The Originals 5×11 – Nuovamente Famiglia, ma per quanto?

Terz’ultimo episodio per “The Originals”. E questa volta non di stagione, ma di serie. Mancano solo due episodi alla chiusura dello show. La fine di un’era iniziata nove anni fa.

La puntata è stata palesemente di passaggio, per poter creare un ponte tra la storyline dei vampiri puristi, chiusa la scorsa settimana (con scene a effetto), e il confronto finale con L’Ombra, rimasto in sospeso da un anno e che avverrà, ovviamente, negli ultimi due episodi, in cui la Famiglia Originaria farà di tutto per salvare Hope.
A parte qualche momento un po’ forzato atto a creare tensione e drammaticità tra Freya e Keelin (Freya che onestamente non è stata molto utilizzata in questa stagione ed è un peccato, essendo lei una strega Mikaelson), la puntata è stata semplice ma toccante, per metà di essa si sono dovute trattenere le lacrime. E, soprattutto, la narrazione aveva lo scopo di ricomporre i rapporti familiari tra i fratelli Originari, dopo una forzata distanza di anni e dopo la perdita di memoria di Elijah, che ha portato a conseguenze oltremodo dolorose.

A questo è servito, ovviamente, tutto il flashback tra Elijah e Hayley. Sebbene, come chiarito nella scorsa puntata, Elijah ami realmente Antoinette (e il sentimento sia ancora presente), quello che lui provava per Hayley era rimasto in sospeso, proprio perché Elijah non era se stesso, era privato di una parte di sé che non ricordava più. E tuttavia, quella parte esisteva, era lì presente in lui, dunque era inevitabile che la vista di Hayley gli suscitasse delle emozioni anche se lui non poteva sapere per quale motivo.

La stessa cosa vale per Hayley anche se lei non aveva dimenticato, anzi, a maggior ragione per questo. Nella scorsa stagione, Hayley si era voluta allontanare da Elijah spaventata da quanto aveva visto; tralasciando il fatto che la reazione al lato oscuro di Elijah, da parte di lei, è una cosa di cui ancora adesso è difficile trovare il senso (visto che, tanto per fare un esempio, lei è quella che a Mystic Falls aveva offerto come sacrificio dodici licantropi e sapeva che sarebbero stati sacrificati anche dodici streghe e dodici vampiri e non si era fatta problemi al riguardo… quindi non siamo dinanzi a una persona senza sangue sulle proprie mani), la cosa importante è che nonostante questa scelta lei non aveva smesso di amare Elijah e questo sentimento era stato messo in stand by.
Tutto il flashback, dunque, è servito come una sorta di chiusura per loro, soprattutto per Elijah, che doveva trovare qualcosa che gli desse la forza di affrontare il dolore e tornare padrone di se stesso, nonché membro della famiglia.



La parte del matrimonio è stata oggettivamente la migliore, non tanto per il matrimonio in se stesso, ma per quello che ha rappresentato: la ricostituzione della famiglia. E infatti, non è stato un caso che fossero presenti solo Kol, Davina, Elijah, Rebekah, Hope, Marcel e Klaus (oltre, ovviamente, alle spose), perché sono i membri della famiglia Mikaelson. Marcel è il figlio adottivo di Klaus, Davina è la moglie di Kol e questo li rende Mikaelson, esattamente come lo era Hayley; come abbiamo visto, inoltre, Davina ha un bel rapporto con Hope, alla quale ha fatto evidentemente da zia, e per questo ha risposto immediatamente alla richiesta di aiuto di Klaus per lei.

Hope è riuscita a stare accanto a Elijah, Keelin è entrata ufficialmente a far parte della famiglia, riconosciuta tale dal bellissimo discorso di Kol, rivolto alle spose ma anche a tutta la sua famiglia (un segnale di quanto il suo personaggio sia maturato, anche… sarebbe stato bello, però, averlo di più nella serie, già dallo scorso anno), Marcel e Davina hanno avuto un altrettanto bel confronto su come gestire le cose a New Orleans, visto che non c’è nessuno che meglio di lei possa consigliare Marcel, nessuno che capisca meglio la situazione (e Marcel, che lo sa, ha ascoltato Davina e questo ha mostrato ancora una volta il suo essere leader… e a prescindere dal fatto che Declan possa piacere o meno – e indubbiamente sinora è stato piuttosto inutile – ha un senso che a riprendere in mano la fazione degli esseri umani sia un O’Connell, anche questo chiude il cerchio apertosi all’inizio dello show).




Infine, la questione Hope.
Molto, molto toccante, per la reazione di Davina, Rebekah, Klaus, Elijah. Per i Vampiri Originari (e anche Marcel, che in ogni caso ha i suoi secoli) Hope, che ha solo quindici anni, è davvero alla stregue di un’infante. Proviamo a pensare cosa debba significare per questi esseri che per mille anni hanno vissuto più dolori che gioie e hanno pensato che mai avrebbero potuto viverne una quale una nascita, una piccola creatura e una nuova vita con il loro sangue (Hope, pur essendo figlia di Klaus, condivide il sangue anche con i suoi zii e anche per loro è l’unica “figlia” che mai esisterà – quantomeno al momento –), scoprire che quel raggio di luce nella loro millenaria esistenza sta per spegnersi dopo un lasso di tempo così breve.
Con questa considerazione è facile comprendere la loro reazione, quel totale panico passato e ben visibile negli occhi di Klaus, ovviamente, ma anche di Elijah e Rebekah, il loro scatto repentino quando è sembrato che Hope fosse svenuta.

Ed escludendo Davina, che ha scoperto tutto, è emblematico che al momento (a quanto sembra) gli unici a essere a conoscenza delle condizioni di Hope siano Klaus, Elijah e Rebekah. Il trio delle origini.

Sappiamo già, ovviamente, che Hope verrà salvata, ma ciò non toglie nulla al pathos che potremo vivere nelle ultime due puntate (quantomeno si spera ci sia), non solo perché nessuno può aver mai preso in considerazione, in questi anni, che Hope morisse, ma anche perché il punto è: come verrà salvata? E a che prezzo?

Anche per questa puntata è tutto, vi lascio con il promo del prossimo episodio, “The Tale of Two Wolves”.
Siete pronti a dire addio alla famiglia Mikaelson?

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali sugli episodi, sui nostri personaggi preferiti e tanto altro!

What’s the point in being good?
The White Queen Italia

 




Continua a seguire Telefilm Addicted su Facebook e Telefilm Addicted su Twitter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime news e iniziative.

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.