L’Era dei Reboot: è la volta di Gossip Girl

L’era dei reboot ha colpito ancora e questa volta nel mirino c’è una serie tv che è entrata nel cuore di molti telefili: Gossip Girl.

 

In questo caso forse sarebbe più opportuno parlare di sequel, dal momento che è la continuazione di quello a cui abbiamo detto addio nel 2012. Troviamo dunque Blair e Serena alle prese con le loro carriere, matrimoni e figli? Ovviamente no. La protagonista assoluta resta sempre lei: la Constance Billard, scuola di riferimento dell’èlite di Manhattan, che ritroviamo decisamente “rinnovata” quasi dieci anni dopo.
In che modo sono cambiate le cose tra i privilegiati dell’Upper East Side? Quali sono le differenze tra la versione originale e quella attualmente in onda? Possono i nuovi protagonisti arrivarci al cuore come è accaduto con Chuck Bass e i suoi compagni di viaggio?
Sapete che cerco sempre di essere obiettiva quando mi imbatto in questi tentativi molto rischiosi di rifacimenti, così com’è accaduto con il reboot di Roswell, di cui ho già parlato qui.
In questo caso devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da alcune caratteristiche che il nuovo produttore, J.Safran, ha voluto dare al nuovo Gossip Girl, ma non voglio anticipare troppo. L’era dei reboot questa volta ha centrato il bersaglio oppure no? Scopriamolo insieme.

                                                                LE SIMILITUDINI

L’outsider. In origine c’era Dan Humphrey, un ragazzo di Brooklyn che si trova catapultato in una realtà molto diversa da quella a cui è abituato. Stessa storia per Zoya Lott, una delle nuove protagoniste del reboot. Una ragazza di Buffalo che grazie ad una borsa di studio, inizia a frequentare la Constance Billard e si trova a fare i conti con un mondo decisamente più “sparkling”.

 

Blair e Serena VS Zoya e Julien. In entrambi i casi, c’è un rapporto che va oltre la superficialità delle apparenze. Blair e Serena sono le amiche/nemiche per eccellenza. Un rapporto tormentato, a tratti decisamente sopra le righe, ma che trova sempre la strada del perdono e della risoluzione. Zoya e Julien sono invece sorellastre: una ha sempre vissuto nell’anonimato e nella semplicità, l’altra invece sotto i riflettori di New York e non solo. Il loro rapporto subisce sin dai primi episodi parecchi colpi: riusciranno a restare unite, nonostante tutto?

Gli Outfit. La moda, insieme alla scuola, è protagonista anche nel reboot. Blair e Serena sono vere e proprie icone di stile, insuperabili. E infatti nella nuova versione ci sono diversi richiami al passato: dal cerchietto indossato da Zoya al suo arrivo a New York molto “Blair style” all’outfit a righe sfoggiato da un’altra protagonista della serie tv, Audrey, che ricorda quello di Serena in stazione. In entrambe le serie tv, vengono sfoggiate it bag e capi d’abbigliamento che noi comuni mortali difficilmente possiamo permetterci.

 

La ricchezza. Inutile negarlo, quello che ci affascina maggiormente di Gossip Girl, che sia la prima versione o la rivisitazione, è il benessere economico dei protagonisti e delle loro famiglie. Ragazzi che crescono nella bambagia, con qualsiasi agio a disposizione e che si comportano come se fosse tutto scontato. La grande magia avviene nel momento in cui ci rendiamo conto che puoi avere soldi, tanti soldi, ma alla fine ti troverai ad affrontare gli stessi identici problemi di qualsiasi teenager.

L’amicizia. Ho già parlato del rapporto tra Zoya e Julien, ma nel reboot di Gossip Girl, ci sono parecchi intrecci interessanti: l’amicizia tra Max con Audrey e Akeno, quella di Julien con Audrey, che si conoscono sin da bambine, Obie e Akeno, anche loro amici da sempre. Insomma, proprio come avveniva con i beniamini originali, anche nel reboot l’amicizia ha un ruolo fondamentale così come in tutti i teen drama. Sempre siano lodati!

 

Gli adulti. La grande costante è l’immaturità degli adulti che dovrebbero essere d’esempio, ma che in realtà non lo sono affatto. In questo reboot ci troviamo di fronte alle solite problematiche, una donna in depressione a seguito del tradimento del marito, una coppia di genitori che si separa influenzando inevitabilmente la crescita del figlio, un padre alle prese con accuse di molestie sessuali. Insomma, anche i genitori non si fanno mancare il drama e Gossip Girl ovviamente ringrazia.

Gossip Girl. C’era prima e c’è ora. La coscienza dell’èlite di Manhattan torna a colpire con le medesime intenzioni di prima, ma con diverse modalità.
Gossip Girl ha la capacità di mettere in riga sia adulti e adolescenti, che improvvisamente si trovano a fare i conti con le loro azioni, anche quelle più deplorevoli e che proprio attraverso la pubblica gogna mediatica, trovano il modo per maturare. Non sempre.

 

                                                                  LE DIFFERENZE

Stessa scuola, diversi i tempi. La scuola è sempre il centro nevralgico di tutte le vicende, ma quello che sorprende è rendersi conto di quanto sia cambiato tutto il contorno. J.Safran ha voluto dare un’impronta decisamente più inclusiva, inserendo nel gruppo dei protagonisti ben tre personaggi di colore, quasi come a voler precisare che i privilegiati non sono soltanto i bianchi. Ma la differenza non si limita a questo e la sessualità fluida di Max, uno dei nuovi protagonisti, ne è la prova. Così come la normalizzazione della famiglia omogenitoriale: i tempi sono cambiati ed è giusto che in questo le due serie tv siano molto diverse. La scalinata come luogo di incontro, però, resta sempre la stessa.

