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Recensioni Veronica Mars

Veronica Mars – Luci e ombre della stagione 4

Ciao a tutti, Marshmallows!
Sono passati oltre cinque anni da quando iniziavo un’altra recensione in questo modo e chi mi conosce un po’ (o ha semplicemente dedicato venti secondi a scorrere la mia descrizione personale in fondo a uno dei miei articoli) può facilmente immaginare quanto ciò mi faccia piacere: dopo l’insperato prosieguo regalato dal lungometraggio ai fan scontentati dalla brusca interruzione di Veronica Mars, questo revival della serie impugnato da Hulu (sempre sia lodato) a così lunga distanza è da considerarsi alla stregua di un secondo miracolo! E, come è facile presupporre, nei mesi tra l’annuncio della produzione all’effettiva messa in onda (prevista per oggi ma inaspettatamente anticipata di una settimana… giusto per mettermi in difficoltà vista la quantità strabordante di impegni lavorativi e non purtroppo difficili da rimandare che avevo) le aspettative si sono lanciate verso l’infinito e oltre.

Essendo riuscita a completare la visione giusto ieri, posso commentare quasi a caldo una visione che mi ha lasciata nel complesso soddisfatta, ma con punti interrogativi che, seppure radi, hanno inficiato di molto il gradimento generale… e, da quanto mi è stato dato di capire da opinioni di amici e commenti random letti online, decisamente non sono l’unica.

Perfect! THE. END. …Oh wait, no.

Come mi era già capitato di dire in occasione del film, ciò che ho apprezzato di questo show negli anni è che ha avuto un’evoluzione organica, che ci ha permesso di apprezzare quei punti saldi delle trame e dei personaggi che hanno fatto appassionare i fan, ma è anche “cresciuto” insieme al pubblico e alla protagonista, regalandoci tinte più fosche man mano che ci spostavamo da un contesto liceale (ma non per questo meno dark: l’uccisione della migliore amica di Veronica, il suo stupro a una festa, la morte di diversi compagni di classe nell’incidente del bus, la corruzione dei ricchi e le lotte tra bande rivali nella cittadina di Neptune… anche nelle prime due stagioni non ci sono stati risparmiati argomenti piuttosto pesanti) a uno più adulto dalla terza stagione in poi. Avevo già scritto allora di aver percepito un leggero spostamento di focus, forse in parte dovuto anche alla mia percezione di spettatrice nel frattempo cresciuta, e così come in occasione dell’uscita del film anche stavolta mi sento di dire di aver apprezzato la capacità di questa serie di rimanere ancorata ai suoi principi fondanti evolvendo però verso un tipo di narrazione, se vogliamo, più maturo.

La trama si adatta a un tipo di audience più adulto e anche il format, che nelle prime tre annate ci eravamo abituati a vedere spalmato sul classico assetto da oltre venti episodi a stagione, funziona bene in questo ristretto a meno di dieci puntate, tipico delle piattaforme online che rilasciano intere stagioni in blocco: una cosa che mi era in parte mancata con il film era stato proprio il riuscire a farmi pienamente coinvolgere dalla risoluzione del caso orizzontale per via della durata ridotta della narrazione. Una stagione di 23/24 episodi consente non solo di dilazionare gli indizi del caso principale nell’arco di più settimane, ma di affrontare vari scenari di contorno e creare piccoli casi del giorno per riempire le trame verticali. Otto episodi è una buona via di mezzo in quanto non c’è spazio per casi standalone, ci si deve per forza di cose concentrare solo su quello principale, ma senza comunque far mancare le parentesi dedicate a sviluppi personali dei personaggi, quindi per me un formato che ben si adatta all’anima di Veronica Mars, che oltre all’aspetto “giallo” ha saputo conquistare il suo fandom anche e soprattutto grazie ai rapporti interpersonali dei protagonisti… e in questa stagione quasi tutti questi legami trovano il loro spazio di evoluzione, a partire dai due cardini della vita di Veronica, ovvero suo padre e Logan.

