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The Haunting of Hill House | Il creatore parla della serie del momento (e di una possibile Stagione 2)

Spoiler Alert: Continuate a leggere l’articolo solo se avete finito di vedere The Haunting of Hill House.

Una delle grandi sorprese del 2018 è stato The Haunting of Hill House di Netflix, che, seppur prendendosi un po’ di tempo per carburare, risulta essere a tratti terrificante, commovente e devastante. Basata sull’omonimo romanzo di Shirley Jackson, la serie di 10 episodi è diretta in maniera ambiziosa e brillante dall’incredibile inventiva di Mike Flanagan (Gerald’s Game).

In una pausa durante le riprese dell’adattamento del sequel di The Shining di Stephen King, Doctor Sleep, Flanagan ha rilasciato un’intervista dove ha parlato di come è stato realizzare la casa, affrontare il lutto e il dolore, e la pianificazione di una possibile seconda stagione.

Questa serie è sembrata più un omaggio al romanzo di Shirley Jackson e meno un adattamento. Da dove sei partito con questo progetto?

Ho sentito descriverlo in questo modo e credo sia molto cool. Ho pensato anche potesse essere una fanfiction ad un certo punto. Amblin Partners mi ha portato il progetto, di cui aveva i diritti, dicendo che voleva farne un adattamento televisivo. Ma come? Io ho sempre amato il libro sin da quando ero piccolo e adoro il film di Robert Wise e quando ho visto il materiale ho capito che per espanderlo fino a 10 episodi, bisognava fare qualcosa di davvero drastico.

Credo che questo adattamento sia perfetto. Volevamo fare qualcosa di diverso, e per me, voleva dire aprire il libro e leggere riga per riga, scegliendo i momenti, i personaggi, i temi e anche le preghiere che mi dicevano qualcosa. Raccolti questi fattori, li abbiamo uniti con un nuovo ordine e poi ci abbiamo lavorato su. È più un remix che un adattamento, e questo mi terrorizzava perché non sapevo come avrebbero reagito i fans di Shirley Jackson.

È una vera dissezione del dolore e del lutto. Volevi esplorare come il dolore perseguita le persone?

Si, questo è un tema che mi ha sempre affascinato ed è sempre collegato a quello a cui lavoro, in un modo o nell’altro, ma questo progetto era diverso dagli altri, specialmente perché entrambi i miei genitori sono i più grandi di sei figli, hanno queste grandi famiglie e quindi abbiamo sofferto molte perdite negli anni, e questo progetto è risultato essere un esame catartico di quello che succede quando perdi qualcuno.

Quello che mi ha colpito maggiormente è che il lutto e il dolore sono esperienze universali. Tutti noi abbiamo provato un dolore tale e questo è qualcosa che, quando parli di fantasmi e horror gotico, puoi realizzare. Mostrare le cose più tristi e oscure che tutti noi abbiamo affrontato nella vita è un’opportunità incredibile.

Il casting è fondamentale per uno show, ma una dei protagonisti si può dire che sia la casa. Hill House è una vera casa o è un set costruito apposta?

Abbiamo girato per mesi in Georgia e alla fine abbiamo trovato questa casa. Non l’abbiamo toccata. Non ci era permesso entrare in realtà, e infatti abbiamo usato solo l’esterno. L’abbiamo trovata in mezzo al nulla a LaGrange e me ne sono innamorato. Di primo impatto è una casa bellissima, ma strana, schizofrenica. È stato così strano. È come se non appartenesse al posto in cui si trovava. Abbiamo poi ricostruito gli interni cercando di rimanere in tema con gli elementi principali degli esterni.

Gli interni della casa sono così strani. Cosa volevi comunicare con questo set?

Quando leggi la descrizione della casa nel libro di Jackson, è molto disorientante. Abbiamo cercato di inserire tutti gli elementi principali, poi abbiamo voluto aggiungere degli omaggi visivi. Una cosa che abbiamo fatto con gli interni per rendere l’idea che ci fosse qualcosa di strano, che qualcosa che non andava, è stato di usare elementi di design che sembrassero visi umani, ad esempio sulla carta da parati, le lampade e le maniglie delle porte. Volevamo che gli spettatori ovunque guardassero, si sentissero sempre osservati.

