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Recensioni Witches of East End

Witches of East End | Recensione 1×02 – Marilyn Fenwick, R.I.P.

Le streghe sono tornate e hanno anche fatto il botto. Sì, perché il pilot di Witches of East End in patria è stato un successone: circa 1,9 milioni di telespettatori per il debutto della nuova serie, risultato ancora più incoraggiante se teniamo presente, oltretutto, che non stiamo parlando di un colosso televisivo tipo HBO o The CW, ma che lo show viene trasmesso dalla piccola rete via cavo americana Lifetime.

Come previsto, la seconda puntata ha rallentato decisamente il ritmo rispetto alla prima, la storia si sta delineando maggiormente, così come i caratteri dei vari personaggi e il loro posto all’interno della trama. Diciamo che mentre il pilot è stato più una sorta di presentazione della serie (seppur molto frettolosa, in confronto sembra che in questa puntata non sia accaduto niente), questo è stato il primo vero episodio.

Ma veniamo a noi e al commento della puntata.

Nemmeno due minuti e già mi piazzano un enorme rimando a Charmed, e non mi riferisco solo al dèjà vu che mi ha provocato l’intera tematica del tizio intrappolato nel dipinto (ricordo distintamente un episodio in cui Prue rimaneva bloccata in un quadro nel tentativo di aiutare un uomo intrappolato al suo interno), ma anche e soprattutto al ritrovamento del libro di incantesimi. Probabilmente direte che è inevitabile che in una serie incentrata sulle streghe ci sia anche l’almanacco contenente pozioni e incantesimi, che ancora più prevedibilmente viene ritrovato in un vecchio e impolverato baule (anche Phoebe nel primo episodio ritrovava il Libro delle Ombre in un baule nascosto in soffitta, ricordate?), ma sono sicura che tutti quanti hanno ravvisato una certa somiglianza tra questo libro e il più noto Book of Shadows. Insomma, qui abbiamo una casa identica e un libro identico: mi aspetto che prima o poi spunti Alyssa Milano con una qualche mise anni ’90 recitando “il potere del trio coincide col mio”.

Joanna e lo shifter
Mentre Ingrid cerca un incantesimo per resuscitare zia Wendy, Joanna è in arresto, accusata di omicidio. Viene introdotto un nuovo personaggio, l’avvocato di Joanna, che oltre a essere a conoscenza del segretuccio che riguarda le donne della famiglia Beauchamp, sembra lui stesso avere dei poteri e possedere il dono dell’immortalità. Non abbiamo avuto molto tempo per approfondire quali siano i rapporti tra lui e Joanna né per capire meglio il suo ruolo, ma a occhio e croce sembra uno che ha qualcosa da nascondere (anche la stessa Joanna infatti fa riferimento a qualche “cliente losco”) e sono abbastanza certa che lo rivedremo nei prossimi episodi. Se no, vorrà dire che è stato un semplice espediente narrativo per tirar fuori una delle protagoniste di prigione.

Quando si parla di “shifter”, l’unica cosa a cui penso è Sam Merlotte che se ne va in giro a chiappe al vento per i boschi di Bon Temps, ma visto che qui non siamo in True Blood, ciò di cui parla zia Wendy pare avere una natura diversa: vengono introdotti dei dettagli sul mondo delle streghe e quali tipi di poteri hanno nell’universo di Witches of East End, e in questo caso in particolare, ci viene detto che ogni strega ha un potere specifico e che alcune sono “shape-shifters”, cioè possono mutare forma, trasformandosi in un animale (come la stessa Wendy) o in un’altra persona. Tuttavia non sappiamo ancora chi sia la strega che vuole farla pagare a tutti i costi alle Beauchamp, di che tipo di pericolo si tratta e quali sono le intenzioni di quello che sembra essere il Big Bad della prima stagione. Quello strano simbolo ricorrente che ha disegnato sull’albero davanti a casa Beauchamp sembra quasi un sigillo, e da quel che ho imparato da assidua spettatrice di show quali Charmed, The Secret Circle e The Vampire Diaries i sigilli impressi col sangue non portano mai niente di buono.

