This Is Us – Vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai

Non sono state puntate semplici queste ultime due di This is us, per niente proprio.

Lunedì non ho aspettato neanche la versione sub-ita della puntata, dovevo sapere come era andata, dovevo sapere come Jack fosse morto. E così ho buttato giù a caldo le sensazioni sulla puntata (eccole qui nel pezzo intitolato “E alla fine, la fine non è”). Dopo la puntata di martedì notte, invece, ho voluto metabolizzare tutto quanto.

Abbiamo aspettato una stagione più metà di un’altra per sapere come Jack Pearson fosse morto, eppure, adesso che lo so, non mi sembra di aver aggiunto nulla di rilevante alla storia. La morte di Jack era una costante della serie, lo sapevamo da subito che lui non c’era più, eppure era sempre presente. E questo perché non si muore mai davvero se chi rimane ci porta con sè: ed è quello che succede con Jack, lui ha continuato a vivere nella sua Famiglia. Non sto parlando dei soli ricordi, perché quelli dopo un po’ si affievoliscono; parlo di quello che una persona ci lascia in dono, la sua eredità emotiva, morale, psicologica. E i fratelli Pearson sono quello che sono grazie a Jack (e Rebecca ovviamente), quello che lui ha fatto per loro, durante il tempo passato con loro, grazie all’esempio che è stato è diventato parte di loro, del loro carattere, del loro modo di essere nei confronti della vita.

Essendo l’incendio partito dal piano terra della loro casa, ed essendosi propagato al piano superiore, onestamente ignoro come sia possibile che Jack sia riuscito a recuperare le cose per loro più importanti, i loro ricordi, e uscire dalla porta principale. Lo davo già per spacciato e invece… un miracolo. Ma quale miracolo, è stato un mezzo meschino per farci stare sull’attenti nell’attesa dell’evento che lo avrebbe portato alla morte. Mortacci vostra autori, quanto vi ho odiato.

Ancora una volta Mandy Moore ha superato se stessa in queste due puntate: una performance davvero ineccepibile, emozioni palpabili, di quelle che ti entrano sotto pelle e che fanno male; già soffriamo come un cane perché ormai, diciamocelo, questa Famiglia è praticamente la nostra famiglia, Jack è un po’ nostro padre, e poi vedi questa incredibile donna rimanere tutta d’un pezzo per i suoi figli, nonostante dentro sia distrutta.

Sono felice di aver rivisto il Dr K, è riuscito con il suo solito carisma (e sarcasmo) a dare forza a Rebecca, a farla ricomporre, a permetterle di rialzarsi, anche se solo in ginocchio per ora. La cosa più difficile da fare è vedersi dall’esterno, vedersi come gli altri ci vedono, perché spesso la visione che abbiamo di noi non è quella che gli altri hanno. E rendersi conto, attraverso gli occhi dell’altro, di come siamo veramente, ci permette di trovare una nuova consapevolezza e, a volte, una nuova forza o un nuovo stimolo.

E con questa nuova consapevolezza Rebecca raccoglie i pezzi di sè, li ricompone e trova la forza per andare avanti, per supportare i suoi ragazzi. Insieme, poi, decidono di andare avanti; ma lo avranno fatto davvero? Obiettivamente, non del tutto. No. O almeno non tutti: Kevin e Kate sono rimasti ancorati alle proprie mancanze, ai propri errori e alle proprie paure, senza darsi pace. Ce lo dimostra il fatto che Kevin vada sotto l’albero preferito del padre per chiarirsi con lui, per chiedere scusa, per trovare finalmente la forza di chiudere con il passato e andare avanti. Al contempo Kate non riesce a smettere di vedere la registrazione che il padre le aveva fatto, e quando la tecnologia le è avversa (apparentemente) lei si dispera nella possibilità di perdere il più vivo ricordo di suo padre, un padre che l’ha sempre supportata, capita e motivata, che ha sempre visto in lei quello che lei non è mai stata in grado di vedere, una persona in cui credere. E Kate ha ragione: Jack avrebbe amato Toby, perché quest’uomo innamorato di sua figlia la guarda (e la vede) esattamente come faceva lui, sarebbero andati molto d’accordo.

Vent’anni dopo quella maledetta domenica, un’altra serata del Super Bowl permette a questa Famiglia di ricominciare, di rinascere dalle proprie ceneri e guardare finalmente al futuro: non vedo l’ora che ci vengano mostrati nuovi flashforward, perché davvero, il futuro nasce dalla consapevolezza del nostro passato visto attraverso la lente del presente che viviamo.

Ci rivediamo il 28 febbraio per la sedicesima puntata di questa stagione che si sta confermando una certezza di emozioni e vita reale, intanto godiamoci il promo dell’episodio durante il quale ci confermano comunque che la storia di Jack è solo all’inizio! (Per forza direi, abbiamo ancora tanto da scoprire su questo personaggio meraviglioso…)

Mi raccomando, come al solito non perdete neanche un attimo per passare da questa meravigliosa pagina per restare al passo con news sui personaggi e la serie!

This is us – Italia

 




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Gnappies_mari
Nata negli anni 80, grazie al suo papà clone di Magnum P.I., cresce a pane e “Genitori in blue jeans” (dove si innamora di Leonardo di Caprio che troverà poi in quei film tanto amati come "What's Eating Gilbert Grape" o “Total eclipse”), l’uomo da 6 milioni di dollari, l’A-Team, Supercar e SuperVicky. L’adolescenza l’ha trascorsa tra Beverly Hills 90210, Santa Monica e Melrose Place..il suo cuore era sul pianeta di Mork e alle Hawaii..anche se fisicamente (ahimè) era sempre e solo nella provincia bergamasca. Lettrice compulsiva fin dal giorno in cui in prima elementare le hanno regalato Labirinth è appassionata di fantasy (Tolkien è il suo re, Ann Rice e Zimmer Bradley le sue regine) e di manga (Video Girl AI in primis per arrivare a Paradise Kiss e Nana), anche se ultimamente è più orientata a letture propedeutiche pediatriche! Ama studiare (tra laurea, dottorato e master ha cominciato a lavorare a 28 anni!!) ed imparare, ma non fatela arrabbiare altrimenti non ce ne è per nessuno!

2 Comments

  1. Cori

    11 febbraio 2018 at 16:31

    Vabbè, io sapevo di non essere pronta e infatti non lo ero ma forse neanche lo sarei mai stata. Il discorso di Randall sul perdere una persona importante all’improvviso e in maniera inaspettata mi ha stroncato, come molti so benissimo di cosa sta parlando e mi ci sono riconosciuta. Anche io aspettavo questo episodio, con la consapevolezza che in fondo nulla nella visione della serie da qui in avanti sarebbe cambiato perché, come hai giustamente fatto notare, lo sapevamo già, era solo un mettere in luce il come e il perché di un avvenimento di cui già eravamo a conoscenza.
    E sai che c’è, non vedo l’ora di assistere alle prossime storie, sempre con la lacrima in canna 😉

    • Gnappies_mari

      Gnappies_mari

      3 marzo 2018 at 21:30

      This is us e la sua infinita capacità di emozionare… anche nelle cose belle ti scende una lacrima. chapeau.

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