10 Modi per sparire in una serie TV

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Stavolta ho deciso di parlarvi di quel fenomeno inspiegabile tipico del panorama telefilmico, quel mistero che persino Adam Kadmon non ci dorme la notte: LA SPARIZIONE. Se nella vita comune nemmeno con il mantello dell’invisibilità riesci a fuggire all’occhio attento della vicina di casa impicciona, nel mondo delle serie invece bastano un paio di minuti off screen per scomparire in una nebulosa cosmica e non lasciare più alcuna traccia della propria esistenza.

mistero

Ma, prima di tutto, cerchiamo di capire questo strano fenomeno alla base. I casi sono due. Nel primo parliamo di quei personaggi secondari o semplici comparse, la cui presenza è giustificata solamente in funzione al loro rapporto con il protagonista di turno, e che finito il loro arco narrativo nella serie scompaiono del tutto, come se non fossero mai esistiti. Nel secondo caso, il più drammatico, si tratta proprio dei nostri beneamati protagonisti: occorre fare una distinzione fra personaggio ed attore (cosa che ci riesce molto difficile), perché capita a volte che inspiegabilmente l’attore senta la necessità di slegarsi dal suo personaggio e di aprirsi a nuovi orizzonti; ma si sa, eliminare un personaggio tanto amato dal pubblico potrebbe causare rivolte di proporzioni cosmiche, ed è proprio in questo caso che gli autori danno il meglio di loro per giustificare l’assenza di questa figura.

Ora però bando alle ciance ed iniziamo la nostra classifica!

 

IL BUCO NERO EUROPEO

europa

Chissà poi perché, ma quando un personaggio ha l’opportunità di fare un viaggio in Europa, sappiamo già che la sua storia è finita. Per gli sceneggiatori americani l’Europa è una sorta di gigantesco buco nero che fagocita tutto quello che vi arriva – è l’equivalente inverso del nostro Triangolo delle Bermuda. Che poi si va sempre in Europa, ma in Europa dove? Lussemburgo, Lettonia? In Europa. I più fortunati possono vantare anche una meta specifica, che nell’immensa fantasia degli autori sarà sicuramente Parigi, Londra o l’Italia (anche qui non specificando dove). Per questi fortunelli potrebbe esserci anche la possibilità di ricomparire di quando in quando, e qui i migliori tecnici di photoshop danno sfogo a tutta la loro creatività, per cui se il suddetto personaggio si troverà, che ne so, a Parigi, verrà puntualmente inquadrato con un basco e una baguette sotto braccio mentre passeggia davanti ad un cartonato di dubbio gusto della Tour Eiffel, generalmente da solo, perché si sa tutti i parigini erano al momento impegnati a comprare maglie a righe o a sistemarsi i baffi.

L’OCCASIONE CHE NON TI ASPETTAVI

college

Mentre nel nostro Bel Paese devi pregare in ginocchio per ottenere uno stage sottopagato, al limite dello sfruttamento e dello schiavismo, se sei protagonista di una serie e vuoi sparire per un po’ è matematicamente sicuro che dal cielo ti pioverà una straordinaria borsa di studio o un lavoro da sogno. Se è un lavoro sarà sicuramente in un’azienda di spicco e di fama internazionale, se si tratta del college invece sarà sicuramente uno dei più prestigiosi di tutti gli States (per intenderci: Harvard, Yale, Princeton e tutti i college della celeberrima Ivy League) – non stiamo mica parlando di poveracci qualunque. Se proprio vogliamo essere sicuri di creare il totale nulla cosmico intorno a questo personaggio, possiamo spedirlo al college o trovargli un lavoro in Europa, allora la sua storia è veramente finita; ma per i più umili anche solo cambiare stato può essere sufficiente, perché il nulla può essere fuori dai confini della tua cittadina sperduta del Kansas.

