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Recensioni The Originals

The Originals | Recensione 1×04 – Girl in New Orleans

 

 

normal_Originals104-0142Oggi partiamo con una confessione personale: ho sempre amato Joseph Morgan. Non sono sicura del perché: mi spiego. Ricordo quando ormai quasi 3 anni fa Julie Plec annunciò che era stato trovato l’attore che avrebbe dovuto interpretare il terribile Klaus: tale Joseph Morgan.

Britannico, non molto conosciuto. La prima foto che ci venne mostrata di lui fu quella in costume (2×19)(uno degli episodi migliori di The Vampire Diaries di una stagione che considero inarrivabile) in cui durante la festa per il suo compleanno, Elijah gli presentava Caterina.
E subito pensai: ‘Sembra più un principe che un mostro psicopatico senza morale’.

Ed è questo che è il KLAUS di Joseph Morgan: un incantatore. Può portare lo spettatore dove vuole: all’odio, alla rabbia, alla compassione, all’adorazione, al tormento. Basta sentirlo parlare: leggere l’accento nelle sue parole. E guardare i suoi muscoli facciali: leggere un intero mondo da scoprire.

Posso essere ripetitiva? Joseph Morgan ha fatto impazzire il mondo con l’episodio di martedì notte. Vederlo recitare è sempre un piacere, ma vederlo recitare in scene drammatiche e prettamente esistenziali, delizia l’anima (come la mia) di chi cerca qualcosa di più rispetto ad un bel faccino in un bel contesto: una storia. Da ricordare. normal_Originals104-0285

Non è un mistero per nessuno che i personaggi degli Originari siano stati scritti (dagli autori sia di Vd che di To) traendo ispirazione dai meravigliosi vampiri di Anne Rice, e Klaus appare strutturato quasi completamente su uno dei personaggi delle Cronache: Lestat. Ma non solo: nella 1×04 mi ha ricordato tantissimo Damon Salvatore.

Ma andiamo con ordine: dopo l’ode a Joseph-che dovrete subire ahi voi dopo ogni episodio-possiamo metterci anche a raccontare qualcosa. Il piano è rimasto lo stesso: Klaus vuole riavere il corpo di suo fratello, e nello stesso tempo vuole per sé il potere della giovane strega Davina, che appare misteriosa quanto letale.

Stavolta ho deciso di procedere diversamente: farò una cronaca delle vicende che l’episodio racconta, mentre nelle considerazioni finali analizzerò alcuni personaggi grazie alle scene che abbiamo visto.

 

Marcel, nonostante l’arroganza apparente è rimasto colpito dal gesto di Klaus ed essendogli sinceramente riconoscente si reca di nuovo da Davina per richiedere la liberazione di Elijah. Partiamo dal primo commento che mi esce spontaneo: altro pregio di Klaus. Il carisma: lo puoi odiare, ma non potrai mai essergli indifferente. Marcel avrebbe tutti i motivi per pensare che Klaus abbia dei secondi fini (ce li ha sempre!), invece decide di credergli. Nonostante tutto quello che gli ha fatto in passato. Quindi di cosa si tratta? Affetto? Rispetto per un grande leader a cui lui non potrà mai arrivare? normal_Originals104-0635

Davina dal canto suo è completamente presa dal suo desiderio di scoprire come si uccide definitivamente un vampiro originario e per questo la vediamo estrarre ed esaminare il pugnale conficcato nel cuore di Elijah. Alla richiesta di Marcel la giovane strega si oppone: vuole assolutamente scoprire cosa si nasconda dietro quel potente incantesimo che permette a quel tipo di vampiri di essere completamente invulnerabili. Durante la 1×04 però vediamo anche qualcos’altro: la personalità della strega (cosa alquanto nebbiosa negli episodi precedenti). Davina vuole assolutamente partecipare  al Dauphine Music Festival che si terrà in serata in città: Marcel inizialmente glielo proibisce, allora per convincerlo… o diciamo meglio fargli capire che non può semplicemente comandarla a bacchetta come fa con tutti i suoi subalterni, gli mostra quello che può fare (gli scalda il sangue interno talmente tanto da portarlo quasi ad una crisi) e ottiene una serata libera.