Ingrid e l’incantesimo di resurrezione
Visto che stiamo entrando nel vivo della storia in questa puntata abbiamo quindi avuto modo di conoscere alcuni aspetti della magia nell’universo di Witches of East End. Quando si crea una storia in fondo si crea un piccolo mondo, e, sebbene la nostra serie sembri, per il momento, senza troppe pretese, il fatto che esistano delle regole nel mondo delle streghe è qualcosa che inizia a renderla sicuramente più interessante e “credibile” (per quanto possa essere credibile ovviamente uno show in cui uno dei protagonisti ogni tanto si trasforma in un felino). L’incantesimo con cui Ingrid resuscita Wendy, non essendo a conoscenza delle innumerevoli vite a disposizione della zia, viene immediatamente descritto come qualcosa di eccezionale e pericoloso, proprio perché spezza l’equilibro della natura che deve poi inevitabilmente essere ricostituito. Una vita per una vita insomma, le conseguenze del gesto sconsiderato di Ingrid faranno in modo che, se ha forzato le leggi della magia per riportare in vita una persona amata, un’altra persona amata le verrà tolta.

Tuttavia ci dev’essere un motivo per cui Wendy non vuole dire alla sorella dell’incantesimo fatto da Ingrid, questo mi porta a pensare che sia collegato al fatto che in ognuna delle sue vite Ingrid è morta in un modo o nell’altro a causa sua. Anche su questo, credo ne sapremo di più nelle prossime puntate.

Zia Wendy
Sì, ormai merita un angolino solo per lei. Amo la zia stramba e il rapporto che si è creato con le due nipoti, specialmente con Ingrid. Decisamente è la variabile impazzita che movimenta le puntate e ci regala la battuta giusta al momento giusto.

La scena in cui viene dissotterrata la bara della zia defunta, peraltro mai esistita, è stato il piccolo elemento dark che, a mio avviso, per ora un po’ manca in una serie che dovrebbe parlare di occulto, oltre che la conferma che probabilmente anche le streghe guardano Pretty Little Liars: se stai cercando un indizio, un qualche oscuro segreto o anche solo dei soldi, infilati in un cimitero di notte con pala e torcia e inizia a dissotterrare casse da morto con tacchi 12 di dubbio gusto. Sono certa di aver visto addosso a Freya delle scarpe che sembravano uscite direttamente dall’armadio di Aria Montgomery in hangover potente.

Ingrid
E’ una cosa che avevo immaginato sin dall’inizio, quando ho visto in Ingrid la sorella più impacciata, paurosa e incredibilmente razionale. Sarebbe stato troppo scontato che fosse Freya, la sorella selvaggia e fuori dagli schemi, la depositaria del potere più forte e infatti sembra proprio essere la timida bibliotecaria la più pericolosa delle streghe Beauchamp, sebbene non ancora consapevole delle sue capacità. Questo ne fa un personaggio molto più interessante: al contrario di sua sorella non è qualcuno che è sempre in cerca di qualcosa fuori dall’ordinario, anzi, la sua vita talmente ordinaria da essere quasi noiosa le va più che bene. Si ritrova con un potere che non ha chiesto, e soprattutto che non vuole, e sono curiosa di vedere come il totale sconvolgimento delle sue certezze influirà sul suo personaggio e come gestirà il grande potere di cui è dotata. Devo dire che una svolta alla Dark Willow non mi dispiacerebbe affatto, anche se personalmente credo che Witches of East End si manterrà in acque più sicure. Mai dire mai, comunque.

