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Timidamente Amore – Un comulo di intrighi prima del gran ballo

In un’intervista inedita sul quotidiano “Buongiornissimo Mamma” il plurinominato agli Oscar Luca Guadagnino ha espresso la sua estrema gratitudine per Ornella:

“Se non fosse stato per lei, questo film [Chiamami col tuo nome, nda] non avrebbe mai visto la luce. È una grande ispirazione per chiunque voglia fare il mio mestiere. Sa descrivere anche solo con poche e semplici parole quello che noi registi fatichiamo a esprimere per immagini complesse. Mi piacerebbe tantissimo collaborare con lei per la mia prossima sceneggiatura”

E sulla possibilità di dirigere un adattamento del cult Timidamente Amore, Guadagnino risponde:

“Non posso né confermare né smentire, ma, come già detto, l’onore sarebbe tutto mio”

 

Non siamo nemmeno a metà di questo straordinario viaggio e già la tensione è quasi soffocante. Ornella ha saputo costruire un climax ascendente di incredibile pathos, capace di tenere il lettore incollato allo schermo, pervaso dall’ardente desiderio di scoprire, puntata dopo puntata, cosa succederà a Sara e ai suoi compagni. Ciò che a primo avviso aveva tutta la parvenza di un romanzo di formazione con una forte impronta romantica si sta vivacemente trasformando in un complesso thriller psicologico, dove niente è quello che sembra. Confusi, frastornati, ci approcciamo ogni settimana all’intreccio di queste vite e come Sara cerchiamo conforto e certezze negli occhi di chi ci ha sempre dato solo amore; ma se anche la fida Polly non può fornirci risposte, che speranza abbiamo noi di trovare il bandolo della matassa?

Chi si nasconde dietro l’uomo del destino? Qual è il suo rapporto con Sonia e soprattutto quali sono le sue vere intenzioni con Sara? Non sarebbe la prima volta che una donna ripone la sua fiducia nell’uomo sbagliato – “E’ solo un’amica”, “Taglio giusto due dita”, “Il verde pallido ti risalta l’incarnato”… frasi che riecheggiano pesanti nella coscienza di ogni donna. Questo comulo (e perdonatemi se mi permetto di usare le parole della Maestra) di segreti celati porterà alla fine dell’amicizia di una vita, spezzerà quell’intimità così profonda, cementata da ore e ore nella stanza delle parole e da infusi preparati affettuosamente, o alla fine il sentimento che lega Sara e Giulia avrà la meglio sulle avversità della vita? Lo scopriremo solo vivendo.

La moderna favola della giovane donna Sara sta forse per trovare il suo punto di svolta nel più classico dei topos letterari: il gran ballo. In quell’ultimo sorriso c’è una nuova consapevolezza, addirittura una nuova speranza. Non tutto è perduto.

 

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2 comments

Syl 9 febbraio 2018 at 18:36

Scusa ma c’è un refuso: è “patros” non pathos, come insegna la Crusca.
A “gran ballo cittadino” mi sono perfino emozionata io per saraosoniaogiuliamiconfondo.
Anyway il top è l’abbraccio con lo sconosciuto XD XD e il vassoio di colazioni, ovvio (tutto)

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Al
Al 10 febbraio 2018 at 17:36

Me tapina,non raggiungerò mai i livelli di scrittura della somma Ornella XD
Anche il “negozio di caffè” non le manda certo a dire. Non vedo l’ora che arrivi il momento del gran ballo; se non è pure in maschera la prendo sul personale.

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