UnREAL 3×07 – Il mulino bianco non ci convince, puntata meh


Apro con il dire subito che ho trovato questa puntata un po’ (tanto) sottotono, come se qualcosa non avesse funzionato, o il meccanismo si fosse inceppato. Forse perché invece di puntare i riflettori su un argomento interessante/piccante, e lì affondare la lama per sviscerarlo con la solita apprezzabile crudezza, ci si è limitati a ripetere allo sfinimento e da diverse angolazioni – nessuna delle quali particolarmente incisiva – il copione della “famigliola felice: sì, no, perché”.
Ce ne importava a tal punto? No. Quasi meglio il cliché della lotta nel fango, questa volta a gender ribaltato.

Io credo che il problema principale sia che la faccenda della famigliola del Mulino Bianco versione Colorado sia nata già sbagliata, dall’inizio. Quando Riley (adorabilissima e con dei capelli che avrei voluto intrecciare perfino io) è corsa da Serena chiedendole se fosse lei la sua nuova mamma, io avrei voluto cambiare canale gridando, perché, dai, non era verosimile. Ma non sto parlando di quel tipo di irrealtà/falsità tipica di UnREAL che punta sul trionfo degli eccessi, dentro ai quali mantiene un suo senso distorto, perché alla base si sa che è tutto costruito e serve solo per avere visibilità. Non c’era nessunissima logica, ed era ancor più aberrante proprio perché invece la gente lo trovava normalissimo, tranne Serena, che è stata messa al muro per aver avuto reazioni umane, di cui si è dovuta scusare in lungo e in largo, come se il problema fosse non avere un innato istinto materno per una bambina mai vista. 

Quel che è peggio è che poi hanno continuato imperterriti con questo tipo di narrativa, convincendo Serena di essere la matrigna di Biancaneve, quando io invece credo che avesse ragione fin dall’inizio, perché erano gli altri a non battere pari. Non sono sempre stata indulgente con Serena, ma in questo caso ero totalmente dalla sua parte.
Dove sono finite tutte le cautele nel presentare una nuova “compagna” ai figli, facendoli in primo luogo sentire sicuri del proprio affetto genitoriale, che non verrà tolto da un’estranea? Tenendo soprattutto conto che stiamo parlando di un reality show in cui questi due nemmeno si conoscono così bene? Riley non doveva essere messa in mezzo, fin dall’inizio.
Il problema non è tanto che i produttori dello show abbiano messo insieme un teatrino del genere, per loro contano ascolti, successo di pubblico e compagnia cantante, lo sappiamo. Era ovvio che loro l’avrebbero usata per creare il quadretto felice da vendere agli americani.

Mi riferisco a Owen stesso, che ha messo in mezzo la figlia e ha poi preteso sul serio, e con irritazione crescente, quello che  non era possibile ottenere da nessuno, in quelle condizioni e a quello stadio. Non è che Serena abbia rifiutato la bambina in sé, come lui ha creduto, forse. Non le ha voluto promettere di essere la sua futura madre. Ma poi, abbiamo davvero discusso per una intera puntata, se Serena potesse davvero essere la madre giusta per Riley? Cioè, questa gente ci credeva davvero. È questo che trovo inconcepibile.
Owen ha sempre avuto questo atteggiamente da “so di essere l’unica brava persona qui dentro”, che potrebbe anche essere vero (lo è senz’altro, ma io preferisco comunque gli esseri umani imperfetti, che non quelli che si credono chissà chi), che tende a diventare paternalistico quando se lo tatua in fronte, guardandosi in giro con aria giudicante perché è l’unico role model dall’impeccabile moralità in mezzo a “coglioni di ogni nazionalità” (cit. Zach, che mi è dispiaciuto veder andar via).
Non è che la sua posizione di padre che va a cercare moglie in un programma televisivo, lasciando una bambina piccola a casa, sia esattamente edificante. Per questo motivo ho trovato fuori luogo la sua scenata iniziale: “Se sei questo genere di persona, quella che perdona a Jasper la sua scommessa, allora non vai bene per mia figlia”. E siccome sì, non giriamoci intorno, Serena ha in qualche modo accettato il comportamento di Jasper, perché tu Owen te ne stai lì, pronto a indignarti solo in questa occasione, invece di fare i bagagli e andartene?!
Per non parlare di quando si offende perché Serena si gela di fronte a Riley e la guarda scandalizzato, come se lei fosse il simbolo di tutta la cattiveria umana. Cioè. No. È tutto sbagliato. Vai a fare l’occhiata da suocera disapprovante da un’altra parte.
Così come non ha senso la conclusione (dopo la tragedia sfiorata e il gesto eroico di Serena, che manda in giro dopamina nelle vene di chiunque, al punto che perfino gli uomini avrebbero voluto sposare Owen): “Serena è quella giusta, imparerà a fare la madre, nel frattempo ci penso io a tutto”. Ma dove?! Ma se nemmeno vi conoscete!
Cioè io capisco il vendere l’irrealtà per sogno romantico, il principio che sta alla base di un programma come Everlasting, ma non comprendo come si possa essere convinti della veridicità dei sentimenti che si provano in un contesto alterato, arrivando a coinvolgere perfino una figlia.