Libera. Facciamo attenzione a questa parola. Ci servirà dopo.

Cambiamo scenario ed andiamo a casa Mikaelson dove una riluttante Hayley si fa convincere da un’alquanto ambigua strega a recarsi da un ginecologo che si nasconde ai piedi di una palude. Immaginiamo che la salute del bambino abbia preoccupato Hayley a tal punto da non domandarsi perché coloro che dovevano volerla proteggere la vogliono portare in un luogo oscuro, sconosciuto e misterioso. Altra cosa che Hayley sembra dimenticare è che sia i vampiri che le streghe non fanno mai nulla senza tornaconto: quindi c’era evidentemente qualcosa che non andava nella proposta quasi forzata di andare a tutti i costi a farsi un’ecografia!! Rebekah intanto ha deciso di non fidarsi affatto di Klaus e quindi si è messa a cercare il fratello per conto suo. Purtroppo però ricorda solo delle tende e una soffitta: null’altro, così decide di provare a chiedere informazioni nell’ambiente ristretto di Marcel. Non ne ottiene molte: tranne la più importante. La vicinanza. La ragazza arriva alla chiesa del quartiere dove un giovane sacerdote è intento a ripulire del sangue da un altare. Capendo che l’uomo nasconde qualcosa, Rebakah lo soggioga obbligandolo a dirle dove si trova la soffitta che ha dimenticato. normal_Originals104-0856

Ed è proprio lì che la ragazza ritrova Elijah: che è sveglio e si mette in comunicazione con la sorella con la mente. Durante questa breve chat tra i due, Elijah le spiega che presto sarà libero (impariamo qualcosa di nuovo sui pugnali d’argento: una volta estratti perdono parte del loro potere) e che vuole tentare di evitare la terribile guerra che sta per compiersi tra vampiri e streghe, cercando di far ragionare Davina.

Klaus intanto procede a modo suo: per entrare sempre più in contatto ravvicinato con Marcel e conoscere tutti i suoi segreti si avvicina maggiormente alla tenace Camille, la ragazza umana a cui Marcel sembra tenere in maniera particolare. Klaus usa sempre le debolezze degli altri contro di loro: ma stavolta c’è davvero solo questo nel suo voler star vicino alla biondina? Anche a questo rispondiamo dopo. Camille appare a suo agio con Klaus, come se lo conoscesse da molto più tempo: il vampiro le fa una proposta molto particolare, dopo averle rivelato la sua natura e il perché lei non lo ricordi mai: le propone di scrivere le sue memorie ‘perché la mia storia dovrebbe essere conosciuta’.

Un minuto di silenzio per me e per il mio amore infinito per Neil Jordan e la trasposizione cinematografica di Intervista col vampiro (sì Anne Rice parlo ancora di te): Brad Pitt e Christian Slater si siedono ad un tavolo, e Pitt (il vampiro Loius) inizia a raccontargli la sua storia:’ Sono di carne e sangue, come te. Ma non sono umano. Non sono più umano da 200 anni.’

Ok. Torniamo a Klaus e Camille: la ragazza non appare sconvolta dalla notizia sulla sua vera natura, tanto quanto invece appare curiosa di conoscere dietro quali meccanismi magici si sviluppa la compulsione della mente. Non si vede in scena, ma è facile immaginare che questa donna sorprenda Klaus ogni volta che i due hanno uno scambio. normal_Originals104-1648

Marcel intanto chiede a Cami di accompagnare Davina al Festival musicale per evitare che le accada qualcosa. Cami non vuole entrare in questa scacchiera di alleanze ma Klaus la soggioga affinché accetti: c’è una parte del loro dialogo che mi ha colpito tantissimo (così come sono sicura ha colpito Klaus). Camille ha già imparato come funzionano i meccanismi mentali di Klaus: infatti sa di stare per essere soggiogata e lo sa senza alcun dubbio, conoscendolo. Però gli dice una cosa che porta con sé un vero e proprio schiaffo morale per la (sempre più presunta) malvagità di Klaus: ‘Perché invece di soggiogarmi, non provi a chiedermelo con gentilezza?’.