Evidenzio il quasi perché, sebbene da un lato troviamo momenti che ho adorato come i vari incontri/scontri tra Veronica e Weevil (che, ripartendo proprio da dove il film ci aveva lasciati, hanno spesso dialoghi furiosi in cui si rinfacciano a vicenda errori, privilegi mancati e divergenze in generale… ma quanto ho esultato quando, nonostante tutto, nel momento del bisogno lui è saltato in sella alla sua moto ed è andato ad aiutarla! Nella serie il legame tra questi due improbabili alleati era una delle mie dinamiche preferite), mi è dispiaciuto infinitamente non vedere (o non vedere a sufficienza) volti noti dell’entourage di Veronica come Wallace o Mac, quest’ultima non pervenuta in quanto Tina Majorino ha affermato di non essersi sentita abbastanza motivata a tornare a vestire i panni del suo personaggio quando si è resa conto che il percorso per lei pensato non era sufficientemente denso. Wallace invece appare a tratti e, per quanto capisco che il suo incarico attuale al liceo di Neptune possa non essere la cosa più elettrizzante dell’universo, ho trovato un po’ svilente ridurre il fedele amico e compagno di avventure della protagonista a un mero foil sociale per l’attuale condizione di Veronica: dopo la deludente proposta di Logan, Veronica attraversa ovviamente una serie di eventi e vicissitudini che la portano a riconsiderare la sua posizione, ma prima di arrivare al proverbiale brusco risveglio (qui più letterale, dopo un sex dream con Leo durante il quale ho urlato “NO, NO, NOOOO” per tre quarti del tempo e a seguito di una specie di esperienza pre-morte durante il violento scontro a fuoco contro i due killer messicani), la ragazza passa anche del tempo a vagliare con una certa causticità momenti di vita vissuta come l’housewarming party di Wallace, le cene a casa sua con la compagna e la figlia… scelte diametralmente opposte a quelle che si sente di intraprendere per se stessa (non per niente “Don’t have children, Veronica” diventa una specie di inside joke ricorrente all’interno dei dialoghi di questi otto episodi), il che non sarebbe neppure un male, ma trovo che da un punto di vista narrativo finiscano purtroppo per limitare la funzione di Wallace nella trama al classico bravo ragazzo che ha fatto tutte le scelte giuste e che ci si aspetta, senza mai cadere nelle tentazioni che il marcio in Neptune sembra, a un certo punto o un altro, instillare in quasi tutti i suoi cittadini, e personalmente lo trovo un ruolo un po’ riduttivo per questo personaggio.
Riguardo il ritorno di Leo, con una presenza decisamente più corposa rispetto alla relativamente breve comparsata nel film, devo dire che l’ho apprezzata: prima di realizzare che la possibilità dei LoVe come coppia fosse concreta, lui non mi dispiaceva come partito e ho adorato la sua lealtà a Keith nel breve periodo in cui questo ha vestito nuovamente i panni dello sceriffo, ma chiaramente ora come ora non riuscivo a contemplare nulla di diverso da una bella amicizia di lunga data con lui. Scegliere di usare Leo come strumento per sconvolgere le ferree convinzioni di Veronica e farle temprare il suo impegno verso Logan al termine di un momentaneo periodo di separazione tra i due e di spaesamento per lei è stata una scelta forse banale, ma tutto sommato necessario per una Veronica che è apparsa in questa stagione ancora più graffiante di come la ricordassi.