Quinn, dal canto suo, ha effettivamente superato il limite. Io non ho alcun genere di preconcetto perbenista quando si tratta di Everlasting/UnREAL, perché c’è un’onestà di fondo molto liberatoria (se ci si offende per ogni scorrettezza etica, non si arriva alla terza stagione di UnREAL), ma traumatizzare una bambina mettendola di fronte a una delle sue paure patologiche, senza un minimo di comprensione umana, per me è un grande NO.
Quinn sembra aver perso l’ultimo barlume di pudore, quello per cui aveva impedito a Chet di filmare la scenata del padre di Rachel. Per quanto Quinn non si sia MAI fermata davanti a niente, questo è troppo anche per lei, e io non ho mai avuto problemi con le sue gesta antieroiche.
Probabilmente ha alzato l’asticella per colpa della presenza di Fiona, come le fanno notare sia Rachel che Chet, entrambi stupiti/scandalizzati dal suo comportamento (e ce ne vuole, diciamolo). Forse voleva impressionarla, perché l’amica è decisamente impermeabile ai suoi soldi, carisma, potere e non ha nessun problema a disapprovarla apertamente. Il che è uno dei punti positivi della presenza di Fiona, quello di posizionarsi come un’interlocutrice privilegiata nei confronti di Quinn e mostrarci altri aspetti della sua personalità, perché per il resto, per conto mio, può pure tornare da dove è venuta, lei e i suoi proclami di voler fare “televisione di cultura, mica ‘sto schifo che fai tu”. Sbaglio o inoltre si pone già competitiva con Rachel rispetto a Quinn?

Anche la parte che ha riguardato Quinn-Chet è stata decisamente sconfortante e ha raggiunto dei picchi di bassezza imbarazzante. Già io non credo che sia normalissimo che Chet chieda aiuto a lei per avere una chance di incontrare il proprio figlio, ma ho apprezzato vedere quanto tenesse al bambino e capisco perché Quinn abbia accettato di aiutarlo (anche perché, secondo me, a Quinn non è ancora passata). Usare però l’impossibilità di Quinn di avere figli – arrivati a questo punto (come mostrato la scorsa stagione)- per farle crudelmente notare: “Tu non capisci queste cose perché non sei madre”, è un colpo molto basso. Di certo non poteva aspettarsi che lei non glielo rivoltasse contro. Ed è anche stato inutile, in fondo, perché non serve essere madri per farsi un’idea della situazione in cui Quinn ha coinvolto Riley.
Credo sia stata tutta una forzatura costruita per portarci al cliffhanger finale abbastanza citofonato, in cui Gary chiede la testa di Quinn a Chet, in cambio di una campagna pro-Emmy, trovando quindi Chet (più) bendisposto nei suoi confronti. Ma da quanto UnREAL costruisce trame così poco solide?

