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Pilot Addicted Recensioni The Perfectionists

The Perfectionists – La strada per il plagio è costellata di buone intenzioni

A quasi due anni di distanza dalla conclusione della serie madre, ha finalmente visto la luce “The Perfectionists”, lo spin-off di “Pretty Little Liars”.

*** ATTENZIONE! Questo articolo contiene SPOILER sul pilot di “The Perfectionists”! ***

Quelli che come me erano in crisi di astinenza da mirabolanti colpi d’ascia destinati a decapitare gente a caso (Noel Khan, sappi che io non dimentico) hanno cominciato a soffrire d’insonnia già dall’annuncio dello spin-off, per poi cadere preda di selvagge caldane stile menopausa in seguito al rilascio del trailer.

Ovviamente non potevamo tollerare che affrontaste impreparati la visione di questo pilot, quarantadue minuti di puro delirio che ci hanno regalato un po’ di tutto, da Mona in versione bambola assassina ad Alison professoressa con tanto di occhialini da porno-segretaria sotto copertura.
Ecco perché io e Sam siamo qui pronte a prendervi per mano e a regalarvi una panoramica spietata e spudoratamente intrisa di spoiler di questo primo episodio… perché fidatevi, per affrontarlo c’è bisogno di tutta la preparazione psicologica che riuscirete a raccattare!

Ragazzi, per dirla in maniera consona a noi veterani dello streaming, sono veramente euforica! Già l’intro a cavallo fra “Saranno famosi” e “CSI” e il riciclo della vecchia sigla in versione pulp avrebbero dovuto farmi presagire il tono di tutto il pilot, ma come San Tommaso ho dovuto vedere prima di riuscire a credere a tanto ben di Dio. Adoro, adoro, ADORO!

Ma andiamo con ordine.

La prima cosa che salta all’occhio è quanto i personaggi principali siano praticamente la copia sputata degli scappati di casa di HTGAWM. Ma precisi proprio. Roba che la Marlene li presi, ha urlato a Shonda “Hold my beer!” e si è lanciata in tangenziale a comandare. Una scelta insensata, inspiegabile e proprio per questo fottutamente epica.
Nel caso come me aveste la memoria di un criceto con disturbi dell’apprendimento, ecco una rapida carrellata di questo gruppo assolutamente dimenticabile.

Via il dente via il dolore comincio subito dalla sosia di Emily, da me prontamente rinominata Anonima 1, che in trenta secondi sullo schermo è già riuscita a risultare fastidiosa come una carie durante il pranzo di Natale. Ancora inconscia del suo inevitabile ruolo di demolitrice d’entusiasmi, Anonima 1 trascorre il tempo libero fra un libro di testo e il sosia triste di Eddie Redmayne.

Abbiamo poi la Ferragni del teen drama, che sfoggia fin da subito il talento recitativo di una trota salmonata e implausibili doti da hacker, che tanto con la storia delle telecamere abbiamo bell’e capito dove andremo a parare. Ho deciso di ribattezzarla affettuosamente Swish, in virtù delle sue scrollate di capelli che la Schiffer nella pubblicità della L’Oréal può soltanto accompagnare.

Ci tocca menzionare anche Anonimo 2, che passa il suo tempo a suonare il violoncello e imbastire momenti di interazione inutile e tediosa con il suo fidanzato, al secolo Belli Capelli, che non è passata neanche mezz’ora e sta già cornuto come un alce.

A completare il quartetto ci pensa Nolan, un eroe suburbano molto equo e solidale che si diletta a elargirlo al popolo. A lui non ho fatto nemmeno in tempo ad affibbiare un soprannome perché tanto è durato come un gatto in autostrada.

In tutto questo Alison viene apparentemente assunta con l’intento di fornire a questa gioventù bruciata (e sì, sto parlando dei neuroni) una guida spirituale, una sorta di bussola morale, giusto per farvi capire a quale canna del gas stiamo attaccati. Di lei sappiamo solo che si è lasciata Emily alle spalle con una frase al limite fra il “Domani è un altro giorno” di Rossella O’Hara e uno dei dialoghi di “Terra Nostra”.

