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Recensioni The Walking Dead

The Walking Dead 8×03 – Sei politico, in corner e sulla fiducia

Il nuovo episodio riprende praticamente dal punto esatto in cui ci aveva lasciato lo scorso, portando avanti un episodio quasi interamente settato sulla stessa impronta dei primi due, non proprio eccelsi, ma volgendo verso una sorta di miglioramento in fase finale. Ci sono anche degli spiragli in corso d’opera che non reputo totalmente malvagi, ma TWD è ancora a miglia dall’essere lo show che è stato.

In questo “Monsters” c’è molto del nonsense che ha tenuto banco per i primi due episodi (dove per nonsense intendo il poco realismo di praticamente TUTTO ciò che vediamo, a partire da questi Saviour affetti dalla Sindrome dello Stormtrooper) e questo è male, ma abbiamo anche momenti che puntano in direzioni diverse e perfino momenti che mi hanno strappato un mezzo sorriso: un alleggerimento che non è mai da sottovalutare all’interno di trame dal retrogusto così cupo.

Dicasi umorismo involontario… “weeeeeeeeeee!!!”

I miei momenti preferiti da questo punto di vista sono senz’altro quando, dopo un quarto d’ora di botta e risposta che voleva essere pregno di significati e sottintesi tra Rick e Morales, arriva Daryl e ci toglie di mezzo quest’ultimo senza troppe cerimonie (confesso che un “daje” soddisfatto mi è scappato) e, top del top, la scena imbarazzante di Gregory che chiede di essere riammesso a Hilltop (lui è talmente odiosamente privo di spina dorsale che alla fine fa pure ridere per quanto fa pena, e lo scambio di battute sui pancake ha dell’assurdo per quanto è geniale: aiuta la caratterizzazione di Gregory, chiaramente il personaggio più insulso della serie al momento).

Dal punto di vista negativo, annovererei il fatto che questo rientro in scena di Morales non era proprio così necessario vista l’immediata dipartita, a meno che gli autori non abbiano voluto ritirare in ballo uno dei membri dell’originale colonia dei sopravvissuti di Atlanta che abbiamo perso di vista nella prima stagione per far tornare alle origini Rick, e magari scatenargli una nuova lotta interiore sulla falsariga del “cosa siamo diventati”… anche qui, già visto però. A livello narrativo alcune sequenze di questo terzo episodio suggeriscono che potremmo avere un secondo scontro di idee a fare da parallelo a quello che vediamo su un altro fronte tra Jesus e Morgan: tra Rick e Daryl (che per ben due volte fa fuori qualcuno senza chiedere conferma all’altro e – nel caso di Morales sicuramente, ma visto quanto Rick aveva sottolineato l’importanza del valore della propria parola magari anche nel caso del cecchino solitario del finale – probabilmente contro il suo volere). Si tratta a mio parere di un tipo di conflitti che non abbiamo davvero bisogno di vedere a questo punto, perché già affrontati diverse volte in passato: anche la zuffa tra Morgan e Jesus, per quanto coreograficamente ben realizzata, sembra saltare fuori dal nulla, così come l’improvviso istinto da Terminator di Morgan nell’episodio scorso. Morgan ci viene mostrato disturbato e altalenante tra un estremo e l’altro (prima ammazzatutti, poi pacifista, poi di nuovo ammazzatutti), ma d’altronde a me sembrava strano a prescindere che questa vena del personaggio fosse stata del tutto sepolta dalla sua ricomparsa nella quinta stagione in poi: nella terza stagione era stato trovato in stato decisamente confusionale da Rick e Carl, non mi sembrava il tipo di trauma che si potesse superare facilmente, anche con tutto il percorso affrontato con Eastman. Ci sta quindi la sua ammissione di non stare bene, come se l’intera esperienza con i Salvatori abbia azionato qualcosa nella sua psiche che l’ha fatto regredire allo stadio della terza stagione e per questo ha necessità di abbandonare il gruppo (nella 3×12), ma non so se la tempistica di questo risvolto mi convince totalmente. Così come continua a non convincermi l’ostinazione di Jesus per il fare prigionieri di guerra, che io trovo assolutamente fuori luogo visto il contesto e inserito soltanto per creare tensione tra i nostri. Thumbs up però per Maggie, che in questo episodio brilla con anche soli pochi minuti onscreen per come fa sentire Gregory una caccola (seppure riammettendolo alla fine, io l’avrei lasciato a supplicare fuori un altro paio di giorni almeno) e per come prova a ragionare con Jesus sulla logica della sua scelta di risparmiare uomini che non avrebbero esitato a eliminare loro, fossero stati a parti inverse.

