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Recensioni The Vampire Diaries

The Vampire Diaries | Recensione 8×11 – You Made a Choice to Be Good

Bella io, che ho iniziato l’episodio riprendendo ad esultare per la liberazione dal dominio delle sirene, vagamente divertita nel vedere Caroline e Matt di nuovo impegnati ad occuparsi di faccende da liceali, aspettando con interesse puramente scientifico che Cade andasse a salvare Stefan the Ripper dalla sua prigionia così che potesse regalarmi altri momenti di pura soddisfazione, come nessuno a parte lui riesce a fare. Ma, soprattutto, bella io che ho passato quaranta minuti di episodio – pardon, trentanove e mezzo – a piagnulare tutta felice per Enzo e Bonnie, urlando interiormente CHE BELLI ENZO E BONNIE, CHE BELLI ENZO E BONNIE, CHE BELLI ENZO E BONNIE. 

Non parliamone, se non ne parliamo allora non è successo, e se non è successo allora posso continuare a urlare interiormente CHE BELLI ENZO E BONNIE e starmene con la copertina di pile indossata sulle spalle a mo’ di mantello da supereroe, a piagnucolare su quanto siano belli Enzo e Bonnie – da qui all’eternità. E quando i miei figli/nipoti/pronipoti/gatti mi diranno “mamma/zia/nonna/umana da compagnia, parlaci di quel telefilm sui vampiri che andava in onda quando eri ancora giovane e ingenua e vivevi allegra e spensierata solo perché Enzo e Bonnie si amavano”, io risponderò loro urlando “LA 8×11 NON ESISTE”. E nemmeno quelle dopo, perché dai, vogliamo davvero rapportarci con l’aftermath di questa disgrazia, sapendo a priori che tanto a nessuno fregherà nulla né di Enzo né dei sentimenti di Bonnie, ma saranno piuttosto troppo impegnati a prendersela con lei perché, “come ti sei permessa di usare la cura su Stefan quando avevamo un piano meraviglioso che implicava l’usarla su Cade?”. No, non vogliamo. Io, quantomeno, non voglio. Pensavo che la madre della cazzate l’avessero fatta quando hanno fatto emigrare gli Originali, levando quel poco di brillantezza che lo show ancora conservava, ma no, la madre del peggio è una baldracca e – di conseguenza – sempre incinta. E dal pozzo di Samara continueranno a uscire piccoli grandi orrori come quello a cui abbiamo assistito questa settimana. Con orrore. Giuro, ero talmente inorridita dal fatto che quella scena potesse essere realmente… reale, che non ho ancora avuto modo di metabolizzare e versarci le giuste lacrime che merita.

Ma io dico, perché Enzo? PERCHÈ ENZO?! Santissimo cielo, questa si risolverà in una di quelle che io chiamo “situazioni alla Rowling”. Presente Harry Potter? Presente che nei piani originali dell’autrice, uno del trio doveva morire? Presente che alla fine ha cambiato idea perché non poteva far questo ai suoi tre bimbi, o ai lettori? Presente che per non ucciderne uno a caso fra Harry, Ron ed Hermione, ha praticamente sterminato tutti gli altri? Ecco. Vedrete che per non far schiattare uno di quei tre deficienti – perché tanto, ora che è umano, anche Stefan tornerà a essere un deficiente – finiranno per far morire tutti gli altri. Tranne Matt Donovan, magari, mai toccare Matt Donovan, o cosa ne sarà del portare avanti la razza umana, della sopravvivenza della specie, Darwin, gli spartani e blah, blah, blah?

#sendhelp

O forse, si sono resi conto che ormai hanno martoriato talmente tanto tutti questi personaggi, a livello di scrittura, che l’unico modo per indurre lo spettatore a piangere di dolore, era far fuori uno degli unici due e mezzo che ancora si salvassero. Dove la seconda è Bonnie e il mezzo è Stefan versione ripper.

Non lo so, quello che so è che è tremendamente ingiusto. E senza senso. Stefan avrebbe ottenuto ciò che voleva a prescindere, tanto Enzo non poteva più rientrare in casa e lui invece era stato invitato a farlo, quindi il corpo di Elena era praticamente a sua disposizione. Eppure no, Stefan sceglie di strappargli il cuore dal petto senza nemmeno annunciarsi. Nel suo non avere senso a un livello generale, in realtà però di senso ne ha un sacco, se leggiamo la scena dal punto di vista di Stefan. Ecco cosa mi è piaciuto davvero tanto dell’episodio: il punto di vista di Stefan. Il vampiro viene messo con le spalle al muro: uccidi cento persone a caso, oppure l’amore della vita di tuo fratello. Stefan va dritto da Elena senza nemmeno passare dal via. Non ci pensa, non rimane a meditare sul da farsi, non si fa venire dubbi o scrupoli di coscienza. Stefan prende al volo l’opportunità di uccidere Elena, di liberarsi finalmente una volta per tutte di quella che è just a stupid girl, ed eccolo lì, eccolo affiorare tutto insieme quel rancore che porta dentro nei confronti della ragazza. Stefan è finalmente consapevole, come mai lo è stato prima d’ora, del fatto che tutte le disgrazie accadute negli ultimi anni, tutti i recenti conflitti con il fratello, tutto questo, ha un solo denominatore comune: Elena Gilbert. Se Elena fosse morta con i genitori, se Elena non fosse mai entrata nelle loro vite, lui e Damon non sarebbero arrivati a questo punto di non ritorno, Mystic Falls avrebbe ancora una popolazione prevalentemente umana, le vite di tutti quanti non sarebbero mai state sconvolte in questa maniera così radicale. Noi lo sappiamo, l’abbiamo sempre saputo, ma ora improvvisamente lo sa e lo vede anche Stefan – con una chiarezza che mai prima d’ora aveva manifestato. Quindi, perché non levare il fattore Elena dall’equazione? Perché non prendere la palla al balzo e tornare a scoprire come si vive in un mondo in cui non tutto debba per forza ruotare intorno a lei?