I traumi del suo passato hanno lasciato senz’altro cicatrici e il sarcasmo tagliente con cui questo personaggio si è costantemente approcciato a ciò che la circonda è uno dei motivi per cui l’ho sempre apprezzata (per non parlare della frequente misantropia: Veronica in total black con cane al guinzaglio che attraversa gli springbreaker festanti sulla spiaggia con l’aria di chi li fulminerebbe tutti è uno spirito guida per certe giornate particolari…), ma ho apprezzato il bilanciare questo aspetto con uno più umano dato, ad esempio, dalla simpatia e affinità istantanea con Matty e il suo quasi volerla prendere sotto la sua ala.
Mi è piaciuto anche il rapporto instaurato con Nicole, chiaramente il tipo di ragazza per cui Veronica poteva provare un immediato sentimento di stima e con cui c’era un’innegabile chimica, motivo per cui è stato un peccato vedere deragliare il treno per via dei sospetti di Veronica: il mettere il suo impegno come P.I. prima di tutto, anche dei rapporti interpersonali, è una caratteristica ricorrente, ma visto come questo personaggio incarni la tipologia di ragazza quasi incapace di creare rapporti forti e duraturi con altre donne (tra Meg e Parker, solo per nominarne un paio, ne abbiamo visti affievolire più di uno), da un lato è spiacevole il modo in cui le due finiscono per separarsi, specialmente visto che la scena arriva dopo una sincera ammissione di colpa di Veronica, che a quel punto non aveva motivo per scoprire le carte se non, appunto, un mero impulso morale.

La fine del breve idillio con la nuova amica riporta però Veronica al suo punto di partenza: si è sempre trovata più a suo agio e per questo si è circondata di presenze maschili, che completano la sua personalità senza oscurarla, un equilibrio in cui sia Veronica che la controparte ne escono arricchiti. Questa è sempre stata una delle cose che ho più apprezzato nelle dinamiche interpersonali tra i personaggi di questo show, e questo mi porta quindi a una delle note dolenti più marcate di questa stagione: il finale.

Qui non si tratta unicamente di essere fan di Veronica e Logan come coppia e non accettare la morte di quest’ultimo in quanto rovini il lieto fine dei due: ho trovato la scelta inappropriata semplicemente perché non necessaria, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Rob Thomas che “amputare” Logan fosse necessario a Veronica per continuare a crescere ed evolversi come personaggio indipendente e a tutto tondo. Non potrei essere più in disaccordo, proprio per via di quanto esposto poco più su: più volte nell’arco della serie, inclusa questa stagione, Veronica ha non solo attivamente cercato il supporto delle due colonne della sua esistenza, Logan e Keith, ma li ha anche frequentemente indicati come tali a parole, e questo è totalmente l’opposto di una dipendenza. Non mi sognerei mai di descrivere Veronica Mars come un personaggio femminile non forte, non caparbio, non indipendente, perché è tutte queste cose e anche di più, ma lo è per via delle cose affrontate in passato e anche grazie alle persone di cui si è circondata: è la donna che è grazie al modo in cui è stata cresciuta da suo padre e, nell’arco degli anni, Logan si è inserito nella sua quotidianità senza mai sconvolgerla. Ci sono stati momenti in cui sembrava che si volesse porre l’accento sull’ombra autodistruttiva di Logan, anche lui d’altronde personaggio afflitto da pesanti traumi in passato, e di come questo rischiasse di assorbire Veronica… tuttavia personalmente ritengo che la cosa andrebbe letta al contrario: Veronica nel film parlava di sé come “adrenaline junkie”, tra le altre cose, e credo sia una descrizione appropriata. Oggettivamente, per quanto possa narrativamente apprezzare il suo personaggio, è ben lontana dall’essere perfetta e ha notevoli lati oscuri, quindi la risposta allo scatto violento di Logan nella 4×02 è qualcosa di insito in lei e non di trasferitole da lui. Andrei addirittura oltre nel dire che, se possibile, lo stare insieme ha aiutato positivamente entrambi a “guarire”, la presa di consapevolezza che le sentiamo dichiarare in voiceover dopo il ritorno a casa di lui e dopo avergli comunicato di aver cambiato idea sul matrimonio è un’ulteriore conferma in merito: Veronica non è meno indipendente, meno filo-femminista o whatever perché ha un ragazzo/marito, ma mi spingerei a dire che quel poco di evoluzione che il personaggio ha avuto nell’arco degli anni lo deve proprio alla vicinanza di Logan, un’evoluzione positiva. E altrettanto, se non di più, può dirsi di Logan, che era una testa di cavolo quando l’abbiamo visto nei primi episodi della serie mentre a vederlo ora è quasi irriconoscibile: trovo debba molto del suo cambiamento in meglio alla presenza di Veronica.
Dove sta scritto che un personaggio come lei abbia bisogno di “rimanere sola” per fiorire al meglio? D’altronde, come discutevamo anche con The Lady and the Band ieri pomeriggio su Whatsapp, con il lavoro di lui un modo migliore di questo per tenerlo lontano, volendo, si poteva ben trovare, visto che pensare di aggiungere un trauma come questo al già pesante background di Veronica lo trovo andare in una direzione fin troppo dark anche per gli standard visti finora. Il tutto va inoltre in contrasto con quello che sembrava essere il messaggio finale nel film: Veronica che, a dispetto di tutto, sceglie di fermarsi a Neptune e di ancorarsi ai suoi legami lì, afferma addirittura “in what world do you get to leave the ring and declare victory?“… beh, ce l’abbiamo fatta: alla fine di questa stagione Veronica fa i bagagli e parte per risolvere casi al di fuori della sua cittadina natale, sembra arrendersi proprio come la se stessa di cinque anni fa aveva dichiarato di non voler fare.
Penso che spesso optare per il lieto fine sia visto come scontato da certi autori, quando invece a volte è decisamente la scelta meno facile… varie stagioni precedenti nonché il film terminavano con una nota dolceamara, avrei di gran lunga preferito quello, e non solo perché mi sarei risparmiata di piangere tutte le mie lacrime nell’ascoltare le ultime parole di Logan su Veronica.