 

Sesso e Amore. Già qualche anno fa Gossip Girl è stata all’avanguardia, toccando diverse tematiche che difficilmente venivano sviscerate in quel tipo di teen drama, però di certo in dieci anni di cose ne sono cambiate parecchie. E infatti ci troviamo di fronte ad una sessualità molto diversa, non solo meno convenzionale, ma anche meno stigmatizzata.
Max, uno dei nuovi protagonisti, è pansessuale; Akeno, il fidanzato di Audrey, è bisessuale; Monet, una delle adepte di Julien Calloway è lesbica dichiarata. E’ una nuova era, in cui la scoperta di sè e del proprio orientamento fa parte del percorso di crescita. Non che prima non lo fosse, semplicemente era meno accentuato nelle serie tv e nei film in generale.

 

Blog VS Social. Gossip Girl nasce come blog. Ma ovviamente non può fare altro che rimanere al passo coi tempi e infatti nel reboot approda su Instagram con post decisamente scomodi e la consueta voglia di sovvertire gli schemi.
Instagram diventa una parte fondamentale, perché Julien Calloway è un’influencer a tutti gli effetti, famosa anche al di fuori di Manhattan e le sue adepte non sono soltanto adoratrici succubi della Queen B., bensì le social media manager. Sono scaltre, bellissime e per certi versi più influenti dei protagonisti stessi, muovono i fili e hanno conoscenze importanti. Questo non fa che dimostrare ampiamente come i social network abbiano cambiato la percezione della realtà e quanto al tempo stesso siano indelebili le conseguenze di ciò che viene mostrato: ogni azione di Julien Calloway influenza ben oltre i limiti territoriali dell’Upper East Side.

Le Ship.

 

Niente e nessuno sarà mai al pari di Chuck Bass e Blair Waldorf. Qui lo dico e lo sottoscrivo. Una delle incolmabili differenze tra le due serie tv è che fino adesso nessuna coppia mi ha emozionato davvero. Certo, il trio Max, Audrey e Akeno è molto affascinante e non vedo l’ora di vedere come proseguirà nella seconda stagione già confermata. Però se l’intento della coppia Julien-Obie era quello di ripercorrere l’amore tormentato di Blair e Chuck non ci siamo, nella maniera più assoluta.

Gossip Girl 2.0.

 

Gossip Girl è sempre scomoda, racconta segreti inconfessabili e rende pubbliche le oscenità di un ambiente privilegiato. La differenza sostanziale è che nella prima versione della serie tv, non conosciamo la sua identità fino alla fine (e non mi soffermo a dire cosa ne penso in merito), mentre nel reboot Gossip Girl nasce proprio sotto i nostri occhi. I professori, stanchi dell’atteggiamento autoritario e sprezzante degli studenti della Constance, decidono di riportare in auge uno strumento che negli anni passati aveva spopolato e fatto tremare l’élite dell’Upper East Side. Personalmente, adoro questo nuovo modo di includere il pubblico: noi sappiamo chi è Gossip Girl, conosciamo il suo obiettivo e la spinta emotiva che c’è dietro le sue azioni. Anche se…il mistero non fa mai male, anzi.

E’ chiaro che il Gossip Girl che abbiamo adorato negli anni passati è impareggiabile. Come sempre accade in questi casi, bisogna soltanto guardare i reboot con un’altra prospettiva. I tempi sono cambiati, se ci pensiamo il mondo di oggi è perennemente sotto una lente di ingrandimento: che sia Gossip Girl o un social network qualsiasi, c’è davvero tutta questa differenza? Il mio responso finale è che il reboot di Gossip Girl ha del potenziale, soprattutto per chi ama il trash in tutte le sue forme.
Qualche personaggio è ben costruito, altri sinceramente sanno di poco, ma sono curiosa di vedere lo sviluppo della trama nella seconda stagione. Perché, sebbene non potrà mai tenermi incollata notti intere come accadeva con la versione originale, non posso di certo dire che questa rivisitazione sia noiosa, almeno per il momento. E la teenager che è in me, e che probabilmente non mi abbandonerà mai, ringrazia soprattutto per Max, che sicuramente non è Chuck Bass ma… comunque ha il suo perché.

 

Non vedevo l’ora di dirlo, XOXO.

Nevera
Ogni serie tv merita una possibilità. Non potrebbe che essere questo, il motto di chi è cresciuta guardando in tv qualsiasi cosa, su qualsiasi canale e in qualsiasi lingua. Divoratrice compulsiva di libri e di serie tv sin dalla tenera età, è figlia dello "streaming di massimo 72 minuti e poi riavvia il router" e delle interminabili attese tra un episodio e l'altro. Proprio per questo, ha accolto l'avvento di Netflix e simili, con grandissimo entusiasmo. E cibo spazzatura sempre pronto, ovviamente. D'altronde, quale modo migliore del "mangia, guarda e ama", senza pause e distrazioni fino all'ultimo episodio? Oltre al bingewatching, ha una passione sfrenata per la scrittura e aspira in segreto a diventare la nuova Shonda Rhimes. Se bisogna sognare, tanto vale farlo in grande.

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