This is us 2×02 – Andrà tutto bene… credici.

Ben ritrovati!

Una puntata questa che ci regala (come al solito direi) incredibili emozioni e che ci aiuta a capire un po’ di più il rapporto tra Kate e i suoi genitori. (Il #maiunagioia è dietro l’angolo, ne sono sicura.)

Kate è un personaggio complesso, così sicura nel suo rapporto con il fratello e il padre, di cui spesso è la roccia, la persona di riferimento e di supporto, così fragile e indifesa nel suo rapporto con la madre, in cui vede semplicemente un’antagonista di sé e mai come in questa puntata è stato più chiaro.

Spezzo subito una lancia in favore di Rebecca: credo che come madre abbia cercato in tutti i modi possibili di ispirare, di guidare e di supportare sua figlia, in tutti i modi e nonostante le continue porte in faccia ricevute in cambio.

Guardando al passato di Kate, agli episodi di bullismo ricevuti (perché di bullismo stiamo parlando, basti pensare all’episodio in piscina in cui non solo nessun’altra bambina voleva giocare con lei, ma le diedero anche un tovagliolo con l’immagine di un maiale in costume. Terribile.), si può capire tutta la sua frustrazione nel non essere la persona che avrebbe voluto essere. E il suo modo per sfogare questa frustrazione è proprio quello di respingere la madre, perché simbolo di quella perfezione che lei tanto ricerca per sé. La prova di tutto questo è la frase che dice al padre quando lo rivede – finalmente – in casa “La regina ti ha ripreso nel suo castello?“. Eppure a me questa frase ha parecchio infastidito e avrebbe dovuto infastidire anche Jack, perché è specchio davvero di quello che Kate prova per la madre e che speravo avesse capito nella scorsa puntata e invece a quanto pare non è stato così. Mi spiego meglio: Kate ha da sempre avuto su di sé lo spettro dell’inadeguatezza del suo aspetto fisico, “troppo grassa per tutto” mi verrebbe da dire, eppure nello scorso episodio ecco cosa le butta in faccia il responsabile del provino “non è per il tuo aspetto fisico, non è perché sei grassa, è perché non sei abbastanza brava“. SBAM. Ma lei non l’aveva nemmeno presa in considerazione questa cosa, perché in quella ragazza che è stata chiamata a cantare la sua stessa canzone non aveva visto un’avversaria dal punto di vista canoro, ma fisico! E nella scorsa puntata sembrava aver capito il punto, sembrava essersi resa conto che, di fatto, “nessuno nasce imparato“, che essere bravi non basta a essere davvero in gamba, che bisogna applicarsi; un po’ come ha cercato di insegnarle Rebecca in questa di puntata, dicendole che era bravissima nel canto ma dandole anche dei suggerimenti per migliorare. Eppure Kate li ha sempre visti come dei “tutto bene, però…” focalizzandosi solo sul però ovviamente. Esattamente come è successo durante l’esibizione di Kate in questo bar davanti alla madre e a Toby. Kate continua a non capire le parole della madre. Ed è un peccato perché se solo togliesse il paraocchi vedrebbe quanto amore c’è nelle parole di Rebecca, e quanto quest’ultima voglia vederla realizzata.

E in mezzo a tutto questo c’è il rapporto tra Kate e Jack. Un rapporto molto umano, basato sull’onestà e sulla compassione, un rapporto di complicità e comprensione. Jack per Kate è un eroe reale, di quelli che tentennano, che barcollano ma non mollano, che hanno bisogno di una mano per rialzarsi ma che possono tutto. E quella mano è la sua e lei ne è così fiera. Parte di questo rapporto lo vediamo anche in Kate e Kevin, perché anche con Kevin Kate può essere il punto di riferimento, il caposaldo a cui aggrapparsi e questo a mio avviso è importante per Kate per sentirsi “migliore”, per essere una parte di quella persona che vuole essere.

In questa puntata abbiamo poi visto quanto solido sia il rapporto tra Beth e Randall, una coppia davvero ben oliata, due persone che si complementano nel migliore dei modi.

Beth ha persino coniato la parola “Randalizzare” in onore delle abitudini (psicosi?!?) del marito! Beth è una donna davvero unica, comprensiva, determinata e intelligente; riesce sempre a controllare razionalmente le sue emozioni, a capire cosa vuole (sia lei che Randall) e trovare la giusta strada per entrambi in funzione delle esigenze del singolo. Non è facile né tanto meno scontato che qualcuno lo faccia. Ed è stato interessante vedere come, nel momento più difficile per lei, una parola di aiuto morale/mentale e di conforto gli sia arrivata dall’ultima persona che (lei) si sarebbe immaginata: Kevin.

Kevin conosce il fratello, lo conosce molto bene, e sa di cosa lui ha bisogno. Kevin parla poco ma vede tutto, e soprattutto sente tutto. Sempre troppo sottovalutato a mio avviso. Fa eccezione Sophie che da sempre lo vede per quello che è: una persona profonda nonostante quell’aspetto da giullare. E dopo 30 anni questi due si guardano, si cercano ancora come da bambini. Sophie lo supporta in tutte le sue scelte e lo sprona a far vedere chi è davvero, e Kevin che ricerca solo l’approvazione della donna che ama, che vuole che lei sia fiera di lui. LI ADORO.

QUESTO E QUELLO…

Toby è un personaggio fantastico, è un vero compagno di vita, e fa schiattare dalle risate.

Beth e Kevin che finalmente interagiscono, e sono bellissimi! Perché sì, Beth, Kevin era ed è un ragazzo/uomo dolce, sensibile ed empatico dietro quell’aria da “so solo far ridere e neanche troppo bene”. Fattene una ragione. 

Vi lascio con il promo del prossimo episodio intitolato “Deja vu”

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Gnappies_mari
Nata negli anni 80, grazie al suo papà clone di Magnum P.I., cresce a pane e “Genitori in blue jeans” (dove si innamora di Leonardo di Caprio che troverà poi in quei film tanto amati come "What's Eating Gilbert Grape" o “Total eclipse”), l’uomo da 6 milioni di dollari, l’A-Team, Supercar e SuperVicky. L’adolescenza l’ha trascorsa tra Beverly Hills 90210, Santa Monica e Melrose Place..il suo cuore era sul pianeta di Mork e alle Hawaii..anche se fisicamente (ahimè) era sempre e solo nella provincia bergamasca. Lettrice compulsiva fin dal giorno in cui in prima elementare le hanno regalato Labirinth è appassionata di fantasy (Tolkien è il suo re, Ann Rice e Zimmer Bradley le sue regine) e di manga (Video Girl AI in primis per arrivare a Paradise Kiss e Nana), anche se ultimamente è più orientata a letture propedeutiche pediatriche! Ama studiare (tra laurea, dottorato e master ha cominciato a lavorare a 28 anni!!) ed imparare, ma non fatela arrabbiare altrimenti non ce ne è per nessuno!

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