HAI FATTO IL MONELLO

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Per i bad guys o le bad girls la soluzione è semplice: la prigione. Il cattivo di turno, il personaggio scomodo o quello con il passato burrascoso potrà vantare tra i suoi effetti di dissolvenza quello della galera. Un’esperienza formativa che, nel caso in cui gli sarà concesso prima o poi di tornare nella serie, sarà per i nostri cari autori una fonte inestimabile di nuove storyline e nuove conquiste personali.

TUTTA MIA LA CITTA’

esilio

Questa categoria lo ammetto è molto ristretta, vale per lo più se sei un supereroe, un monarca oppure Blair Waldorf, e in quel caso hai diritto di prelazione sulla tua città nonché un efficientissimo sistema di controllo su tutte le vie d’ingresso e di uscita al suddetto insediamento urbano, così da potersi assicurare che nel momento in cui decidi di bandire qualcuno, questo non potrà nemmeno pensare di tornare. L’esiliato di turno deve essere stato un personaggio davvero pessimo e odiato da chiunque per meritare un’uscita di scena tanto tapina, oltre alla chiara mancanza di attributi se basta un Briatore qualunque a dire “sei fuori” per sparire e non tornare mai più.

SE MI LASCI TI CANCELLO

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Dedicato a tutti quei personaggi minori, utili nelle serie solo ai fini della loro romance con i protagonisti di turno. In generale la loro storia d’amore si esaurisce più velocemente di quanto io ci metta a finire un kinder bueno, ma sarà stata comunque incredibilmente intensa e sofferta – oppure no, sarà servita solo come intermezzo lagnoso all’ennesimo tira e molla della coppia canon. Il bello delle serie è proprio questo: se nella vita reale non ti liberi di un ex nemmeno con un’ordinanza restrittiva, nel fatato mondo dei telefilm basta essere lasciati per finire nel dimenticatoio, ma non solo, addirittura per sparire completamente dalla faccia della terra – perciò prima di farti lasciare da un personaggio regular ricordati di salutare tua madre, potresti non rivederla mai più.

OCCHIO NON VEDE…

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Perché sforzarsi di essere tanto fantasiosi nel cercare modi di far scomparire la gente in modo convincente, con una storyline che dia una seconda opportunità a questo personaggio, una vita migliore (magari in Europa), quando si può semplicemente decidere di non inquadrarlo e lasciare che nel frattempo lui viva la sua esistenza lontano dai drammi che la serie comporta. Storybrooke anyone? Prendiamo proprio ad esempio gli innumerevoli abitanti della Enchanted Forest, che quando non servono alle vicende di Snow e compagnia bella vengono completamente eliminati. Cenerentola, Aurora e tanti altri: supponiamo che si trovino ancora nella ridente cittadina del Maine e che il non essere coinvolti puntualmente nell’eterna lotta tra Heroes e Villain permetta loro di vivere serenamente la vita di provincia, fare la spesa ed il punto e croce. Nella sua banalità, forse il metodo di sparizione più incredibile.

HOCUS POCUS

magia

Quando nessuna legge della fisica riesce a giungere in aiuto degli autori, se l’habitat della serie lo permette, si può sempre ricorrere alla magia. La scappatoia delle scappatoie. Basta inventarsi un limbo, un universo parallelo, una sleeping curse o un other side: quando si tratta di magia tutto fa brodo. Il malcapitato desaparecido potrebbe restare off screen per stagioni intere e ricomparire con altrettanta facilità quando nessuno se lo aspetta, anche se i suoi compagni di serie avevano passato le suddette ventrodici stagioni a preoccuparsi incessantemente per lui e limonare con il bello moro e tenebroso di turno era stato solo un modo di elaborare la perdita; ovviamente al suo ritorno sarà come se non se ne fosse mai andato.

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Ma che ne dite invece di quando non è il personaggio a sparire ma l’attore che lo interpreta? Come dicevo all’inizio gli attori sono di due specie: quelli talmente affezionati al loro personaggio che sono disposti a sottoporsi a tutti gli escamotage di cui sopra per non lasciarlo andare e quelli che al contrario hanno obiettivi più grandi nella vita di vedere felici i loro fan, quelli che “ho dato a questo personaggio tutto quello che potevo, è tempo di andare e dedicarmi ad altro” – non a tutti ma a molti di questi generalmente auguro di finire a Broadway… a raccogliere i biglietti di teatro strappati per terra, soprattutto se la loro decisione di lasciare è stata accompagnata da una geniale trovata illustrata qua sotto di quel bel peperino dell’autore per rimpiazzarlo.