Con questa frase la ragazza spezza di nuovo la linea di confine che c’è tra bene e male e dice a Klaus che, anche se ha capito che lui è malvagio, ed in lui non è rimasto quasi nulla di umano, lei ci vede qualcosa che valga la pena essere salvato, e sarebbe stata disposta per questo a dirgli di sì anche senza il soggiogamento. Una scena scritta magistralmente.

Per questo Klaus le risponde che lei gli piace: la sua mente funziona in una maniera che lui apprezza. Siamo sempre qui: è davvero solo questo? O le corazze del grande manipolatore stanno crollando? Mi viene sempre più da chiedermi se Klaus, a parte dai suoi fratelli e in piccoli frammenti rarissimi da Caroline (‘Hai mai desiderato tornare umano?’), sia mai stato considerato un essere umano da qualcuno.

Il motivo per cui Davina voleva così tanto andare al Festival musicale lo conosciamo presto. Si chiama Tim, e suona il violino in una maniera tipicamente irlandese: con passione e vigore. Si tratta del suo primo amore: purtroppo però i due ragazzi non si sono mai potuti salutare in quanto la ragazza ha dovuto lasciare la scuola in maniera improvvisa (ho trovato molto intelligente la ‘banalità di una storia così comune’ relazionata alla vita di questa strega potentissima). Klaus non perde tempo e con uno scambio perfetto di informazioni con Camille, riesce a portare Davina e Tim nella chiesa dove la ragazza è tenuta rinchiusa. E mentre i due ragazzi si perdono nei rispettivi sentimenti aiutati dalle dolci note del violino di Tim, Klaus e Camille si scambiano informazioni che risulteranno determinati almeno per capire il personaggio di lei. normal_Originals104-2044

Il massacro avvenuto in quella chiesa (Saint’Anne)(sono solo io o ci sono richiami alla Rice ovunque?)(dove un giovane seminarista uccise nove suoi compagni di studi e poi si tolse la vita in preda ad un raptus inspiegabile) rappresenta per Camille molto di più che un semplice fatto di cronaca che l’ha turbata e Klaus lo capisce immediatamente: il giovane seminarista era infatti il fratello gemello di Camille. La ragazza si è trasferita a New Orleans solo per indagare su quello che avrebbe potuto causare quello scatto di follia nel fratello. E di nuovo Klaus e Camille si perdono nella loro  dimensione personale: quella dove il bene e il male non sono poi così distanti l’uno dall’altro, ma rimangono dei punti di vista e delle scelte (devo tornare a citare Anne Rice ma ne parlerò alla fine). Il momento delle confessioni è finito e Klaus decide di tirare delle frecce al suo arco prima lusingando Davina (‘Io non ti terrei mai prigioniera. Con me saresti libera’) poi minacciando Tim, che in effetti poi ucciderà. Davina scatena la sua furia distruttiva su Klaus, il quale però non è come tutti gli altri vampiri con cui la strega ha avuto a che fare: è più forte, resistente e soprattutto intelligente. Conosce bene i punti deboli da colpire. normal_Originals104-2173

Infatti obbliga Davina (in un gioco perverso che gli riesce benissimo) a chiedergli di salvare la vita di Tim (dopo esser stato lui stesso ad ucciderlo senza alcuna pietà!!). Poi le ricorda che gli deve un favore, e se ne va richiamato da una Rebekah estremamente preoccupata.

Hayley infatti è stata vittima di un agguato durante la visita ginecologica, e dopo essere fuggita nei boschi, torna da Klaus e Rebekah ricoperta di sangue ma senza alcuna ferita evidente. Nel bosco invece sono rimasti diversi cadaveri sanguinanti: le teorie più probabili sono che Hayley li abbia massacrati nella sua forma animale, e il bambino invece abbia guarito (essendo per metà vampiro) le sue ferite dall’interno (una sorta di protettore della madre).