Le tecniche di riprese usate sono fantastiche, specialmente nell’episodio 6.

L’episodio 6 è fondamentale, sapevamo sarebbe stato quello in cui tutti i bambini si sarebbero ritrovati. Abbiamo scritto l’intera coreografia delle riprese per l’episodio, prima ancora di iniziare la produzione. Quindi quando abbiamo iniziato a preparare il design della casa, l’abbiamo pensato specificatamente per questo episodio. Hill House era su un palco, la casa funeraria era su un altro palco e abbiamo costruito un corridoio tra i due palchi in modo che potessimo passare da un palco all’altro senza dover tagliare la scena. Abbiamo provato questo episodio con un team specializzato per cinque settimane di fila, ogni giorno. Abbiamo dovuto stoppare la produzione per provare con loro, con la troupe. Dopo un mese, abbiamo portato il cast su questo set e abbiamo mostrato loro l’episodio. Il cast ha avuto poi 2 settimane per provare l’episodio. Alla fine si è trattato di cinque lunghe riprese che abbiamo fatto una al giorno. Ci ha quasi uccisi. Ha quasi ucciso chiunque!

È incredibile. C’era una scena in cui Hugh e Olivia sono al secondo piano della casa e la camera scende con loro al primo.

Abbiamo costruito un ascensore e l’abbiamo ancorato al soffitto. Non si vede in nessun altra ripresa, e quando dovevamo fare riprese nella hall, l’ascensore semplicemente andava sotto il pavimento e spariva.

Dovresti essere orgoglio. È una vera conquista.

Si, ne sono estremamente orgoglioso, e sono orgoglioso soprattutto del cast e della troupe, perché fare un film è un vero lavoro di squadra, e in questo caso lo sforzo è stato di 200 persone che erano perfettamente in sincronia.

Quindi, ad esempio, quando loro adulti vedono la loro versione più giovane, gli attori corrono dentro e fuori dalla ripresa mentre la camera si muove?

Esatto. Fare questo episodio è stato isterico. Durante le riprese, è stato divertente, tutti i ragazzi erano accovacciati per terra che cercavano di nascondersi per poi correre alla loro posizione.

Poi ad esempio quando Olivia corre nel corridoio e nella hall con le statue che la seguono e vedi che la loro testa è in posizione diversa, è davvero forte. Se però avessi visto le riprese, quando i membri della troupe si nascondevano spostando le statue che avevano la testa in una posizione diversa e le riposizionavano al posto giusto prima che la camera si girasse e le riprendesse. È divertente. Quasi un circo.

E se a metà delle riprese vedevamo dal monitor quello che avevamo girato e ci accorgevamo che c’era un membro della troupe nello sfondo, semplicemente pregavamo la squadra degli effetti speciali per toglierlo. Si, a volte era puro panico, ma alla fine ha funzionato.

Immagino che girarlo come un lungo film sia stato difficile, soprattutto per Carla Gugino che ha diversi gradi di sanità mentale nel corso della serie.

Credo che ci siano poche persone che avrebbero potuto gestirlo come ha fatto Carla. Lei è così preparata. Per quanto riguarda il suo percorso nello show, lei era diligente e continuava a “ricalibrarsi” per assicurarsi di essere nello stato mentale giusto.

E tua moglie, Kate Siegel, interpreta Theo, giusto? È grandiosa.

Si, cerco sempre un’opportunità per mostrare al mondo quello che io vedo in lei. Lei è semplicemente meravigliosa. Non so se avremmo potuto fare un anno di produzione da separati, quindi è stato fantastico. Lei è stata fantastica.

Qual è il significato delle 3:03 am – il momento in cui tutti si svegliano?

Dipende dalla leggenda urbana che scegli, ma è l’ora delle streghe. È uno di quegli elementi che salta sempre fuori in diverse iterazioni negli horror, e ci piace per questo.