Su tutti loro veglia Mona, la mitica, che esordisce definendo la Beacon Heights University il campus più sicuro del mondo, mettendo immediatamente in chiaro che la cosa finirà a tarallucci e obitorio tempo della fine dell’episodio.

Con queste premesse, a cui si aggiunge la presenza dell’inossidabile mamma Van Der Woodsen, non poteva che uscire un capolavoro dai toni deliranti come piace a me. Nel giro di un episodio ci siamo beccati una carrellata di incontri clandestini nei boschi, cervi a primavera e scene nella nebbia totalmente a caso, il tutto sullo sfondo di un improbabile incesto fra “How To Get Away With Murder” e “1984”. Praticamente poesia pura.

Non vi dico altro perché l’essenziale è invisibile agli occhi, come disse la volpe. Nel dubbio, sentitevi debitamente elettrizzati.

MooNRiSinG

Mesi fa la nostra MooNRiSinG, sapendo benissimo quanto io abbia riso sino a non riuscire a respirare mentre guardavo la S7b di “Pretty Little Liars”, mi disse “Simo, dai, ci occupiamo di ‘The Perfectionists’, quando inizia?” E potevo forse dirle di no? Quindi eccoci qui.

Caro Diario, non riesco a credere a quanto tempo sia passato da quando, una sera gloriosa, ho visto NOEL KHAN DECAPITARSI DA SOLO.
Che momento leggendario.

(MooNRiSinG l’ha chiamato e io non potevo non rispondere.)

E così, orfana di quei genuini momenti di ilarità assoluta, eccomi qui con “The Perfectionists”.
Trovare questa prima puntata non è stato facile (dannazione al panico per una normativa che non è ancora entrata in vigore e anzi, è infognata in qualche antro sperduto del Parlamento europeo, da cui potrebbe non uscire mai). Alla fine, però, ne sono uscita vittoriosa e dunque “press play” e via a questo pilot che segna il ritorno delle Liars (o almeno due di loro), queste ragazze che hanno delle carriere sfolgoranti e case stupende quando in verità dovrebbero essere in galera condannate a ventordicimila ergastoli per aver infranto TUTTE le leggi federali statunitensi. Senza mai essersi messe un paio di guanti, perché pareva brutto non lasciare impronte anche sulle scrivanie degli agenti che volevano arrestarle un giorno sì e l’altro pure.

Dunque, voilà! Ecco Alison che molla Emily e due figlie (madre dell’anno) e va in Oregon a insegnare in un’università a cui Harvard e Yale paiono fare un baffo, a sentire l’introduzione. Il tutto a quanti, trent’anni? Nemmeno. Con il suo passato, poi.
Tuttavia, potremmo noi forse tacciare di assurdità una situazione del genere? Dopo che queste per due anni, al liceo, hanno fatto fessi tutti i poliziotti con cui hanno avuto a che fare e pure degli agenti dell’FBI? Ricordiamo che Mona aveva sul computer un programma di livello militare… perché quale liceale non ce l’ha sul proprio computer? Siamo seri. E pensandoci bene, il passato è sicuramente uno dei motivi per cui Mona prima e Alison poi sono state assunte in questa università.
I primi momenti (il prologo, se vogliamo),però, fanno sorgere un dubbio, che si può riassumere così: sta per entrare in scena Annalise Keating?
Quello che vediamo accadere, dall’introduzione alla presentazione dei ragazzi protagonisti (a parte Alison e Mona, ça va sans dire!), sembra arrivare da “How To Get Away With Murder”. Non che ci si lamenti, questo potrebbe essere fonte di risvolti estremamente divertenti (dicendolo in modo serio, a livello di intrattenimento).
A questo si aggiunge una perla: la cittadina si chiama BEACON HILL. Avanti fan di “Teen Wolf”, fatevi sentire! Chissà che fra le mille cose assurde cui di certo assisteremo non spuntino anche Scott McCall e Derek Hale, attirati dall’omonimia. Non si può mai dire. E qualcuno davvero vorrebbe dirmi che non vorrebbe rivedere DEREK?!