Rachel è stata più “radicalmente onesta” in questa puntata, che non all’inizio della stagione, quando se ne andava in giro a sputare i suoi giudizi su tutti, senza essere veramente sincera con se stessa. È la prima volta che si comporta in modo realmente empatico, mostrando di avere a cuore il benessere di qualcun altro, cioè Riley – se pure vedendola come proiezione della bambina ferita che è stata e che ancora esiste dentro di lei da qualche parte. Dà la priorità al lato umano, invece che al programma. È stato molto strano vederla così, tanto più che pare essersi avverata la profezia di cui Quinn è sempre stata più che convinta – e cioè che Rachel è geniale solo quando dà corda alla sua dark side, alle sue tendenze manipolatrici e distruttorie. Perché in effetti, nei suoi consigli dati a Serena o più tardi a Owen, in cui si vedeva che teneva a fare la cosa giusta come persona e non produttrice, non ha brillato per genialità e non ha apportato niente alla realizzazione della puntata di Everlasting. E non è una critica, è solo una considerazione sul suo ruolo, che può aprire spunti di riflessione su se stessa.
Mi ha fatto particolare tenerezza perché la si è vista molto più calma, più serena quasi, più vulnerabile e sicuramente più accessibile, ma questo non le preclude di prendersi mazzate in faccia, quando il padre abbandona la clinica chiedendo aiuto alla moglie-carceriera (e già la telefonata iniziale era molto sospetta).
L’intero topic della “liberazione del padre” è stato gestito male da parte sua, senza la giusta pianificazione, è verissimo. Ma di fondo Rachel ci teneva davvero che andasse tutto bene, ha agito per altruismo, ha speso i suoi risparmi per salvarlo, per dargli la possibilità di una vita autonoma, salvo finire con il ricevere un colpo inaspettato, che sembra quasi un tradimento.
Il problema alla base di tutto è la mancata assunzione di responsabilità da parte del padre, che non ha chiesto in prima persona di essere salvato ed è stato spostato da una parte all’altra come un fantoccio, mentre qualcun altro, come è sempre stato, giudicava cosa fosse meglio per lui e glielo imponeva. Il ruolo della moglie è stato assunto dalla figlia (con intenzioni più che ottime), senza che lui diventasse consapevole di se stesso. Era quindi forse scontato che avrebbe ceduto e sarebbe tornato nella prigione dove si sente sicuro.

Varie
In tutta onestà, così come Serena è stata indulgente con Jasper, allo stesso modo dovrebbe esserlo anche con August. Solo che August è davvero insopportabile, posso dirlo? Sarà anche eco-friendly, ma questo atteggiamento da “io salverò il mondo una buca piovana per volta” non si affronta.
In tutta onestà punto due, io non vedo nessuno con cui Serena possa davvero sposarsi lì dentro, nemmeno Jasper (che è il mio candidato di maggioranza). E davvero per me Owen è nonono.
– Ammetto con orrore di cominciare a vedere della chimica tra Jeremy e Rachel, perché lui sembra mettercela tutta per mostrarci quel suo lato da principe azzurro protettore di fanciulle, salvo poi farci ricordare con orrore la perdita di controllo dello scorso anno. Mi stupisce come siano sempre tutti pronti a far notare a lui che sarebbe un disastro un riavvicinamento con Rachel. Perché nessuno pensa a lei, invece? È lei ad aver subito un’aggressione!
– Madison che fa gioco di squadra è qualcosa che non pensavo avrei mai visto nella mia vita.
– Jay è completamente andato e prevedo disastri per lui.

In conclusione, è stata una puntata che ho trovato lenta, monotona, poco interessante e quasi filler (termine che non avrei mai pensato di usare per una serie dalla durata limitata che non dovrebbe quindi aver bisogno di riempitivi). Non è stata una puntata propulsiva, non ha fatto fare passi avanti alla trama e perfino Quinn è sembrata fiacca, forse perché il nucleo fondamentale di UnREAL è sempre stato il rapporto Quinn-Rachel: sia che vadano d’amore e d’accordo, sia che si odino senza esclusione di colpi, fanno comunque faville. Con Rachel off-radar a occuparsi dei suoi problemi senza coinvolgere Quinn, viene a perdersi un’enorme quantità di smalto. Anche i loro scambi non hanno riverberato come al solito. Per fortuna ci ha pensato Fiona a infilare qualche battuta brillante.

