This is Us | Ecco perché è dovuta andare così

Attenzione. L’articolo contiene spoiler sull’episodio di martedì di This is Us,  perciò fate attenzione!

Avete avuto un paio di giorni per piangere, ormai e per superare la morte di Jack Pearson che, nel caso in cui non l’aveste ancora sentito dire, è morto nell’episodio andato in onda dopo il Super Bowl di This is Us a causa di un arresto cardiaco che l’ha stroncato dopo che l’uomo era riuscito a salvare la propria famiglia, il cane e gli oggetti più preziosi dall’incendio che ha devastato la casa della famiglia. Ma, come avete visto in The Car, l’episodio di martedì, le lacrime non hanno ancora smesso di scendere, perché i Pearson hanno dovuto celebrare il funerale, visitare l’albero di Jack, spargere le sue ceneri e vivere la loro vita senza il loro adorato capo famiglia.

Per quei fan che si stessero chiedendo il motivo per cui Jack (Milo Ventimiglia) sia dovuto uscire di scena in quel modo, il creatore della serie Dan Fogelman ha una rivelazione: ha infatti quest’idea sin dai primi momenti del dramma NBC. “Quando ho iniziato a scrivere il copione, ho immaginato l’incendio e che il capo-famiglia sarebbe riuscito a salvare tutti, per poi morire in silenzio poche ore dopo, senza tanti fronzoli e non in una scena drammatica, da solo in ospedale. Ed era proprio questo il piano fin dall’inizio. Abbiamo costruito tutto in funzione di questo momento. E avremmo visto Kevin (Justin Hartley), per esempio, in tutta la sua incapacità di superare la morte del padre o di accettare e vivere il proprio lancinante dolore. Sapevamo fin da subito che Kevin non era a casa quando è avvenuto il tutto. Quello che non sapevamo era il giorno esatto, il luogo in cui si sarebbe trovato e quale sarebbero state le ultime parole che i ragazzi avrebbero scambiato con il loro padre. Lentamente tutto si è evoluto ed è stato scritto. Ma le scene fondamentali dell’incendio erano già fermamente nella mia mente.”

“La serie parla delle piccole cose,” fa notare. “Normalmente non vedevamo scene di Jack che correva, con un materasso in mano per proteggere la propria figlia da un incendio. Normalmente vedevamo due persone parlare in auto. Ed era proprio così che volevamo affrontare la morte di questo importantissimo personaggio — lasciare che avvenisse in un momento di tranquillità, serenità e normalità. Credo che ci siamo riusciti e penso proprio che sia stato merito di Milo e Mandy del modo in cui hanno interpretato quell’ultima scena —e quello che Mandy fa in quell’ultima scena è pazzesco”.

Fogelman fa i complimenti a Milo Ventimiglia per il lavoro svolto in questi due episodi, che sono arrivati a mo’ di climax, un momento che tutti aspettavano da molto. “Non si può umanamente spiegare ciò che ha fatto nei primi sei minuti (di Super Bowl Sunday)” ha detto Fogelman. “Ha fatto tutto, anche gli stunt, abbiamo bruciato una casa per davvero. Quindi è riuscito a passare in un lasso di 46 minuti da eroe d’azione a personaggio da commedia romantica — e poi, nell’episodio di martedì, ad interpretare sei storie diverse, il tutto in un’ora di televisione, ognuna di queste con membri diversi della famiglia —; un tour de force per un uomo arrivato al massimo della sua creatività artistica ora.”

Super Bowl Sunday e The Car possono essere visti come episodi complementari, e Fogelman è veramente orgoglioso delle ultime scene del secondo: vediamo Jack che spiega al venditore di auto che vuole che la Grand Wagoneer affinché la sua famiglia sia “ok”, e nel frattempo Rebecca guida l’auto di famiglia, con i ragazzi, per attraversare quel ponte che fino a quel momento aveva attraversato solo con gli occhi chiusi. “Se unite gli episodi come se fossero uno solo, credo che la fine del secondo risalti per il suo ottimismo e per il senso di speranza che sembra pervaderla dopo un avvenimento così terribile,” continua. “Secondo me, è una delle cose più emozionanti che abbiamo fatto fino ad ora. Quando le persone pensano di vivere uno dei momenti peggiori della loro vita, ricordano quelli più belli, le risate o le risate fatte mentre piangevano — e ritrovano così la forza di andare avanti. Credo che siamo riusciti a catturare quest’idea. Spero che altri reagiranno come me alla fine dell’episodio perché, stranamente, ciò dà queste due ore televisive un valore aggiuntivo”.

This is Us va in onda il martedì su NBC

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Valentina, classe 1991. Da piccola il suo appuntamento quasi-fisso era con Young Hercules e Xena L’addiction però è arrivata più avanti, con Lost. Ricorda un momento preciso, come un colpo di fulmine: accende la tv e appare un gruppo di persone a lei ancora sconosciute, una ragazza bionda prende la mano di un ragazzo e poi un’asiatica esclama: “Boat, Boat!”. Ecco, quello è stato IL Momento. Dopo aver recuperato telefilm che le erano inspiegabilmente sfuggiti (Buffy in primis) inizia a guardare un numero sempre crescente di serie tv, vecchie e nuove, (tanto i network “risolvono il problema" facendo stragi e cancellandone una buona percentuale) e ad affezionarsi, sempre e comunque, a quei personaggi destinati a tirare le cuoia nei modi più assurdi e dolorosi. Per ora fa la spola tra Gotham City e l’Enchanted Forest, tra il Seattle Grace e Central City, tra Baltimora e il salotto di Freddie e Stuart… Ma è sempre alla ricerca di nuove destinazioni.

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