È un peccato che lo svolgersi troppo confusionario dell’azione faccia passare buoni spunti di riflessione come questo (tutti i Salvatori sono merde? Sono tutti Negan perché vogliono o qualcuno perché ha dovuto? E questi ultimi meritano una seconda chance?) in secondo piano. Così passa in secondo piano anche un momento come la perdita di Eric che, pur non colpendo fino in fondo me personalmente (perché non sono riuscita ad attaccarmi molto alle vicende della coppia, rimasta sempre meno centrale), trovo smuova le giuste corde, rievocando lontanamente quelle sensazioni di disagio più viscerale che potremmo aver provato all’inizio della serie con la trasformazione in zombie di personaggi amati e vicini ai protagonisti, come la figlia di Carol o il fratello di Daryl. Vedere qualcuno ucciso è una cosa, vederlo rialzarsi e andare via sapendo che cammina ma non è più lui/lei ha un sapore molto più amaro.

L’episodio ha una vera e propria smossa nel finale, che fa da contraltare a un cold open (che non ha nulla di “cold” tra l’altro, anzi l’ho trovato proprio anti-climatico come inizio episodio, sarebbe stata una sequenza più efficace a metà forse) fin troppo rose e fiori: il continuo “continuare a sorridere” del Re urlava forshadowing come se non ci fosse un domani. E infatti scopriamo appena pochi secondi prima dei titoli di coda che le armi che Rick&co. stavano cercando sono state spostate da quell’avamposto e portate… proprio a quello dove si trovano Ezekiel&co. Un’informazione che Dwight non aveva (o che ha omesso? Io tendo a credere alla sua buona fede, e quindi a questo punto la domanda è se il suo doppiogioco sia stato scoperto o se sia solo una casualità che le informazioni da lui fornite si siano rivelate obsolete di solo uno o due giorni) e che pone la prima vera battuta d’arresto finora nel piano dei Survivor per abbattere il regime di Negan (tra l’altro ancora non pervenuto, forse sta ancora giocando a briscola con Gabriel nel container aspettando che qualcuno li vada a liberare dall’orda di zombie che preme dall’esterno). Non che io tifi per i cattivi, ci mancherebbe, ma non è una guerra credibile se va sempre tutto bene, quindi un grosso ostacolo è, paradossalmente, un punto a favore nella trama a mio parere.

…is the new “Sono il re del mondo!”

Grazie per aver seguito questo commento, vi lascio come sempre il promo del prossimo episodio qui di seguito e vi invio a condividere i vostri pareri qui sotto. Non dimenticate poi di passare dai nostri amici di

The Walking Dead ITA
Andrew Lincoln Italy
Jeffrey Dean Morgan Italia

per rimanere sempre aggiornati sullo show e i suoi interpreti.
Alla prossima!

https://www.youtube.com/watch?v=ucVd-3AogAQ

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LuigiT

2 comments

filippo 7 Novembre 2017 at 21:20

Mamma mia, non c’è una puntata che piace, sempre a trovare il pelo nell’uovo, ma guarda altro! E che palle ogni puntata ha qualcosa che non va

Reply
Ale
Ale 9 Novembre 2017 at 17:55

Ogni puntata HA qualcosa che non va, non è che me lo invento, e più che un pelo nell’uovo parliamo di travi nell’occhio a voler essere obiettivi. Se hai i paraocchi (e dal tuo commento a naso direi di sì) e pensi che con TWD vada tutto bene sono felice per te, che almeno ti godi un intrattenimento a te gradito, ma forse ti sfugge che non stai parlando con una che spara a zero sulla serie per puro divertimento, anzi tutto l’opposto! Se lo faccio è perché l’ho amata per quello che è stata e che potrebbe tranquillamente tornare a essere con un po’ di impegno: è da chi ha potenziale che ci si aspetta di più. Mollare e guardare altro, come suggerisci molto maturamente tu, sarebbe il vero gesto di critica, perché questo si fa con serie che non hanno sbocchi (tra l’altro fidati che, con il mare di cose da fare nella vita, dovessi arrivare a quel livello di esasperazione non avrei bisogno che fosse il primo che passa a suggerirmi questa possibilità).

So che sto sprecando fiato a risponderti argomentando, perché chi lascia commenti così lapidari generalmente non è interessato al confronto costruttivo, ma ti faccio giusto notare che è il lavoro di un recensore esporre il proprio parere personale, che sia positivo o negativo, ed essendo qualche miliardo di persone al mondo c’è spesso la possibilità che quel parere possa non corrispondere con il tuo.

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