3 Motivi per cui dovreste assolutamente vedere DARK

Siamo arrivati come al solito in quel periodo dell’anno in cui, con la pausa dalle serie regolari, potrò finalmente dedicarmi al recupero di quelle serie che avevo accantonato da settembre. E immancabilmente come ogni anno invece non ho resistito tanto a lungo e mi sono immersa in un recupero selvaggio prima del dovuto – tanto a cosa serve un lavoro! D’altronde, quando ho sentito parlare di “Dark”, trattenermi è stato praticamente impossibile. Dieci episodi divorati in due giorni e nel mezzo una notte di pensieri e ansia a causa dell’effetto totalmente mindblowing che mi ha fatto questa serie.

Giusto un paio di informazioni per entrar nell’ottica, se nemmeno avete idea di cosa stia parlando. “Dark” è una serie tedesca prodotta da Netflix e online sul catalogo dal mese scorso. Essendo tedesca e non capendo una cippa lippa della lingua originale ho preferito guardarmela direttamente in italiano e così mi sono gustata l’appetibilissimo sottotitolo affibbiato nel Bel Paese, ovvero “I segreti di Winden”, perché è bene palesare sin dall’inizio che in ballo c’è un mistero. E il mistero da cui tutto ha origine è la sparizione di un bambino nella cittadina di provincia di Winden, per l’appunto: questo fatto porterà a galla un intreccio di segreti ancora più oscuri che coinvolgono gli abitanti di questa piccola città.

Il mio compito oggi è quello di immedesimarmi nel miglior venditore porta a porta e convincervi in quattro semplici mosse che “Dark” è una serie da vedere assolutamente!

  1. NON E’ “STRANGER THINGS

Niente contro “Stranger Things” che ADORO, però sono una di quelle persone che alla frase “qualcosa è il nuovo qualcos’altro” parte prevenuta nel 99,9% dei casi. Partendo dal presupposto che, con più o meno una serie nuova al mese, inventare qualcosa di nuovo è sempre molto difficile, però anche nascere con l’ombra di un grande successo che già incombe non è affare da poco. Ci sono delle similitudini, è innegabile – si parte con la scomparsa di un bambino in una piccola cittadina e c’è un richiamo agli anni ’80 – ma “Dark” racconta una storia completamente diversa. Se anche voi avete sentito parlare di questo show come del nuovo “Stranger Things” in sostanza non temete, procedete tranquilli e lasciatevi sorprendere.

  1. L’INTRECCIO DELLA TRAMA

La storia è incredibilmente intricata, di quelle per cui è bene munirsi di taccuino per gli appunti e prendere nota di ogni minimo passaggio per non perdere il filo. Credetemi, mi prudono le dite dalla voglia di sviscerare tutte le teorie e le mie opinioni su questa prima stagione, ma addentrarsi passo per passo in questo mistero è il vero motivo per cui non riuscirete a staccare gli occhi dallo schermo e ogni parola in più potrebbe rivelarsi un enorme spoiler. Le vicende dei protagonisti si intrecciano in maniera inaspettata tra passato, presente e futuro, su uno sfondo cupo e perennemente piovoso. Ogni episodio lascia la voglia irrefrenabile di vederne un altro e poi un altro ancora, di sapere sempre di più, di scoprire sempre nuovi dettagli che portino alla risoluzione del mistero iniziale che nel frattempo si è ampliato e ramificato come una macchia d’inchiostro su un foglio bianco.

  1. IL CLIFFHANGER FINALE

E dopo una stagione da togliere il fiato si arriva a un finale che è ancora più spiazzante – vorrete vendere l’anima al diavolo per una seconda stagione! il mistero si amplia ulteriormente e vi farà di nuovo mettere in dubbio ogni certezza che pensavate di aver raccolto nel corso dei dieci episodi precedenti. Tutto fa ben sperare in un ulteriore sviluppo che darà ancora più soddisfazioni (e probabilmente farà nascere nuovi dubbi e dilemmi esistenziali). Chiudere in bellezza è un lusso che poche serie sanno permettersi e “Dark” ha fatto decisamente le cose in grande. Le possibilità che vi deluda sono praticamente pari a zero.

Una serie con la S maiuscola – lasciarsela scappare sarebbe un vero peccato!

E per chi di voi invece l’ha già vista, cosa ne pensate?

 

Al
Ingegnere e bionda, borderline per definizione. Galleggia sul mare del disagio quotidiano grazie alla passione per libri e serie TV. Il suo motto nella vita resterà sempre “Save the cheerleader. Save the world”.

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