Faccio un’ultima parentesi sull’argomento per aggiungere che parte del mio malessere rispetto alla fine di Logan era anche dato dal fatto di aver accidentalmente letto uno spoiler in merito in rete mentre cercavo gli episodi da vedere in streaming: non farò il nome del sito italiano che ha dato la notizia in un articolo dal titolo estremamente rivelatore, tanto se il karma funziona il diretto interessato sa che sto parlando di lui perché dovrebbe aver passato le prime di molte giornate a svuotarsi dolorosamente le viscere sul cesso come da mio anatema, volevo solo limitarmi a una breve considerazione sul sentirsi intitolati a rilasciare bombe come queste a neanche tre giorni dalla messa in onda di una stagione così attesa solo perché queste piattaforme online te le rendono disponibili in blocco, fregandosene di chi una vita e un lavoro ce l’ha e magari il tempo per fiondarcisi immediatamente no… anzi, mi risparmio pure quello e lascio solo immaginare il mio odio nell’avere l’intera visione, specialmente quella dell’ultimo episodio, rovinata da questa conoscenza pregressa non richiesta. A buon intenditor…

Ultimo neo, che però è più un gusto personale e quasi scompare rispetto alla questione Logan, devo dire di non aver particolarmente apprezzato la scelta della nuova sigla, troppo copia-carbone di quella di True Detective… si poteva essere più originali.

Tutto sommato potrei dire, in base a quanto sentito in giro, che il mio giudizio sia leggermente più positivo della media: tolto un finale che non riesco a capire quali spiragli possa lasciare per un prosieguo all’altezza del passato, per il resto non mi trovo pienamente d’accordo con chi ha bocciato la stagione in toto. Riguardo il cast, oltre a vecchie glorie, abbiamo aggiunte illustri come J.K. Simmons in un ruolo dal giusto tono ambiguo per mantenere vivo il nostro interesse per tutta la visione; abbiamo un caso che tiene incollati allo schermo per via della componente umana e del mix esplosivo che coinvolge fazioni come la famiglia altolocata di un membro del congresso di origine mediorentale, emissari del boss di un cartello messicano, i soliti membri dell’alta società e i bassifondi di una cittadina in cui, come Veronica ci ricorda spesso, “non esiste la middle class” (ho letto in giro che gli intrecci di trama sono stati visti da alcuni come fin troppo confusionari, io invece ho apprezzato la complessità e il creare collegamenti improbabili e cambi di fazione improvvisi); una risoluzione come sempre non scontata, con passaggi che ti portano nell’arco degli episodi a sospettare di un po’ tutti prima di rivelare un colpevole quasi insospettabile, con anche un paio di plot twist nel mezzo. I punti base di Veronica Mars c’erano quasi tutti e l’evoluzione narrativa l’ho trovata una scelta quasi fisiologica per un prodotto che ha dovuto svilupparsi con così tanti anni tra un pezzo e un altro: si poteva forse fare meglio sotto alcuni punti di vista, ma in generale ho ritrovato la familiarità che mi aveva catturata in principio e per questo non mi sento di scoraggiare un fan di vecchia data dalla visione… ma do per scontato che il fan di vecchia data che si è appena letto tutto questo articolo la stagione l’abbia già ultimata, quindi vi chiedo di farmi sapere la vostra in merito qui sotto nella sezione commenti (possibilmente moderando il linguaggio quando si parla di spoiler non richiesti e scelte autoriali discutibili… per quanto turbati, siate migliori di me! xD).

