This is us 2×10 – Gli ultimi saranno i primi

Midseason finale + puntata Randall-centrica = feels assicurati.

Randall è il fratello Numero 3, l’ultimo arrivato, eppure è quello che quando fa qualcosa riesce SEMPRE a farla al TOP. Tanto per capirci, mentre gli altri fratelli iniziano a camminare, lui cammina e PARLA. Della serie: CIAONE a tutti.

Randall è intelligente, e tutto quello che ha se l’è guadagnato con il suo impegno e le sue capacità: come dice lui “una grande casa e una bella macchina“. E questa puntata ci mostra anche la parte più razionale di Randall, la sua grande CAPACITA’ DI GIUDIZIO. E’ il momento dell’addio a Deja, questa ragazzina complicata che, piano piano, ha trovato il suo posto in una Famiglia che ha tanto da offrire, non tanto a livello di agi (anche quelli comunque) ma più che altro a livello di amore, supporto e comprensione.

Deja è una ragazza davvero matura per la sua età, sa cosa è importante, si impegna molto e capisce cosa sia giusto o sbagliato fare. Dinanzi all’arrivo della madre, non si scompone più di tanto, la felicità è soppesata al DOVERE, perché bisogna fare le cose nel modo giusto, solo in questo modo potranno durare; e allora aspettare va bene. E dinanzi a una situazione complessa, dinanzi al desiderio di tenere con sé questa “figlia adottiva“, Randall si ferma e pensa a quale sia la cosa giusta da fare, non per sé ma per Deja.

E la saggezza arriva da William. Vi ho già detto quanto io adori William? Ebbene, lo adoro. Un uomo pacato, mite, razionale e molto, molto compassionevole. Grazie all’esperienza del padre biologico, Randall capisce che il tempo passato con Deja non potrà cancellare la vita della ragazza prima di averli conosciuti, e ci saranno sempre dei ricordi, dei momenti di cui loro non avranno consapevolezza. E allora Randall sa di non poter strappare Deja alla sua vita, sa di non avere alcun diritto di prelazione su di lei, e che, nel suo ruolo di genitore affidatario, potrà solo DARE tutto quello che può ai ragazzi che arriveranno nella sua famiglia, senza aspettarsi nulla di più, perché non sono i suoi ragazzi, sono di passaggio e lui (loro, come famiglia) non può che dare il massimo nel tempo che gli è concesso. E il punto è questo: quando poi ti affezioni, quando si forma un equilibrio, quando è il momento per questi “nuovi figli” di andarsene bisogna riuscire a rimarginare quei buchi che la loro partenza lascia nel proprio cuore. Ma io credo che il cuore sarà colmo a sufficienza grazie alle esperienze vissute insieme. E’ un buon compromesso, e in più arricchisce come persone, dare una possibilità a qualcuno, aiutarlo e supportarlo a trovare magari non necessariamente la propria strada, ma anche solo un cammino. Beth e Randall sono due INDIVIDUI MERAVIGLIOSAMENTE MERAVIGLIOSI.

Nel passato Randall (come lo erano gli altri fratelli) è alle prese con la scelta del college, ed ecco che lo vediamo partire con Jack alla scoperta di un campus praticamente frequentato da sole persone di colore. Una situazione del tutto nuova per Randall perché di fatto lui è sempre stato un “nero” in un mondo di bianchi, un mondo in cui, come lui stesso confessa al padre, non ha ancora trovato appieno il suo posto (eccezion fatta che in famiglia). E Jack lo porta al memoriale delle vittime del Vietnam, la guerra che lui stesso ha combattuto con il fratello (il suo nome si trovava nell’elenco?) e spiega al figlio come aver vissuto gli orrori della guerra, fare quello che ha dovuto fare, lo abbia segnato nel profondo e l’abbia fatto sentire “fuori posto” per molto tempo. Ma alla fine l’equilibrio arriva, si ritrova una propria stabilità, si intraprende il giusto (per sé) cammino.

