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Recensioni White Collar

White Collar | Recensione 4×13 – Empire City

Lo scenario in cui ci trascina White Collar per la sua tredicesima puntata è a dir poco affascinante e suggestivo e se nelle puntate precedenti ci ha portato nell’ambiente delle micro distillerie newyorkesi stavolta ci porta al Cotton Club, club jazz, che ci regalerà le performance della meravigliosa June.

L’episodio, dal gusto retrò, darà spazio ai personaggi più in “disparte” della serie come Mozzie ma soprattutto June, dimenticandosi per 40 minuti della trama orizzontale, e quindi del minaccioso Senatore Pratt. Mozzie si improvvisa tassista per raccogliere informazioni sulla mappa-chiave e dà vita a siparietti esilaranti, primo su tutti l’inseguimento del tassista con il suo stesso numero di licenza (falsificato), perché stavolta Moz ha rispettato la legge, anche se difficile da credere. È in questo modo che l’inseparabile compagno di Caffrey procura un caso al Bureau; esso ci condurrà dai proprietari del Cotton Club, due fratelli, il primo con la volontà di riportare in vita il Club che ha ospitato tra i migliori cantanti jazz, e il secondo, “dal lato oscuro”, che spaccia le targhette dei taxi false. I due fratelli porteranno a galla anche la tematica della famiglia, entrambi disposti a proteggersi l’un l’altro, tema sempre più importante per la serie.

Peter e Neal decidono di sfruttare le abilità canore di June per intrufolarsi al Cotton Club, e le procurano un ingaggio. Questo espediente ci regala le fantastiche performance di June e ci fa sentire la sua voce adorabile con “Ain’t nobody business” di Porter Grainger e Everett Robbins, “Harlem on my mind” e “Some of these days” di Ethel Waters, così finalmente questo personaggio trova il suo meritato spazio. Il caso verrà risolto tramite le varie peripezie di Neal, della squadra di Burke, e anche di Elizabeth che ci mette sempre del suo improvvisandosi “spia”.

Solo negli ultimi 3 minuti la trama orizzontale procede e Neal riesce a scoprire il profilo indicato dalla chiave che, con sorpresa, indica l’Empire State Building come l’edificio chiave. Anche Peter, grazie alle sue intuizioni, giungerà alla soluzione. Peter e Neal sono di nuovo alla pari, ma dove porterà questo doppio gioco? L’episodio ci regala un bellissimo caso da risolvere, ma la trama orizzontale procede lentamente e questo nonostante manchino solo 3 episodi alla conclusione della stagione. Altra pecca: ma le presenze femminili dove sono? Sono solo io che sento la mancanza di una donna al fianco di Caffrey? Sarah e Alex  che fine hanno fatto? 

Per il momento, non ci resta che aspettare quali saranno i prossimi passi della squadra più efficiente del Bureau.

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