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Recensioni The Vampire Diaries

The Vampire Diaries | Recensione 8×08 – We Have History Together

Welcome back RIPPAAAAAAHHHHH, detto con questo british accent perfetto, anche se i nostri amici in realtà vengono da Mystic Falls e non c’è nulla di nemmeno remotamente intrigante nel loro accento. Ma insomma, bentornati dopo questo hiatus invernale infinito in cui io personalmente mi ero dimenticata di tutta una serie di cose:

  • avevo rimosso completamente il ritorno di Matt Donovan, o la sua esistenza in generale;
  • avevo rimosso l’odio inconsulto che provo per il personaggio di Sybil – che dal mio punto di vista è uno dei personaggi cattivi meno riusciti e più inutili in otto stagioni di The Vampire Diaries;
  • peggio ancora, avevo rimosso come gli autori della serie siano così patologicamente incapaci di descrivere il personaggio di Damon a prescindere da Elena;
  • peggio del peggio, avevo rimosso che recentemente – diciamo nelle ultime tre stagioni o qualcosa del genere, da quando insomma ha smesso di vivere la propria vita correndo dietro alle gonne di Elena e si è creato un personaggio che prescinde da lei – sono diventata #TeamStefan come nessuno mai – e questo dato di fatto credo che continuerà a destabilizzarmi e turbarmi per secoli a venire.

Ma nemici dell’erede temete! perché la serie più bella di tutta i tempi /inserire l’emoji col sorriso più falso della galassia/ è finalmente tornata sui vostri schermi e io vi farò compagnia per il resto della stagione (o meglio, voi ne farete a me, e vi ringrazio già in anticipo perché non credo di potercela fare).

Okay, cerchiamo di dare un senso a queso episodio, intitolato We Have History Together, e che mi ha fatto rimanere un pochino (tanto) delusa perché dai, quanti episodi del genere abbiamo visto nel giro di otto stagioni? Episodi in cui, per quanto venga bistrattato da tutti, Damon dimostra di essere l’unico dei fratelli Salvatore ad avere un briciolo di umanità realmente radicata in lui – humanity switch acceso o spento che sia – e Stefan dimostra di avere un autocontrollo pari a un’unità di misura negativa non ancora inventata, e che la sua vera natura in fondo, così buona poi non è. Ringrazio solo il fatto che manchino due mesi scarsi alla fine della serie, almeno ci verranno risparmiati i cinquanta episodi di lui che si piange addosso dopo aver riattivato l’umanità, rispolverando tutti i sensi di colpa del caso. Però devo ammetterlo, Stefan the Rippaaaah (sempre e comunque all’inglese), è divertente. È divertente perché, anche se sai per certo che ci metterà ben poco a tornare a staccar teste e lasciare una scia di morte e distruzione al suo passaggio, non sai mai quale sarà il momento preciso dell’episodio in cui questo accadrà – perché c’è sempre quella minuscola possibilità che stavolta riesca a controllarsi, che sia maturato e che possa rompere la catena della storia che si ripete sempre e comunque uguale a se stessa, ma in realtà non succede mai, perché riciclare copioni è più facile che scriverne di nuovi.

Proprio per questo motivo, anche la storia di Damon è sempre uguale a se stessa, e questo è il momento in cui vi spiego qual è la cosa che mi irrita di più di questo personaggio – e che è anche il terzo punto dell’elenco che vi ho fatto qui sopra delle cose che avevo rimosso. Santissimo cielo, Damon è un essere umano. E S S E R E  U M A N O. Okay, vampiro. V A M P I R O. Era un personaggio così interessante, e così pieno di potenziale, e così bello, e così tutto, fino al momento in cui hanno deciso di rendere Elena Gilbert il centro focale di ogni-sua-singola-azione. E l’hanno rovinato completamente.

Ora, io mi ero illusa che dopo la dipartita di Nina Dobrev dalla serie – che, #unpopularopinion, io ho salutato con gran gioia – Damon avrebbe potuto ritrovare se stesso e diventare un personaggio completo, un personaggio indipendente, uno che ha sì bisogno della sua dolce metà, ma che non basa ogni-singola-decisione-della-propria-vita su di essa. E invece no, la Plec e tutta la sua cricca leggono nella mia mente, e decidono di fare l’esatto contrario di ciò che vedono scritto. Perché Elena se n’è andata e Damon continua a essere questa sottospecie di zerbino con la forma di una di quelle meduse piccoline e trasparenti che non hanno nessun tipo di consistenza. Finisce sotto l’incanto di Sybil per colpa di Elena, ora sta uscendo dal tunnel in virtù del ricordo di Elena. Ma come viveva prima di tornare a Mystic Falls e scoprire dell’esistenza di Elena Gilbert? Ah, già. Faceva lo zerbino a forma di medusa trasparente di Katherine. Ed è questo il motivo fondamentale per il quale sono passata al #TeamStefan, almeno Stefan due palle per staccarsi dalla Gilbert se l’è fatte crescere, almeno lui è divertente.

