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Recensioni Watchmen

Watchmen 1×01 – Recensione di un pilot che promette bene

Ho atteso, divisa fra terrore e desiderio, che uscisse da quando se ne iniziò a parlare mesi fa, eccomi quindi pronta per la recensione della 1×01 di Watchmen dal titolo “It’s summer and we’re running out of ice”

I fan della miniserie a fumetti come me temevano che potesse venirne fuori una pochade, che lo spirito e la profondità del canon potesse essere deturpato e invece Lidelof ci ha dimostrato che i nostri timori erano infondati.

Laddove la miniserie a fumetti prendeva il via dal Vietnam e dalla Guerra Fredda, la miniserie tv si poggia sulle conseguenze dei fatti di Tulsa del 1921 e della riscossa dell’estrema destra razzista. Quanto avvenuto a Tulsa è realmente accaduto, è poco noto al di fuori degli States, ma è, purtroppo, Storia.

Torna il tema razzista e violento, Rorshach – unico Watchmen che si era opposto alla decisione di Ozymandias – viene strumentalizzato post mortem, le sue memorie usate (senza fondamento) per motivare l’azione di un movimento razzista che si fa chiamare Settima Cavalleria.

La polizia, una volta nemica dei vigilanti, è costretta a girare in incognito, mascherata con fazzoletti gialli (il colore dei Watchmen) e collabora costantemente con persone come Sister Night, Looking Glass, Pirate Jenny e Red Scare. Coloro che debbono tutelare la sicurezza dei cittadini sono costretti a procedure complicate e seriamente pericolose per l’incolumità personale e degli altri, costretti a rispondere a personaggi grotteschi come Panda, proprio in conseguenza alle scelte che i Watchmen fecero alla fine del fumetto.

Si delineano una serie di paralleli con il primo numero della miniserie a fumetti: il ricordo del passato (Giustizia Mascherata, i Minutemen, i Watchmen), il distintivo che apre e chiude la sequenza e la macchia di sangue (lì era la spilla del Comico), Adrien Veidt nella sua magione che sperimenta (mi chiedo cosa abbia in serbo ora), il personaggio che sembra eroico ma nasconde qualcosa di losco (lì era Il Comico qui lo Sceriffo), il misterioso odore di vendetta e di un disegno più grande. Non mancano, poi, i riferimenti al fumetto più espliciti: come la pioggia di calamari, i riferimenti al Dott. Manhattan, Spettro di Seta o la tazza di Gufo Notturno, l’orologio riprodotto più volte nel corso della puntata.

Insomma, le atmosfere del fumetto sono state riportate fedelmente e il personaggio di Regina King buca lo schermo: vitale, determinata e intensa, Angela Abraham si delinea fin da subito come il traino degli eventi.

Non ci resta che aspettare la prossima settimana! Noi ci rivedremo a novembre con la recensione della prima metà della stagione dei Watchmen. E’ stata una decisione ardua ma necessaria: solo osservando più episodi insieme è possibile comprendere appieno le dinamiche interne alle miniserie e questa miniserie in particolare ha bisogno di essere osservata nel suo complesso.

Vi lascio il trailer del prossimo episodio

…e vi saluto. Alla prossima!

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