Secondo me, si può parlare di un rancore simile anche per il suo gesto estremo nei confronti di Enzo. Enzo è il vampiro che non ha mai avuto la pretesa di essere un angelo, è un vampiro che non ha mai passato tutto il tempo che ha sprecato lui fra paranoie e comportamenti psicolabili, è un vampiro che è riuscito a trovare il proprio equilibrio personale fra la sua condizione – che l’ha portato a compiere azioni di cui non va certo fiero, ma che non per questo deve rinnegare – e l’essere umano che era. Ma c’è di più, Enzo è anche il vampiro che è stato una sorta di fratello surrogato per Damon. Che l’ha compreso quando Stefan non era in grado di farlo, che l’ha aiutato quando Stefan non sapeva nemmeno dove fosse, che nel bene o nel male gli ha sempre coperto le spalle. Quindi anche Enzo è un elemento che deve sparire, è un altro individuo che si è messo nel mezzo di questo rapporto di odio e amore perverso che c’è fra i Salvatore, che si vogliono bene ma si odiano, che si odiano ma che non riusciranno mai a staccarsi veramente l’uno dall’altro.

Devo ammettere che in fondo un pochino me l’aspettavo che Enzo non avrebbe visto la fine della serie, un po’ perché le “situazioni alla Rowling” in fondo pagano sempre da un punto di vista di narrazione, e un po’ perché le cose gli stavano andando troppo bene di recente per non esserci la tragedia dietro l’angolo, e un po’ perché la storia ci insegna fin troppo bene che Bonnie non ha diritto alla felicità. E questo è un altro aspetto che mi fa uscire da ogni grazia divina: con che coraggio Damon chiede a Bonnie di rinunciare alla cura? Dopo che lei si è sacrificata un numero talmente grande di volte che ormai tutti quanti ne hanno perso il conto, dopo che ha sempre messo di fronte alla propria felicità quella degli altri, dopo che ha lasciato che le portassero via qualunque cosa per un bene più alto, Damon è lì a farle la paternale su quanto sarebbe egoista dare la cura ad Enzo. Siamo seri? Tutto per cosa, per liberarsi di Cade e liberarsi da un patto che lui – che gli piaccia o no – ha sottoscritto? Per liberarsi di un male che lui ha riportato in vita, visto che è stata colpa sua e della sua ossessione per Elena se Sybil è riuscita a scappare dalla sua prigione? Tanto poi c’è Bonnie aggiusta-tutto. Non va bene, perché per una volta dovrebbero essere loro a sacrificare qualcosa per lei, visto che sono sempre loro la causa per la quale si ritrovano ciclicamente tutti nei guai. Mi ha proprio spezzato il cuore vedere con quanta facilità le venga nuovamente chiesto di rinunciare alla propria felicità, e avrei voluto vederla egoista per una volta, vederla iniettare la cura nel corpo di Enzo lavandosene le mani dei problemi degli altri, per una volta. Ma ormai non conta più, perché Stefan sta per risvegliarsi umano – e probabilmente più palloso dello Stefan vampiro con l’umanità attiva – Enzo è morto e Cade continua a essere a piede libero. Tanto rumore per nulla.

Per il resto, ammetto di ammirare la determinazione con la quale Matt si ostina a voler rimanere l’unico umano del gruppo. Consoliamoci con la sua coglionaggine congenita, vah.

Se posso esprimere un desiderio per i prossimi episodi… non lo so, vorrei che Bonnie trovasse una qualche maniera di riportare indietro Enzo. Vorrei che Damon morisse male – perché a sto giro lui se lo merita, lui che nel momento in cui scopre che Elena è con Bonnie ed Enzo non si preoccupa nemmeno per un istante dei suoi amici ma solo e soltanto della sorte della ragazza, lui che volente o nolente ha messo in moto l’intera giostra. Magari anche che Mystic Falls venisse inghiottita dal fuoco della pazzie di Cade, giusto per essere sicuri che la storia non possa mai più ripetersi.

Ovviamente, non voglio davvero così male a Damon, non potrei mai, da qui al prossimo episodio mi sarò calmata – ma giunti a questo punto mi rifiuto di concepire uno scenario con il lieto fine, perché sarebbe completamente inappropriato. Immagino che non ci resti che attendere e vedere cosa ci riserveranno gli ultimi cinque episodi.

Vi lascio con il promo del prossimo, “What Are You?”, e vi do appuntamento a settimana prossima.

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