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Recensioni The Night Shift

The Night Shift | Recensione 4×01 – Recoil

È tornata l’estate, anche se qui dove vivo io, in Irlanda, non lo direste mai, e con lei è tornato pure The Night Shift, il medical drama più tamarro del panorama televisivo, che quest’anno avrò la gioia e l’onore di recensire.
Non perdiamo tempo ed andiamo ad analizzare gli avvenimenti salienti di questo primo episodio.

TC Callahan VS The World

Avevamo lasciato TC sotto una pioggia di bombe in Siria, ma all’inizio dell’episodio lo ritroviamo invece legato come un caciocavallo in fase di stagionatura nel retro di un furgone. La situazione potrebbe sembrare disperata a chiunque altro, ma non a lui, che, per nulla incline a tradire il suo MacGyver interiore, riesce a costruire una sega rudimentale con una stringa e un paio di scarponi e a liberarsi i polsi.

Segue immediatamente un altro bombardamento (ovvio, non vorremo mica adagiarci sugli allori), ma il medico viene salvato proprio da una degli assalitori, una sorta di Lara Croft Asian Edition che va in giro a strappare a mani nude chiodi dalle appendici della gente. L’unico neo della nuova arrivata sembra essere una lieve tendenza al sadismo e alla tortura, ma sono certa che dopo un adeguato numero di scene strazianti e decisioni combattute TC riuscirà a riportarla sulla retta via e probabilmente a rotolarsi in mezzo alle dune del deserto con lei, che abbiamo una tradizione da mantenere e non sia mai che si incontri una donna vagamente abbordabile e non si porti a casa il risultato (peccato, perché a me l’idea di un intermezzo fra TC e Syd cominciava perfino a far sorridere).

L’unica cosa che mi chiedo è quanto possa essere portata avanti questa linea narrativa che costringe il personaggio di TC a restare completamente scollegato da tutti gli altri: personalmente la trovo una scelta un po’ azzardata e credo che alla lunga potrebbe risultare forzata e controproducente (oltreché noiosa).

Così parlò Jean-Claude Van Damme

Tempo di nuovi arrivi al pronto soccorso, che si sta riempiendo di precari per cercare di mettere una pezza all’abbandono da parte del personale.
Fra gente random di cui non ricorderemo neanche la faccia spicca Cain, che in cinque minuti in scena è riuscito a scatenarmi un caso di avversione così prepotente che non si vedeva dai tempi d’oro del dottor Chavez, con cui ha in comune peraltro parecchi tratti distintivi.

Questa sottospecie di Rambo latino con un passato da giocatore di football, entra in scena placcando un paziente e poi cavalcandolo come un toro meccanico fino a riuscire a sedarlo. Non pago, trova il tempo di impartire a Shannon una lezione di vita, spiegandole che non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze e che la vera bellezza si trova nel cuore… e no, se ve lo state chiedendo Shannon non è stata trasformata in una bestia, ma solo perché ha deciso di comprare il libro di aforismi di Cain e di diventare una sua discepola. Prevedo che nel giro di un paio di episodi Paul si porterà dietro un palco di corna grande come la vastità della cippa che me ne frega di questo nuovo personaggio (che fidatevi, è estesissima).

Ovviamente questo guru dei Baci Perugina, come tutte le persone che varcano la soglia del San Antonio Memorial, nasconde un passato tormentato, cosa che si può evincere chiaramente dall’espressione spesso assorta e dolente e dal fatto che nel tempo libero si diletta a intagliare il legno.

Un uomo duro e puro

Nel frattempo Paul, che non sarà tanto sveglio ma alla fine due più due riesce pure a farlo, si rende conto che forse forse mollare l’ospedale non è stato un fantastico guizzo di intelligenza, ma, essendo stato proprio lui il pilastro morale della rivolta che ha portato al licenziamento di tutto il personale, non ha proprio il coraggio di fare marcia indietro e fare per l’ennesima volta la figura del pirla.

Decide così di continuare a ostentare la sua sacra indignazione, il che lo porta a un nuovo, accesissimo scontro con il padre e a farsi dare una lavata di capo persino da Scott, che notoriamente ha l’aggressività di un cucciolo di panda.

Se a questo aggiungiamo il continuo riferimento al fatto che con Shannon le cose non sono proprio tutte rose e fiori, le quotazioni per il #mainagioia di questa quarta stagione lo vedono decisamente favorito rispetto agli avversari, con Kenny saldamente parcheggiato in seconda posizione.

House of Jordan

Proprio quando cominciavo a chiedermi a) dove volessero andare a parare con la storyline di Mac, b) come intendessero risolvere la questione del licenziamento e convincere tutti a tornare al pronto soccorso senza creare un buco narrativo grande quasi quanto il Texas, santa Jordan ci ha messo come al solito una pezza, tirando con sapienza le fila di Julian Cummings e dimostrando di sapersi destreggiare abilmente nell’intricato groviglio della burocrazia ospedaliera.

Il modo geniale in cui costringe Julian ad occuparsi di Mac e la controproposta a bruciapelo che lo costringe ad accettare di riassumere i membri del personale ai loro termini la rendono senza dubbio la vera eroina di questa puntata (sì, lo so che proprio in quel momento Drew se ne stava appeso come un geco a un carrello delle montagne russe per salvare due ragazzine fastidiosissime, ma tecnicamente non sappiamo ancora se ci riuscirà oppure se finiranno spiaccicati al suolo come albicocche troppo mature) e portano allo scioglimento di un nodo narrativo che stava rischiando di diventare dispersivo e di difficile risoluzione.

L’idea dell’ospedale per veterani permette inoltre agli autori di mantenere intatto il legame con la difficile tematica del reintegro dei soldati nella società, che ha sempre fatto da sfondo alle vicende del telefilm ma che stava diventando difficile inserire nella narrazione in maniera plausibile.

Direi che è tutto per quanto riguarda questo primo episodio, che mi ha lasciato abbastanza soddisfatta e che non ha tradito lo spirito della serie, alternando scene rocambolesche e improbabili a momenti a modo loro toccanti.

Non mi resta quindi che lasciarvi con il trailer del secondo episodio e darvi appuntamento alla prossima settimana!

#ridateciragosa #freddierodriguezteseama

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