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Recensioni UnReal

UnREAL 3×02 – Quello Che Gli Uomini Vogliono (speriamo di no)

Quello che più di tutto mi piace di questo inizio di stagione di UnREAL, la cosa che mi fa guardare le puntate con il solito mix di eccitazione e divertimento, è che lo show non solo sembra essere tornato agli antichi fasti, ma appare molto più concentrato sulle uniche cose che davvero contano: la creazione e produzione di Everlasting a 360 gradi, lo show che per ciascuno dei protagonisti assume un valore diverso – c’è chi vi proietta se stesso, chi lo vede come un esperimento sociologico ai fini di educare le masse, e chi lo considera solo il contenitore della propria brama di potere e di successo. E il rapporto disfunzionale, catastrofico e ossessivo tra Rachel e Quinn, una relazione madre-figlia distorta – ma spesso salvifica – in cui Quinn diventa una sorta di figura materna e role-model che fa da sprone a Rachel perché attivi quel suo lato che tenderebbe allo stallo. Quinn è convinta di tirar fuori il meglio di Rachel, di farla uscire dalla zona di comfort e rendere concreta quella genialità che le riconosce. Che questo spesso funzioni da trigger del malessere di Rachel e la mandi allo sbaraglio, estremizzando certi suoi tratti (manipolatori) della personalità, sembra non essere contemplato nella visione del mondo di Quinn.

La seconda puntata è colma di eventi, molto energica, dinamica e affronta senza esitazioni il tema del giorno e della stagione stessa, dati i presupposti dalla scelta di una protagonista femminile/femminista, che naturalmente è l’occasione per mettere in evidenza, e far scontrare, due visioni completamente opposte del rapporto Uomo-Donna, due mondi antitetici che non hanno nulla a che spartire, uno medievale e l’altro sperabilmente moderno. [Sperabilmente].
Serena è una donna cazzuta, abituata a lavorare sodo, ad avere successo, a vincere e a non scusarsi per questo, perché non ne ha motivo. A un uomo non lo chiederemmo. Allo stesso tempo è una persona fragile, insicura, che colpevolizza se stessa per i suoi fallimenti sentimentali, perché evidentemente, si dice, se non ho un uomo al mio fianco, devo aver sbagliato qualcosa. La sua mente da manager è abituata a ragionare per obbiettivi raggiunti e trovare i punti deboli dei fallimenti, per apprendere dagli stessi e farli diventare una forza. Ora. Io vorrei anche capire se quest’ansia di trovare marito sia effettivamente tutto quello che c’è da sapere su Serena, perché mi sembra troppo poco e troppo poco interessante. Ma vedremo andando avanti.

Il terreno è fertile perché i consigli (super maschilisti e, francamente, umilianti per gli uomini stessi) di Chet possano radicarsi. La soluzione è facile, Serena deve rinunciare a essere la donna brillante, capace, concreta che è, per diventare una versione di se stessa più oca. Io non so voi, ma a me si annodava lo stomaco nel sentirla ridacchiare e recitare una stupidità che, tra l’altro, era visibilmente falsissima. E non solo per quello che stava facendo in primis a se stessa e poi a tutte le donne, rafforzando nelle spettatrici di Everlasting l’idea di non poter essere donne forti e insieme poter aspirare a un’unione felice, ma mi è parso anche molto degradante per quegli uomini apparsi come minus habens incapaci di una lettura più sottile della realtà (tutti tranne il pompiere, che inizia ad acquistare notevoli punti nella mia classifica).

[Ma certo chiediamolo a Madison, l’esperta]

La questione in essere si sposta anche all’interno del reparto produttori. A differenza dei suitor maschili, una protagonista donna (Serena, soprattutto, per come si pone e cosa mette sul tavolo) è naturalmente uno specchio-proiezione delle altre donne che al programma lavorano e che vengono messe in discussione dal suo comportamento e dalle sue scelte in uno show trash-sociologico, che mette al centro una finta riproduzione di tematiche che invece, nella vita reale, sono basilari per l’essere umano in sé, ovvero il desiderio, la necessità, di instaurare legami con un’altra persona. Amare, essere amati, costruire una famiglia, condividere.
Quinn sta crollando, ed è sia penoso che allarmante assistere alla spirale autodistruttiva del potenziale alcolismo verso cui si sta avviando, perché a quel ritmo avremo un coma etilico prima di metà stagione.
I colpi che minano la sua corazza arrivano da più fronti: Madison che la descrive, tra le righe, come una donna arida che ha scelto la carriera invece che l’amore, naturalmente sbagliando, agli occhi della giovane (insopportabile) ragazza. Chet che la stronca confidandole di aver rivelato più dettagli della sua vita personale a una donna conosciuta solo tre mesi prima, che non a lei, nonostante la lunga relazione. Per concludere, la persistente minaccia di perdere lo show. Tutto questo le viene riversato addosso come una valanga inaspettata che avrebbe volentieri evitato, quando in sostanza lei voleva solo produrre Everlasting come sempre, o anzi meglio di sempre, per potersi dedicare ad altri progetti futuri. Vorrei vedere chiunque altro esposto a una pressione del genere, pungolato nei punti più vulnerabili.
A me spiace moltissimo vederla così. Quinn viene sempre fatta passare per il capro espiatorio e la strega cattiva della situazione (anche agli occhi della stessa Rachel, che si è sempre ritenuta diversa da lei) e non nego che ci regali perle di assoluta, incomparabile crudeltà e cinismo, ma è anche una donna ferita, che soffre per gli insuccessi relazionali con Chet e Booth e che a questo punto non si permette nemmeno più di desiderare una vita colma di affetti, che invece ha sempre voluto, come le fa notare Rachel.
Naturalmente la scelta finale di rubare August a Rachel non è il modo migliore di gestire la faccenda, siamo tutti d’accordo, visto che sembra solo un atto di vendetta del tutto gratuito, come lo sono sempre le cattiverie che rifila alla sua partner lavorativa, e che sono le più difficili da digerire, per me come spettatrice. Ma è vero che spesso Quinn ha agito in modo duro, in passato, anche per salvare Rachel da se stessa (con Adam), facendoci capire che non sempre il suo unico scopo è quello di preservare il programma. Per questo, prima di pronunciarmi, vorrei vedere come evolve il caos disastroso in cui ci siamo appena infilati. (Non ho ancora visto il promo della prossima puntata).
 