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Ale

2 comments

Francesca 30 Luglio 2019 at 04:37

Io sono rimasta sconvolta dal finale, avevo immaginato che succedesse qualcosa, poiché su Fb avevo visto la petizione per fare tornare Logan. ma mai avrei immaginato una fine così tragica. pensavo che Jaon nn avesse dato conferma della sua presenza, semmai ci fosse stata una 5ª serie e invece me lo fanno morire così miseramente ? non ci sto. Veronica e Logan sono la coppia per eccellenza, siamo cresciuti con loro sperando che finalmente un giorno potessero sistemarsi e adesso che finalmente accade la facciano finire così? abbiamo visto anche come il loro lavoro di squadra funzionasse davvero tanto, quando lui era body guard di Maloof, eventualmente si poteva pensare di continuare su questa linea. i Dj lasciarlo al suo lavoro che lo teneva impegnato molti mesi all’anno , Veronica avrebbe mantenuto la sua totale indipendenza, come successo fin’ora. Io lo reputo di una cattiveria disumana, farlo finire così, soprattutto per noi fan, di vecchia data… ho finito di guardarlo oggi e sono ancora sconvolta giuro. La trovo una moda abbastanza recente quella di fare finire male le serie. a questo punto, per me, Veronica Mars finisce 8 minuti prima del finale, quando finalmente i due si sposano. spero ci sia un colpo di scena in quanto effettivamente il cadavere nn l’abbiamo visto e non abbiamo mai sentito pronunciare la parola morto, perché davvero, Veronica senza Logan non è Veronica e Rob forse questo non l’ha capito.

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Teresa 2 Agosto 2019 at 18:06

Io ho finito la serie giovedì notte e sono rimasta sconvolta dal finale. Ammetto che mi era caduto l’occhio su alcuni titoli in rete, che subito avevo dribblato, ma che mi avevano fatto intuire qualche tragedia finale. Per tutta la stagione ho pensato a Keith e già stavo male; poi il tarlo del dubbio ha iniziato a insinuarsi in me e ho iniziato a pensare a Logan. Ho sperato fino all’ultimo di sbagliarmi ma no! La sua morte è stata il colpo di grazia. Concordo nel dire che non abbia senso e che l’affermazione di Rob è stupida. Logan semplicemente non doveva morire; non dopo ciò che hanno passato entrambi e non dopo averci fatto sognare e sperare in un loro futuro insieme. ho già firmato la petizione, ma temo sia inutile. Concordo con Francesca nel dire che anche per me la serie termina con il loro matrimonio dolcissimo. Spero anch’io che possano risolvere la cosa, magari dicendo che è in coma e che miracolosamente si risvegli; ma dubito dato che temo sia ormai in mille pezzettini (come il mio cuore) e che lo sguardo di Kristen dalla psicologa, mentre guarda verso l’alto, non lasci spazio ai dubbi. La speranza è l’ultima a morire. Non possono dividerli perché sono una cosa sola. Una delle migliori coppie.
Devo dire che dopo la visione ho avuto gli incubi in merito (mea culpa che testardamente ho voluto guardarla fino alle 2 di notte) e ho continuato a sognare e ripensare a tale trauma.

Ridateci Logannnnn!!!!!

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