Il triangolo amoroso (ossia Dash-Freya-Killian)
Last but not least, insomma. Ammettiamolo, siamo tutti un pò curiosi di sapere con quale dei due fratelli andrà a finire il personaggio interpretato dalla signora Channing Tatum. I triangoli amorosi vengono usati come espediente narrativo per tenere il pubblico attaccato allo schermo dai tempi in cui Brooke Logan si barcamenava con abile nonchalance tra il mascellone di Ridge e i capelli di Thorne, con tanto di suocera rompiballe a seguito pure lì (tra l’altro, una non segue più Beautiful perché tanto non succede mai niente dicevano, tanto ci mettono 100 puntate per dirti chi si è fatta Brooke stavolta dicevano, e poi le capita per caso di vedere una puntata dopo tanto tempo e scopre che è schiattata Stephanie Forrester, roba da non credere): sono l’elemento trash, il “ti piace vincere facile”, sono un po’ come la tv spazzatura, tutti si fingono disinteressati per sembrare intellettuali (tipica la scusa “lo guardo solo perché non c’è altro”) ma la realtà è che si stanno divertendo da morire.

Sono certa che si stanno già formando le due ship: voi con chi vedete meglio Freya, il dottorino in polo o il fratello scapestrato che vive su una barca?

Dash (mi sono accorta solo ora che il futuro marito di Freya si chiama come un detersivo) sembra quasi troppo perfetto, al punto da farmi credere che possa nascondere qualcosa, mentre Killian sostanzialmente è la versione maschile della stessa Freya: abbiamo capito che è la pecora nera della famiglia, un casinista che preferisce fuggire dai mille disastri che combina piuttosto che affrontarli. Alla fine dell’episodio, quando lei dice a Dash che lui è il tipo che affronta i problemi e li risolve invece che scappare, sembra quasi fare inconsciamente un paragone col fratello, come se avesse bisogno di autoconvincersi della sua scelta. D’altro canto, di sicuro abbiamo notato tutti un certo feeling tra Killian e la strega, ma il fatto che siano riusciti a stare vicini senza saltarsi addosso a vicenda come nel primo episodio mi fa sempre più pensare che quello che Freya chiamava “destino” fossero molto più banalmente “addominali”. Abbella, va bene che sei una strega, ma non pensare di poterci fregare con la storia dell’amore predestinato contro cui non riesci a opporti.

Personalmente sento di potermi già sbilanciare. Molto banalmente, io preferisco Killian, e non solo perché Daniel di Tomasso è una specie di versione mediterranea di Ian Somerhalder (oltretutto, l’attore è di origini italiane e dai messaggi che scrive ogni tanto su Twitter sembra parlare abbastanza bene la nostra lingua). Insomma, gli amori sereni e rassicuranti sono molto carini da vedere, ma quelli folli e sbagliati sono sicuramente i più divertenti, e di solito in un telefilm cerchi qualcosa che t’intrattenga. E’ il motivo per cui Aria ed Ezra di Pretty Little Liars sono molto più interessanti ora di quando se ne stavano seduti sul divano a mangiare cibo cinese e, seriamente, erano la coppia più noiosa nella storia della televisione.

Detto ciò, se dovessi fare un paragone con i due triangoli amorosi più famosi della tv in questo momento, direi che la nostra Freya non è assolutamente un’Elena Gilbert (per quanto questa volta sia stata con le mani a posto, devo riconoscerlo. Ciò nonostante, siamo lontani anni luce dai piagnistei di una che ha portato avanti quattro stagioni di “it’s always gonna be Stefan” e “I don’t know what I feel”) ma bensì un chiaro esempio di Sookie Stackhouse: ovvero, nell’indecisione lei se li fa entrambi, e se qualcuno le dice qualcosa s’incazza pure.

Direi che per quest’episodio è tutto, noi ci rivediamo settimana prossima, sempre su Telefilm Addicted, con la prossima puntata di Witches of East End.

Ricordatevi sempre che se vi piace la serie e volete saperne di più, basta mettere mi piace alla pagina facebook Witches of East End Italia per news, foto, spoiler e molto altro!

Vi lascio con il promo del terzo episodio, alla prossima!



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