The Flash | Recensione 3×16 – Into the Speedforce

Bentornati amici della Earth 1,

non so bene cosa mi aspettassi da questo episodio, ma qualunque cosa fosse non ne sono così entusiasta.

Mettiamo subito bene in chiaro le cose: c’è stata azione, c’è stata suspance, i nostri cuoricini si sono infranti con momenti dolci e ricordi dolorosi, ma in generale c’è stata un’atmosfera di “già visto” che mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Sicuramente la cosa che mi ha fatto più storcere il naso è stata la sindrome del martire di Barry Allen e come sia stata snocciolata nel corso della puntata. Per quanto continui a reputare il suo senso di colpa più che giustificato e ben costruito, bisogna riconoscere che non è colpevole di ogni cosa brutta che si sia verificata negli ultimi tre anni! Wally se l’è un po’ cercata, diciamocelo chiaro e tondo! Sono arrivati ad imputargli morti di cui lui non è responsabile e questa cosa mi scoccia tantissimo: Eddie, Ronnie e Snart hanno LIBERAMENTE scelto di sacrificare se stessi per il Bene, non per Barry. Far loro dire al ragazzo che è responsabile del loro triste destino ed usare il “what if” di ciascuno per far stringere il cuore al povero Barry, è stato ingiustificato e soprattutto un insulto alla memoria dei tre personaggi. Eddie, assolutamente senza poteri, scelse di uccidere se stesso per evitare di far generare Eobard Thawne (abbiamo poi visto che grandi risultati ha ottenuto, mi vien da dire!), Ronnie si è lanciato nel turbine spazio temporale per salvare Central City e Snart ha sacrificato la propria vita NON perché ispirato da Barry (che non vedeva da tempi immemori e che ha saputo della sua morte in un microsecondo del mega crossover di inizio stagione) ma perché era cambiato lui lavorando con le altre Leggende. Come direbbero in una causa in tribunale, il fatto non è supportato da alcuna prova per cui gli autori avrebbero potuto usare in maniera ben diversa i tre personaggi e non come semplici esche per revival che desideravamo da tempo.

Senza contare che per l’ennesima volta, Barry deve affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Quante volte un eroe deve fare i conti con i propri errori? Quando la smetteranno di presentarci eroi in grado solo di essere perfetti altrimenti bisogna punirli con frustate e mai una gioia? Quando capirà la signora CW che 23 episodi di The Flash sono troppi e iniziamo ad essere stanchi di brodini allungati a metà stagione? Perché è ciò che abbiamo ottenuto con questo episodio: un brodo allungato. L’ennesima fermata di autogrill prima della stazione finale che arriverà fra parecchio tempo.

Se l’idea di un percorso a tappe sarebbe stata una soluzione intelligente e narrativamente utile, questa scelta di riportare il discorso su Barry e solo Barry è oltremodo sbagliata. Cambiare il futuro pezzo per pezzo avrebbe concesso di recuperare un pezzo del puzzle di settimana in settimana e arrivare al 23esimo episodio con non troppi episodi filler ed invece, ora che il futuro non si può cambiare, Barry ci fa (a noi e a quella povera donna di Iris) un discorso incomprensibile e l’attenzione si concentra nuovamente solo su di lui.

Dov’è l’unità di intenti che contraddistingueva il team Flash? Perché sta diventando sempre più unipersonale alla “Arrow”? Ma soprattutto, cosa diamine c’entra questo discorso con “la mia paura è la causa di tutto questo”? Voi l’avete capito? Perché a me è salito un nervoso che non vi dico! Lui aveva paura di perdere Iris quindi cambia il futuro e chiede a Wally di salvarla al posto suo e quindi ora ha capito che deve accettare di avere paura ma Iris la deve salvare lui? Sono solo io o qualcosa non quadra?

Insomma, bocciato su talmente tanti livelli che non saprei dirvi.

Naturalmente la ciliegina sulla torta è stato il discorso finale ad Iris: Barry nell’arco di 4-5 episodi è passato da: “ti amo, viviamo insieme, sposiamoci” a “voglio una pausa”. Ora, un buon psicologo direbbe: io me ne lavo le mani. Che senso ha?! Perché aggiungere angst in una relazione che andava benissimo e che stavano raccontando benissimo visto che era importante per la narrazione, ma non ingombrante. Allora avevo ragione io quando nella scorsa recensione dicevo che gli autori avevano scelto la proposta solo per giocare coi sentimenti dei Westallen! A livello narrativo NON ha senso che Barry chieda una pausa ad Iris: rimandare il fidanzamento, rallentare, ma una pausa?????