Racconto qui uno dei momenti più carini di tutto l’episodio: e a mio parere molto significativo. Klaus è arrabbiato e vuole vendicarsi delle streghe, Bex è sollevata perché Elijah sta per tornare, ed Hayley esausta vuole solo ‘tornare’ a casa. Quella frase, usata in quel contesto mi ha davvero emozionato: non solo Hayley inizia a sentirsi parte della famiglia più disfunzionale esistente, ma sembra che la cosa le sia gradita a tal punto dal volersi rifugiare lì dopo una brutta giornata per averne calore. Mi piace pensare che la piccola lupa, cacciata di casa dopo essersi trasformata la prima volta e cresciuta senza una famiglia, ne abbia finalmente trovata una. normal_Originals104-2279

Arriviamo al gran finale: Klaus si reca da Camille. Il vampiro vuole assicurarsi che l’ossessione della ragazza per la tragedia della scomparsa del fratello non gli sia d’ostacolo, e allora dopo aver vinto le resistenze della ragazza (e le proprie, come dimostrano le sue lacrime) la soggioga a dimenticare, promettendole che lui stesso cercherà di informarsi su quello che successe veramente quella notte in chiesa: Klaus non ci è andato molto lontano ipotizzando un mistero. Infatti il reverendo che Bex ha incontrato in chiesa, Padre Keiran, è uno dei seguaci di Marcel, e sicuramente è al corrente di molte più cose di quante ci abbia rivelato martedì notte.

 

PASSIAMO ALLA MIA ANALISI DEI PERSONAGGI SUI FATTI:

Marcel: in questo episodio non è apparso né arrogante, né sicuro di sé come eravamo abituati ad immaginarlo. Posso solo dire che inizi a sentire la presenza di Klaus sempre più sul collo. Ma non solo: quello che è successo a Thierry (giardinati in pace, carissimo) lo ha colpito profondamente e gli ha causato qualcosa di nuovo: diffidenza verso il suo esercito di notturni. Cosa c’è dietro? Marcel ha davvero voluto regnare su New Orleans o è semplicemente un vampiro solo che trova conforto nell’idea della vendetta verso qualcuno che lui amava (sia Bex che Klaus) ma che lo ha ferito? (Damon Salvatore primi tempi docet). normal_Originals104-2318

Davina: la giovane strega nasconde molto più di quello che si vede. E non sto parlando dei suoi straordinari poteri (sarà comunque interessante scoprire perché lei è così diversa dalle streghe comuni). Parlo del suo essere una giovane fanciulla a cui qualcosa è stato rubato. Klaus incolpa Marcel ma io credo che ci sia ancora dell’altro: altrimenti non avrebbe senso aver ripetuto più di una volta (almeno tre se ricordo bene) che ha ‘dovuto lasciare la scuola improvvisamente’: cosa si nasconde dietro questa fuga? E perché nonostante sia così potente, rimane di lei un’impressione di infinita tristezza? Chiediamoci anche: le parole di Klaus avranno su di lei qualche effetto? Poiché lui ha ragione: la ragazza non è libera di decidere niente della sua vita. Perché? E perché Marcel sembra essere il più vicino a non permetterle di viverla liberamente?

Camille: per parlare di lei dobbiamo per forza parlare anche di Klaus (che naturalmente terrò per ultimo), quindi parliamo solo di lei. La stiamo conoscendo molto bene attraverso tanti piccoli dettagli, e quasi tutti mi piacciono. E’ decisa, sicura, determinata, ma anche volitiva e curiosa. Una cittadina del mondo che ha dovuto affrontare un grave lutto nella vita, ma che non si è tirata indietro e ha deciso di volerci vedere chiaro. Parliamo anche del coraggio di trovarsi di fronte un’immortale assassino e dirgli come se niente fosse che nel mondo esiste anche la possibilità per CHIUNQUE di scegliere il bene. normal_Originals104-2353

Hayley: la sto adorando. Per fortuna Phoebe Tonkin è riuscita a togliere dal suo personaggio lo sguardo ‘sono incazzata con il mondo ma sono talmente gnocca che non puoi fare a meno di volermi’: cioè non la rendevano per niente. Adesso invece .. usando un francesismo potrei dire che la maternità l’ha addolcita parecchio. E’ così che ci piace: tenera ma coraggiosa e tenace. Oltre al momento sopra citato, una menzione particolare per l’incantevole sorriso di sollievo quando Bex le dice Elijah sta per tornare.