TI RICORDAVO PIU’ ALTO

cambio

Nota anche come la tecnica dello sceneggiatore annoiato, quello che punta tutto sul fatto che il telefilo è per natura un essere tanto naif da non accorgersi di cosa gli succede attorno; e per questo non fa assolutamente nulla. L’attore cambia da un episodio all’altro senza che venga fornita una spiegazione logica e l’unico trucco è sperare che lo shock per l’aberrante scelta sia talmente grande da minimizzare l’effetto della sparizione dell’attore precedente. Il mio primo ricordo certificato di questo caso è quello di zia Vivian in Willy – Il principe di Bel-Air: solo dopo diversi anni avrei scoperto di essere miope e in ogni caso quelle due donne non potevano essere la stessa persona.

ESCI DA QUESTO CORPO

cambio - magia

Anche in questa seconda parte c’è un capitolo dedicato alla magia, e in effetti come poteva cambiare? Per giustificare un cambio repentino di connotati basta un altrettanto repentino colpo di bacchetta, et voilà les jeux sont faits! Esiste sempre una scappatoia magica che permetta agli autori di giustificare un cambio di corpo, che sia una reincarnazione vera e propria o un semplice spostamento di spiriti. Senza dubbio più convincente del caso di prima e a volte anche una vera e propria ventata d’aria fresca per la serie – si Sharman sto parlando proprio di te, a mio parere il tuo Kol Mikealson in The Originals era molto più convincente e diciamo che eri pure belloccio da guardare. Questa tecnica di sparizione trova la sua massima espressione in unione con la Hocus Pocus: magicamente sparisci e magicamente riappari con un’altra faccia; sparisce il personaggio, sparisce l’attore e riappare il personaggio – posso solo immaginare quanta soddisfazione possa dare a un autore architettare un piano del genere.

OLTRE IL CONTOURING C’E’ DI PIU’

chirurgia

E dove la magia non arriva, si può sempre ricorrere alla chirurgia estetica. La situazione è questa: nella vita reale se hai un incidente e devi sottoporti ad un intervento speri solo di non uscire come un Picasso; nelle serie invece devi sperare di uscire di nuovo con la tua faccia. Beautiful docet: durante un coma può succedere di tutto. E così con la scusa di un incidente quasi mortale e di un intervento delicatissimo di ricostruzione facciale, la sparizione avviene senza porre minimamente questioni di etica o di logica… Insomma…

GOODBYE… FOR NOW

Dan Stevens from Downton Abbey dies in a car crash at the end of the Xmas Day special grabbed from ITV by The Telegraph

Nell’estremo dei casi però non si può fare altro che arrendersi: che sia regular o solo una comparsa, la sua sparizione può essere definitiva e l’unica soluzione possibile è la morte del personaggio; che siano più citofonate o che cadano come un fulmine a ciel sereno, sono un fatto ineluttabile con cui ogni telefilm addicted deve fare i conti. Tralasciando l’evidente sadismo di alcuni sceneggiatori (che godono a mietere vittime con la stessa serenità con cui io mi metto lo smalto trasparente) a volte queste morti strazianti possono risultare una svolta interessante per la serie, per il cambiamento che incide sui fortunati che restano. Ai fan comunque non resta altro da fare se non preparare un’enorme scorta di fazzoletti di carta e sperare magari in una fortuita comparsata del nostro beniamino in un flashback o come fantasma, perché null’altro ce lo riporterà dal mondo dei morti…

…Nulla, se non forse una magia, un miracolo della medicina o un fratello gemello disperso da secoli e cresciuto da un’altra famiglia di allevatori di bachi da seta, magari in Europa…

 

 

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