Perché onestamente è imbarazzante un episodio in cui c’è la bella dottoressa che assomiglia in maniera impressionante a Elena, e subito Damon dimentica di essere passato al lato oscuro della forza, dimentica Cade, dimentica la missione, dimentica che è stato lui il primo a dar corda a quella cretina di Sybil, e decide che al mondo esiste ancora qualcosa di buono – mentre Stefan prende la palla al balzo per divertirsi un po’ alle sue spalle, perché sa che il fratello non capisce più niente quando c’è di mezzo Elena o un suo surrogato. E allora GO STEFAN. 

Ma il fantasma di Elena è ben vivo anche al di fuori della testa di Damon, vive in Caroline, vive nelle pagine di diario che lei e tutti gli altri si ostinano a scriverle per raccontarle minuto dopo minuto quanto Damon sia incapace di stare al mondo senza di lei. Poi, tanto per far finta di fare qualcosa di diverso e rompere questa monotonia, Sybil decide di coinvolgere Caroline nella riproduzione del rogo delle streghe di Mystic Falls del 1780, divertimento gratuito in cambio di una stupida campana che non si capisce bene a cosa serva e che, plot twist, Seline ha trovato prima di loro senza nemmeno prendersi il disturbo di tirare in ballo mezza cittadina.

Quindi, per ricapitolare, siamo a pochi episodi dalla fine e:

  • non abbiamo ancora capito cosa vogliano Sybil e Seline dalla vita, solo che stanno giocando a un role play basato sui fratelli Salvatore in cui non si capisce nemmeno chi sia chi;
  • Matt è ancora il personaggio inutile che è sempre stato, ma non è più l’unico umano a combattere questa battaglia, visto che ora ha il prode Dorian e suo padre con lui – e non mi soffermo a chiacchierare su quanto sia stata imbarazzante anche la verità su di lui. Ora io dico… se non avete idee su come sviluppare un personaggio, non tiratelo nemmeno in ballo, tanto dubito che qualcuno sentisse la mancanza di qualcosa senza Mr. Padre di Matt;
  • Damon e Stefan, Stefan e Damon, ci stanno regalando l’ennesima riproposizione dei drammi dei fratelli Salvatore, same old, same old, e non so perché ma ho la sensazione che stavolta finirà con Stefan che andrà a fare il falegname insieme a Dexter, disperso in qualche foresta dimenticata da tutti – con tanto di barba e giubbotto a tema. E Damon? Beh, Bonnie morirà, Elena si risveglierà e insieme metteranno in piedi un’industria di zerbini e faranno girare l’economia creando nuovi posti di lavoro a Mystic Falls;
  • alla fine gli unici con un minimo di cervello sono Bonnie, Enzo e Alaric, che hanno pensato bene di prendere e tirarsene fuori.

Però devo ammetterlo, la scena finale è stata costruita molto bene, con Damon alla ricerca della speranza mentre Stefan cede al suo lato più oscuro con Scars di /zan zan/ Michael Malarkey come sottofondo. In circostanze diverse penso che mi avrebbe anche provocato un paio di lacrimucce, peccato che presa nel contesto in cui era non abbia avuto questo effetto devastante che potenzialmente poteva avere.

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, “The Simple Intimacy of the Near Touch”, e vi do appuntamento a settimana prossima con una nuova recensione di TVD (o a domani con quella di Lucifer, se preferite).

https://www.youtube.com/watch?v=eLNatTTkaJ8

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cristal85

2 comments

Savannah 16 Gennaio 2017 at 11:45

Penso che questa sia stata una delle puntate più brutte in assoluto viste finora (Ed era difficile battere la stagione 5).
Per metà puntata hanno fracassato le palle con la storia della dottoressa e io a chiedermi “ma perché ce l’hanno con questa? Chi cavolo è? ” e poi… assomiglia ad Elena, ecco perché Stefan e Damon perdono 40minuti si puntata con lei. WHAT??? Ma seriously?? Voglia di prendere a badilate sceneggiatori, ple e chi più ne ha ne metta. Ah, tra parentesi io tutta sta somiglianza fisica nella nana con la dobrev non l’ho vista ma vabbè.
Secondo… per farvi capire quanto sia andata oltre l’inutilità di Matt x gran parte della puntata ho cercato di ricordarmi il suo cognome, visto che maxwell non mi sembrava, e niente, non lo ricordavo. Ed è grave visto che a momenti so pure il cognome delle comparse di 4 anni fa.
La storia del padre poi veramente , ma scherzi? Te ne sei andato dalla città perché i ricconi suonavano la tua Campanella? Ma vaaaaaffa…
E su sybil meglio non spendere proprio parole. Invece di fare la maestrina perché non andare a torcere il collo a papà Donovan? E anche a Matt the useless già che ci sei.
Insomma 40minuti di spazzatura.

Reply
ChelseaH
ChelseaH 16 Gennaio 2017 at 20:01

AHAHAHAH, sto ridendo tantissimo perché anch’io quando hanno detto “Maxwell” sono rimasta a pensarci sopra un po’ perché non è che mi suonasse molto come il cognome di Matt, ma allo stesso tempo non mi veniva “Donovan” e penso che la dica lunghissima sulla sua utilità ahaha, tanto valeva che lo tenessero fuori del tutto da questa stagione (non che prima fosse utile, ma già che hai avuto la decenza di farlo andare via, lascialo via).

Concordo in pieno, puntata orrenda e senza nemmeno tanto così di senso :/

Grazie per il commento 🙂

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