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Recensioni The Walking Dead

The Walking Dead | Recensione 4×06 – Live Bait

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Premessa: seguo “The Walking Dead” dalla prima stagione e non ne ho mai perso un episodio. In questi anni ho imparato ad affezionarmi (più o meno) ai personaggi e ad apprezzare i pregi dello show e i suoi bravi interpreti. Il che non mi ha impedito di notare anche grosse pecche: da episodi filler a comportamenti insensati dei personaggi, passando per momenti di vuoto – leggi: noia – nella trama imputabili, più che all’esigenza di trasmettere una sensazione di dramma e vacuità post-apocalittica, al tentativo di allungare il brodo. Insomma, è una bella serie che ha alternato alti e bassi, ma che forse non merita tutto il clamore e il successo che sta avendo. Parere personale e, probabilmente, impopolare.

E, prima di passare al commento dell’episodio, una piccola e ragionevole RICHIESTA: se non siete d’accordo con il mio pensiero, siete pregati di spiegare pacatamente il perché evitando commenti sgradevoli e incivili e di non ritenervi depositari dell’unica verità in merito alla riuscita o meno della puntata di cui si discute. Grazie.

Ed ecco la RECENSIONE.

Sorprendentemente, questa nuova puntata di “The Walking Dead” prescinde dal solito gruppo capitanato da Rick Grimes e si focalizza sulla figura del Governatore per metterci a parte di quanto da lui passato dopo la caduta di Woodbury. L’ex leader – che incendiando la sua cittadina ha metaforicamente distrutto il vecchio se stesso – è un uomo solo, lb1abbandonato di nascosto dai suoi tirapiedi e che vaga silenzioso e affranto sinché, un giorno, non si imbatte per caso in una famigliola di sopravvissuti composta dalle sorelle Tara e Lily, dalla piccola Megan e da un anziano, padre delle due donne e nonno di quest’ultima. Attirato dalla bambina che vede affacciata alla finestra del palazzo dove lei e gli altri hanno trovato rifugio, il Governatore ha modo di familiarizzare (seppur lentamente) con questi sconosciuti e persino di aiutarli: il feroce capo di Woodbury ha lasciato il posto ad un uomo piegato dagli eventi, che ricorda con amarezza il passato e la famiglia che l’apocalisse gli ha tolto e che accetta di rischiare la propria vita – della quale adesso poco sembra importargli – per aiutare un vecchio a vivere un po’ di tempo in più e per fare in modo che la sua nipotina possa godere ancora della sua compagnia. E anche nel momento in cui nulla più lega le due donne e la piccola Megan a quel posto che è stato per mesi (anni?) il loro rifugio, ecco che Brian (così si fa chiamare adesso) accetta di sobbarcarsi il peso della loro presenza con sé e permette loro di seguirlo in cerca di una meta sicura, di un posto dove vivere inlb2 tranquillità. “Live Bait” è un episodio che spezza il lineare ritmo della narrazione che ha da sempre contraddistinto questa serie AMC e mette da parte una storyline – quella del virus – che, per quanto interessante, iniziava ad essere un po’ ripetitiva. L’approfondimento psicologico in questa puntata si è ben coniugato con momenti di tensione e orrore che, seppur sporadici, hanno contribuito a costruire una puntata più che discreta.
Il Governatore è una figura complessa che qui mostra tutte le sue sfaccettature: è sì un uomo che è stato preda della pazzia, ma è anche vero che i suoi comportamenti sregolati sono stati frutto delle tragedie che hanno colpito lui e il mondo. Ora quest’uomo ha un nuovo scopo, un nuovo piccolo nucleo da proteggere, ma, soprattutto, ha Megan: la piccola rappresenta quanto di più vicino ad una figlia possa dargli questa nuova realtà. E’ il fondamento di una nuova famiglia che ha deciso, per necessità, di sostituire a quella vecchia: in particolare lo notiamo nel momento in cui Philip decide di bruciare la foto che teneva sempre con sé, simbolo di un passato che non tornerà. Sulla piccola Megan sta iniziando a riversare tutto l’amore che non ha potuto dare a Penny a causa della sua prematura fine. “Non permetterò mai che ti accada qualcosa” le dice, e certamente farà di tutto per mantenere questa promessa. Philip, qui ed oggi, è un uomo nuovo: ma per quanto ancora? Probabilmente smarrirà la ragione quando si ritroverà faccia a faccia con Rick & Co., colpevoli della sua caduta. Dispiace pensare che una figura simile (presto o tardi) dovrà abbandonare la serie, perché il Governatore non è un villain monodimensionale, bensì un personaggio in grado di evolversi e di regalare molto a “The Walking Dead” che, volendo discostarsi di molto dal fumetto, ben potrebbe introdurlo tra i regular della serie. O, addirittura, renderlo protagonista del già annunciato spin-off. Ma, effettivamente, sarebbe chiedere troppo: tocca accontentarsi di un solo altro episodio Governatore-centrico previsto per la prossima settimana.

Qui il promo della 4×07:


http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=S-2vK15tz-g

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