E non fatemi nemmeno parlare dell’assurda storyline di Jesse. Capisco che gli Star Labs si stiano affollando troppo ma ‘sta donna cambia idea più velocemente di un camaleonte col colore! Perché far restare Jesse per qualche episodio e poi farla partire DI NUOVO? Come si aspettano che crediamo al sentimento fra lei e Wally se Jesse coglie ogni occasione utile per andarsene?

Senza contare che – non avendo imparato nulla da Barry e Wally – ha deciso di affrontare da sola Savitar. Per carità, ammettiamolo, grazie alla sua cocciutaggine abbiamo scoperto che dietro l’armatura c’è un uomo e non un dio ma a parte questo, le sue decisioni sono riconducibili unicamente alla necessità di farle fare qualcosa e giustificare la fuga.

Tra l’altro, a proposito di Savitar, ho letto su Tumblr una teoria interessante: ovvero che ci sia un Barry futuro dentro quell’armatura. In effetti, ascoltandolo parlare, c’è qualcosa nel modo in cui articola le parole che mi ricorda il nostro Barry. Spiegherebbe perché conosca tutto di tutti, perché continuino a focalizzare la nostra attenzione su quanto accadrà 7 anni dopo (Barry che sparisce durante la Crisi) e perché ce l’abbia tanto con Barry. Certamente è una teoria interessante, ma non vorrei stessimo sopravvalutando troppo gli autori…

Insomma, hanno fatto un minestrone riscaldato di temi già affrontati, hanno cercato di insaporirlo con un paio di visi noti che avremmo voluto rivedere ed ha avuto un esito che definire “incomprensibile” è usare un eufemismo.

Chiuderei solo con una lode a Jay Garrick che si immola alla causa e che viene definito da Snart nella sua «Golden Age». La “Golden Age” è il periodo dei fumetti che va dagli anni ’40 a poco più dei ’50 in cui è comparso per la prima volta il velocista Flash: il suo nome allora era Jay Garrick. Una chicca che i fan dei fumetti non hanno potuto non notare.

Vi lascio al promo del prossimo episodio

…che sarà il crossover con “Supergirl” e che vedrà una mini Glee-Reunion. Ammetto di essere molto curiosa circa quanto accadrà e chi canterà….

Cosa vi è parso dell’episodio? Siete anche voi inviperiti quanto me? Vi aspetto nei commenti.

In attesa di rivederci a passo di danza, vi saluto e vi ricordo le pagine FB da seguire se volete essere sempre informati su The Flash e il suo The Team (ah ah…non fa ridere)…

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The Lady and the Band
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

6 Comments

  1. Samantha

    16 marzo 2017 at 15:16

    Concordo con tutto quello che hai scritto, e aggiungo che ho trovato il mostrarci un’ipotetica figlia di Caitlin e Ronnie sia stata una crudeltà gratuita, sia per noi che per Barry.

    • The Lady and the Band

      The Lady and the Band

      23 marzo 2017 at 18:22

      Ciao!
      Grazie del commento 🙂
      Sì, concordo e aggiungo che ogni volta che ci fanno vedere che Caitlin sarebbe potuta essere felice, mi si spezza il cuore.

  2. Sel

    19 marzo 2017 at 17:40

    Ciao! Anch’io sono rimasta alquanto perplessa dall’episodio per tutti i motivi che hai elencato. Questa storia del Barry-martire la stanno portando agli estremi. Senza motivi ragionevoli.
    Al punto in cui siamo ora ci potevamo arrivare già settimane fa, senza perdere tempo con altre dinamiche. Io avevo visto il coinvolgimento di Wally come un tentativo di lavoro di gruppo portato al livello superiore. Certo, mi aspettavo che l’ultima parola sarebbe comunque spettata a Barry, ma alla fine.
    Mi ha fatto piacere rivedere i vecchi personaggi, ma potevano evitare di snaturarli come hanno fatto.
    E poi i Westallen che si lasciano?! Barry non fa altro che pensare ad Iris da quando era ragazzino, fino alla scorsa puntata voleva sposarla e adesso basta andare a dormire a casa di Cisco per farlo diventare improvvisamente freddo, lucido e refrattario a ogni distrazione. Ma per favore!
    E’ un vero peccato che quest’anno questo show sia così traballante.
    Vedremo se si risolleverà…
    Alla prox… 🙂

    • The Lady and the Band

      The Lady and the Band

      23 marzo 2017 at 18:24

      Ciao!
      Grazie del commento 🙂 E ben ritrovata!
      Anche io avevo sperato che il coinvolgimento di Wally avrebbe significato un portare il gruppo ad un livello superiore…ci sbagliavamo. Peccato.
      Speriamo che la serie si riprenda, mi sta decisamente facendo passare la voglia.
      Alla prossima!

  3. appassionato

    19 marzo 2017 at 22:33

    Ciao.
    Un guazzabuglio assolutamente inutile. Non sarebbe opportuno dedicarsi ad altro?

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