Vorrei dire un’ultima cosa sull’enorme dicotomia tra due sistemi di pensiero completamente in antitesi: non sono ASSOLUTAMENTE d’accordo su NULLA di quello che Chet ha esposto riguardo ai rapporti uomini-donne, ma mi ha fatto riflettere la spiegazione che dà a Quinn per non essersi confidato con lei su una cosa tanto importante e privata come il suicidio del padre. Perché un rapporto funzioni non serve (ovviamente) che una donna finga di essere più stupida dell’uomo. Serve però forse un po’ più di apertura per l’altro, fargli spazio, accoglierlo. “Crystal makes me feel safe enough to accept the different parts of myself.”
Con tutta la voglia che ho di vedere Chet scomparire per sempre, ho trovato questa affermazione sincera e possibilmente vera (e non maschilista, per una volta).

Rachel continua maniacalmente il suo percorso di “Onestà radicale” che (non ne capisco il perché) prevede il celibato eterno, andando quindi a soffocare dei naturali impulsi che possono venir solo rafforzati dalla repressione auto-imposta. Diversamente si accorgerebbe della totale mancanza di vitalità di August, che di bello ha giusto solo i capelli uguali ai suoi. August è l’insipidità fattasi carne.
La spinta all’onestà è però autentica quando trova totalmente fuori da ogni logica i consigli di Chet a Serena. Se anche mostrarsi stupide dovesse funzionare (apparentemente lo stava facendo), sarebbe una vittoria effimera, perché gli uomini si innamorerebbero di una Serena inesistente. D’accordo che Everlasting è nei fatti uno show basato sull’inesistente, ma dal momento che Serena, in apparenza, è lì per cercare marito, come pensa che possa funzionare a lungo un legame basato su quelle premesse? Eppure la voce della ragione (aka Rachel) viene zittita finché il pompiere non riprende lo stesso concetto, con più successo.

Sarebbe poi da approfondire meglio la stoccata psicologica che Simon le rifila, sull’essere onesta con se stessa, prima di tutto. A parte il fatto che lui sembra sempre il grillo parlante di cui farei volentieri a meno, è una considerazione che mi pare arrivare un po’ di punto in bianco. Cioé sì, tendenzialmente sarebbe opportuno farsi un esame di coscienza quando la lista delle colpe altrui che minano la nostra felicità si fa un po’ troppo lunga, magari sarebbe sano assumersi una parte di responsabilità (se c’è) o almeno decidere di non farsene vittimizzare, perché quello che ci hanno fatto non deve essere la base di quello che facciamo a noi stessi, ma ci ricordiamo tutti gli abusi subiti da Rachel, principalmente da sua madre? Come può questo arrivarsene dal nulla a fare il moralizzatore dopo due giorni?

Madison ha completato la trasformazione in Mean Girl SoTuttoIo e non la si tollera. Era più interessante e complessa quando era goffa, insicura e con le trecce. Adesso è solo fastidiosa, petulante e francamente non capisco perché non si prenda qualche porta in faccia un po’ più spesso.

Tre momenti TOP
– “I hate this show”. Quinn in una frase
– La rissa testosteronica, il trash ai massimi livelli e per questo perfetto per i rating
– Serena che usa contro Chet la stessa strategia che lui le ha insegnato, senza che se ne accorga. Chet è sempre Chet. Per fortuna o per sfortuna.

 

In conclusione, si tratta di una seconda puntata che continuo a trovare spinta nella direzione giusta. È l’UnREAL che ho sempre apprezzato. Certo, inizio a chiedermi quanto potremo andare avanti senza morti con una protagonista che possiamo stimare, ma verso la quale io non provo, al momento, un particolare coinvolgimento emotivo e che ripete il medesimo schema di “faccio quello che voglio” – “quello che ho sempre fatto non ha portato risultati, quindi chiedo aiuto, ma faccio quello che voglio lo stesso”. Ma sono molto ottimista su tutte le storyline che stanno man mano aprendosi.

Vi lascio con il promo della prossima puntata e vi invito a passare da UnREAL Italia per rimanere sempre aggiornati tra un episodio e l’altro!

– Syl

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