovo rispetto ai suoi precedenti 50 episodi: per riuscire a spiegare cosa è successo quando Jemma Simmons è stata risucchiata da un monolito per poi essere trasportata su un pianeta alieno, loro hanno usato la loro solita formula narrativa per un “bottle episode” (episodio a basso budget, con pochi attori e poca azione), intitolato “4,722 Hours”. Accolto positivamente sia dai fans che dalla critica, questo episodio ha mostrato il talento di Elizabeth Henstridge, che è riuscita a catturare le nostre emozioni e la nostra attenzione man mano che lei continuava il suo viaggio, che ha incluso solo un altro attore – e nessun membro del cast principale. Per la nostra coverage annuale, Elizabeth Henstridge ci ha spiegato la sua esperienza, mentre filmava una delle ore televisive più ambiziose di sempre.

Quando Agents of S.H.I.E.L.D. ha preso la decisione di fare un bottle episode incentrato esclusivamente su Jemma Simmons e la sua esperienza di sopravvivenza su un pianeta alieno, tutti erano sorpresi – inclusa la Henstridge. “Sapevo che c’era qualcosa del genere in ballo…si era parlato di qualcosa del genere, ma non c’era niente di concreto, ma alla fine abbiamo scoperto che era questo che loro avevano in mente,” ha detto a EW. “E io ero così eccitata all’idea che non pensavo che sarebbe successo per davvero. Questa stagione stave andando così bene e io pensavo al perché avrebbero dovuto cambiare la formula, quando quella che stavano usando funzionava così bene.”

Considerando le sfide che si devono affrontare quando si pensa di fare un episodio così mirato e specifico, la Henstridge ha avuto dei dubbi sul fatto che l’ora potesse davvero realizzarsi. “Ho avuto lo script, come per qualsiasi altro episodio, qualche giorno prima,” e ha rivelato che solo allora si è finalmente resa conto che sarebbe stata il cuore pulsante di un intero episodio. “Ho avuto una prima copia dello script, forse una settimana prima di girare l’episodio. Quindi quello è stato il momento in cui ho pensato, ‘Oddio. Devo studiare!’”

Nonostante l’episodio avrebbe dovuto isolarla, fuori dallo schermo la Henstridge non si è sentita per niente sola ed abbandonata, a differenza del suo alter ego in S.H.I.E.L.D., grazie al cast e alla troupe. “Tutti mi hanno supportata, ma la situazione mi ha colpita lo stesso, infatti pensavo: ‘Dove sono tutti quanti?’ Non mi ha colpito così tanto fino a quando non ho capito che tutti i miei amici non sarebbero stati là prima di iniziare a girare, e io dicevo, ‘Mi mancano davvero tanto!’” ha ammesso la Henstridge. “Ma quando abbiamo iniziato, non mi sono mai mossa così velocemente in tutta la mia vita. C’erano così tante cose da fare e non avevamo molto tempo.”

Mettere la storia della Simmons al centro dell’episodio significava che la Henstridge, durante questo episodio, avrebbe lavorato più intensamente con la troupe ed il team creativo rispetto al solito. “Ho parlato molto di più con Craig Titley (autore dell’episodio) e Jesse Bochco (regista) rispetto a qualsiasi altro episodio girato finora, perché ho avuto molte più cose da fare,” ha detto. “La cosa che mi ha sorpreso maggiormente, quando abbiamo iniziato a girare… è stato il fatto che fossimo in questo posto deserto disperso chissà dove. Il senso di isolamento e di fatica erano incredibili. Faceva così caldo!”

Mentre gli elementi e gli oggetti ovviamente non potevano spiegare quello che il suo personaggio stava passando, l’ambiente circostante ha aiutato la Henstridge ad ottenere il corretto stato emotivo. “Non avere il conforto che abbiamo durante le solite scene, e arrampicarsi su colline e correre in giro…non avevo bisogno di recitare “grazie” alle estreme condizioni e al fatto che non sono abituata a fare cose del genere. Mi sentivo davvero come se fossi su quel pianeta!” ha detto la Henstridge con una risata.

A metà di “4,722 Hours” Simmons si ritrova davanti ad un’altro individuo bloccato sul pianeta: un uomo che si chiama Will Daniels (Dillion Casey) e che sta vivendo su quel pianeta da 21 anni. Naturalmente, i due legano subito e diventano sempre più intimi grazie alla loro situazione. Ma cosa succede invece all’altra metà di Simmons, rimasta sulla terra alla ricerca sfrenata della sua migliore amica? “Rendere complicate le cose da fare in termini di relazioni e desideri, credo che sia questo che vuoi come attore,” ha detto Henstridge, nonostante lei sia stata tra i primi a condividere le paure dei fans riguardo il destino della sua relazione con Fitz. “Appena ho letto lo script, ho pensato, ‘Prima della loro uscita, lei aveva ancora questa cotta per Fitz…lei si trovava in una situazione davvero complicata, e come attore, cerchi di non giudicare il tuo personaggio. Ma pensavo, ‘Caspita, lei si sta cacciando davvero nei guai!”

Henstridge ha parlato molto con Titley e Bochco sul modo in cui potersi approcciare alla situazione in modo da non danneggiare una delle coppie preferite dello show. “Ne abbiamo parlato, come possiamo rendere plausibile e reale il fatto che lei si innamori di qualcuno, perché lei non crede di tornare a casa? E come succede? Non è che lei non ami Fitz,” ha spiegato Henstridge. “Perché abbiamo passato tre anni a costruire questa relazione tra Fitz e Simmons…e la distruggere semplicemente con un episodio? Ovviamente no! quindi avevamo bisogno di torvare un modo che avesse senso.”

È comune per gli episodi televisivi finire con più footage di quello di cui hanno bisogno (non c’è spazio per tutto in 42 minuti), e anche se “4,722 Hours” non ha coinvolto un gran numero di personaggi, Henstridge ha rivelato che ci sono comunque una varietà di momenti che sono stati tagliati. “Credo che siano stati tagliati 22 minuti – abbiamo girato molto,” ha detto, raccontandoci di una piccola scena che non è sopravvissuta ai tagli, ovvero quando Simmons perde la sua collanina, quella che le è stata regalata da sua nonna, che poi Will trova e gliela rende. “La loro relazione…era una cosa bellissima,” ha detto Henstridge del tempo passato con Will. “Ma era diverso. La loro dinamica era davvero viscerale; si trattava di un bisogno umano di contatto, di stare insieme, innalzato dal fatto che loro due erano le uniche persone sul pianeta e che ci sono passati insieme, per non menzionare gli ambienti estremi. Si trattava di un bisogno, mentre la sua relazione con Fitz è molto più intellettuale e lenta. Credo che questo potesse essere l’unico modo in cui lei potesse stare con qualcun altro in una situazione del genere.”

Nonostante davanti alla telecamera ci fosse solo Henstridge, dietro la telecamera invece c’era un’intera troupe attentissima, che ha lavorato sodo per rendere “4,722 Hours” un tale capolavoro televisivo. “È stato un vero sforzo collettivo,” ha detto. “Si trattava di me davanti alla telecamera la maggior parte del tempo, ma dietro le scene…avevo davvero caldo girando in jeans e canottiera, mentre la persona che mi filmava aveva addosso una telecamera da 20kg con una tonnellata di equipaggiamento e lo ha fatto per dieci ore consecutive. Quindi per quanto io possa dire che si è trattato di una sfida, non è niente paragonato a quello che ha fatto la troupe. E lo hanno fatto tutti felicemente. Tutti erano semplicemente eccitati all’idea di creare qualcosa di diverso.”

 

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