E tanto per non farci mancare nulla, i ragazzi protagonisti sono i corrispettivi di quelli di “Gossip Girl”: prendiamo Ava, un mix tra Blair e Nate (per via dei genitori); per non parlare dei loro genitori, praticamente identici nello stile.
Torniamo seri (si fa per dire).
Questo pilot dunque non brilla di originalità, né si rivela particolarmente eclatante, ma scorre e l’atmosfera non è male, un po’ più matura e dark di “Pretty Little Liars”, anche se ovviamente non mancano boschi in cui la gente gira di notte, con tanto di nebbiolina da film horror anni Ottanta. Un marchio di fabbrica di questo universo.
All’arrivo di Alison si rivela la seconda perla: naturalmente, Mona si è introdotta nella casa assegnata ad Alison e appare all’improvviso dietro una porta con un coltellaccio in mano: “Ho portato la torta!”
Date un premio ad Alison per non essere scappata a gambe levate; anzi, non paga Alison domanda a Mona: “Ma non eri in Francia?”
E Mona risponde leggermente titubante: “Sì, ma non ha funzionato.”
Ma non mi dire! Le pazze che tenevi nel seminterrato sono fuggite e hanno cercato di nuovo di farti la pelle? Gli abitanti della cittadina si sono accorti che il tuo negozio di bambole e case di bambole aveva un che di creepy e ti hanno cacciato?!

All’improvviso… dicevamo, “Gossip Girl”, e pertanto ecco che entra in scena lei, luminosa come sempre: Kelly Rutherford, da madre di Serena Van Der Woodsen a quella di Taylor e Nolan Hotchkiss… ma anche in questo caso ricca sfondata e sempre e comunque madre discutibile. Nelle nostre vite precarie di telefilm addicted, Kelly Rutherford è in ogni caso una certezza. Ed è sempre bellissima.

Con Kelly Rutherford scopriamo che in verità siamo finiti in un angolo d’America che esce da “1984” di George Orwell. Grande Fratello is the way.

Com’è ovvio immaginare, si arriva al momento del colpo di scena, che deve culminare nell’omicidio, come già anticipato a inizio episodio: c’è da dire, tuttavia, che la prima parte è intrigante, Nolan non è il viscido che sembra ma anzi, sta cercando di proteggere varie persone, sua sorella è viva e in realtà i due stanno lavorando insieme per smascherare qualcuno di molto pericoloso.
Peccato che meno di cinque minuti dopo Nolan muoia in modo piuttosto brutale (probabilmente vedremo il suo personaggio in flashback… almeno si spera). E qui torniamo a “How To Get Away With Murder”, perché ora i tre ragazzi protagonisti rimasti saranno forzati a unirsi, pur sospettando gli uni degli altri.

A questo punto, la perla finale, suprema: Mona, che sembra pazza per tutta la puntata (non che sia mai stata sana) e pare parlare a se stessa in tutti gli specchi, in verità parla a qualcuno ed è costantemente osservata: benvenuti al Truman Show!
Ma siamo sicuri che quelle persone con cui lei parlava e che abbiamo visto attraverso lo specchio (la frase non è a caso) siano vere e quella che vediamo non sia la mente folle di Mona, una cosa stile “Inside Out”?


Lo scopriremo solo nel prosieguo!
Questo show ci darà soddisfazioni!

Sam

Ci ritroviamo per il commento di metà stagione! Nel frattempo fateci sapere nei commenti cosa ne pensate di questa premiere e non perdetevi l’analisi della nostra Walkerita, che uscirà a breve.

 

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