E arriviamo a lui: Klaus. Posso sembrare ripetitiva ma c’è in lui qualcosa del vampiro da letteratura, di quelli antichi, di quelli d Stoker o di LeFanu (autore del Carmilla): lui è l’essere più potente di tutti, ma traspare da lui la tristezza infinita di non poter essere nient’altro.

Ricordate la scena famosissima della 3×11 (Vd) in cui Klaus salva la vita (la prima volta) a Caroline? Durante quello straordinario discorso ‘anima e cuore-che non ha’ Klaus rivela a Caroline che in oltre mille anni di vita gli è balenato nella mente l’idea di farla finita: lui. Proprio lui che ha passato 500 anni cercando di liberarsi di un maleficio che limitava la sua completa invulnerabilità, confessa ad una giovane vampira, che la vita-QUESTA VITA-lo fa soffrire. Che non vale completamente la pena viverla.

Perché dico sempre che Klaus mi ricorda in particolar modo Lestat? Perché i vampiri di Anne Rice non si contrappongono all’uomo come mostri senza possibilità di redenzione: i vampiri della Rice sono delle creature di cui l’uomo è solamente vittima. Sono vicine a Dio come perfezione e soffrono solamente di una cosa: la condanna all’Immortalità.

Per noi esseri umani la vita diventa preziosa e la felicità ha un sapore diverso poiché sappiamo che il nostro tempo non è l’eternità, che ogni momento potrebbe essere l’ultimo. Immaginiamo cosa questo tipo di sensazione potrebbero essere per qualcuno che non ha nessun limite di tempo per provarle. Per assurdo potrebbe non provarle mai, tanto… avrebbe ancora tempo. Quindi sarebbe una NON VITA… eterna. normal_Originals104-2360

‘La grande avventura della nostra vita. Che cosa significa morire quando si può vivere fino alla fine del mondo? E che cos’è la fine del mondo, se non un modo di dire, perché chi sa anche soltanto cos’è il mondo stesso? Ormai ho già vissuto due secoli e ho visto le illusioni dell’uno completamente distrutte dall’altro, sono stato eternamente giovane ed eternamente vecchio, senza possedere illusioni, vivendo attimo per attimo come un orologio d’argento che batte nel vuoto: il quadrante dipinto, le lancette intagliate, che nessuno guarda, e che non guardano nessuno, illuminate da una luce che non era luce’ (Intervista col vampiro).

Questo tipo di vampiro è Klaus, ed è questo tipo di vampiro che alla fine dell’episodio obbliga Camille a dimenticare la sua ragione di vita: l’amore per il fratello. Non credo siano necessarie troppe parole alla struggente interpretazione di Leah Pipes e di Joseph Morgan in questa scena.

Faccio solo una piccola riflessione: Camille supplica Klaus di non portarle via il suo dolore come se fosse l’unica cosa che la rende viva, e Klaus ne è talmente colpito dall’essere per la prima  volta da quando lo conosciamo titubante ed insicuro su una linea d’azione. Perché? La risposta potrebbe essere semplicemente nel fatto che è evidente il suo crescente affetto per la ragazza e vederla così vulnerabile lo fa soffrire: ma non è questo. Klaus vorrebbe essere diverso: vorrebbe che in questo mondo non ci fossero né demoni, né persone come lui e in questo ha rivelato quello che fu ai tempi (2×12) il più grande segreto di Damon Salvatore: ANCHE A LUI MANCA ESSERE UMANO.

Ve lo lascio leggere dalle parole di Klaus: ‘Quello che puoi fare è andare avanti. Tuo fratello è in pace, ora. Stanotte dormirai e sognerai un mondo di gran lunga migliore di questo. Dove non c’è male, né demoni, e dove la gente desidera solo essere buona’.

