666 Park Avenue | Recensione 1×01 – Pilot

Arduo è il compito di giudicare il pilot di una serie nuova di zecca, ancor di più lo è per chi lo fa per la prima volta.

666 Park Avenue è la nuova serie soprannaturale creata per la ABC da David Wilcox e basata sui romanzi di Gabriella Pierce.

La scena si apre con un’atmosfera elegante, ricca in uno splendido teatro e un concerto di musica classica. In primo piano compare una coppia di tutto rispetto formata da Mr. e Ms. Doran interpretati da due figure molto note agli amanti dei telefilm: Vanessa Williams e Terry O’Quinn (John Locke anyone?!). Alla prima occhiata già intuiamo che si tratta di una coppia diabolica e i due interpreti ne sono assolutamente all’altezza, perfidi e incredibilmente eleganti. L’attenzione si sposta su un violinista che sembra avere un piccolo problema alle mani, che le corde del suo bel violino siano improvvisamente diventate più affilate dell’acciaio di Valyria? L’accostamento blood&violin funziona benissimo come primo impatto visivo.

Il nostro violinista a quanto pare ha molto a che fare con i signori Doran, nonostante la fuga e le suppliche, il suo destino è tutt’altro che roseo.

Scopriamo che a portarlo a questa precoce e sospetta fine è stato uno strano accordo stipulato proprio con Gavin Doran della durata di dieci anni, il tempo è scaduto e noi non possiamo che pensare a una formula simile utilizzata dai crossroad demons di Supernatural. E’ evidente che il residence Drake ha molti più segreti del previsto considerato il modo in cui il povero violinista scompare dalla faccia della terra. Un problema secondario giacché il residence è una delle strutture più ricche e belle dell’Upper East Side, l’elite di Manhattan può permettersi questo e altro.

I nostri protagonisti però non appartengono a questa cerchia ristretta ma vi si ritrovano catapultati, quasi casualmente o così dovrebbe sembrare. Henry Martin e Jane Van Veen ovviamente sono due outsiders e il loro unico modo per permettersi un appartamento in un posto come il Drake, è lavorarci, Jane infatti diventerà la nuova manager del residence sostituendo il suo predecessore trasferitosi in Arizona (sì, sì in Arizona, certo). In un’atmosfera del tutto too good to be true, Jane e Henry cominciano la loro nuova vita fatta da party all’ultimo grido e abiti costosi.
Naturalmente i Doran non saranno gli unici vicini “strambi” ma la lista è anzi piuttosto lunga, a cominciare da Nona (Ah, gli americani e la loro fantasia in fatto di nomi!) giovane e misteriosa, capiamo abbastanza in fretta che nasconde un paio di capacità alquanto interessanti. I coniugi Brian e Louise Leonard, un commediografo in fase di stallo e una fotografa appena lanciata. Anche loro sembrano nascondere la loro buona dose di segreti, o quantomeno di stranezze. Brian oltre a possedere degli snodatissimi muscoli sopraccigliari, coltiva un vivido interesse per le vicine bionde e poco vestite. Louise dal canto suo si limita ad essere piuttosto acida e ad arruolare le stesse vicine poco vestite come sue nuove assistenti e a finire tragicamente incastrata tra le porte degli ascensori in incidenti poco credibili.

Nel corso dell’episodio alcuni personaggi come Olivia Doran e Nona mostrano un particolare interesse nei confronti del ciondolo di Jane, regalatole dalla nonna, sicuramente non si tratta di un semplice ciondolo, così come l’arrivo di Jane non è per nulla casuale ma magistralmente orchestrato. Jane prende il suo lavoro come manager molto sul serio e questo la porta a scoprire l’esistenza di un prezioso mosaico abbandonato sul pavimento dello scantinato, essendo un architetto Jane decide di volerne sapere di più e studia l’intera storia dell’edificio scoprendolo legato alla figura del drago, rappresentato proprio su vari mosaici. Il mistero sembra dunque infittirsi tramite l’uso di un’ottima simbologia che potrebbe portarci ad un’interessante mitologia. La ricerca di Jane la porterà a un passo dallo scoprire quel qualcosa in più del palazzo e di chi lo abita mentre Henry sembra ancora piuttosto ignaro.

Nel complesso ci troviamo di fronte ad un buon pilot con delle ottime premesse, che ci offre una panoramica sulla storia molto equilibrata senza svelare né troppo né troppo poco.
L’accostamento dei personaggi è funzionale e mostra molte possibili dinamiche future e sviluppi inaspettati. Il finale è inatteso e concentrato sul personaggio principale ed uno che avremo sicuramente la possibilità di scoprire nei prossimi episodi.

Un ottimo potenziale che speriamo sarà sfruttato al meglio nei dodici episodi rimanenti e magari anche in molti altri.

6 comments
  1. Bellissima recensione!!! 🙂
    Condivido tutto, anche a me il pilot ha intrigato parecchio!!
    C’è dell’ottimo potenziale che spero verrà ben sfruttato!
    I coniugi Doran sono FAVOLOSI!!!!

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