Il fantasma Poppy Hill è il paziente zero di Hill House? È lei che ha dato inizio a tutto questo male?

Lei sicuramente ha portato la pazzia nella casa in una maniera davvero palpabile. Avevamo anche scritto e pianificato di girare la storia completa di Hill House. Ogni episodio si sarebbe aperto con cinque minuti di storia della casa narrata da Steven, tratta dal suo libro. Abbiamo scoperto dal libro di Jackson che la prima vittima della casa è morta prima che qualcuno ci mettesse piede. Nel libro originale, si trattava della moglie di Hugh Crain, mentre nel nostro abbiamo trasformato questo personaggio in Jacob Hill. Abbiamo costruito una storia molto complessa della famiglia Hill che alla fine non abbiamo più girato. Non avevamo tempo o soldi per girarlo, e questo mi aveva spezzato il cuore, ma abbiamo capito che potevamo concentrarci su altro, sulla famiglia Crain.

Ma Poppy, abbiamo voluto inserirla perché lei impersona la follia di Hill House. Quindi credo che descriverla come paziente zero sia perfetto.

Dopo la storia che lei ha raccontato a Mrs. Dudley (Annabeth Gisah) della morte di suo padre, è sembrato che Olivia sia stata attirata dalla casa. È così?

Si, esatto. Per la casa, Olivia è il pasto principale. Credo che questa sua sensibilità quasi sovrannaturale sia passata anche a Eleanor e Theodora, e tutte e tre abbiano questa energia paranormale speciale. Credo che questo abbia attirato Olivia alla casa e credo che sia quello che ha dato energia alla casa per le ultime decadi.

Nonostante quasi tutti vedano persone morte, Shirley (Elizabeth Reaser) vede un fantasma (James Lafferty di One Tree Hill) nella forma di una sua ex relazione. Perché questa scelta?

Volevamo far capire che un fantasma può essere tante cose diverse e non volevo che ogni spettro dello show fosse di qualcuno morto in Hill House. Abbiamo fatto in maniera simile con Abigail e anche con Shirley, esplorando il tema che un fantasma possa essere un ricordo o un rimorso. Mentre tutti i personaggi sono perseguitati dalla morte della loro mamma e dal disfacimento della loro famiglia, questa sembrava una bellissima opportunità per un personaggio, che sembra così in controllo della sua vita, di esprimere metafisicamente questo sentimento.

C’è una scena dell’episodio 8 che è ci ha fatto saltare in aria. Quando Shirley e Theo sono in macchina. Come vi siete preparati per questo?

Abbiamo messo a Victoria il suo trucco e l’abbiamo fatta sedere sui sedili posteriori, e Kate ed Elizabeth sapevano che sarebbe successo. Ma ho detto a Victoria di alzarsi e apparire prima di quanto si aspettassero. Le ragazze infatti avevano almeno un’altra pagina di dialogo, quindi non se lo aspettavano a quel punto e la loro reazione è genuina. Ha fatto saltare in aria anche tutti noi che aravamo ai monitor. Tutti noi sapevano che sarebbe apparsa, ma ogni volta che rivedo quella scena, non sono pronto.

Il finale è molto chiaro. Potrebbe esserci una seconda stagione?

Non voglio speculare troppo sulla seconda stagione fino a quando Netflix, Paramount e Amblin non ci faranno sapere di volerne una. Quello che posso dire è che, se dovesse esserci una seconda stagione, la storia della famiglia Crain è stata raccontata, è finita. Credo che ci siano diverse direzioni che potremmo prendere, con la casa o qualcosa di completamente diverso. Amo l’idea di un’antologia. Per me comunque, i Crain ne hanno avuto abbastanza e li abbiamo lasciati esattamente come volevamo ricordarli. Abbiamo pensato ad un finale con un cliffhanger e ad altre idee, ma alla fine abbiamo sentito che questa storia doveva finire in questo modo. Con un senso di chiusura per la famiglia.

 

 

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