Una scena del genere, con due interpreti così intensi merita di essere rivista. Ancora e ancora. Talento e trasporto in Cw: finalmente. http://www.youtube.com/watch?v=ZAnWXKOawnQ

Passiamo alla parte pubblicitaria: come avrete letto dalle mie piccole note biografiche lavoro come autrice anche al Tvd Italia, e volevo ricordarvi un appuntamento imperdibile per tutti i fan (sia To che Vd): a giugno del prossimo anno si terrà a Roma un’importantissima convention di incontri coi fan ed eventi legati alle due serie. Il primo ospite annunciato è niente meno che lo stupendo DANIEL GILLIES, mentre il secondo ospite annunciato proprio oggi è il tenero ZACH ROERIG, storico personaggio di Vampire Diaries.

Se volete più informazioni sulla convention e sui nostri affiliati in questo evento, vi lascio tutti i link: TVD ITALIA e BHE By Heart Events.

Si ringrazia per il sostegno anche la pagina facebook The Vampire Diaries: Always and Forever.

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1 comment

Linda 25 Ottobre 2013 at 13:57

Complimenti per la splendida recensione Mary.
Inutile dire che condivido in pieno le tue parole su Joseph Morgan, a cui aggiungo la Straordinaria Claire, per me le punte di diamante della serie.
Faccio davvero fatica a trovare qualcosa da dire su questo episodio, e non perchè gli spunti di riflessione siano pochi. Anzi, c’è talmente tanto, soprattutto dal punto di vista emotivo, che The Originals è quasi bello guardarlo e riguardarlo, lasciando che parli da solo direttamente allo spettatore.
Per quanto riguarda i personaggi, Marcel resta per me un grande punto di domanda. E’ come se lo avessi messo nel limbo, al momento. Spero che si riveli un degno avversario per Klaus, non tanto sul piano bellico, quanto su quello umano. Per Rebekah sul piano sentimentale spero sempre in qualcosa di più del solito uomo che ha finto di amarla per poi tradirla.

Hayley sto iniziando a rivalotarla. Non so quanto per meriti suoi, ma è quasi commuovente il modo in cui Rebekah, Elijah e persino Klaus stesso l’abbiano accolta in famiglia. Finalmente c’è l’approfondimento del tema degli affetti familiari, completamente avulso da The Vampire diaries e ridotto al rapporto conflittuale tra Beks e Klaus nella famiglia Mickaelson prima dello spin-off.

La cosa è più mi affascina di Davina è il suo essere tutto ed il contrario di tutto. E’ potente, ma non può essere libera. E’ giovane, ma vive come se avesse già vissuto tutta la sua esistenza. E’ l’unica adolescente in un mondo di adulti in guerra, e lei è l’arma più potente che ci sia a disposizione. Spero anche io come te di saperne di più.

Camille. Camille in questo episodio mi ha letteralmente conquistata. Klaus ricordava molto Damon in questo episodio, e come Damon per la prima volta ho visto un Klaus sperare, riacquistare coscienza della vita, del tempo, del dolore. Ritornare di nuovo a se stesso e sentire. Klaus ha sentito attraverso gli occhi di Camille. Attraverso il suo dolore, la sua ansia di sapere, la voglia di avere risposte. Il dolore che lei ha dentro e che lui percepisce crea un naturale pezzetto di mondo in cui si incontrano e si comprendono. Fin dal pilot mi ha colpito il suo essere una giovane donna adulta che fa i conti con un mondo pieno di demoni, avendo a dispozione solo l’umana ragione ed il coraggio. E’ un personaggio maturo, la sua analisi di Klaus che non è retorica né moralistica, nonostante sia sotto soggiogamento e potrebbe risultare una relazione viziata, lei ha davvero le chiavi per poter aprire tutte le porte dietro a cui Klaus dorme. Camille è la versione adulta, abbellita e senza presunzione di ragione di Elena. A differenza della Gilber, Camille non ha assiomi dietro cui nascondersi, al contrario ha il coraggio della curiosità, una sete di domande a cui vuole dare delle risposte. Non importa quanto tortuoso o buio sia il cammino, Camille non è la donna delle scorciatoie, delle situazioni comode.

Complimenti ancora, soprattutto per i riferimenti alla Rice e per l’attenta analisi finale.

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