 

Che cosa mi dite di questa puntata?Mi piacerebbe sentire i vostri pareri!
Ecco il promo della prossima puntata (3×08), e intanto vi ricordo sempre di passare da UnREAL Italia per i consueti aggiornamenti!

– Syl




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Syl
Da piccola il suo desiderio era quello di guardare più serie televisive possibili e da grande il suo sogno si è realizzato al punto che per tenere il conto di tutte quelle che guarda, ha bisogno di una app sul telefono (e assolutamente solo in lingua originale). Devota alla lingua inglese, come se non esistesse altro al mondo. Divoratrice di libri da sempre, meglio se inglesi o americani. Vive gli hiatus come una catastrofe. Soffre di Obsessive Castle Disorder e non intende curarsi.

2 Comments

  1. Valeria

    11 aprile 2018 at 22:30

    Condivido! Ero un pò sbigottita a fine episodio, ho pensato che si fosse salvato solo Zach tra tutti quanti xD E’ vero che la storia in Colorado, che stava per sfiorare la tragedia fisica e psicologica, non è stata impostata bene, tant’è che Serena poi si autoconvince di poter gestire questa maternità forzata e ho apprezzato l’intervento di Rachel che ha cercato di riportarla con i piedi per terra e sullo scopo per cui partecipa al reality. Per cui sì, Rachel ha guadagnato un punto in più, mentre Quinn mangia bambini per colazione per dimostrare di valere anche più dello show che porta avanti. Temo che, per quanto possa amare le sue uscite da girl power e boss indiscusso, in questa stagione stiano puntando molto sulle sue debolezze, mi chiedo fino a che punto si spingeranno e se ci saranno sviluppi più interessanti sul rapporto con Rachel, perchè è vero che restano comunque un importante punto di riferimento reciproco, ed è vero che, pur con i loro disastri personali, funzionano bene “quasi sempre” cit. Storia prevedibile per Asa, e ancor più per Jeremy che ci sta girando attorno da un pò. E concordo sul fatto che nessuno pensa alla situazione inversa tra lui e rachel. Concludo negando la paternità a Chet xD
    Grazie, alla prossima!

    • Syl

      Syl

      12 aprile 2018 at 13:38

      Io ho proprio faticato a seguire la girandola di spiegoni di Rachel a Serena, che ha tutto sommato una mente lineare predisposta all’entusiasmo e facilmente impressionabile (le intendo come belle qualità), con la quale Rachel dovrebbe andar cauta, quando vuole il suo bene. Perché prima c’è stata la parte di “devi accettare il pacchetto completo”, quando Serena stava GIUSTAMENTE solo dicendo, magari al concetto di famiglia ci arriviamo più tardi. Ah no, no, tu devi prendere il primo che capita e decidere subito se ti va bene che abbia figli. Ok, è un discorso sensato, ma prima due devono conoscersi, no? Perché è giusto, secondo me, aprirsi all’idea di entrare in una famiglia già esistente, ovvero, se non ti va, mandalo a casa subito o non uscirci nemmeno, che non era però la posizione di Serena. Ma prima devi frequentare la persona. Questi due si sono parlati tre volte in tutto? Che ne sa, povera Serena. E poi non ha esattamente detto NO a qualsiasi essere umano sotto una certa soglia d’età, si è solo irrigidita quando Riley ha gridato “mamma” e credo lo avremmo fatto tutti. Rachel in sostanza va poi a dire a lei e a Owen – con ogni intenzione più che altruistica – “guarda che tu non vai bene/Serena non va bene”, cosa che io comunque contesto. Non è detto che non andasse bene. È che era ancora troppo presto, secondo me. Serena non era contraria all’idea, solo che non voleva deciderlo subito, né in un senso, né nell’altro. Cioè ora non si ha istinto materno se non si illude una bambina al primo incontro? Direi di no, così a occhio. Per non parlare della grande motivazione di Owen “é molto intelligente, ha fatto carriera, viaggia molto, sarà un ottimo role model”. Embeh, certo, sono le caratteristiche primarie per fare la madre, ovvio. No, no, tutto messo insieme malissimo.

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