Jack ha davvero usato le parole giuste al momento giusto. Randall non sa cosa fare, si trova di fronte a un bivio e non sa da che parte andare e Jack, senza imporre la propria opinione (che era sufficientemente chiara a tutti direi!) non solo supporta il figlio ma gli dona coraggio e cerca di fargli prendere consapevolezza del proprio valore. Lo supporta. Io credo sarebbe paradossale per Randall andare in un campus per soli ragazzi di colore… non sarebbe da Randall.

Questo trio di puntate finisce per convergere nel presente con i tre fratelli a terra, spezzati, ognuno a suo modo. Eppure come dice Jack a Randall nel passato, loro, i BIG3, riescono sempre a sollevarsi a vicenda, perché anche quando è un casino e sembra che il mondo stia crollando, almeno uno di loro è in piedi pronto a risollevare anche gli altri.

Io confesso che questa cosa che nessuno capisca quanto Kevin stia male mi sta un po’ infastidendo: cacchio, tuo fratello si mette a bere vodka di mattina presto e va tutto bene secondo te?!? Gli chiedi se vuole sentire insieme a te vostra sorella e ti risponde che deve prima riprendersi, e secondo te va ancora tutto bene?!? E CHE CAVOLO. Giuro che quando l’ho visto in macchina andare come un pazzo ho pensato “oddio adesso fa un incidente e oddio oddio oddio basta  meglio se non ci penso“… poi quando è comparsa Tess (seriamente uno non si accorge di avere qualcuno in macchina?!?!? ME BASITA) subito ho pensato le peggio cose del tipo che ammazzava la figlia del fratello in un incidente d’auto e allora ciao stavo già sbattendo la testa contro il muro, e invece no, arrestato per guida in stato di ebbrezza. Spero che questo sia il punto della svolta: Kate è forte, più forte di quanto sembra, e Randall sa come gestire il suo ruolo di “papà affidatario”, due fratelli sono in piedi e adesso possono aiutare Kevin a rialzarsi.

NON VEDO L’ORA DI VEDERLI INSIEME.

QUESTO E QUELLO

Credo che per tutti quelli nati negli anni ’80 Pac-man sia uno dei primi videogiochi di cui hanno memoria… io l’ho sempre adorato (insieme a SONIC e al gioco di Michael Jackson!)

ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE! IPOTESI!!!

Sono tre puntate che Jack è alle prese con un fusibile… e se questo fosse un messaggio subliminale degli autori per farci capire che forse, ma solo forse, proprio quel fusibile e i problemi all’impianto elettrico siano la causa dell’incendio che (sempre forse) ha causato la morte di Jack? Mi sento male solo se ci penso…

A questo punto This is us va in pausa fino a gennaio (probabilmente) quindi se volete rimanere aggiornati su tutte le news non dovete far altro che passare da questa meravigliosa pagina

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Gnappies_mari

Nata negli anni 80, grazie al suo papà clone di Magnum P.I., cresce a pane e “Genitori in blue jeans” (dove si innamora di Leonardo di Caprio che troverà poi in quei film tanto amati come “What’s Eating Gilbert Grape” o “Total eclipse”), l’uomo da 6 milioni di dollari, l’A-Team, Supercar e SuperVicky. L’adolescenza l’ha trascorsa tra Beverly Hills 90210, Santa Monica e Melrose Place..il suo cuore era sul pianeta di Mork e alle Hawaii..anche se fisicamente (ahimè) era sempre e solo nella provincia bergamasca. Lettrice compulsiva fin dal giorno in cui in prima elementare le hanno regalato Labirinth è appassionata di fantasy (Tolkien è il suo re, Ann Rice e Zimmer Bradley le sue regine) e di manga (Video Girl AI in primis per arrivare a Paradise Kiss e Nana), anche se ultimamente è più orientata a letture propedeutiche pediatriche! Ama studiare (tra laurea, dottorato e master ha cominciato a lavorare a 28 anni!!) ed imparare, ma non fatela arrabbiare altrimenti non ce ne è per nessuno!

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